Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > Lui & Lei > La Stanza al Quarto Piano
Lui & Lei

La Stanza al Quarto Piano


di Sim02
13.04.2026    |    1.286    |    4 8.7
"Ma quando il respiro dell'uomo si è fatto improvvisamente più roco e frammentato, tradendo l'imminenza dell'apice, lei ha cambiato le regole..."
La sala da pranzo dell'hotel era un rifugio di luci ambrate e brusio ovattato. Lui sedeva a un tavolo d'angolo, un sessantenne con l'aura solida e rassicurante di chi ha passato la vita a gestire persone e capitali. Completo scuro senza cravatta, un bicchiere di Barolo tra le dita. A due tavoli di distanza, c'era lei.

Avrà avuto poco più di vent'anni. Un abito di seta color rubino le scivolava addosso come una seconda pelle, lasciando scoperte le spalle e la linea delicata della schiena. Era sola, come lui, ma non sembrava affatto in attesa. Semplicemente, esisteva nello spazio, consapevole del proprio fascino.

Il gioco è iniziato in silenzio. Lui ha alzato lo sguardo dal suo piatto e ha trovato gli occhi di lei già puntati sui propri. Nessuna ritrosia, nessun imbarazzo. Lei ha sostenuto lo sguardo, portando lentamente il calice di vino alle labbra. Ha indugiato sul bordo di cristallo, per poi inumidirsi il labbro inferiore con la punta della lingua. Un movimento impercettibile, ma letale.

Per tutta la cena, non si sono scambiati una parola. Solo un dialogo fatto di piccoli gesti: il modo in cui lei ha accavallato le gambe, lasciando che lo spacco del vestito si aprisse con una lentezza calcolata, o la mano di lei che scostava i capelli dal collo nudo, offrendolo alla vista di lui. L'aria tra i due tavoli si era saturata di un'elettricità palpabile, una corda tesa pronta a spezzarsi.

Hanno pagato il conto a pochi minuti di distanza. Lui ha preso l'ascensore, lei le scale. Sembrava finito tutto lì, in un innocuo gioco di seduzione a distanza.

Eppure, il destino nei grandi alberghi ha vie strette. Si sono ritrovati nel corridoio del quarto piano, i passi attutiti dalla spessa moquette. Lei stava cercando la chiave magnetica nella borsa; lui era fermo davanti alla porta della sua stanza, a pochi metri.

Lui si è avvicinato, la voce profonda, venata da una sottile e calcolata ironia:
"Mi scusi... una lunga giornata di riunioni mi ha lasciato un mal di testa piuttosto feroce. Per caso, nella sua borsa, ha un'aspirina?"

Lei ha smesso di cercare. Ha sollevato il viso, e un sorriso obliquo, carico di promesse, le ha illuminato gli occhi. Ha fatto scattare la serratura della sua stanza, spingendo la porta.
"Forse ho qualcosa nel beauty case," ha risposto, la voce un sussurro vellutato. "Entri. Le do un'occhiata."

Lui ha varcato la soglia. La porta si è chiusa alle loro spalle con un clic secco, chiudendo fuori il mondo. Nessuno dei due ha fatto un passo verso il bagno. La scusa dell'aspirina è svanita nell'aria densa della stanza.

Lui ha annullato la distanza che li separava. Lei non si è ritratta; ha sollevato il mento, gli occhi liquidi e brillanti. Le mani di lui, calde e sicure, le hanno sfiorato i fianchi nudi attraverso la seta fredda del vestito. L'esperienza di lui traspariva dalla calma assoluta dei suoi gesti: non c'era la foga impacciata di un ragazzino, ma la lentezza inesorabile di un predatore esperto.

Si è chinato per baciarla. Le labbra si sono incontrate prima morbide, esplorative, per poi aprirsi in un bacio profondo, avido, umido. Lei ha lasciato sfuggire un piccolo gemito contro la bocca di lui, aggrappandosi con le mani alle sue spalle larghe, sentendo i muscoli tesi sotto la camicia.

Lui le ha fatto scivolare le spalline lungo le braccia. Il vestito è caduto a terra, una pozzanghera di seta rossa. Lei è rimasta solo con un sottile pizzo nero, la pelle giovane che fremeva sotto il tocco rude dei polpastrelli dell'uomo. Lui l'ha esplorata con una dedizione quasi religiosa. Le ha accarezzato i seni, i pollici che sfioravano i capezzoli tesi fino a farla inarcare contro il suo petto.

Ogni bacio scendeva più in basso. Dalla clavicola al ventre piatto, mentre la faceva sedere sul bordo del letto. Si è inginocchiato davanti a lei, le mani che le aprivano dolcemente le cosce. Lei ha chiuso gli occhi, le dita intrecciate nei capelli brizzolati dell'uomo, quando le labbra e la lingua di lui l'hanno trovata. Il suo tocco era sapiente, ritmico, conosceva perfettamente le geometrie del piacere femminile. Ha saputo indugiare sul suo centro pulsante, alternando pressioni calcolate e carezze liquide, facendola precipitare in un vortice di spasmi incontrollabili che le hanno fatto gridare il suo nome nel silenzio della stanza.

Quando lei era ancora scossa dalle scosse del piacere, lui si è spogliato con gesti rapidi. Si è sovrastato su di lei, premendola contro i cuscini. Il contrasto tra l'età matura e solida del suo corpo e la giovinezza acerba di lei era un'immagine potente.

Lui l'ha guardata negli occhi, cercando il suo consenso assoluto in quello sguardo annebbiato, e poi è entrato in lei. Lentamente. Completamente.

Un respiro spezzato è uscito dalle labbra di lei mentre si riempiva della sua presenza. Lui ha iniziato a muoversi con spinte lunghe, profonde, guidando il ritmo con un'autorità che la faceva impazzire. Era un gioco di potere dolcissimo, in cui lei si abbandonava totalmente alla forza di lui.

Ma quando il respiro dell'uomo si è fatto improvvisamente più roco e frammentato, tradendo l'imminenza dell'apice, lei ha cambiato le regole. Con una grazia felina e inaspettata, si è sottratta dolcemente alla sua spinta, sfuggendo alla sua presa.

Lui l'ha guardata, sorpreso e col fiato corto, mentre lei lo spingeva delicatamente ma con fermezza per le spalle, facendolo scivolare supino sui cuscini. Un sorriso indecifrabile le è spuntato sulle labbra mentre scivolava lungo il suo petto, la seta dei capelli che le velava il viso.

Senza dire una parola, si è chinata su di lui. Ha accolto la sua virilità tra le labbra con una lentezza calcolata, avvolgendolo in un calore umido e perfetto. Lui ha inarcato la schiena, le mani che si stringevano disperatamente alle lenzuola, travolto da quel cambio di ritmo.

Lei ha guidato la danza con una maestria assoluta, alternando la pressione delle labbra a tocchi lievi della lingua. Non c'era fretta, solo un'intensa, devota attenzione che celava in realtà il controllo totale del piacere di lui. Lo ha portato sull'orlo per poi farlo rallentare, stuzzicandolo, profonda e inesorabile, succhiando via ogni sua resistenza.

Fino a quando lui, incapace di trattenersi un secondo di più, ha ceduto. Un gemito sordo gli ha graffiato la gola mentre l'onda lo travolgeva. Lei non si è ritratta; ha accolto la sua esplosione fino in fondo, bevendo ogni goccia della sua forza, cullando i suoi spasmi fino a quando l'energia dell'uomo si è esaurita del tutto, lasciandolo svuotato, ansimante e totalmente in balìa di lei.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
8.7
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per La Stanza al Quarto Piano:

Altri Racconti Erotici in Lui & Lei:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni