Lui & Lei
La benda
Mobydick78
25.04.2026 |
821 |
1
"Non ho nessuna intenzione di lasciarti senza quel gioco che ho immaginato mentre scandivo i giorni dell’attesa..."
Mi hai sorpreso. Dovevo essere io a guidare il gioco. Invece sono seduto, bendato, sul tuo divano.Sei arrivata con quella striscia di stoffa rossa, me l’hai avvolta intorno al volto ed ora sono qui che attendo. Non ho idea di cosa stai per fare. L’ho immaginato questo momento, ne abbiamo parlato. Ma ho sempre pensato che sarebbero state le mie di mani a giocare sul tuo corpo nudo. Perché siamo nudi, abbiamo già fatto l’amore, ci siamo conosciuti, abbiamo goduto. Però sappiamo entrambi che è questo il momento intorno a cui ruota questo incontro.
Aspetto. Qualcosa sta per accadere. Non sento rumori. Non hai vestiti e dunque non posso percepire il fruscio della stoffa. Ma qualcosa sta per accadere. Non riesco ad immaginare se il tuo è stato un gesto istintivo oppure una sorpresa studiata e preparata per me. Parole sarebbero fuori luogo adesso. Aspetto. Qualcosa deve accadere.
Infatti accade. É la tua bocca umida a scuotermi dai miei pensieri. Ti piace baciare. Lo fai quasi divorandomi, ma lentamente, con una foga controllata. L’ho scoperto la prima volta che abbiamo fatto l’amore. É la stessa bocca che ora sento sul mio petto liscio. Mi baci e con la lingua giochi con il mio capezzolo. “Si sono proprio invertite le parti”, ma il mio è solo un rapido pensiero. Non ti vedo, non ci sono parole. Non c’è altro spazio che per le vibrazioni della mia pelle. Stai puntando in basso. So già dove. Non serve vederti. Posso immaginare i tuoi occhi chiari che fissano il mio sesso ormai in piena erezione. Solo un istante e sento la tua lingua sulla mia asta. Poi un bacio sulla cappella che percepisco gonfia. Poi inizi a succhiarmi.
Vorrei togliermi la benda, ma rovinerei tutto. Allora chiudo gli occhi. Ed è un modo per godermi tutto a pieno. Godermi la tua mano che mi accarezza tra le gambe, che si sposta sulle palle stringendo appena un pó. Si ferma. Si sposta sul mio petto. Mi accarezza con il palmo aperto. Sento il piacere che comincia a prendere forma. Ti fermi, come se lo capissi anche tu. Non ti sento più? Cosa hai in mente? Cosa mi attende. Mi baci in bocca. La tua lingua contro i miei denti. La lascio entrare per giocare con la mia di lingua. Il bacio è breve. Non è da te. Tu il bacio lo fai durare, lo prolunghi, lo lasci e lo riprendi. Stavolta invece no.
Non ci sei più. Non ti sento più. “Dove sei?” Mi esce spontaneo. La domanda è stupida e non mi rispondi. Lo percepisco che ti sei allontanata. Sento appena un pó più lontano il rumore secco di carta strappata. Non ti vedo, ma immagino. E capisco quando sento le tue mani armeggiare sul mio sesso dritto. Qualcosa da sotto la benda intravedo. Ma quel momento va vissuto al buio. Non ti dico niente a sistemo meglio la stoffa sopra gli occhi. Sistemo anche il preservativo che hai provato a stritolare e farmi indossare. Senza vedere non è semplice, ma alla fine in due ci riusciamo.
Ormai è tutto chiaro. Stavolta non mi sorprende quando le nostre cosce si sfiorano mentre ti metti a cavalcioni sopra di me. Prendi il mio sesso e lo guidi dentro di te. Meglio, lo punti sulle tue grandi labbra e ti ci siedi sopra. Io così lo percepisco. Inizia una danza. Tu che ti muovi su e giù, poi avanti e indietro, afferrandomi per i fianchi. Io che con il bacino spingo fino a sfiorarti le pareti più interne. Ti sento mugolare quando ci riesco. Provo anche a prendere in bocca il tuo seno, a morderti i capezzoli. Ma in questa posizione non é semplice.
L’orgasmo, che si stava già preparando, arriva al momento giusto. Godiamo entrambi e ci fermiamo. Vorrei uscire, tu serri le cosce. “Fermo. Lo sento che vibra dentro. É bello”. Sono le tue prime parole da quando mi hai messo quella benda. Allora mi rilasso ancora di più. Mi libero gli occhi mentre gli ultimi schizzi di piacere ti regalano quei brevi sussulti che ho appena scoperto ti piacciono tanto.
Siamo stesi sul letto adesso. Abbiamo goduto, riso, parlato. Potrebbe andare bene così. Potrebbe bastare così. Invece a me non basta. Non ho nessuna intenzione di lasciarti senza quel gioco che ho immaginato mentre scandivo i giorni dell’attesa. Ora, mentre sei nuda sul letto vicino a me, sono certo di sorprenderti. Non ti accorgi mentre quasi furtivamente mi procuro ciò che mi servirà a breve. Ora sì tocca a me.
Ti tolgo gli occhiali e ti bendo. Non hai quasi tempo per protestare. Sempre che tu voglia protestare.
Adesso sono fermo. Un bacio. Mi allontano. Attesa. Ti masturbo appena un paio di volte dentro e fuori con le dita. Poi fermo. Attesa. Ti succhio un capezzolo. Attesa. Ti bacio. Mi fermo. Ti lecco ancora. Mi allontano. Il gioco sembra proprio piacerti. Non parli ma i tuoi mugolii sono più eloquenti di qualsiasi parola.
Mi alzo. Tu non lo sai, ma questo tempo più lungo degli altri mi serve per decidere. Per scegliere come andare avanti. Ti prendo per i fianchi e ti faccio girare. Tu capisci subito le mie intenzioni e ti posizioni appoggiata su gambe e ginocchia. Pronta, insomma, per la più classica delle penetrazioni da dietro. Bendata, ma vista tante volte. Ancora non lo sai, ma mentre ti sto baciando la schiena dal collo al culo io ho in mente altro.
Lo capisci solo quando devi allargare le gambe per permettermi di intrufolarmi tra le tue cosce. Ne sei pienamente consapevole quando inizio a succhiarti il clitoride. Quando ti penetro appena con la punta della lingua. Quando sfioro il contorno del tuo sesso prima di baciarlo a bocca piena, con la lingua che fa egregiamente il suo dovere. Lo sento da come le cosce si irrigidiscono. Da come sei sempre più bagnata. Da come il dolciastro del tuo piacere mi cola sul viso.
Quello che, bendata, non puoi intuire, é che ho appena aperto il lubrificante. Il freddo del gel ti fa sussultare mentre con le dita lo passo sul tuo sesso. É ben oltre il sussulto la reazione quando infilo un dito nel tuo culetto. Lo so, non ti piace così tanto, ma questo sfizio dovevo togliermelo. Gradisci molto di più quando senti entrare quel dildo, con cui ti sei masturbata poco prima, dentro il tuo sesso. Dalla tua reazione non te lo aspettavi. Peró ti piace. Ti piace sentirlo dentro di te, fino in fondo, fino a toccare i punti più interni che ormai so bene riconoscere. Spingo. Mi fermo. Spingo ancora. Sempre più in fondo. Mentre lo faccio ti succhio con le labbra il clitoride. Ogni tanto lo mordicchio appena e tu ti contrai ancora di più.
Ti giri appena. La benda é ormai un pezzo di stoffa di traverso sul tuo viso. Il suo compito lo ha svolto egregiamente. “E’ forte! É forte!”ed è un urlo appena sopito da cuscino. Ti togli il toys da sola e mi allontani. L’orgasmo é arrivato. “Che é successo? Per caso hai goduto?”. Te lo chiedo ridendo mentre esco dalle tue cosce e mi stendo vicino a te.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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