Lui & Lei
All'orto botanico
09.06.2026 |
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"Sara intanto gemeva di piacere, con una gamba appoggiata sulla tazza e una mano contro il muro, gli occhi e la bocca socchiusi, in estasi..."
Padova è la città dove sono nato. Famosa per il Santo, Prato della Valle, le Piazze ed altri innumerevoli monumenti è anche la città dell'orto botanico più antico del mondo. Incredibilmente Sara ed io non c'eravamo mai stati ed un sabato pomeriggio decidemmo di colmare questa lacuna.Faceva caldo e Sara scelse un abbigliamento semplice e fresco: gonna lunga e camicetta. Intimo non pervenuto per mia gioia, adoro i capezzoli che con lo strofinio si inturgidiscono e l'idea del niente sotto il vestito. La visita fu veramente interessante e rilassante, un momento di qualità per la coppia e ne approfittammo per coccolarci e baciarci senza che qualcuno potesse disturbare. C'era molta gente ma poco m'interessava e cominciai a baciare Sara con sempre più passione, stringendola al petto e intrecciando le nostre lingue come due ragazzini delle superiori. Chiaramente il mio cazzo soffriva dentro i pantaloni e Sara ogni tanto lo stringeva senza farsi notare, dandomi tutt'altro che sollievo.
Ci sedemmo a riposare un attimo vicino ad un grande albero al centro dell'orto, una zona un po' meno affollata ma non al sicuro da sguardi indiscreti. Ci baciammo ancora più intensamente e ad un certo punto mi misi accucciato davanti a lei e feci scomparire la mia mano dentro la gonna. Non so quanto si vedesse da fuori ma sinceramente non mi importava. Le accarezzai l'interno della coscia, da dietro il ginocchio fin quasi alle natiche e poi mi spostai più al centro dove le labbra di Sara erano in attesa di attenzioni. Erano gonfie e bollenti al tocco, già ricche di umori ed era un piacere sentirle sotto le mie dita, mentre mi muovevo con movimenti circolari lenti e decisi. Ci guardammo intorno: nessuno sembrava essersi accorto di questa coppia over 40 intenta a pomiciare duro e allora ci baciammo di nuovo senza ripensamenti. Sentii il suo respiro nella mia bocca quando le infilai le dita nella fica e cominciai un massaggio intimo stimolandole il punto g. Sara stava godendo ma si tratteneva, non era mai stata esibizionista in pubblico e probabilmente aveva raggiunto il suo limite di zona extra confort. Mi guardai intorno sperando che l'orto si fosse svuotato ma purtroppo si stava invece avvicinando un gruppo di universitari e mio malgrado ritirai la mano. Portai alla bocca le dita piene dei suoi umori, un aroma ed un sapore da farmi perdere la testa e lì mi accorsi di un signore che ci guardava. Probabilmente aveva visto tutto e dopo averlo fissato gli sorrisi con complicità.
Ci spostammo in un'altra zona questa volta al coperto, una specie di museo, e senza dire nulla presi Sara per mano e la portai in fondo al corridoio dove avevo visto l'insegna dei bagni.
Una volta entrati ci trovammo davanti una struttura moderna e pulitissima con una serie di lavabi sulla destra e alcune porte aperte in fondo. Ci dirigemmo verso una di queste, non ricordo se avesse qualche simbolo, ormai avevo la mente offuscata da altro.
Una volta dentro Sara si alzò la gonna e mi inginocchiai per leccare e succhiare tutto il nettare che avevo assaggiato poco prima. Mi dedicai al clitoride di Sara con alternanza di leccate e succhiate e nel mentre sentii uscire degli umori dalla mia asta che mi bagnarono mutande e pantaloncini. Sara intanto gemeva di piacere, con una gamba appoggiata sulla tazza e una mano contro il muro, gli occhi e la bocca socchiusi, in estasi.
All'improvviso da fuori il suono di acqua scrosciante ci avvertì che non eravamo soli. Mi alzai, feci piegare Sara in avanti appoggiandosi al lavabo e le divaricai leggermente le gambe. Poi finalmente liberai il mio cazzo che gocciolò per terra il mio desiderio accumulato e cominciai a strofinare la punta sull'entrata del sesso di Sara. Approfittai del rumore dell'asciugamani per coprire il grido di Sara mentre lo infilavo tutto dentro e cominciai a penetrarla con un ritmo a singhiozzo. Volevo farle scappare un gemito incontrollato finché la persona fosse nella stanza, uomo o donna che fosse. Non ci riuscii ma il gioco fu comunque molto eccitante e quando ci sembrò di essere di nuovo soli finalmente potemmo sfogare il nostro desiderio. Il ritmo divenne subito frenetico, con penetrazioni profonde e decise, mentre Sara aggiungeva piacere stimolandosi il clitoride. Appena il tempo di sentire le prime contrazioni della vagina che già stavo schizzando in un orgasmo liberatorio.
Ci sistemammo e uscimmo sorridenti come se niente fosse, finendo la nostra visita e fissando un ricordo che rimarrà indelebile.
Venite all'orto botanico, ne vale la pena!
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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