trio
Ed io tra di voi
Mobydick78
14.04.2026 |
1.929 |
3
"Che strano, era lì a casa sua, ma avevano scelto di chiamarsi solo con le iniziali..."
Era sprofondato sul divano. Mezzo nudo. Senza camicia e con i pantaloni e i boxer calati fino a metà coscia.Si stava masturbando. Lentamente. Solo in apparenza distrattamente. L’attenzione era rivolta ad altro. Ad un groviglio di due corpi femminili sopra un tavolo davanti a lui. Due donne che sembravano una l’opposta dell’altra. Una mora, curve morbide, occhiali e occhi chiari e allegri. L’altra castana, piccolina e riccia dal corpo più spigoloso. Proprio lei era affondata con la bocca tra le cosce dell’altra. La stava baciando e masturbando piano con la lingua, come solo una femmina sa fare. Girava con la punta intorno alle grandi labbra e poi dentro.
Lui era lì, si masturbava e ricordava bene quel sesso aperto. Era stato spalancato per lui solo qualche giorno prima. Profondo, accogliente, glabro con le labbra appena un po’ larghe e il clitoride che svettava. Si masturbava immaginando che ora la riccia stesse cercando quei punti del piacere che lui conosceva bene. Avrebbe voluto dirle “usa le dite che le piace”. Restó invece in silenzio ad accarezzarsi il sesso sempre più turgido.
Era la prima volta che incontrava la donna castana, ora impegnata a giocare di bocca. La mora no. Di lei sapeva. Sapeva ciò che le piaceva.
Lentamente, in apparenza svogliatamente, si alzò e sfilò i pantaloni. Gli sembrava giusto essere tutti e tre nudi. Il suo sesso era ormai lungo e largo. Ci pensó e gli venne da sorridere mentre lo avvicinava alla bocca della sua amica, sempre stesa sul tavolo. La riccia sembrava indifferente, presa nel suo lavoro di lingua tra le cosce dell’altra. Il suo volto era nascosto dalle gambe tese dell’altra, solo il sussultare della capigliatura riccia lasciava intendere il ritmo sincopato del piacere di entrambe.
Lui era a pochi centimetri da quel piacere. I suoi occhi azzurri stavano fissando quelli altrettanto chiari ed eccitati della sua amica. Li ricordava perfettamente quando gli avevano aperto la porta la prima volta. Incorniciati dagli occhiali neri con una montatura quasi maschile. Si erano desiderati subito. E si stavano desiderando anche in quegli istanti. Il suo sesso duro era a pochi centimetri dalla bocca di lei, che lo cercava. Succhiava da Dio e lui lo sapeva. Anzi, non esserle venuto in bocca era uno dei pochi rimpianti del sesso insieme l’altra volta.
Tutto in quegli attimi stava portando lì. Invece no. Sì piegó appena un pó per baciarla. Si divorarono le bocche reciprocamente. Aveva già sentito quelle labbra sul suo corpo. Sì staccó appena per baciarle il collo, leccarla e morderle il lobo dell’orecchio. Non avrebbe resistito.
Solo quel gesto sembrò scuotere l’altra donna, distrarla dallo scambio di piacere tutto al femminile. Solo allora sembrò essere consapevole della presenza dell’uomo. Sì staccó del sesso ormai caldo e fradicio dell’amica. In ginocchio davanti alle sue cosce aperte e a lei sempre stesa sul tavolino. I movimenti erano lenti come a misurare il prossimo gesto. In piedi, senza una parola prese l’uomo per mano e lo condusse in camera da letto. Era lui a non capire, a non avere idea di cosa lo stesse attendendo.
Il corpo minuto della donna riccia trovó la forza per spingerlo sul letto. In un attimo gli fu sopra. Il sesso già bagnato e caldo sulla sua bocca. Lui non aveva fretta. Anzi sembrava voler fare decantare il momento. Cominciò a leccarla, partendo da lontano, dallo spazio tra le cosce e le grandi labbra. Un pó per volta si fece sempre più audace. Gli piaceva quel sapore che stava scoprendo per la prima volta. Con la punta della lingua cominciò a penetrarla, riservando al clitoride già duro delle veloci succhiatine.
Senza rendersene conto, erano già in tre in quella camera. Quel “Ed io niente?” detto quasi con un sussurro li rese coscienti che anche l’altra donna li aveva raggiunti. L’uomo pensò all’altra volta, quando c’era lei sopra di lui. Alla lingua che completava il lavoro iniziato dalle spinte del suo sesso turgido mentre lei lo cavalcava. Aveva trovato il punto giusto per stimolarla. Lo aveva capito da quel “è forte” che la donna aveva detto tra i denti per descrivere il secondo orgasmo della giornata.
Ora però il gioco era in mano alla riccia. Spostandosi appena in avanti, per non rinunciare alla lingua di lui, riprese a masturbare l’amica. Evidentemente non era la prima volta che facevano sesso. Prese a penetrarla con due dita, come le piaceva. La donna dagli occhi chiari per tutta risposta inizio a massaggiarsi il clitoride. Lì sotto l’uomo penso solo tra sé “che birichine”.
In quell’ammasso di corpi godenti, lui poteva fare solo una cosa. E la fece. Infiló l’indice nel culo della sua amica. Piano, ma non troppo. Tanto da farla sussultare appena. Ma non da farla indietreggiare.
La camera era ancora in penombra, il letto appena un pó sfatto. Il respiro delle due donne e dell’uomo si era fatto meno affannoso. Quell’affanno che non sa di fatica, ma di piacere, aveva lasciato il posto al relax. E alle presentazioni. Quasi comico da dirsi, visto che i tre avevano condiviso già un paio di orgasmi a testa. Le due donne si conoscevano. L’uomo e la mora si conoscevano. Tutti e tre insieme no. Lei aveva fatto da tramite, ma si era trattato quasi di un incontro al buio. Ne avevano parlato, quasi scherzando, la prima volta che avevano fatto sesso insieme. Un incontro quasi casuale, organizzato nel giro di pochi messaggi. Però appagante per entrambi. Un feeling trovato naturalmente dopo il primo imbarazzo. Qualche risata e poi non si erano risparmiati. Nelle pause, piuttosto brevi a dire il vero, era venuta fuori questa passione bisex scoperta da poco. Lui ascoltava. E no, non gli sarebbe dispiaciuto trovarsi lì in mezzo. Lo pensava mentre accarezzava il sesso liscio, accogliente della donna, con la mano che guizzava tra le labbra che sembravano schiudersi come un fiore e il buchino del culo, altrettanto liscio e accogliente.
Un paio di settimane erano trascorse da quella mattina. E ora stava accarezzando lo stesso sesso, solo che in mezzo nel letto c’era stesa un’altra donna. Aveva giocato con entrambe. Ma il suo desiderio era sempre per M. Che strano, era lì a casa sua, ma avevano scelto di chiamarsi solo con le iniziali. Privacy certo, ma ancora più un gioco.
L’uomo era ad occhi chiusi nel letto. Non li aprì neppure quando una mano prese a fare su e giù sul suo cazzo. Piano. Quasi fosse un modo per rilassarsi. Il gioco si fece duro e largo, come piaceva a lei. “Perché non mi metti il preservativo?” disse. “Con piacere”. Ma a rispondere non fu M., bensì l’amica. Con poche manovre precise, aprì la confezione e srotolò il preservativo sul suo sesso. Un attimo solo e gli fu sopra a cavalcioni. Prese il sesso e se lo infilò letteralmente dentro di sé. Le sue labbra erano più strette di quelle di M. Le sentì adattarsi alla larghezza del suo sesso già alle prime spinte. Mentre lui con il bacino spingeva in alto, lei si muoveva avanti e dietro. M. non perse tempo. Si mise seduta sul volto dell’uomo. Lui prese a penetrarla con le dita, a giocare con il buchino del suo culetto. L’attenzione di M. però non era per lui. Stava baciando con nuova passione l’amica, giocava con i capezzoli duri.
Era il momento, non poteva essere un altro. L’uomo sentiva che quelle erano le ultime spinte. Sentiva le cosce della donna stringersi per il piacere ormai imminente. L’orgasmo arrivó possente. Sancito da un bacio tra le donne, mentre M. si godeva la mano dell’amica che strisciava rapida sul suo clitoride. “È forte” disse ancora. E tutti e tre sapevano cosa significava. Significava che pure lei aveva goduto.
“Facciamo la doccia?” Se ne uscì M. “No tu no” proseguì rivolto a lui. Le due donne corsero verso il bagno. Lui rimase steso sul letto. Andava bene così.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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