Lui & Lei
La stampa perfetta
07.04.2026 |
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"Lui fece un ultimo mezzo passo avanti, quel tanto che bastava per azzerare ogni distanza rimasta..."
STORIA DI UN’AMICA Era una di quelle mattine lente, con la luce che filtrava appena tra le tende e il profumo del caffè ancora nell’aria. Stavo aspettando il corriere da giorni. Non per qualsiasi pacco, ma per quella stampa. La mia prima stampa ordinata su TelaInQuadro dove ho trovato la categoria arte sensuale e solo al pensiero della stampa mi sentivo eccitata.Quando finalmente il citofono squillò, il cuore mi fece un piccolo salto.
«Corriere.»
La sua voce era calma, ma con una sicurezza che non passava inosservata.
Scesi ad aprire senza pensarci troppo. Quando spalancai il portone, me lo trovai davanti: alto, con un sorriso appena accennato e uno sguardo che sembrava studiarti in silenzio.
«Pacco per te,» disse porgendomelo mentre lo sosteneva a fatica, ma senza lasciarlo subito.
Le nostre mani si sfiorarono era una stampa grande quindi pesava un po’ . Un attimo di troppo lungo per essere casuale.
«Grazie…» risposi, cercando di mantenere un tono normale, anche se sentivo già l’atmosfera cambiare.
«Dalle dimensioni è un quadro, giusto?» aggiunse, guardando l’etichetta. «Scelta interessante.»
«Non sai nemmeno cosa c’è dentro.»
«No, ma qualcosa mi dice che riflette chi l’ha scelta.»
Sorrisi. Non era il solito corriere.
Salii le scale con lui dietro che si propose di aiutarmi, e anche ufficialmente per la firma. Ufficiosamente… non lo sapevo nemmeno io.
Una volta dentro casa, appoggiai il pacco sul tavolo e lo aprii per verificare che non avesse subito tagli o botte. Il prurimball si sfilò rivelando la stampa: linee pulite, eleganti, e queste dita che si recano sulla bocca, intenso.
Lui si avvicinò, fermandosi abbastanza vicino da farmi percepire il suo respiro.
«Decisa… ma con qualcosa di misterioso,» disse, osservando l’immagine.
«Ti piace analizzare le persone attraverso l’arte?» chiesi, girandomi verso di lui.
«Solo quando vale la pena.»
Silenzio.
Quella distanza tra noi… era ormai minima.
«E io valgo la pena?» sussurrai, senza nemmeno rendermi conto di averlo detto.
Lui sorrise appena.
«Direi che potrei fermarmi a discuterne.»
E in quel momento capii che quella consegna non era stata solo una consegna. Rimase lì, a pochi centimetri da me, come se lo spazio tra noi fosse diventato improvvisamente carico di qualcosa di invisibile ma impossibile da ignorare.
«Potrei fermarmi a discuterne…» aveva detto.
Il mio cuore batteva più forte, e improvvisamente la stanza sembrava più calda. O forse ero io.
«Non credo che sia nel tuo lavoro trattenerti troppo,» risposi, cercando di recuperare un po’ di controllo.
«Dipende dalla consegna,» replicò con calma. «Alcune meritano più attenzione.»
Il modo in cui lo disse mi fece deglutire lentamente.
Sentivo il calore salire lungo il collo, sulle guance. Mi voltai verso la stampa, fingendo di aprirla completamente , ma in realtà cercando un attimo per respirare.
«Allora… cosa diresti di me?» chiesi, quasi per sfidarlo.
Lui si avvicinò ancora di un passo.
«Direi che ti piace avere il controllo…» disse piano. «Ma solo finché qualcuno non riesce a sorprenderti.»
Rabbrividii appena.
Non mi stava toccando, ma era come se ogni parola lo facesse al posto suo.
«E tu pensi di riuscirci?» sussurrai.
Un piccolo sorriso.
«Lo sto già facendo.»
Il silenzio che seguì fu diverso da prima. Più denso. Più… vicino.
Mi passai una mano tra i capelli, sentendo il calore crescere ancora. La sua presenza riempiva lo spazio, e ogni mio tentativo di mantenere distanza sembrava inutile.
«Fa caldo qui dentro…» dissi, quasi tra me e me.
«Sicura che sia la stanza?» rispose, senza distogliere lo sguardo.
Inspirai lentamente.
Stavo giocando con qualcosa che non controllavo più del tutto… e, sorprendentemente, non volevo fermarmi.
«Forse no,» ammisi.
Lui fece un ultimo mezzo passo avanti, quel tanto che bastava per azzerare ogni distanza rimasta.
«Allora forse dovremmo prenderci il tempo di capire da cosa dipende.»
E in quel momento capii che non era più solo un gioco di parole.
Era diventato qualcosa di molto più… pericolosamente piacevole. Non so esattamente cosa scattò in me in quel momento.
Forse il modo in cui mi guardava.
Forse il calore che continuava a salire, sempre più difficile da ignorare.
O forse il fatto che, per una volta, non volevo pensare troppo.
Lo feci e basta.
Mi avvicinai e lo baciai di colpo.
Per un istante rimase immobile, sorpreso. Poi rispose, con una sicurezza che fece sparire ogni esitazione. Le sue mani trovarono le mie, poi i miei fianchi, il seno guidando il momento con la stessa calma con cui aveva parlato fin dall’inizio.
Quando ci staccammo appena, i suoi occhi si spostarono verso la stampa appoggiata al tavolo.
Un mezzo sorriso.
«Quindi… era questo che avevi scelto.»
Non ebbi nemmeno il tempo di rispondere.
Riprese a baciarmi, e lentamente, quasi come se stesse seguendo un’idea precisa, iniziò a muoversi proprio come la figura raffigurata nella stampa: deciso, elegante, sicuro… come se quell’immagine fosse diventata reale, lì, in casa mia. Sì bagno le dita e scese giù e inizio a giocare
E io non opposi alcuna resistenza.
Anzi.
Mi lasciai andare completamente a quel momento, a quella sensazione nuova, calda, travolgente… rendendomi conto che quella stampa non era stata solo una scelta estetica.
Era stata, in qualche modo, un invito.
E la cosa più sorprendente…
era quanto fossi felice di aver aperto quella porta.Mi fece urlare di piacere e godere tantissimo, quando venni si fermò, mi disse è stato un ottimo acquisto, fece un scarabocchio finto e se ne andò, lasciandomi lì appoggiata sul tavolo della cucina ancora in ecstasi.. Mi disse alla prossima consegna, speriamo presto, e uscì
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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