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Lui & Lei

Le fantasie che non ti aspetti


di sensualia2
14.06.2026    |    563    |    2 9.5
"-Come ti dicevo mi aveva già palpata, avevo ben sentito la sua mano calda stringermi la natica..."
Le fantasie che non ti aspetti 1

Per gioco con Roberta, ma si sa, anche i giochi iniziano da qualche parte, una sera di quelle un po' pruriginose, iniziammo a fantasticare su amici e conoscenti. L'argomento era la trasgressione. Io tiravo la volata. Lei mi seguiva con apparente disinteresse.
-E se Fabio e Luisa, immagina andassero in uno di quei locali dove si 'scambia' ?-
Roberta sembrò cadere dal pero. - Ma davvero esistono?-
-Certo che esistono!- Replicai. E per dare più consistenza alle mie affermazioni, cercai appunto un locale del 'genere' vicino alla nostra città.
Le foto erano abbastanza eloquenti.
-Si, ma forse sono le solite prostitute, insomma una specie di bordello.-
-No, cara la mia mogliettina, queste sono persone che probabilmente incontriamo tutti i giorni: operai, commesse, professori, ecc.-
Mi guardò con un'aria inquisitrice -e tu che ne sai? Ci sei mai stato?-
Mi defilai immediatamente – Io no, ma conosco gente che frequenta.-
La stimolante conversazione finì lì.
Dopo qualche giorno, eravamo davanti alla tv. Roberta mi chiese perché avessi ipotizzato che Fabio e Luisa fossero scambisti.
-Nulla era solo per gioco, figurati. Quei due non ce li vedo proprio.-
-Ma...forse!- Rispose
-Sai qualcosa che non so?-
Prese tempo. Poi se ne uscì-...Luisa non so, ma Fabio è un bel marpione.-
La guardai sorpreso. - cosa intendi? Ti ha fatto delle avance?-
-No, non quello che intendi, ma piccole cose. Sai noi donne siamo abituate a chi butta l'occhio o chi ti stringe un tantinello più del necessario. Stupidaggini, ma lo fa. Noi amiche ce lo confidiamo.-
Mi guardò con un mezzo sorriso. -Povero caro non ti accorgi di nulla.-
Nei giorni successivi, ripensai a quel che mi aveva confidato Roberta. Ed effettivamente notai una sera, nel dopo ristorante con amici, che Fabio salutò Roberta con un abbraccio abbastanza 'tenuto'. Ebbi anche la sensazione che al termine dell'abbraccio una sua mano fosse scivolata sul bel culo di mia moglie.
La sera stessa a letto mi sentivo infastidito da quel che avevo visto.
Abbracciai Roberta – Hai ragione. Ho visto in che modo ti ha salutato Fabio. Mi sembrava un'enfasi eccessiva.-
-Non ricordo- rispose. -Nulla più del solito. So difendermi.-
-Ma se ti ha messo una mano sul sedere.-
-Poca roba, altre volte ho dovuto spostarla quella mano. Per fortuna dopo sorride e così ritorna tutto a posto.-
-Si ma nel frattempo ha goduto di questo bel culo.-
Roberta si avvicinò per calmarmi e nell'avvicinarsi sotto le lenzuola, mi sfiorò l'uccello.
-Caspita! Ma sei eccitato!-
Si! ero eccitato. Incazzato e eccitato.
Iniziò a toccarmi e poi prese a baciarlo. Istintivamente le misi una mano sul sedere. Cercavo di immaginare la scena di Fabio che la palpava.
-Ti tocca così?-
-Se questo è l'effetto...decisamente sì! Ti eccita sapere che palpano tua moglie?-
Mi salì sopra, si impalò con decisione, mi prese le mani conducendole sulle natiche calde e morbide.
Mi cavalcò con ardore fino a un orgasmo che poche volte era capitato.
- Se è un gioco fra noi, mi piace, ma sappi che non mi piace che altri mi tocchino.-
La baciai ancora prima di addormentarmi.
Ritornammo sull'argomento.
- Ma dimmi un po', ripensando alla palpatina di Fabio, mi hai detto che capita a voi donne. Nello specifico quindi capita anche con altri.-
-Perché vuoi saperlo? Vuoi picchiare i miei ammiratori?-
-No, vorrei sapere! se non ti dispiace.-
- Se ti fa l'effetto dell'altra sera potrei confessare che...-
Mi prese l'uccello che iniziava a gonfiarsi.
-Confessa!-
-Vuoi sapere dell'ascensore?
-Addirittura in ascensore, come nei film?-
-Evidentemente la mattina ispira. La famosa 'mano morta' è un classico. Inizia così in modo innocente. Se ho spazio mi sposto per far capire che non è cosa.-
-E se non hai spazio?-
-Gli faccio un’occhiataccia. In genere basta.-
-Dai non tirarla per le lunghe. Mi sa che qualcuno avrà insistito.-
Iniziò a segarmi, l'uccello tradiva di nuovo la mia eccitazione.
Mi guardò scoprendosi il seno, voleva che baciassi il capezzolo, Roberta ha capezzoli grossi e pronunciati..
- Ricordo un ragazzo, un commesso, che tolse sì la mano insolente, ma si appoggiò con una certa decisione.-
-E...? sentisti...-
-E sì, sentii. Era su di giri e lo sentii bene. Proprio al centro. Madre natura era stata generosa con lui. Mi divincolai e uscii al primo stop dell'ascensore.-
Misi la mano sulla figa: era bagnata. Il gioco prendeva anche lei nonostante tutto.
-Generosa quanto?-
-Abbastanza! Direi una spanna. E anche…come dire, consistente.-
Cercai di immaginare la situazione. Il ragazzo che si appoggiava a lei con l’uccello duro proprio in mezzo al solco e lei che valutava le forme.
-In un attimo sei riuscita a valutare tutto quanto?-
Aspettò stringendomi l’uccello.
-Non è stato propriamente un attimo. L’ascensore era affollato e non volevo creare casini. Lui si è appoggiato, spingendo con una certa decisione. Avevo quella gonna verde, che è molto leggera. Ma sei sicuro di voler sapere?-
Nel fare la domanda mi leccò l’uccello percorrendolo dalla base alla cappella.
-Sì.- Riuscii a risponderle in preda ad una eccitazione crescente.
-Come ti dicevo mi aveva già palpata, avevo ben sentito la sua mano calda stringermi la natica. La scostai infastidita, a quel punto approfittando della calca, insolente come sanno essere alcuni stupidi, mi si avvicinò da dietro e mi piantò l’uccello fra le natiche. Come ti dicevo la gonna era leggera e sentii bene quanto era duro e grosso.-
Continuò a leccarmi la cappella stringendomi le palle.
-E…non potevi sottrarti?-
-Avrei anche potuto, avrei dovuto spingere qualcuno davanti a me, quel qualcuno era l’ingegner Costa, e non era proprio il caso. E mi son dovuta tenere quell’uccello nodoso addosso per cinque piani. Quando siamo arrivati, il porco mi ha sorriso, io gli ho detto “non si permetta mai più”, e me ne sono andata.-
Roberta si era stesa sul divano, aveva alzato la gonna spostato di lato la sottile striscia dello slip e mi aveva invitato a prenderla.
-Caspita, cinque piani con quell’uccello fra le chiappe- dissi. -magari anche strusciando.-
-Voleva farmelo sentire per bene, il porco. Ma con me non c’è nulla da fare!-
Lei mi invitò ad affondare mentre con una mano mi massaggiava le palle. Accelerò ancora il ritmo, stavo per esplodere.
-E se fosse il suo adesso a scoparti?-
Non ci fu risposta, venne con un gemito che si unì al mio.
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