Lui & Lei
Monterrey
25.08.2025 |
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"Scusami tu, non me lo aspettavo; arrossisce
si, scusa sono inopportuno
no, non me lo aspettavo così, sensuale, grazie
Sorrido, mi allontano un altro pochino, e spiego che era dovuto alla..."
Monterrey è una gran città del messico del nord, non molto lontana dal confine americano del Texas. Quel confine che Rachel aveva attraversato trent'anni prima con la nonna, e mai percorso indietro. Trent'anni di residenza illegale a Houston, questo era quello che mi stava raccontando davanti ad una coronita XXL ( Un bicchiere di margarita fatto da dio con dentro una bottiglia di birra corona rovesciata a testa in giù, man mano che scende la tequila arrivava la birra.. Strepitoso). Più beviamo e più l’imbarazzo che si era creato fino a pochi minuti prima di entrare nel locale andava scemando, sulla panca del ristorante eravamo uno di fianco all’altro, e sorridendo Rachel si era rasserenata, la mia mano scivolava ancora una volta sulla sua scosciatura, per poi spingersi fino alle labbra umide.
Ti vorrei di nuovo, è stato davvero bellissimo; Le sussurro
Anche io, ma mi sono vergognata così tanto poco fa!!
Perchè? cosa c’è di male?
Non lo so, siamo sconosciuti, io sono cattolica, sono stata solo con il mio ex marito
Tu sei una ragazza, donna meravigliosa, hai vissuto una vita di sacrifici, di nascondigli, di botte.. meriti di vivere la tua vita libera.. E se ti va di star bene con un uomo devi farlo.. Io spero solo che tu sia stata bene con me
Sì!! Molto, moltissimo!! Non posso pensarci.. Faccio peccato; mentre si morde le labbra
Le mie dita, le massaggiano le labbra umide, vuole chiedermi di fermarmi lo percepisco che il disagio di prima si stava trasformando in un disagio di perdita di controllo per l’eccitazione. Il divanetto misero di quel localino si era inumidito. Continuo delicato ripensando a cosa era successo un’ora prima e la limono intensamente.
Con Rachel ci eravamo visti dopo la fantastica avventura con Gisella, ma quel pomeriggio lei era molto di fretta, la sorella gli aveva chiesto all’ultimo di tenergli la figlia che non stava bene, allora ci siamo visti per un caffè lungo le strade per le nostre dimore. Aveva appena finito di lavorare in Hotel, era un po’ trasandata, ma nonostante questo era bella. Dalla carnagione avevo subito capito che fosse messicana, ma la statura, il fisico e il suo americano mi davano l’impressione che fosse più TexMex come Gab, ma non ditelo mai in texas ad una donna, si offende da morire.. O sono Americane o Texane.. Tanto meno glielo chiedo, me lo dirà lei, e poi a me poco importa sinceramente. Comunque, era alta come me praticamente con un piccolo tacco dei camperos, con la tuta da inserviente un po’ larga e la felpa e non ne nascondevano il fisico ben tenuto. Senza trucco poi, era davvero bellissima, e l’età che aveva dichiarato forse era falsa, ma massimo 40 anni gli avrei dato. Le foto di Tinder sinceramente facevano quasi schifo in confronto alla realtà.
Bhe scambiamo poche chiacchiere, lei era dispiaciuta per il contrattempo, ma da brava donna del Sud si era premurata di mantenere la promessa di vederci, anche se non era affatto obbligata, e io ho cercato in tutti i modi di non farla sentire in colpa anzi, ho subito chiesto quale mattina non avesse lavorato, così la sera prima saremmo potuti andare a cena tranquillamente e lei non doveva preoccuparsi dell’orario.
Bene allora ci vediamo Giovedì sera, poi mi dici tu dove e ora, io qui non conosco niente
Ci penso io, ti mando indirizzo e ora
Salutati, me ne torno al mio appartamento, mentre ripenso a che giornata assurda ed eccitante.. ma a chi la racconto questa? non ci crederà nessuno..
Giovedì:
Mi arriva l’indirizzo e parto. Ero molto contento di uscire con Rachel, la sensazione che mi aveva lasciato al primo incontro era davvero positiva, avrei voglia di divertirmi, ma forse con lei potrei anche prendermela con calma e godermi il momento senza forzare troppo, in fondo un’amica vera in città per i prossimi mesi mi piacerebbe averla, quindi con o senza sesso vorrei conoscerla.
Arrivo nel parcheggio, la chiamo, e mi indica come muovermi tra il complesso di case a schiera, diamine mi sarei perso da solo.. Ormai era tramontato e le luci dei giardinetti erano ancora spente, o forse neanche c’erano proprio, quindi al buio sarebbe stato impossibile..
Tra le casette, mi sento chiamare, e sopra un terrazzino alla fine della scalinata c’era lei.. Le porgo il pensierino che le avevo portato, e lei si scusa per essere in ritardo.
Dai sono le 18 ancora, abbiamo tutto il tempo per andare a cena, fai con calma
Grazie, sei davvero gentile!! cosa mi hai portato?
aprilo se vuoi
Uhm, cosè? un elixir?
Si spero ti piaccia, dicono che sia molto apprezzato qui in texas, non l’ho sentito. Mi sono fidato del commesso, super esperto. Gay e simpatico ‘’questo funziona sempre qui con uomini e donne’’ mi ha detto..
Ridiamo insieme, un po’ imbarazzati
E’ il mio preferito!! ma non l’ho mai comprato, lo provo subito, sentilo.. che ne pensi?
Era ancora in vestaglia da casa, con i capelli umidi nell’asciugamano, mette due gocce sul collo e me lo porge. Mi avvicino per sentire la fraganza, il profumo è intenso, ambra, pesca, muschio bianco. Mi eccito, la mano le prende un braccio, e l’altra un fianco. Annuso di nuovo, più vicino, sfioro con il naso il collo, la mia guancia sulla sua, alzo piano la testa e le bacio delicatamente la guancia calda. Riapro gli occhi. Lei si era un attimo irrigidita.
Chiedo scusa, e mi allontano.
no.. scusami tu, non me lo aspettavo; arrossisce
si, scusa sono inopportuno
no, non me lo aspettavo così, sensuale, grazie
Sorrido, mi allontano un altro pochino, e spiego che era dovuto alla sua bellezza e quel profumo. Mi ero perso.
Rachel, mi guarda, era diventata bordeaux. Va via verso la zona notte.
Cazzo. Ho fatto un casino, adesso come mi muovo?
La sento tornare, erano passati 10 minuti e non era cambiato niente in lei. Stesso asciugamano, stessa vestaglia, niente trucco. Solo quel profumo.
Si avvicina, mi porge ancora il suo lungo collo, e mi avvicino un po’ di più, adesso con le labbra. Le sue mani sono sulla mia camicia e si aggrappano sempre più forte mentre le mie labbra si appoggiano al centro del collo e iniziano a salire verso il mento. Le bocche si incontrano. la mie mani sulle sue braccia, sulle spalle, dietro la nuca e una sulla schiena per abbracciarla, ci scambiamo intensi baci. Sono contro un tavolo, il pantalone non riesce a contenere la mia eccitazione, la vestaglia mi divide dal suo ventre che spinge per sentirne la presenza. Provo ad allargare il colletto mentre con la bocca bacio il collo, scivolo in quella fossetta della clavicola.
La bocca umida e golosa, il suo profumo, la stringo nei fianchi.. Sento dietro di me la penisola della cucina, la prendo di peso e la faccio sedere. I nostri occhi si guardano, sorridono, lei è tranquilla, insisto nel mio corteggiamento spostando un po’ di vestaglia, lei non fa opposizione, allora la mia bocca cerca i suoi seni.
Ha la pelle doca, un seno generoso, bello pieno, non sodo ma sensuale. La pelle olivastra, i capezzoli scuri come caffè, lunghi e turgidi, li assaporo ingordo. Geme, le mie mani scivolano sotto la vestaglia, sui fianchi, sui glutei, le cosce fredde fuori e calde verso l’interno. con la bocca spingo fino a farla sdraiare sul piano. Percorro delicatamente il ventre, mordo la pancia e il fianco, un succhio per farla ridere e solleticare. Sbroglio la legatura alla cinta per dirigermi verso il suo piacere. Un ciuffetto di ricci scuri prima del clitoride, emana un profumo intenso, di umido piacere, mi lecco le labbra che uscivano fuori, le dilato con la lingua dolcemente per cercarne il calore più intenso, un giro delicato sul clitoride, un piccolo succhio, e poi dentro con tutta la lingua a farla gemere.
Ha degli intensi spasmi, l’americano si trasforma in spagnolo, inizia a bisbigliare frasi a me incomprensibili quasi come una preghiera. sono duro, la desidero
Mi spoglio, nella giacca un preservativo, indossato di fretta e spingo. Senza indugi, era già dilatata più di ogni altra vagina esplorata fino ad allora, non mi sento largo, siamo giusti l’uno per l’altra, allora posso tranquillamente dedicarmi alla ricerca del suo piacere.
Mi ferma dopo vari istanti, il suo sguardo era cambiato, la dolce ragazza aveva occhi di lupo, mi indica il divano, mi siedo, viene sopra e mi prende senza indugi.. Cinque, sei.. Colpi intensi, quasi saltando sul mio ventre con rabbia e foga, sento le sue labbra arrivare sul mio ventre, un ultimo colpo e mi stringe urlando a bocca chiusa.. il suo ventre tremava dall’orgasmo, io la strinsi forte a me, i suoi seni belli sul mio petto.. Gridando ancora a bocca chiusa, mi guarda con gli occhi dell’orgasmo, accaldata, passionale, sposta i suoi lunghi capelli ancora umidi per farsi baciare il collo ancora e ancora, ricomincia a danzare.. Sono eccitatissimo, le mordo i seni, la alzo e do qualche colpo in piedi ma mi chiede di fermarmi, è troppo così..
la giro sul divano.. Lei mi ferma.. mi toglie il preservativo.. io ancora in piedi lei mi scivola in ginocchio.. le dico non così, meriti qualcosa di fantastico.. un 69, mentre mi dai piacere, coccolerò le tue labbra, le tue natiche sode..
Il suo succhiare era inesperto, limitato, ma lo faceva con passione, aiutandosi con la mano mi ha fatto sborrare di piacere, mentre io affondavo ancora una volta dentro di lei alla ricerca del suo terzo orgasmo.
Ci vestiamo, lei si prepara e ci dirigiamo verso la nostra coronita.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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