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Lui & Lei

Pantaloni eleganti


di iochiaraeloscuro
26.06.2026    |    1.403    |    1 8.7
""Le fantasie più belle iniziano quando due sconosciuti decidono di non ignorare ciò che hanno letto negli occhi dell'altro..."
Non sono mai stato bravo ad approcciare le persone. Preferisco lasciare che siano gli sguardi, i dettagli e le coincidenze a fare il primo passo.

Quel pomeriggio entrai in un negozio di abbigliamento con un obiettivo banale: acquistare un paio di pantaloni per una cena di lavoro. Nulla lasciava presagire che sarei uscito con un ricordo completamente diverso.

Stavo osservando gli scaffali quando sentii una voce calda alle mie spalle.

«Posso aiutarla?»

Mi voltai.

Davanti a me c'era una donna sui cinquant'anni. Elegante, capelli castani raccolti con semplicità, un filo di trucco e un sorriso appena accennato. Non era la classica bellezza appariscente, ma possedeva qualcosa di infinitamente più intrigante: sicurezza, femminilità e quello sguardo che sembrava capace di leggere i pensieri.

«Sto cercando un paio di pantaloni.»

«Credo di sapere esattamente cosa potrebbe valorizzarla.»

Il modo in cui pronunciò quella frase mi fece sorridere.

Mentre sceglieva alcuni modelli continuava a osservarmi con discrezione, come se mi stesse studiando più di quanto fosse necessario per fare il suo lavoro.

Mi accompagnò fino ai camerini.

«Provi questi. Se serve una taglia diversa, sono qui.»

Entrai e chiusi la tenda.

Avevo appena infilato il primo pantalone quando sentii bussare delicatamente.

«Posso dare un'occhiata?»

Esitai solo un secondo.

«Certo.»

Scostò lentamente la tenda ed entrò.

Lo spazio era ridotto. Bastava un passo perché le nostre distanze si annullassero.

Lei si inginocchiò leggermente per osservare la lunghezza del pantalone.

«Forse è appena un po' lungo...»

Con gesti lenti sfiorò il tessuto all'altezza della gamba, lisciandolo con il palmo della mano. Sentivo il profumo delicato che indossava, un misto di vaniglia e note legnose.

Alzò lo sguardo verso di me.

I nostri occhi rimasero agganciati qualche istante più del necessario.

«Ha degli occhi molto espressivi...» disse con un sorriso.

«Anche lei.»

Abbassò leggermente lo sguardo, quasi divertita.

«Non capita spesso che un cliente faccia complimenti alla commessa.»

«Non capita spesso di incontrare una commessa come lei.»

Per un momento nessuno parlò.

Si avvicinò ancora di qualche centimetro per sistemare la cintura del pantalone. Le sue mani sfiorarono appena il tessuto all'altezza della vita.

Il silenzio era diventato quasi elettrico.

«Le sta davvero molto bene.»

Lo disse sottovoce.

Così piano che sembrava una confidenza più che un consiglio di vendita.

Il mio respiro era cambiato ritmo e avevo l'impressione che anche lei se ne fosse accorta. Non disse nulla. Semplicemente sorrise con un'espressione complice, come se quel piccolo segreto fosse rimasto sospeso tra noi.

«Sa...» continuò, «dopo tanti anni in questo lavoro si impara a distinguere chi entra per comprare un vestito... e chi entra lasciando qualcosa di sé.»

«E io quale sarei?»

Mi guardò negli occhi ancora una volta.

«Quello difficile da dimenticare.»

Sentii un brivido attraversarmi la schiena.

Lei si allontanò lentamente verso l'uscita del camerino, poi si fermò.

Estrasse dalla tasca del grembiule un piccolo cartoncino bianco.

Scrisse qualcosa senza farmelo vedere.

Lo piegò e lo infilò nella tasca posteriore dei pantaloni.

«Lo apra quando sarà fuori dal negozio.»

Mi rivolse un ultimo sorriso, uno di quelli che lasciano spazio all'immaginazione, e richiuse delicatamente la tenda.

Pagai senza quasi ricordare il tragitto fino alla cassa.

Solo una volta seduto in auto infilai la mano nella tasca.

Sul cartoncino c'era un numero di telefono.

Sotto, una sola frase.

"Le fantasie più belle iniziano quando due sconosciuti decidono di non ignorare ciò che hanno letto negli occhi dell'altro."

Rimasi qualche secondo a fissare quelle parole.

Poi sorrisi.

Perché in quel momento avevo la sensazione che il vero incontro non fosse avvenuto in quel camerino, ma molto prima, nell'istante esatto in cui i nostri sguardi avevano deciso di raccontarsi qualcosa che le parole non avrebbero mai saputo dire.
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