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Lui & Lei

Ritorno assistenza tecnicopc


di Membro VIP di Annunci69.it Mauro55Tc
05.02.2026    |    913    |    3 9.7
"«Il router lo riaccendiamo domani?» Mauro le sfiorò la guancia con il pollice..."
Tecnicopc, [04/02/2026 09:26]
Era metà maggio, una di quelle giornate in cui l’aria sa già d’estate ma non ha ancora deciso se fare sul serio. Mauro aveva compiuto cinquantuno anni e si era regalato due cose: un paio di scarpe da ginnastica nuove e la consapevolezza che, da quando aveva conosciuto Laura, il giovedì pomeriggio era diventato il giorno in cui il suo corpo sembrava ricordarsi di avere meno anni di quanti ne segnasse la carta d’identità.
Il ticket stavolta era arrivato via WhatsApp, non tramite il sistema della ditta.
Laura
14:03
Il router fa i capricci.
Non prende la wifi in camera da letto.
Urgente.
Vieni tu?
Mauro aveva risposto con un solo carattere:

Alle 15:12 citofonò. Stavolta non aspettò nemmeno la risposta.
Salì le scale a passo deciso, la borsa degli attrezzi che sbatteva piano contro il fianco. Quando spinse la porta – già accostata, come sempre – trovò l’appartamento silenzioso. Solo il rumore lontano di un ventilatore da soffitto che girava lento.
«Laura?»
«In cucina» rispose lei.
Mauro attraversò il corridoio. La trovò appoggiata al bancone di marmo, in shorts di cotone bianco molto corti e una canottierina grigia slabbrata che lasciava intravedere i lati del seno. Niente reggiseno. Piedi nudi. Un bicchiere di vino bianco mezzo pieno in mano. Sul tavolo, accanto a un piatto di ciliegie, c’era il router nero con tutte le lucette spente tranne quella di alimentazione.
«Ciao tecnico» disse lei, con quel mezzo sorriso che ormai Mauro conosceva fin troppo bene.
«Ciao cliente problematica.»
Lei rise piano, posò il bicchiere e gli andò incontro senza fretta. Quando gli fu davanti gli appoggiò entrambe le mani aperte sul petto, sopra la polo blu scuro.
«Hai cambiato profumo» notò.
«Ho cambiato dopobarba. Quello vecchio sapeva di ufficio.»
«Questo sa di uomo che ha deciso di non fare più il bravo ragazzo.»
Mauro le cinse i fianchi con le mani, senza fretta. Le dita si infilarono appena sotto l’orlo della canottierina, trovarono pelle calda.
«Il router?» chiese, tanto per mantenere la finzione ancora qualche secondo.
Laura si sporse verso il suo orecchio.
«Il router è solo una scusa.
Lo abbiamo staccato io e te insieme l’ultima volta, ti ricordi?
L’ho lasciato spento apposta.»
Lui sorrise, le sfiorò il collo con le labbra.
«Quindi non c’è niente da riparare.»
«C’è eccome» sussurrò lei. «Solo che non è il router.»
Lo prese per mano e lo portò in salotto. Le tende erano tirate, la luce filtrava arancione e morbida. Sul divano grande c’era già steso un plaid sottile color tortora. Sopra, un piccolo vibratore nero e un flacone di lubrificante quasi nuovo.
Mauro alzò un sopracciglio.
«Hai organizzato la manutenzione con largo anticipo, vedo.»
«Tre mesi sono tanti, Mauro.
Troppi.
Mi sono stancata di aspettare che il PC si rompesse di nuovo.»
Si baciarono in piedi, prima piano, poi con più urgenza. Le mani di lui sotto la canottierina, i capezzoli di lei duri contro i palmi. Laura gli slacciò la cintura con gesti precisi, quasi professionali, poi si inginocchiò davanti a lui senza mai staccare gli occhi dai suoi.
Lo prese in bocca lentamente, guardandolo dall’alto in basso, come se volesse vedere ogni minima reazione sul suo viso. Mauro le infilò le dita tra i capelli, non per guidarla, ma per tenersi a qualcosa mentre sentiva il mondo restringersi a quella bocca calda e decisa.
Dopo qualche minuto lei si rialzò, si tolse la canottierina con un gesto solo, poi gli shorts. Era nuda sotto. Si voltò, si appoggiò con le mani allo schienale del divano, inarcò la schiena.
«Vieni qui» disse soltanto.
Mauro si mise dietro di lei. Le accarezzò la schiena, i fianchi, scese con le dita tra le gambe. Era già bagnata, gonfia, pronta. Lei emise un suono basso, quasi un ringhio di impazienza.
«Niente preliminari oggi» mormorò. «Li ho già fatti da sola pensando a te mentre aspettavo.»

Tecnicopc, [04/02/2026 09:26]
Lui non se lo fece ripetere. Si posizionò, entrò con un colpo lento ma deciso. Laura buttò la testa all’indietro, aprì la bocca in un gemito lungo. Rimasero fermi così qualche secondo, solo respirando insieme, sentendo i corpi che si riconoscevano.
Poi iniziò a muoversi. Prima piano, poi sempre più forte. Il divano scricchiolava, il plaid scivolava di lato. Laura allungò una mano indietro, gli afferrò il fianco, lo incitava.
«Più forte… dai… così…»
Mauro le prese i capelli in una coda improvvisata, tirò appena. Lei rispose spingendosi all’indietro contro di lui, accogliendolo fino in fondo ogni volta.
A un certo punto Laura si staccò, si girò, si sedette sul bordo del divano con le gambe aperte.
«Voglio guardarti in faccia mentre vieni.»
Lo attirò a sé. Lui si inginocchiò tra le sue gambe, rientrò dentro di lei. Laura gli circondò i fianchi con le gambe, lo tenne stretto. Si baciarono mentre si muovevano, un bacio disordinato, bagnato, affamato.
Quando sentì che lei stava per venire – il respiro che si spezzava, le unghie che gli graffiavano la schiena – Mauro accelerò. Laura gli morse la spalla, soffocando un urlo contro la sua pelle. Lui la seguì pochi secondi dopo, affondando più che poteva, lasciando uscire tutto quello che aveva trattenuto per tre mesi.
Rimasero abbracciati, ancora uniti, sudati, con il fiato che si calmava piano.
Laura gli accarezzò la nuca, ridendo piano contro il suo collo.
«Il router lo riaccendiamo domani?»
Mauro le sfiorò la guancia con il pollice.
«Domani no.
Il prossimo giovedì.
Così abbiamo la scusa per rifarlo.»
Lei sorrise, gli diede un bacio leggero sulle labbra.
«Allora lo tengo spento ancora un po’.
Tanto la connessione vera… quella ce l’abbiamo noi.»
Si alzarono solo dopo un pezzo.
Laura nuda andò a prendere due bicchieri d’acqua.
Mauro si rivestì lentamente, guardandola muoversi per casa come se essere nudi fosse la condizione più naturale del mondo.
Prima di andare via lei gli infilò in tasca un piccolo biglietto piegato.
«Aprilo in macchina» gli disse.
Quando fu seduto al volante, lo aprì.
C’era scritto solo:
Prossimo giovedì
Stessa ora
Porta il trapano
Ho un mobiletto da fissare al muro
E poi da sfasciare
Mauro sorrise, mise in auto.
Il giovedì stava diventando decisamente il suo giorno preferito.
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