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Lui & Lei

SOTTO IL SOLE DEL TRADIMENTO


di Navigatore2021
30.08.2025    |    54    |    0 6.0
"Le dita sfiorarono la sua mano per un istante: bastò quel contatto per sentirsi travolto da un desiderio che cresceva come un’onda..."
La strada serpeggiava tra ulivi secolari dai tronchi nodosi, come guardiani immobili di un segreto antico. Il sole estivo, alto nel cielo, disegnava ombre nette sui muretti a secco che costeggiavano il sentiero. Il mare, in lontananza, brillava come una distesa di specchi.

L’aria profumava di rosmarino selvatico e di salsedine, e il canto delle cicale accompagnava il viaggio come una musica di sottofondo.

Luca guidava lentamente, con il gomito appoggiato al finestrino e gli occhiali da sole che riflettevano il paesaggio. Accanto a lui, Chiara scattava foto con il cellulare, affascinata dalla luce dorata che avvolgeva la campagna.

Dietro, Marco e Silvia ridevano: lui, espansivo e solare; lei, elegante anche con un semplice abito estivo. Silvia aveva i capelli mossi che le cadevano sulle spalle abbronzate, e Luca si sorprese a guardarla dallo specchietto retrovisore più del necessario.

L’ARRIVO ALLA MASSERIA

La masseria apparve all’improvviso: mura bianche, archi in pietra, terrazze ornate di bouganville rosse e viola che ricadevano come cascate. La struttura sembrava sospesa nel tempo, incastonata tra ulivi e vigneti, con lo sfondo blu del mare.

«Allora, vi piace il posto?» chiese Marco, scendendo dalla macchina e stiracchiandosi.

«È un sogno,» rispose Chiara, incantata.

Dentro, il fresco delle stanze li avvolse immediatamente: pavimenti in pietra levigata, soffitti a volta, porte in legno massiccio che profumavano di cera e storia. Le camere erano ai lati opposti della casa, ciascuna con una grande finestra che si affacciava sul mare.

Quella sera cenarono tutti insieme sotto una pergola di vite. Il cielo si tinse di arancio e rosa, il mare rifletteva gli ultimi raggi di sole, e l’aria profumava di basilico e pane caldo. Il vino bianco scorreva nei bicchieri, mentre le risate riempivano la notte.

Luca, però, si scoprì a osservare Silvia. Il vestito leggero lasciava intravedere la curva delle spalle, e il sorriso sincero illuminava il suo volto. Una sensazione improvvisa lo attraversò come una scarica: un desiderio che non sapeva spiegare.

L’ALBA DEL DESIDERIO

Il mattino successivo, Luca si svegliò presto. Dal letto vedeva il mare incorniciato dalla finestra aperta, le tende bianche mosse da un vento fresco. Decise di alzarsi per primo e, entrando in cucina, trovò Silvia già lì.

Era in piedi, con una tazza di caffè tra le mani. Indossava una vestaglia di lino sottile che lasciava intuire le forme del suo corpo.

«Buongiorno,» disse lei, con un sorriso lieve.

«Buongiorno,» rispose Luca, cercando di sembrare disinvolto.

«Non riesco mai a dormire tanto in vacanza. Amo quest’ora… è come se il mondo fosse solo mio.»

Parlarono di cose banali: il mare, la colazione, i programmi del giorno. Ma sotto quella conversazione leggera, c’era qualcosa di sospeso. Ogni volta che i loro occhi si incrociavano, Luca sentiva il cuore battere più forte.

La giornata trascorse tra bagni al mare e sole caldo. Sulla spiaggia, Silvia era sdraiata accanto a lui, con la pelle che brillava di salsedine. Gli porse un flacone di crema solare.

«Puoi mettermela sulla schiena?» chiese, con naturalezza.

Luca annuì. Il contatto con quella pelle liscia lo fece tremare, mentre le mani spalmavano la crema fresca. Un gesto innocente, agli occhi degli altri, ma che per lui fu come toccare il fuoco.

IL PRIMO CONTATTO

La sera, durante la cena, Marco propose di andare tutti a correre il giorno dopo. All’alba, però, fu solo Silvia a presentarsi all’appuntamento. Camminarono lungo un sentiero costiero, tra cespugli di mirto e il richiamo dei gabbiani. Il mare rifletteva i primi raggi del sole, e l’aria fresca odorava di timo selvatico.

«Che pace,» mormorò Silvia, sedendosi su una roccia.

«È bellissimo qui,» rispose Luca, ma guardava lei.

Il silenzio tra loro era carico di tensione. Luca si avvicinò, attratto da qualcosa che non poteva più ignorare. Le dita sfiorarono la sua mano per un istante: bastò quel contatto per sentirsi travolto da un desiderio che cresceva come un’onda.

IL LUOGO SEGRETO

Due giorni dopo, il destino offrì loro l’occasione perfetta. Marco e Chiara decisero di fare un pisolino dopo pranzo, e Silvia invitò Luca a seguirla lungo un sentiero tra gli ulivi.

Arrivarono a una piccola caletta nascosta, dove il mare lambiva la sabbia fine tra scogli scuri.

«È il mio posto segreto,» disse lei, sorridendo.

Luca non rispose. La guardava rapito, e in quell’istante ogni resistenza crollò. Le prese il viso tra le mani e la baciò. Silvia rispose con ardore: le labbra salate dal mare, il cuore che batteva all’impazzata.

Quando si staccarono, lei mormorò:
«Non avremmo dovuto…»

Ma i suoi occhi raccontavano un’altra verità.

Da quel giorno, ogni scusa era buona per vedersi:

— «Vado a prendere il vino in cucina.»
— «Devo controllare le chiavi della macchina.»
— «Esco a fare una passeggiata veloce.»

Dietro quelle parole c’erano baci rubati e carezze veloci, sguardi complici a tavola, messaggi scritti di nascosto.

Si rifugiavano nella pineta vicina, tra il profumo di resina e il fruscio del vento, oppure nella rimessa della masseria, dove il legno vecchio odorava di tempo. Ogni incontro era breve, intenso, pericoloso. La paura di essere scoperti rendeva tutto più eccitante.

LA TEMPESTA

Una sera, una tempesta estiva oscurò il cielo. Il vento soffiava forte, la pioggia cadeva battente sui tetti. Luca raggiunse la stanza di Silvia in silenzio, approfittando del rumore che copriva ogni passo.

Lei lo accolse con un bacio. La passione esplose: i corpi si cercarono con urgenza, le mani scivolarono sulla pelle calda, il sapore di vino e desiderio sulle labbra.

La tempesta fu la loro complice, coprendo i gemiti e nascondendo i loro segreti.

SOSPETTI

Ma il mattino dopo, qualcosa era cambiato. Marco osservava Silvia con uno sguardo più attento, e Chiara sembrava più affettuosa del solito con Luca, come se percepisse una tensione invisibile.

Ogni gesto tra Luca e Silvia diventò più misurato, ma il desiderio ardeva ancora più forte.

Si amarono di nuovo in un faro abbandonato, scoperto per caso durante una gita. Le scale scricchiolavano sotto i loro passi, il vento sferzava le finestre rotte, la luna illuminava i loro corpi intrecciati. Era come vivere in un sogno proibito.

LA SCOPERTA

La vacanza stava per finire, ma i sospetti di Marco diventavano più evidenti. Una sera, rientrando in masseria, li sorprese in un abbraccio.

Il silenzio che calò tra loro fu devastante. Marco non disse nulla, ma lo sguardo che rivolse a Luca era pieno di rabbia e dolore.

Il viaggio di ritorno fu lungo e pesante. Nessuno parlava. La magia della vacanza si era trasformata in una gabbia di sensi di colpa e rimorsi.

Ma Luca sapeva che quella passione proibita lo avrebbe segnato per sempre. Silvia era diventata una ferita dolce, un ricordo ardente sotto il sole dell’estate.
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