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Lui & Lei

Segreti di chat


di Sramos
10.08.2025    |    1.206    |    1 9.2
"Marco continuò a leccarla, assaporando il sapore della sua fica, mentre lei continuava a stuzzicare il glande del suo partner..."
Le dita di Gabriella scorrevano veloci sulla tastiera del suo telefono, mentre un sorriso si disegnava sulle sue labbra. Era diventata un'abitudine, quella di chattare con Marco ogni sera. All'inizio erano solo messaggi brevi, scambi di opinioni su film o libri e situazioni di vita, ma con il tempo erano diventati qualcosa di più. Si erano confidati piccoli segreti, paure, sogni. Gabriella sentiva il cuore battere più forte ogni volta che vedeva il suo nome apparire sullo schermo. Era un uomo diverso dagli altri, attento, premuroso, con un senso dell'umorismo che la faceva ridere fino alle lacrime.
Marco, dal canto suo, non vedeva l'ora di finire la giornata di lavoro per potersi sedere comodamente sul divano e parlare con lei. Le conversazioni con Gabriella erano diventate un momento bello della sua giornata. Ammirava la sua intelligenza, la sua sensibilità, il modo in cui riusciva a essere sia dolce sia passionale. Ogni messaggio era un passo verso qualcosa di più profondo, un legame che si rafforzava sempre di più.
Una sera, mentre fuori c'era un caldo pazzesco, Marco decise di fare il grande passo. "Gabry, non pensi che sia ora di incontrarci di persona?" scrisse, con un po' di trepidazione. Il cuore le batteva all'impazzata mentre aspettava la risposta. Lei non si fece attendere. "Penso sia un'ottima idea". "Quando e dove?" Gabriella sorrise, sentendo un'ondata di eccitazione percorrerle il corpo. "Domani sera, possiamo trovarci da me e prendere un drink all'aperto, fare due chiacchiere,che ne pensi?"Ti va?"
Perfetto rispose lui.
Il giorno dopo, Gabriella smise di lavorare e si diresse verso il luogo dell'appuntamento. Vestita di modo comodo e semplice, nessun filo di trucco. Era pronta per quell'incontro che sentiva, essere il primo passo verso qualcosa d’importante.
Marco arrivò a destinazione con diversi minuti di anticipo. Non era per niente nervoso, in fondo le loro chat avevano permesso di acquisire un grado di conoscenza tale da sentirsi ormai come due amici di vecchia data ma, al tempo stesso era anche eccitato pur non avendo nessuna aspettativa. Arrivata, anche Gabriella si sedettero a un tavolo in un angolo, ordinarono un drink. Lui prese un gin tonic mentre lei un analcolico.
Finalmente si erano conosciuti di persona.
Iniziarono a chiacchierare, come se si conoscessero da sempre. Il tempo sembrò volare, tra un sorriso e l'altro e tra loro non si avvertiva tensione, ma nei loro dialoghi vi era un misto di eccitazione e curiosità che rendeva l'aria intorno a loro carica di elettricità. Marco sentiva il calore del corpo di Gabriella vicino al suo, il suo profumo femminile che le riempiva le narici. Ogni tanto i loro sguardi s’incrociavano, e in quegli attimi Gabriella sentiva un brivido percorrerle la schiena.
Marco non riusciva a staccare gli occhi da lei. Il modo in cui si muoveva, in cui rideva. Era ipnotizzato da lei, dal suo corpo, dal suo sorriso. Sentiva un desiderio crescere dentro di sé, un desiderio che tuttavia riusciva ancora a controllare. Gabriella, dal canto suo, sentiva il suo corpo rispondere alla presenza di Marco.
A un certo punto, Marco allungò una mano e sfiorò quella di Gabriella. Fu un tocco leggero, quasi impercettibile, ed esclamò: che facciamo si va? Sarai sicuramente stanca dopo una giornata di faticoso lavoro.
Si dai, rispose lei, ho voglia di mettermi ancora più comoda. I due si alzarono, pagarono e si diressero verso la macchina.
Una volta giunti a casa di lei, Gabriella chiese scusa a Marco ma aveva la necessità di sentirsi più comoda nei suoi vestiti. Si diresse in camera e in pochi istanti ricomparve con un coloratissimo pareo, che non lasciava intravedere nulla, ma immaginare tutto.
Si misero entrambi comodi, fumarono una sigaretta insieme e ripresero tanti dei loro discorsi intrapresi durante le loro chat.
Passato dell'altro tempo i due erano stanchi (apparentemente) e decisero di dirigersi sul letto per porre fine a una lunga giornata di lavoro. Non era la fine delle fatiche, ma l'inizio di una notte di passione.
Sai un pò mi vergogno disse Gabriella, ma sento la necessità di essere ancora più libera. Tranquilla disse Marco, con una voce roca e profonda, non mi scandalizzo.
Lei rimase soltanto con le sue mutandine mentre i suoi seni erano liberi di essere ammirati nel tutto loro splendore.
Non trascorse molto tempo, lo stretto necessario per un abbraccio amichevole e qualche carezza e i due si trovarono completamente nudi. Iniziarono a baciarsi in modo passionale.
"Ti desidero" bisbiglio lei; ti desidero da quando abbiamo iniziato a chattare, e ora che ti ho di fronte, non riesco a trattenermi." Gabriella sentì un brivido percorrerle la schiena nel pronunciare quelle parole. "Anch'io, Gabriella, " rispose Marco, con una voce tremante. "Anch'io ti desidero."
Marco si avvicinò a lei, e Gabriella sentì il suo respiro caldo sul suo viso. Poi, lentamente, le sue labbra si posarono su quelle di Gabriella. Fu un bacio dolce, ma anche appassionato, un bacio che sembrava contenere tutta la tensione e il desiderio che si erano accumulati tra loro. Gabriella rispose al bacio con la stessa intensità, sentendo le labbra di Marco muoversi sulle sue, la sua lingua che cercava la sua.
Le mani di Marco scivolarono lungo il corpo di Gabriella, accarezzando la sua schiena, i suoi fianchi, il suo seno. Gabriella gemette nel bacio, sentendo le dita di Marco stringere i suoi capezzoli turgidi. Marco si staccò dalle sue labbra e iniziò a baciare il suo collo, la sua gola, mentre le sue mani continuavano a esplorare il suo corpo.
"Marco, " gemette Gabriella, "ti prego, non fermarti." Marco sollevò lo sguardo e la fissò negli occhi. "Non ho intenzione di fermarmi.
"Sei molto bella, Gabriella, " disse Marco, con una voce roca e profonda. Poi, senza aspettare una risposta, avvicinò la bocca al suo sesso e iniziò a leccarla. A Gabriella piaceva e lo manifestava con i suoi mugoliì, sentendo la lingua di Marco muoversi su di lei, esplorare ogni piega, ogni curva. Le sue mani afferrarono la testa spingendo il suo viso più vicino a lei.
Marco continuò a leccarla, a succhiarla, a mordicchiarla, portandola sempre più vicina all'orgasmo. Gabriella sentiva il piacere crescere dentro di sé, un piacere che la faceva tremare, che la faceva gemere. "Marco, ti prego, non fermarti, " supplicò, con una voce tremante.
Marco sollevò lo sguardo e la fissò negli occhi. "Voglio che tu venga per me, Gabriella. Voglio sentire il tuo sapore sulla mia lingua.”. Gabriella sentì un'ondata di piacere percorrerle il corpo. Chiuse gli occhi e si abbandonò alle sensazioni, sentendo il piacere crescere sempre di più.
Gabriella contraccambiò le attenzioni che stava ricevendo, voltandosi e adagiando la sua bocca al cazzo di Marco ormai diventato duro dall'eccitazione.
Marco continuò a leccarla, assaporando il sapore della sua fica, mentre lei continuava a stuzzicare il glande del suo partner. Erano presi da un fantastico 69 e nessuno dei due aveva intenzione di smettere.
Iniziavamo a esplorarsi, in modo che ognuno potesse dare piacere all’altro.
Lui iniziò a penetrarla con le dita e lei si muoveva favorendo quel movimento; a quel punto lui la invitò a smettere e la fece mettere a pecorina. Da dietro, Marco, continuava a leccarla e penetrarla e quasi con timore iniziò a stuzzicarle l’altro buco. Cercava di capire se la cosa provocasse in lei un ulteriore piacere, e scoprendo che non era respinto continuò nel suo gioco.
Piano e delicatamente la penetrava in entrambi i buchi e vedeva la sua partner sempre più presa. I movimenti di lei diventavano sempre più decisi e frenetici quasi volesse sentire più in profondità ciò che la stava possedendo.
Marco alternava le sue dita con la sua lingua e lei non smetteva di ansimare.
Una visione celestiale ed eccitante. Più spingeva in profondità e più Gabriella godeva, si bagnava e a quel punto , Marco, senti la fica di lei contrarsi. Stava per raggiungere il piacere fino a esplodere in un orgasmo intenso e travolgente.
Dopo pochi istanti lui iniziò a baciarle la schiena intrisa di sudore derivato da tutto quel movimento frenetico, ma durò poco.
Gabriella si girò, guardo negli occhi lui e gli disse: “adesso tocca a te!”
Marco si sdraiò di schiena e lei iniziò a prenderlo in bocca, sentiva crescere quel cazzo tra le sue labbra. Baciava e leccava dappertutto e lui le afferrò la testa quasi volesse godere in quel modo, ma lei si allontanò e iniziò a scoparlo.
Un ritmo indiavolato le faceva sentire quel cazzo in tutta la sua interezza; lei era sopra di lui con gli occhi chiusi mentre Marco ammirava le sue tette sobbalzare ogni volta che si muoveva. Le afferrò i capezzoli, le sue dita erano come pinze e più stringeva e più diventavano turgidi.
Poi lei interruppe la sua cavalcata ma solo per offrire la schiena al suo partner e pochi istanti dopo riprese da dove aveva interrotto.
Lui le allargava le natiche , le stringeva i fianchi e, per quanto immobilizzato, le dette qualche schiaffo sul culo.
“ Si così disse lei, fallo di nuovo”. Marco non lasciò quel suo desiderio irrealizzato e continuò a colpire quel culo che intanto continuava a muoversi. Lei alternava movimenti decisi a attimi di dolcezza, scendendo lentamente su quel cazzo che la stava possedendo.
Lui riprese a giocare con il suo buco rimasto libero, infilando il proprio dito in profondità.
Era penetrata nella sua interezza, che in fin dei conti era ciò che Gabriella aveva confessato a Marco durante una loro conversazione. Essere scopata da due uomini è ciò che la provocava eccitamento.
Il modo in cui lei si muoveva e l’idea che il desiderio di Gabriella potesse realizzarsi anche in presenza di Marco, portò lui a sentire il suo piacere salire ed esplodere in una copiosa venuta.
Stremati da tanta passione Marco e Gabriella, si strinsero in un caloroso abbraccio che da amichevole si era trasformato in passionale.
Dopo poco lui la guardò e sorridendo le disse, stavolta ero solo e ho fatto ciò che ho potuto per realizzare il tuo desiderio, ma la prossima volta il mio dito non servirà.
Lei lo guardo sorridente e con aria da santarellina, ma non troppo disse: “ e chissà?”
Ma in quel chissà e in quel sorriso è già tutto chiaro di cosa potrà succedere prossimamente.
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