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Lui & Lei

Ultima Fila – Tre Corpi al Buio


di Membro VIP di Annunci69.it Themask_83
12.05.2026    |    778    |    0 9.0
"Laura rimase lì, ansimante, con la figa distrutta e colma di due cariche di sperma, mentre i titoli di coda scorrevano sullo schermo..."
Era una sera di metà settimana al Cinema Farnese, nel cuore di Roma. L’ultimo spettacolo di un film d’autore poco pubblicizzato aveva attirato pochissimi spettatori. La sala era quasi vuota, luci soffuse che si spegnevano lentamente. In ultima fila, a pochi metri di distanza l’uno dall’altro, sedevano solo tre persone.
Marco e Laura, sposati da otto anni, avevano scelto quei posti proprio per la privacy. Lei indossava una gonna leggera e ampia, senza calze. Lui una camicia scura. Appena il buio avvolse la sala, la mano di Marco scivolò sulla coscia della moglie, risalendo lentamente. Laura sospirò piano, aprendo leggermente le gambe. Le dita di lui trovarono subito le mutandine già umide e iniziarono a sfregare il tessuto contro il clitoride gonfio.
«Sei già bagnata da morire…» le sussurrò Marco all’orecchio, infilando due dita sotto l’elastico e affondandole nella figa calda e scivolosa della moglie.
Laura morse il labbro per non gemere troppo forte. Iniziò a muovere il bacino contro la mano del marito, mentre con la destra gli abbassava la zip dei pantaloni e tirava fuori il cazzo già duro, iniziando a masturbarlo con movimenti lenti e decisi.
A tre posti di distanza, Alessandro, un ragazzo di trentadue anni solo in città per lavoro, aveva notato tutto fin dal primo tocco. Era rimasto immobile all’inizio, il cuore che batteva forte. Poi, quando vide le dita di Marco scomparire dentro la figa di Laura e sentì il rumore umido e osceno delle dita che la scopavano, non resistette. Aprì i pantaloni in silenzio e tirò fuori il suo cazzo grosso e venoso, duro come pietra. Iniziò a segarsi lentamente, gli occhi fissi sulla coppia, godendo di quello spettacolo proibito.
Laura voltò la testa per caso e lo vide. Il ragazzo li stava guardando apertamente ormai, la mano che andava su e giù sul suo grosso membro lucido di precum. Invece di spaventarsi, un’ondata di eccitazione pura la travolse. Strinse più forte il cazzo del marito e sussurrò, la voce roca:
«Marco… ci sta guardando. E si sta toccando. Ha un cazzo enorme…»
Marco girò lo sguardo e incontrò gli occhi di Alessandro. Per un secondo ci fu solo silenzio carico di tensione. Poi sorrise, malizioso.
«Vieni più vicino» disse piano, senza smettere di muovere le dita dentro la figa di sua moglie.
Alessandro non se lo fece ripetere. Si alzò, il cazzo duro che ondeggiava mentre si spostava di due posti, fermandosi proprio accanto a loro. Laura lo guardò dal basso, gli occhi lucidi di desiderio.
«Fammi vedere quanto sei duro» mormorò.
Alessandro si avvicinò ancora. Laura allungò la mano libera e avvolse le dita attorno al cazzo dello sconosciuto. Era più grosso di quello del marito, la cappella gonfia e lucida. Iniziò a masturbarlo con lo stesso ritmo con cui segava Marco, alternando i due cazzi.
Marco tirò fuori le dita dalla figa della moglie e le portò alle labbra di Alessandro. Il ragazzo le succhiò avidamente, assaporando il sapore di Laura.
«Vuoi assaggiarla davvero?» chiese Marco.
Alessandro annuì. Si inginocchiò tra le gambe di Laura. Lei alzò la gonna fino alla vita e aprì le cosce. La figa era rasata, gonfia, le grandi labbra lucide di umori. Alessandro affondò la faccia tra le sue gambe e iniziò a leccarla con foga: lingua larga sul clitoride, poi dentro la figa, succhiando i succhi che colavano abbondanti.
Laura gemette più forte, spingendogli la testa contro di sé. Marco intanto si era alzato in piedi accanto a lei e le aveva infilato il cazzo in bocca. Laura succhiava il marito con avidità mentre veniva leccata da uno sconosciuto.
Dopo qualche minuto Alessandro si alzò. Il mento era bagnato degli umori di Laura. Marco lo guardò.
«Scopala.»
Laura si mise a quattro zampe sul sedile, il culo verso Alessandro. Lui non perse tempo: posizionò la grossa cappella contro l’apertura fradicia e spinse. Il cazzo entrò tutto in un colpo solo, fino in fondo. Laura urlò di piacere, soffocato dal cazzo del marito che le scopava la gola.
Alessandro iniziò a fotterla con colpi potenti, le palle che sbattevano contro la figa di lei. Il rumore era osceno: il ciac-ciac umido della figa che veniva aperta, i gemiti strozzati di Laura, i grugniti dei due uomini.
Marco tirò fuori il cazzo dalla bocca della moglie e si mise di fianco ad Alessandro. I due cazzi ora erano vicini. Laura allungò una mano e lo masturbò mentre veniva scopata. Poi Alessandro rallentò, uscì dalla figa e lasciò spazio a Marco, che la penetrò con forza per qualche colpo, prima di cedere di nuovo il posto.
Si alternarono così per diversi minuti, scopandola a turno, mentre Laura veniva una prima volta, tremando e contraendo la figa attorno al cazzo di Alessandro.
«Voglio venire dentro di lei» disse infine Alessandro, la voce rauca.
Marco annuì. «Riempila.»
Alessandro afferrò i fianchi di Laura e iniziò a martellarla con colpi sempre più violenti. Laura venne una seconda volta, più forte, schizzando umori sulle cosce. Pochi secondi dopo Alessandro spinse fino in fondo e scaricò dentro di lei: getti potenti e caldi di sperma che riempirono la figa sposata.
Quando uscì, il seme colò copioso fuori dalla figa aperta. Marco non resistette: infilò di nuovo il cazzo dentro la moglie, usando lo sperma di Alessandro come lubrificante, e venne anche lui pochi secondi dopo, mescolando il suo seme a quello dello sconosciuto.
Laura rimase lì, ansimante, con la figa distrutta e colma di due cariche di sperma, mentre i titoli di coda scorrevano sullo schermo.
Alessandro si rimise i pantaloni, sorrise ai due e sussurrò: «Grazie… è stato il film migliore della mia vita.»
Poi sparì nella penombra della sala.
Marco baciò la moglie sulla bocca, ancora sporca di saliva e umori.
«Andiamo a casa» le disse. «Voglio leccarti mentre mi racconti quanto ti è piaciuto farti scopare da quel cazzo sconosciuto.»
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