Prime Esperienze
La Porta del Piacere
Themask_83
11.05.2026 |
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"La rossa si mise sotto di lei in posizione 69, leccandole il clitoride mentre Marco continuava a spingere..."
Elena aveva trentadue anni e da mesi fantasticava su quel momento. Marco, il suo compagno da quattro anni, le aveva proposto più volte di provare un club privé, ma lei aveva sempre rimandato, divisa tra eccitazione e paura. Quella sera, però, a Roma, qualcosa era cambiato. Indossava un abito nero corto, scollato sulla schiena, senza biancheria intima. Le calze autoreggenti nere le stringevano le cosce e i tacchi alti la facevano sentire esposta, vulnerabile e incredibilmente viva.Il taxi li lasciò davanti a una porta anonima nel quartiere Prati. Solo un citofono discreto con la scritta “Club Privé – Riservato ai soci”. Marco suonò, disse il nome falso che avevano scelto per la prenotazione e la porta si aprì con un click.
Dentro, l’aria era calda, profumata di legno di sandalo e corpi. Luci rosse soffuse illuminavano divanetti di velluto, un lungo bancone di mogano e una pista dove alcune coppie ballavano lentamente, strusciandosi senza pudore. Elena sentì subito il calore salirle alle guance. Una hostess in lingerie di pizzo nero li accolse con un sorriso complice.
«Prima volta?» chiese con voce morbida.
«Sì» rispose Elena, la voce un po’ incerta.
«Godetevi la serata. Regole semplici: no significa no. Consenso è tutto. Divertitevi.»
Si accomodarono al bar. Un calice di prosecco freddo aiutò Elena a rilassarsi. Intorno a loro, corpi seminudi si muovevano con naturalezza. Un uomo di mezza età stava accarezzando i seni di una ragazza bionda sul divano accanto, mentre lei teneva la mano tra le gambe del suo compagno.
Marco le posò una mano sulla coscia, risalendo lentamente sotto il vestito. «Sei bagnata già?» le sussurrò all’orecchio.
Elena annuì, mordendosi il labbro. Lo era. Tantissimo.
Dopo un po’ si spostarono nella zona “playroom”. La sala era grande, con letti circolari, divani, una grande jacuzzi e una zona con croci di Sant’Andrea e attrezzi. L’aria era densa di gemiti sommessi, schiocchi di carne contro carne, respiri affannati.
Si fermarono vicino a un letto dove una coppia sulla quarantina stava giocando. La donna, capelli rossi e corpo voluttuoso, era a quattro zampe e veniva scopata con forza da dietro dal suo uomo. I suoi seni pesanti ondeggiavano a ogni colpo. Quando vide Elena, le sorrise tra un gemito e l’altro.
«Volete unirvi?» chiese il marito, senza smettere di spingere.
Elena sentì il cuore battere fortissimo. Marco la guardò. Lei annuì lentamente.
Si spogliarono. Il vestito nero scivolò via, lasciando Elena completamente nuda tranne le calze e i tacchi. I suoi capezzoli erano duri come pietre. Si sdraiò sul letto accanto alla rossa, che subito si avvicinò e le baciò il collo. Le labbra della donna erano morbide, calde. Una mano le accarezzò il seno, poi scese tra le gambe.
«Sei fradicia…» mormorò la rossa prima di far scivolare due dita dentro di lei.
Elena gemette forte, inarcando la schiena. Marco si mise dietro di lei e le entrò dentro con un colpo solo, profondo. La sensazione di essere riempita mentre una sconosciuta le succhiava i capezzoli fu travolgente. L’uomo della coppia si avvicinò al viso di Elena e le offrì il cazzo ancora lucido dei succhi della sua compagna. Lei lo prese in bocca senza esitare, succhiando con avidità mentre Marco la fotteva sempre più forte.
Il ritmo divenne frenetico. La rossa si mise sotto di lei in posizione 69, leccandole il clitoride mentre Marco continuava a spingere. Elena veniva già, un orgasmo lungo e intenso che la fece tremare tutta. Sentì il sapore salato dell’uomo in bocca e deglutì quando lui esplose, tenendole la testa ferma.
Marco la girò sulla schiena e le aprì le gambe. La rossa si sedette sul viso di Elena, facendole sentire il sapore della sua fica bagnata e calda. Mentre leccava, Elena sentì un altro uomo avvicinarsi. Non sapeva chi fosse, ma era grosso. Marco lo incoraggiò: «Prendila».
Lo sconosciuto la penetrò con decisione. Elena urlò di piacere contro la fica della rossa. Due cazzi diversi in pochi minuti: il suo corpo non era più suo, era solo piacere puro. Vennero insieme, lei e lo sconosciuto, mentre Marco si masturbava guardandola.
Più tardi, nella jacuzzi, Elena si ritrovò tra le braccia di Marco, circondata da altre coppie che si toccavano nell’acqua calda. Aveva il corpo segnato da morsi leggeri, i capelli bagnati di sudore e sperma, le cosce che ancora tremavano.
«Allora?» le chiese lui baciandola.
Elena sorrise, gli occhi lucidi di eccitazione.
«Voglio tornare. Presto.»
E mentre le dita di Marco ricominciavano a giocare tra le sue gambe sott’acqua, capì che quella prima volta non sarebbe stata l’ultima. Roma, quella notte, le aveva appena aperto le porte di un mondo nuovo, bagnato, sporco e meravigliosamente libero.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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