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Lui & Lei

Una sera d’estate


di Membro VIP di Annunci69.it Single1982
21.10.2026    |    689    |    0 7.6
"A un certo punto lei mi chiese: «Ti sei domandato perché ti abbiamo invitato entrambi, invece di incontrarti separatamente?»..."
Era una giornata calda d’estate, una di quelle in cui vai in spiaggia senza aspettarti nulla di particolare. Ero sdraiato sul lettino, con gli occhiali da sole e un po’ di musica nelle cuffie, quando ho notato una coppia poco distante da me. Lei era sdraiata a pancia in giù, mentre lui le spal­mava la crema solare sulla schiena.
A un certo punto lei si è girata verso di me e mi ha sorriso. Le ho ricambiato il sorriso, poi ho fatto una battuta sul caldo e sul fatto che quel giorno il sole non perdonava nessuno. Lei ha riso e anche il suo compagno si è inserito nella conversazione.
Dopo qualche minuto abbiamo cominciato a parlare come se ci conoscessimo da tempo. Mi hanno raccontato che erano in vacanza da qualche giorno e che cercavano un po’ di relax. Io scherzavo con lei, facendole qualche complimento, e lui sorrideva divertito, partecipando al gioco. Si vedeva che tra loro c’era complicità e che non si prendevano troppo sul serio.
A un certo punto lei mi ha chiesto se volevo unirmi a loro per un bagno. Ho accettato e siamo andati tutti e tre verso il mare. Nell’acqua abbiamo continuato a scherzare e a stuzzicarci. Lei mi si avvicinava mentre parlavamo, mi guardava negli occhi e ogni tanto mi sfiorava il braccio. Il suo compagno osservava la scena con un sorriso malizioso e faceva battute che rendevano tutto ancora più intrigante.
Quando siamo tornati sotto l’ombrellone, mi hanno invitato a sedermi con loro per bere qualcosa. La conversazione è diventata sempre più personale e il flirt era ormai evidente. Lei mi guardava con un sorriso provocante, mentre lui mi chiedeva scherzosamente se fossi sempre così intraprendente con le donne.
Gli ho risposto ridendo che dipendeva dalla compagnia. Lei è scoppiata a ridere e ha detto: «Allora oggi sei capitato nel posto giusto».
Da quel momento l'atmosfera è diventata ancora più complice. Non c’era fretta, nessuna aspettativa particolare: soltanto il piacere di conoscerci, scherzare e lasciarci sorprendere da quello che stava succedendo.
Il pomeriggio è volato. Prima di andare via, ci siamo scambiati i numeri e ci siamo salutati con la promessa di rivederci la sera per un aperitivo sul lungomare.
Mentre tornavo al mio ombrellone, ripensavo a quell’incontro e sorridevo. Ero arrivato in spiaggia pensando soltanto a prendere il sole, ma avevo finito per vivere un pomeriggio decisamente più intrigante del previsto. Verso le sette del pomeriggio, mentre ero ancora in camera a prepararmi per la serata, mi è arrivato un messaggio da lei.
Lei: Allora, misterioso ragazzo della spiaggia… sei ancora dei nostri stasera?

Io: Dipende… devo aspettarmi un aperitivo tranquillo o avete in mente di mettermi nei guai?

Lei: Ahahah, questo lo scoprirai stasera. Ci vediamo alle 21 sul lungomare, al bar vicino alla spiaggia.

Io: Ci sarò. Ma voglio sapere se anche il tuo compagno è d’accordo con questo programma misterioso.

Lei: Diciamo che è stato proprio lui a chiedermi di scriverti

Io: Allora adesso sono ancora più curioso.

Lei: Bene. Non farti aspettare. E mettiti qualcosa di carino.

Ho riletto quel messaggio almeno tre volte, sorridendo come un ragazzino. C'era qualcosa nel loro modo di fare che mi incuriosiva: erano complici, sicuri di sé e capaci di farmi sentire al centro di un gioco del quale non conoscevo ancora le regole.
Alle nove in punto arrivai al bar. Li vidi subito: lei indossava un vestito estivo che le lasciava scoperte le spalle, mentre lui aveva una camicia di lino e un sorriso divertito.
Quando mi avvicinai, lei si alzò per salutarmi con due baci sulle guance, soffermandosi un istante a guardarmi negli occhi.
«Devo ammetterlo, dal vivo sei ancora più interessante», mi disse.
«E voi due siete pericolosamente bravi a mettere a proprio agio le persone», risposi, stringendo la mano a lui.
Lui rise e mi invitò a sedermi.
La serata cominciò con un aperitivo, tante battute e racconti di vacanze passate. Lei cercava spesso il mio sguardo e ogni tanto mi sfiorava la mano quando voleva sottolineare qualcosa. Lui, invece, alimentava il gioco con domande provocanti e sorrisi complici.
A un certo punto lei mi chiese: «Ti sei domandato perché ti abbiamo invitato entrambi, invece di incontrarti separatamente?».
«A dire il vero, sì», risposi. «Ma preferivo lasciare a voi il piacere di spiegarmelo».
I due si scambiarono uno sguardo. Poi lui mi disse che tra loro c'era molta fiducia e che amavano conoscere persone nuove, purché ci fosse sintonia e nessuno si sentisse obbligato a fare qualcosa.
Lei aggiunse, guardandomi negli occhi: «E oggi ci sei piaciuto. Ci piacerebbe continuare la serata insieme, senza programmi rigidi».
Quella sincerità mi colpì più di qualsiasi battuta maliziosa. Risposi che anche a me piaceva la loro compagnia e che ero curioso di vedere dove ci avrebbe portato la serata.
La notte prende una piega inaspettata
Dopo l'aperitivo, passeggiammo sulla spiaggia. Il lungomare era illuminato dai lampioni e il rumore delle onde copriva le conversazioni dei passanti.
Ci fermammo a lungo vicino alla riva. Lei si mise al mio fianco, mentre lui ci raggiunse poco dopo, prendendole la mano. Per qualche istante rimanemmo in silenzio, poi lei mi domandò se mi andasse di trascorrere ancora un po' di tempo con loro, in un ambiente più riservato.
Accettai, consapevole che l'intesa fra noi stava diventando qualcosa di più del semplice flirt.
Più tardi, a casa loro, continuammo a parlare sul divano. Le distanze si accorciarono, gli sguardi divennero più intensi e un primo bacio, cercato e ricambiato, cambiò l'atmosfera della serata. Ci fermammo un momento per essere sicuri che tutti e tre desiderassimo davvero proseguire.
Lei mi prese la mano e mi sorrise. Il suo compagno mi guardò con la stessa serenità con cui mi aveva accolto in spiaggia. Non c'erano pressioni né giochi di gelosia: soltanto tre adulti attratti l'uno dall'altro, desiderosi di capire fin dove li avrebbe portati quella complicità.
Quella notte, dopo esserci chiariti e aver confermato che eravamo tutti d'accordo, la nostra attrazione si trasformò in un'intimità condivisa: facemmo sesso a tre, con naturalezza, rispetto e il desiderio reciproco di vivere quel momento insieme.
Non fu soltanto la conclusione sorprendente di un flirt nato sotto l'ombrellone. Fu soprattutto il ricordo di una serata in cui tre persone si erano incontrate per caso, avevano trovato una sintonia inaspettata e avevano scelto liberamente di lasciarsi andare.
La mattina seguente, prima di salutarmi, lei mi sorrise e disse: «E pensare che ieri volevamo soltanto andare in spiaggia».
Io scoppiai a ridere. «La prossima volta, forse, dovrò portare io la crema solare».
Lui rise con noi e capii che, qualunque cosa fosse successa in seguito, quel casuale incontro estivo sarebbe rimasto una storia decisamente fuori dall'ordinario.
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