Lui & Lei
il sogno
Portaaccanto45
06.07.2026 |
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"Ogni mio movimento era calibrato per toglierle il fiato, per portarla al limite dell'attesa..."
Mi sono svegliato all'alba con il respiro corto e la pelle percorsa da un brivido elettrico. Nella stanza buia c'era solo il silenzio, ma la mia mente era ancora intrappolata altrove, in un sogno così nitido, carnale e perfetto da sembrare reale. Un sogno fatto di vapore, penombra e un controllo che si dissolveva millimetro dopo millimetro.Nel sogno non c'erano parole o esitazioni, ma solo un'immediata valanga di sensi. C'era una stanza dalle luci soffuse, lo specchio grande di un hotel e lei. Non sapevo chi fosse, ma l'aria era impregnata del suo profumo: una nota calda di ambra mista a sandalo, una fragranza intima che si scaldava sulla sua pelle e che mi è entrata dritto nei polmoni, accendendomi all'istante. Era seduta sul bordo del letto, di spalle, con i capelli raccolti in un nodo spettinato che lasciava scoperta la linea elegante del collo, dove si intravedeva una catenina sottile d'oro che brillava nella penombra. Indossava solo una camicia da uomo, bianca, di lino leggero e leggermente stropicciata, che scivolava morbida lasciando scoperte le spalle e la curva pulita delle gambe.
Nel totale silenzio, mi sono avvicinato da dietro. Il mio primo contatto è stato mentale: le ho poggiato le mani sulle spalle nude, sentendo il contrasto tra la freschezza della stanza e il calore vellutato della sua pelle curatissima. Il suo respiro ha accelerato di colpo, un piccolo sussulto che ho percepito sotto i miei palmi. Non si è girata. Ha solo appoggiato la testa all'indietro, contro il mio petto, offrendomi la gola. L'ho baciata lì, un bacio lento, profondo, assaporando il gusto dolce della sua pelle dietro l'orecchio, dove il profumo si faceva più intenso e proibito.
La dinamica è diventata subito un gioco di sguardi riflessi nello specchio. Con calma assoluta, le mie mani sono scese lungo i suoi fianchi, accarezzando la stoffa ruvida della camicia fino a sollevarla, scoprendo la morbidezza dei suoi fianchi e la reazione della sua pelle d'oca al mio tocco. Ogni mio movimento era calibrato per toglierle il fiato, per portarla al limite dell'attesa. Quando l'ho fatta voltare, ho incrociato i suoi occhi scuri, lucidi e brucianti della mia stessa fame, mentre le sue dita stringevano le mie braccia in cerca di stabilità. Da quel momento, il sogno è diventato un crescendo di sesso puro, intenso, dove il profumo del suo corpo e la complicità della mente hanno guidato ogni spinta, fino a perderci completamente.
Mi sono girato nel letto, ancora stordito da quell'elettricità e con l'illusione di avere ancora quel profumo di ambra sul cuscino. Il sogno era finito, ma la voglia di trasformarlo in realtà era appena iniziata.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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