Lui & Lei
la ragazza acqua e sapone parte seconda
30.06.2026 |
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"Quel corpo lo conoscevo già bene: le mie mani sono scivolate sul suo seno, che esplodeva di meraviglia, mentre lei, accarezzando il mio membro, mi ha detto: "È caldissimo e anche più..."
Ecco la seconda parte della storia della "ragazza acqua e sapone".È passato qualche giorno, ma Samantha la sogno ogni notte; è diventata un chiodo fisso. Ci ho pensato e ripensato più volte, temendo che potesse arrabbiarsi o avere dei ripensamenti. Alla fine ho deciso di chiamarla, dato che mi aveva lasciato il suo numero, ma il telefono risultava sempre libero o occupato dalla segreteria.
Così, venerdì sera verso le 18:00, sono andato a casa sua. Ho accostato la macchina nel parcheggio e mi sono diretto verso la villetta. Ho suonato il campanello e mi ha aperto una signora: era la mamma, che le somigliava molto, solo con qualche anno in più. Mi sono presentato e ho chiesto di Samantha; mi ha risposto che era al lavoro e che sarebbe dovuta arrivare a momenti, poi mi ha fatto accomodare in casa. Con mia sorpresa, mi ha confidato che Samantha le aveva già raccontato che l'avevo riaccompagnata a casa, aggiungendo: "Sei stato gentilissimo".
Poco dopo, sento aprire la porta e vedo entrare la mia fatina, un angioletto bellissimo. Mi ha visto e mi ha chiesto: "Ciao, cosa ci fai qui?".
"Sono venuto a salutarti e a vedere come stavi", ho risposto.
La mamma è intervenuta: "Samantha, esco a fare la spesa e poi mi fermo a mangiare fuori con papà, come ogni venerdì".
"Ok mamma, vai tranquilla. Più o meno a che ora tornate?", ha chiesto lei.
"Beh, non prima delle 22:00".
"Ok, casomai stasera mangio la pizza con lui", ha detto Samantha. La mamma ha risposto con un "ok" e, dopo vari saluti, è uscita, lasciandoci soli.
Samantha mi ha fissato e, con la sua voce calda, mi ha detto: "Ciaooo, che bello che sei tornato! Ti ho pensato molto". Solo sentendo quelle parole ho avuto un'erezione. Lei se n'è accorta e, con un sorriso da furbetta, ha aggiunto: "Anche lui ti ha pensato".
Poi ha continuato: "Senti, io devo fare la doccia... chi mi ama mi segua". Mi sono avvicinato a lei e ha sussurrato: "Con tutto questo caldo non ho voglia di stare vestita, e tu?".
Siamo andati in bagno. Le ho detto che mi sembrava di vivere un sogno; lei ha tolto un capo alla volta finché non è rimasta nuda, e in fretta e furia ho fatto lo stesso.
"Caspita, siamo precoci stasera!", ho esclamato. Lei ha riso, si è avvicinata e abbiamo iniziato a baciarci. Quel corpo lo conoscevo già bene: le mie mani sono scivolate sul suo seno, che esplodeva di meraviglia, mentre lei, accarezzando il mio membro, mi ha detto: "È caldissimo e anche più grande".
Siamo entrati in doccia. L'acqua tiepida scorreva sui nostri corpi; il mio membro era duro e pronto. Mentre continuava ad accarezzarmi, la voglia era tanta che ho alzato la sua gamba e sono entrato in lei: era fantastico, stavo facendo di nuovo l'amore con Samantha. Eravamo talmente eccitati che nulla avrebbe potuto fermarci.
Usciti dalla doccia, tra baci e coccole, ci siamo diretti in camera sua. Credo di essere rimasto dentro di lei mentre ci spostavamo; entrambi bagnati, ci siamo buttati sul letto. Sono salito su di lei e ho ripreso a muovermi: era stretta, una meraviglia. I nostri corpi si muovevano in sincronia; sentire che riuscivo ad andare sempre più in profondità era qualcosa di inimmaginabile. Lei mi stringeva forte con le mani, voleva che andassi ancora più a fondo. Era molto bagnata e mi ha confessato di essere venuta almeno due volte.
Abbiamo cambiato varie posizioni; lei ansimava come non mai, mi mordeva il petto e le sue unghie scavavano sulla mia schiena. Quando stavo per venire, gliel'ho detto. Lei ha risposto: "Non l'ho mai assaggiato, una piccola goccia l'altra volta mi era arrivata, ma oggi la voglio in bocca".
Così, lei lo ha preso in bocca. Dopo aver ingerito alcuni abbondanti schizzi, mi ha guardato con una faccia schifata dicendo: "Ok, non mi piace". Io allora ho iniziato a baciarla e stimolarla finché non mi ha riempito la bocca, urlando forte dal piacere.
Poi, stremati — credo più per il caldo che per altro — abbiamo guardato l'orologio: erano le 20:00. "Caspita, è volato il tempo!", ha detto. Ha poi guardato il cellulare: un messaggio dei suoi avvisava che sarebbero tornati tardi perché si sarebbero fermati a una sagra. Lei mi ha detto: "Wow, abbiamo molte ore per rifare l'amore".
Era meravigliosa. Mi ha leccato il glande, ancora sporco di sperma, e con un sorriso mi ha detto: "È roba mia". Abbiamo fatto l'amore altre due volte. Abbiamo anche provato per la prima volta un rapporto anale, ma le faceva troppo male, così mi ha promesso che avremmo riprovato più avanti.
Questa è stata la seconda volta che ci siamo visti ed è stato meraviglioso. A un certo punto lei si è addormentata; l'ho baciata, mi sono vestito e me ne sono andato, svuotato ma felice.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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