Scambio di Coppia
un sogno che ho da sempre
02.07.2026 |
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"Mi fa entrare, gli porgo la bottiglia e lui, con voce chiara e sicura, mi dice: "Grazie, accomodati, Gloria sta facendo la doccia"..."
Ho sempre avuto un sogno erotico: quello di avere un incontro con una carabiniera. Magari mentre sono alla guida, vedo una paletta che mi intima di accostare; il nervoso e l'ansia salgono a mille, anche se ho tutto in regola, e non so perché.Si avvicina lei, in divisa completa e col cappello d'ordinanza. Io avevo già preparato tutto sul sedile del passeggero. Abbasso il finestrino per consegnare i documenti e resto per qualche secondo pietrificato. Ha un accento fuori Veneto, ma con autorità mi chiede le carte. Indossa un paio di occhiali neri con una montatura molto bella che le sta d'incanto; ha occhi marroni da gattina, un nasino regolare e un viso dai lineamenti spigolosi, ma di una bellezza rara. Ha labbra che non vorresti mai staccare dalle tue. Non riesco a capire la sua statura, la taglia del seno, o se abbia i capelli lunghi o corti.
Senza accorgermene, le dico distrattamente che è molto bella. Lei mi guarda con sguardo fiero e mi dice: "Stia attento a quello che dice, potrebbe essere usato contro di lei". Cavolo, mi vengono i brividi. Si allontana per fare il controllo dei dati e ritorna con la solita aria superiore: "Guardi che il suo libretto dell'autovettura è a posto, e anche la patente".
Poi sorride e mi chiede se è vero quello che ho detto prima riguardo a lei. Io, intimidito, rispondo: "Mi scusi, non era mia intenzione mancarle di rispetto". Lei sorride di nuovo e, dalla tasca della giacca, tira fuori un biglietto da visita con nome e numero di telefono. Guarda il suo collega e gli dice: "Ok, va bene". Lui si avvicina e mi fissa con aria fredda e virile, dicendo: "Contenta tu, contento pure io". Io resto lì a guardare, senza capire il senso del loro scambio.
Chiedo: "Scusi, ma perché questo biglietto da visita?". Lei risponde: "Chiamami dopo cena".
Parto e vado a casa. Mi faccio una doccia pensando al perché di quel gesto. Fatto tutto, prendo il biglietto e chiamo.
"Ciao, sono Sergio, parlo con Gloria?".
"Sì, sì".
"Cosa fai stasera di bello?", mi chiede.
"Niente", rispondo.
"Ti va di cenare con me?".
"Ok, e dove vuoi che ci vediamo?".
"Vieni a casa mia".
"Che cosa?", esclamo con incredulità.
Lei, per la prima volta, ride. "Dai, dimmi quanto ci metti ad arrivare". Poi aggiunge una battuta: "Mi raccomando, rispetta le regole della strada, altrimenti ti ritrovi senza patente".
"Ok, ok", rispondo.
Strada facendo, mi fermo a comprare una bottiglia. Arrivato a destinazione, parcheggio e scendo. Lei abita in un palazzo di tre piani. Suono al campanello e sento una voce maschile che mi chiede chi sono. Dico "Sergio" e lui mi apre il portone; vado al secondo piano. Arrivato davanti alla porta, la trovo aperta: c'è il collega di Gloria che, alla fine, si rivela essere suo marito. Mi fa entrare, gli porgo la bottiglia e lui, con voce chiara e sicura, mi dice: "Grazie, accomodati, Gloria sta facendo la doccia".
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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