Gay & Bisex
Andrea e Riccardo II
15.05.2025 |
778 |
3
"“Anche feticista vero…lo avevo quasi dimenticato…” continua Andrea “fammi vedere quanto allora…” mettendogli un piede a pochi centimetri dal cazzo e sollevando l’altro..."
Era passata solo qualche settimana dalla sera in cui Riccardo era riuscito a rivedere Andrea e, anche se la maggior parte del tempo era stato bendato, il ragazzone era al settimo cielo, non se lo ricordava un pompino così.Non aveva mollato l’amo il trentenne, in un primo momento aveva pensato gli sarebbe bastato ma non riusciva a togliersi dalla testa il giovane infermiere che negli anni gli aveva sempre fatto girare la testa, e non solo.
Riccardo aveva pensato e ripensato a come riuscire a rivederlo prima di mesi e mesi di attese e l’occasione, improvvisamente, si era presentata come un fulmine a ciel sereno: un corso di formazione a Roma, città dove ora vive Andrea. Un corso di quelli di un paio di giorni che normalmente gli avrebbe fatto girare le palle non poco, stavolta arrivava come un gigantesco salvagente. Sapeva però che non sarebbe stato facile convincere Andrea, il ragazzo rimaneva sempre molto distante e ripeteva di non aver voglia di rivederlo, ma in fondo, o almeno così sente Riccardo, anche a lui eccitava l’idea di fare porcate insieme, di nuovo.
Il trentenne dopo aver pensato bene a cosa proporre al giovane che lo potesse eccitare, aveva trovato una soluzione molto interessante e non aveva titubato poco prima di scrivere il fatidico messaggio.
Andrea, dopo aver visto il numero che gli aveva scritto, aveva sbuffato non poco e, in un primo momento, pensava di mandarlo a cagare ma era comunque curioso di leggere la proposta che il porco gli aveva scritto, inoltre una parte del suo ego era molto contenta di essere sempre dei pensieri di un uomo che, non lo ammetterà mai, gli aveva sempre fatto un gran sesso e non solo.
Aveva letto la proposta, si era fermato dal suo studio matto e disperatissimo a pensare se accettare o meno, era molto combattuto. Alla fine, aveva risposto:
“Ma non ti stanchi mai? Non riesci proprio a levarmi dalla tua testa? Non mi piace troppo la tua proposta, non ci vengo a cena con te… però se vuoi la seconda parte possiamo farla, ma da me e poi ognuno per la sua strada, o così o niente”
Riccardo alla lettura del messaggio aveva sgranato gli occhi, era molto di più di quello che si aspettava.
“Ok, dammi un’ora e un indirizzo e ci sarò” gli aveva risposto velocemente.
Qualche altro messaggio per organizzare la cosa e Riccardo cominciava a contare i secondi: erano sempre troppi per lui.
Il fatidico pomeriggio alla fine era arrivato, il Professore aveva faticato non poco a trovare un parcheggio vicino la sua destinazione ma alla fine c’era riuscito.
Con passo svelto arriva al portone sotto il numero civico indicato, cerca di fretta il nome giusto e preme il pulsante.
“Terzo piano” gli dice una voce familiare dal microfono del citofono e la serratura del portone scatta.
Il viaggio in ascensore sembra infinito ma alla fine le porte si aprono.
Sul pianerottolo c’è solo una porta, socchiusa.
Riccardo la spinge e di fronte a sé rivede Andrea.
L’infermiere ha indosso solo un accappatoio azzurro e un paio di infradito:
“Il bagno è in fondo a Sinistra, fai una doccia veloce e entra nella stanza subito di fianco, nudo.”
“Agli ordini” gli risponde sorridendo il professore.
Non aspetta un istante per fare quanto ordinatogli. Il bagno è pulito e in ordine, leva il necessario dallo zaino e si infila in doccia. Si lava con un’acqua gelida, fa già caldo nella capitale e poi lo aiuterà ad abbassare un po' la tensione.
Esce dal bagno dopo pochi minuti ed entra nella stanza indicata.
Andrea è sul letto, ancora in accappatoio con una gamba accavallata. Lo guarda, stavolta sorride anche lui. “E’ ancora bello questo stronzo…” pensa tra sé e sé prima di rientrare nel personaggio.
Di fronte al letto c’è una sedia, stavolta con due braccioli ai quali sono legate due cinture di accappatoio.
“Siediti!” ordina Andrea con voce sottile.
Riccardo esegue.
“L’altra volta non potevi vedermi ma hai usato troppo le mani… stavolta no, potrai solo guardare” continua Andrea legando le mani dell’uomo ai braccioli della sedia.
Riccardo è già di nuovo in estasi. Il giovane infermiere si sposta dietro la sedia, con un tocco fa ripartire la musica dal telefono e lascia cadere a terra l’accappatoio.
“Ora guarda la tua troia come ti fa impazzire…” sussurra all’orecchio di Riccardo passandogli la lingua sul collo.
Andrea si sposta sul letto, è nudo anche lui adesso. Riccardo ha un fremito lungo tutta la schiena. Il ragazzo è seduto sul letto a meno di un braccio da lui, ma non può toccarlo.
Andrea apre le gambe e poggia i piedi sulle cosce possenti del professore davanti a lui, ha già il cazzo duro e gli mostra il buchino. Anche il cazzo di Riccardo comincia a svegliarsi dopo la doccia fredda.
Si passa le mani sul petto e sui capezzoli senza staccare gli occhi dall’uomo davanti a lui.
“Ti piace allora questa troia?” gli dice sottile.
“Da impazzire…” riesce a sussurrare Riccardo.
“Mmm devi fare il bravo allora…” continua Andrea passandosi la mano sul viso e succhiandosi sensualmente due dita.
L’altra mano è già sul cazzo che si muove lenta ma decisa, si sposta dal cazzo turgido al buchetto che piano si allarga sempre più.
Riccardo si taglierebbe pure le palpebre pur di non distogliere lo sguardo dalla visione davanti a lui.
“Vedo che ti piace…” rompe il silenzio l’infermiere notando il cazzo davanti a lui adesso durissimo.
Si sposta più sul ciglio del letto e comincia a spostare i piedi sul corpo del professore.
“Anche feticista vero…lo avevo quasi dimenticato…” continua Andrea “fammi vedere quanto allora…” mettendogli un piede a pochi centimetri dal cazzo e sollevando l’altro.
“Leccalo …” ordina con tono più forte. Il professore non se lo fa ripetere due volte, lecca lentamente le dita che ha davanti la faccia, senza staccare un secondo gli occhi dal viso del ragazzo di fronte a lui.
Andrea intanto ha cominciato a menarselo lentamente eccitato dallo sguardo del professore.
Sposta l’altro piede sul cazzo e comincia muoverlo lentamente lungo l’asta scappellandolo lentamente. Riccardo ha un sussulto e chiude gli occhi un secondo.
“Vedo che ti piace questa troia…la scoperesti eh? Ti piacerebbe romperla…”
“Certo troia…che darei per spaccarti…”
Andrea sposta entrambi i piedi sul cazzo del professore muovendoli ora a ritmo serrato.
Riccardo geme.
“E’ troppo bello per lasciarlo ai miei piedi… guardami ora porco!” dice veloce il ragazzo anche lui in estasi.
Con un movimento veloce si mette in ginocchio, apre la bocca e senza staccare gli occhi da Riccardo gli prende in bocca il cazzo.
Riccardo geme come un toro, sta odiando i lacci che lo costringono sulla sedia.
La bocca di Andrea continua il suo lavoro, vorace, umida, vogliosa
Continuano così per qualche istante, Riccardo sta impazzendo, è molto vicino. Anche Andrea lo sa, sente gonfiarsi l’asta e la cappella nella sua bocca ad ogni passaggio, ma non vuole che finisca così stavolta. Stavolta anche lui vuole sentirlo in profondità.
Stacca veloce la bocca, si solleva e con una mano spinge sullo schienale Riccardo, prende il viso dell’uomo e lo bacia.
È un bacio bagnato e passionale, come lo sono sempre i loro baci. Non lo ammetteranno mai, ma è la cosa che entrambi preferiscono.
Le mani di Andrea si portano sui braccioli e con un movimento veloce slegano le mani di Riccardo che in un istante sono sulla schiena del giovane.
“Ora ti scopo Troia…” Dice vorace Riccardo.
Si solleva dalla sedia prendendo in braccio l’esile infermiere e poggiandolo sul letto. Le gambe del giovane si stringono sulla schiena dell’uomo che ora è in comando.
Le bocche dei due non si staccano un secondo, si cercano, si vogliono, fameliche entrambe.
La mano di Riccardo si sposta sul suo cazzo, è bagnatissimo, lo appoggia al buchetto a pochi centimetri e finalmente lo prende.
Andrea geme. “Piano…” esclama.
Riccardo inserisce lentamente tutta l’asta, senta a ogni millimetro il culo di Andrea aprirsi voglioso.
Comincia scoparlo a colpi decisi, il giovane è in estasi a ogni colpo, anche lui ha il cazzo durissimo e sente salire l’orgasmo a ogni colpo.
Riccardo continua, sempre più forte, sente il suono delle sue palle sul culo della troia tra le sue gambe, seguita da un gemito famelico.
Riccardo ora accelera, anche lui è vicino. Sempre più forte.
Andrea prende la testa dell’uomo davanti a sé, lo bacia di nuovo e viene copioso sul suo petto.
Non si è neanche toccato il cazzo che si è riempito il petto, non gli era mai capitato.
Alla visione Riccardo lo prende ancora più forte, è in estasi, sta venendo anche lui.
“Sborrami il culo” gli dice tra un bacio e l’altro Andrea.
Riccardo non aspettava altro. Con un colpo potente viene copioso.
Passano pochi istanti di silenzio. La testa di Riccardo ora è sulla spalla di Andrea.
È l’infermiere che gliela solleva, vuole guardarlo in viso.
Lo bacia, di nuovo.
Riccardo ricambia, è un bacio diverso stavolta, dolce.
È un bacio che sembra durare un’infinità, ma è Riccardo a staccarsi stavolta.
“Non era nei patti neanche questo però…” dice sorridendo
“Succede” risponde Andrea, stavolta ride anche lui.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per Andrea e Riccardo II:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
