Gay & Bisex
Preso da Entrambi
01.06.2026 |
4.690 |
9
"Quando la segretaria entrò con dei documenti, l'aria era ancora densa di odore di sesso, ma nessuno sembrò accorgersene..."
Elena e Luca avevano trascorso l'ultima settimana a navigare su Annunci69, un sito esclusivo per coppie swingers, uno di quelli riservati a professionisti maturi e discreti del Nord Italia. Il profilo della coppia era curato nei minimi dettagli: lei cinquantenne, corpo morbido e sensuale forgiato da anni di pratica fisioterapica, lui ingegnere con una passione per i giochi di potere e la bisessualità latente. Cercavano un incontro speciale, non il solito appartamento o hotel anonimo. Volevano il brivido di un luogo proibito, dove il rischio di essere scoperti trasformasse ogni tocco in elettricità pura.Fu Marco Rossi, direttore di filiale di una prestigiosa banca privata nel cuore di Bolzano, a contattarli per primo. Il suo messaggio privato era diretto e intrigante: "Ho letto il vostro desiderio di un contesto insolito. Vi offro il mio ufficio al primo piano della banca, giovedì pomeriggio, durante l'orario di apertura. Clienti, impiegati e telefoni in funzione. La porta non si chiude a chiave del tutto. Il rischio è reale". Allegava una foto professionale: uomo di quarantotto anni, elegante, capelli grigi sulle tempie, sguardo penetrante. Nella sezione preferenze aveva indicato chiaramente "bisex attivo, aperto a coppie".
Dopo alcuni scambi di messaggi carichi di tensione, l'accordo fu siglato. Si sarebbero incontrati alle 15:30. Elena sentiva già il ventre contrarsi per l'eccitazione mentre si preparava. Indossò un tailleur grigio perla che le fasciava i fianchi generosi, una camicetta di seta bianca con qualche bottone volutamente lasciato aperto, autoreggenti nere e un completino intimo di pizzo che lasciava poco all'immaginazione. Luca, in completo scuro, le posò una mano sulla coscia mentre guidava verso il centro città.
Entrarono nella banca come normali clienti. Il marmo lucido, il legno scuro, l'atmosfera ovattata di ricchezza. Una segretaria li accompagnò al piano superiore. Quando la porta dell'ufficio di Marco si chiuse dietro di loro, l'aria sembrò cambiare densità.
Marco si alzò dalla grande scrivania di noce. "Elena, Luca… finalmente. Siete ancora più belli dal vivo."
Si strinsero la mano, ma il contatto durò un secondo di troppo. Elena percepì immediatamente il calore del desiderio nello sguardo dell'uomo. Fuori dalla finestra si vedeva il via vai del pomeriggio bolzanino: passanti, auto, il suono lontano di una sirena. Dentro, il ticchettio di un orologio e il mormorio costante della banca in attività.
"Qualcuno può entrare davvero?" chiese Elena, la voce già un po' roca.
Marco sorrise, togliendosi lentamente la giacca. "Sì. I miei collaboratori a volte entrano per firmare documenti urgenti senza bussare. O la segretaria potrebbe portare un caffè. Il rischio è autentico."
Luca si avvicinò alla moglie, le posò le mani sui fianchi da dietro e le baciò il collo. "È esattamente quello che volevamo."
Marco si avvicinò. Il primo bacio fu con Elena: lento, profondo, le lingue che si esploravano con avidità crescente. Le mani del banchiere slacciarono i bottoni della camicetta, rivelando i seni abbondanti racchiusi nel pizzo nero. Li accarezzò con palmi caldi, pizzicando i capezzoli che si inturgidirono all'istante. Elena sospirò nella sua bocca.
Luca, dietro Marco, gli aprì la cintura e abbassò i pantaloni. Il membro del direttore era già semi-eretto, lungo e spesso, con una cappella pronunciata e lucida. Luca lo afferrò con decisione, masturbandolo con movimenti lenti mentre Marco continuava a baciare e toccare sua moglie.
Elena si inginocchiò sul tappeto persiano. Prese il cazzo di Marco tra le labbra morbide, succhiandolo con dedizione. La lingua guizzava intorno al glande, raccogliendo il sapore salato del liquido preseminale. Lo prendeva sempre più in profondità, fino a sentire la cappella toccarle il fondo della gola. Marco gemette piano, tenendole la testa con delicatezza autoritaria.
Mentre Elena lo succhiava con avidità crescente, Luca si spogliò completamente. Il suo membro, più corto ma molto più spesso, era duro come pietra. Marco si voltò leggermente e prese anche quello di Luca in mano, masturbando entrambi mentre Elena continuava il suo lavoro orale con rumori bagnati e osceni.
I minuti passavano. Si sentivano voci nel corridoio, una risata di un impiegato, il suono di una stampante. Ogni rumore esterno aumentava l'eccitazione.
Marco fece alzare Elena e la fece sedere sul bordo della scrivania. Le alzò la gonna fino alla vita, scostò le mutandine e affondò il viso tra le sue cosce. La lingua esperta trovò il clitoride gonfio, leccandolo con cerchi lenti e precisi, poi scendendo a penetrare la fica già bagnatissima. Elena dovette mordersi il labbro per non gemere forte. Le sue mani stringevano i capelli grigi di Marco.
Luca si posizionò dietro il banchiere. Spalmò abbondante lubrificante sul suo cazzo spesso e sulla rosetta di Marco, poi cominciò a spingere. Il glande forzò l'anello muscolare stretto. Marco emise un grugnito soffocato mentre Luca lo penetrava lentamente, centimetro dopo centimetro, fino a seppellirsi completamente nel culo caldo e stretto del direttore.
Ora la catena era formata: Luca che fotteva Marco con spinte misurate e profonde, Marco che leccava e succhiava la fica di Elena con rinnovato ardore. I corpi si muovevano in sincronia. La scrivania cominciò a scricchiolare piano.
Elena sentiva l'orgasmo avvicinarsi. Le pareti della sua vagina si contraevano intorno alla lingua di Marco. Quando lui inserì due dita dentro di lei e cominciò a massaggiare il punto G con precisione, Elena esplose. Un orgasmo potente la travolse, la fica che spruzzava umori caldi sul viso del banchiere. Dovette premere la mano sulla bocca per soffocare il grido.
Senza darle tregua, Marco si alzò, il mento lucido degli umori di lei, e la penetrò con una spinta decisa. Il suo cazzo lungo affondò fino in fondo nella fica ancora pulsante. Elena inarcò la schiena, sentendo ogni vena del membro strofinare le pareti interne. Luca, ancora dentro Marco, aumentò il ritmo, scopando il culo del banchiere con colpi sempre più forti.
I tre corpi erano un intreccio sudato di carne e desiderio. I testicoli di Marco sbattevano contro la fica di Elena, mentre quelli di Luca colpivano le natiche di Marco. I suoni erano osceni: carne contro carne, umori che colavano, respiri affannosi.
Improvvisamente sentirono passi pesanti avvicinarsi alla porta. Tutti si bloccarono, i cuori che battevano all'impazzata. La maniglia si abbassò leggermente. Una voce maschile fuori disse qualcosa a un collega, poi i passi si allontanarono. Il pericolo sfiorato trasformò la paura in eccitazione pura. Elena venne di nuovo, più forte, contraendosi violentemente intorno al cazzo di Marco.
Cambiarono posizione. Marco si sedette sulla poltrona di pelle. Elena gli montò sopra a cavalcioni, impalandosi sul suo membro eretto con un lungo gemito. Cominciò a cavalcarlo con movimenti circolari e profondi, i seni grandi che rimbalzavano davanti al viso di lui, che li succhiava e mordeva i capezzoli con avidità.
Luca si posizionò dietro la moglie. Dopo aver aggiunto lubrificante, spinse il suo cazzo spesso nell'ano di Elena. Ora era doppiamente penetrata: due membri duri che la riempivano completamente, strofinandosi attraverso la sottile parete interna. Elena si sentiva sul punto di impazzire di piacere. La doppia penetrazione era intensa, quasi dolorosa nella sua perfezione.
"Cazzo… mi state sfondando…" sussurrò con voce rotta, abbandonando ogni eleganza.
I due uomini cominciarono a muoversi in contrappunto. Quando uno spingeva, l'altro si ritirava. Elena era una bambola di carne tra di loro, i suoi umori che colavano copiosamente sulla poltrona e sulle cosce. Sudava, tremava, i capelli eleganti ormai disfatti.
Marco le stringeva le natiche, Luca le tirava i capelli. Il ritmo divenne feroce. La stanza era impregnata dell'odore di sesso: fica bagnata, sudore, lubrificante, sperma.
Elena raggiunse un terzo orgasmo devastante, squirting abbondante che bagnò il ventre di Marco. Le sue contrazioni fecero quasi venire i due uomini.
Marco fu il primo. Affondò profondamente e scaricò getti potenti di sperma caldo dentro la fica di Elena, riempiendola fino a farne colare fuori. Luca, sentendo le contrazioni, venne poco dopo, inondando l'intestino della moglie con il suo seme denso.
Ma il pomeriggio era ancora lungo.
Si separarono solo per un momento. Elena, con le gambe tremanti e i fluidi che le colavano da entrambi i buchi, si inginocchiò e prese a pulire i due cazzi con la bocca, alternandoli, assaporando il gusto mescolato del proprio piacere e del loro sperma.
Marco, ancora duro, fece piegare Luca sulla scrivania. Luca separò le natiche. Il direttore, dopo aver cambiato preservativo, penetrò l'ingegnere con una spinta lunga e decisa. Luca gemette forte mentre quel cazzo lungo gli invadeva il culo, massaggiandogli la prostata a ogni affondo.
Elena si mise davanti al marito, offrendogli la fica stillante di sperma. Luca la leccò con voracità, bevendo il cocktail di umori mentre veniva scopato senza pietà da Marco.
I colpi di Marco erano potenti. La scrivania si muoveva. Luca, stimolato nella prostata, venne di nuovo senza toccarsi, schizzando sul legno pregiato.
Marco lo seguì, venendo dentro il preservativo con un grugnito animalesco.
Si ripulirono in fretta, ma non abbastanza. Un leggero bussare alla porta li fece congelare. Marco rispose con voce professionale: "Un momento!". I tre si ricomposero appena in tempo.
Quando la segretaria entrò con dei documenti, l'aria era ancora densa di odore di sesso, ma nessuno sembrò accorgersene. O forse sì.
Dopo l'uscita della donna, i tre si guardarono e scoppiarono in una risata nervosa.
L'incontro continuò per quasi due ore, con altre posizioni, altri orgasmi, altri rischi sfiorati. Elena venne succhiata, scopata, riempita. Luca fu preso e prese. Marco dominò e fu dominato. I corpi si intrecciarono in modi sempre nuovi: Elena presa da dietro mentre succhiava Marco, Luca che penetrava il banchiere mentre questo leccava la moglie, momenti di doppia penetrazione ripetuti con intensità crescente. Ogni volta che un rumore dal corridoio li faceva fermare, il cuore accelerava e il piacere si moltiplicava.
Alla fine, esausti e soddisfatti, si salutarono con baci profondi.
Fuori dalla banca, mano nella mano, Elena e Luca camminavano nella sera bolzanina. Sapevano che quella sarebbe stata solo la prima di molte avventure nate su Annunci69.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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