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Trapper: L'importanza delle opportunità


di ArchieCooper
23.03.2024    |    4.954    |    4 8.3
"Sono quei primi secondi in cui ha capito che dovrà fare davvero quello che gli è stato detto e ci sta ripensando..."
Guardo su Instagram le stories di Floffy. Lui che annuncia le date del nuovo tour con in sottofondo le note di “Tangenziale”, video-reaction dei suoi fan all’ascolto di “Tangenziale”, estratti del videoclip di “Tangenziale”. Non ci vorrà molto all’arrivo del disco di Platino e prevedo già il prossimo anno una partecipazione a Sanremo.
Certo, quando si ha me come manager il migliore dei manager è inevitabile che si venga travolti dal successo. Mi chiedo se un giorno i fan di questi ragazzetti tutti autotune scoprissero la verità che cosa potrebbe accadere. Il prezzo che Floffy e altri come lui hanno dovuto pagare per entrare in un olimpo dorato che durerà sì e no cinque anni può essere immensamente alto, alcuni lo definirebbero un sacrificio. Ma si può parlare davvero di sacrificio? Per me è solo un rito di transizione verso la fama, i soldi e la gloria.
Ma veniamo al dunque.
L’anno scorso Floffy era un ragazzone di appena vent’anni. Dilettantista nella boxe, figlio di papà ribelle di un imprenditore milanese. Aveva raggiunto un moderato successo con le sue canzoncine trap coadiuvate da video tik tok dove muoveva le anche e sculettava in maniera equivoca. Le ragazzine s’innamorarono, i forum gay impazzirono per scoprire se fosse bisessuale.
In breve si crearono le condizioni per cui Floffy venisse a colloquio nel mio studio, presso la mia villa sul lago di Como. Se c’è una cosa che esigo è che i ragazzi arrivino da me preparati. Non accetto minimamente che qualcuno possa ritenersi sorpreso dal mio atteggiamento o che faccia lo scandalizzato e poi se ne esca con qualche frottola esterna all’ambiente, magari scrivendo post con l’hashtag metoo. E poi sanno tutti dei miei avvocati in paga per tutto l’anno con tredicesima e quattordicesima. Ma anche con tutta la forza di volontà nessuno dei ragazzi o delle ragazze passati da qui lo ha mai fatto unicamente per un banale motivo: vogliono il successo. E potrei anche fare peggio di quello che faccio e loro sarebbero contenti comunque.
Quel giorno mi reco di buon mattino nella mia palestra privata nel seminterrato. Faccio due orette di allenamento e dopo una lunga doccia opto per un completo grigio, con camicia bianca e una cravatta a diagonali blu e argento. Mi faccio la barba tenendo lo spessore a 3 millimetri. Mi pettino con la cera i folti capelli grigi. Con un elastico raccolgo un ciuffetto ed ecco il mio famoso codino distintivo.
Sono le dieci di mattina quando Floffy si presenta da me. Mi saluta con un “buongiovno” mostrandomi tutti i denti. Dio, una erre moscia così marcata non la nascondi neanche con un autotune che possa trasformare la sua voce in quella di Sinatra. Faccio segno alla segretaria impalata dietro di lui, che capisce e chiude la porta alle sue spalle. Probabilmente andrà a prendersi un lungo secondo caffè intorno alla piscina.
Io sono seduto alla mia scrivania intento ad aprire la posta col tagliacarte. Non lascio che sia la mia segretaria ad aprirla, mi piace utilizzare questo antico strumento. Il mio tagliacarte ha il manico di madreperla e la lama dorata. È un pezzo bellissimo tramandato da mio nonno fino a me.
Squadro Floffy dall’alto in basso. È veramente alto e veramente grosso. Capisco come mai sia la tendenza del momento. Indossa dei jeans larghi a vita bassa da cui sbuca la fascia azzurra dei boxer. La canotta bianca aderisce al suo corpo evidenziando i pettorali. I bicipiti sono possenti e pure il collo sembra muscoloso. A tradire questo “hobo-style” è la sua bella pelle rosa e liscia priva di imperfezioni.
“Accomodati Lorenzo, piacere mio.” Gli faccio indicando col tagliacarte la sedia oltre la scrivania.
Il ragazzo si accomoda e parliamo del più e del meno. Gli chiedo come sta suo padre, che conoscevo ai tempi dell’università, da quanti anni faccia boxe, se sia contento di questi primi successi. Faccio finta di non sapere cosa sia TikTok per farmi spiegare da lui come funzioni.
Intanto penso che questo ragazzo sia veramente inascoltabile. È sorprendente che da un energumeno del genere venga fuori una voce da rospo così sgradevole. Non ci salverà solo l’autotune con lui, dovremo puntare tutto sul suo corpo sexy. E non solo con le ragazze, dobbiamo coinvolgere maggiormente anche gli uomini gay. Canottiere rosa, piedi nudi, primissimi piani del suo sedere quando sculetta.
Mentre mi racconta le sue stupidaggini io rifletto su come vendere questo disastro sul mercato. Ho dovuto fare miracoli peggiori tutto sommato.
“Ma adesso pensiamo al futuro, cosa ti piacerebbe lanciare prossimamente?” lo interrompo.
All’inizio è fondamentale far credere a questi ragazzi che possano scegliere cosa fare della loro carriera. Col tempo capiscono da soli che prima si fidano di te e lasciano le loro idee nelle tue mani, meglio è.
Floffy si fa tutto felice in volto. “Beh, vede sto lavovando a un’idea che spacca. È un pezzo tvap, dove nel vitovnello faccio un falsetto con in sottofondo la cassa dvitta.”
Ho abbastanza esperienza professionale per non scoppiare a ridergli in faccia. Mi rigiro il tagliacarte fra le mani.
“Wow! È figo, non sono in molti a farlo sul mercato.” Bugia.
“Sì. E con le composizioni del mio socio Luzy abbiamo insevito degli accovdi dub che fanno venive i bvividi.”
Come no.
Mi sono rotto il cazzo di questo ragazzetto. È arrivato il momento di scoparselo. Mi sporgo in avanti sulla scrivania e appoggio il tagliacarte sul bordo di fronte a Floffy.
“Bene, fammi sentire questo ritornello. Ora.” Dico autoritario.
Floffy si accende tutto in volto di felicità. Poverino, mi fa quasi pena per quello che sta per subire.
Si schiarisce la gola, chiude gli occhi e canta in falsetto:

“Pvendi la mia mano e balliamo,
piano, sì così.
Ti ho sempve avuta nel cuove,
baby, amami.”

Che schifo, penso. Gli presento un sorriso finto a mille denti e sbatto la mano sul tavolo.
“Cazzo, spacca! Sei forte ragazzo.”
Tutto rosso mi ringrazia e lancia un pugno in aria per l’entusiasmo.
“Però adesso fammela vedere col balletto, quello che fai su Tik Tok.” dico mentre mi allento un po’ la cravatta.
“Adesso?”
“Sì ragazzo adesso! Che aspetti? Forza, dobbiamo vendere. Voglio conoscere a pieno il successo che sto per regalare al Paese!” e gli batto le mani davanti alla faccia spaventandolo e facendogli sparire il sorriso dalla faccia. Si fa serio.
“Su, alzati in piedi.” Lo incoraggio.
Floffy si alza. Si lecca le labbra, inizio a decifrare la paura e la tensione sul suo volto. Sono quei primi secondi in cui ha capito che dovrà fare davvero quello che gli è stato detto e ci sta ripensando.
Stende le braccia davanti a sé e muove i fianchi. Il falsetto è più strozzato di prima:

“Pvendi la mia mano e balliamo,
piano, sì così.
Ti ho sempve avuta nel cuove,
baby, amami.”

Che bicipiti, che movimento d’anche. Il mio cazzo diventa duro, ben visibile dai pantaloni. Mi alzo in piedi ed inevitabilmente a Floffy casca l’occhio.
“Bello,” faccio mentre lentamente mi muovo intorno alla scrivania. “Però si può fare meglio, non credi?”
Floffy mi fissa in silenzio mentre mi dirigo alle sue spalle. Trema, due goccioline di sudore si materializzano sulla sua fronte.
Ora sono alle sue spalle. Appoggio il pacco sulle sue enormi e sode chiappe. “Dai, riprova.”
Con il corpo e la voce tremante Floffy canta e muove il bacino.

“Pvendi la mia mano e balliamo,
piano, sì così.
Ti ho sempve avuta nel cuove,
baby, amami.”

Mmmh, che spinta marmorea. Ho letteralmente l’acquolina in bocca, pregustandomi una scopata coi fiocchi.
“Ancora” dico solennemente. E lui replica il ritornello. Questa volta muove il bacino in modo più fluido. Che forse sotto sotto gli piaccia?
“Sai come sarebbe interessante? Chinati in avanti e fallo con le mani appoggiate sulla scrivania.”
Ubbidisce. Mi tiro giù la zip e tiro fuori il cazzo prima il precum mi possa macchiare i pantaloni. Sentendo il rumore Floffy si gira e apre la bocca terrorizzato vedendo le dimensioni del mio pene.
“Non temere ragazzo.” Lo rassicuro con una carezza sulla nuca. Quel collo è veramente fatto di velluto. Gli tiro giù con facilità i calzoni e m’inginocchio davanti al culone. Metto le mani sulle sue chiappe e le sprimaccio. Le sue natiche sono completamente prive di peli, pallide, sode, enormi. Floffy vince a mani basse il premio come miglior culo della mia carriera. Le allargo per scoprire il suo buchetto. Pochissimi peli e un saporito odore di vaniglia. Bravo, devono averlo addestrato bene.
Non come quella troietta di Lady Brum Brum. Lei aveva una gran voce e un singolo che spaccava. Poteva vendere chissà quanti dischi di platino. Appena l’avevo tirato fuori dal suo culo secco era tutto sporco e l’avevo cacciata via a calci. Aveva poi fatto un altro tentativo con un noto consorzio di manager, ma l’avevano talmente brutalizzata da farla finire coi punti in ospedale. Chiaramente negoziarono un vitalizio per il suo silenzio, ma Lady Brum Brum decise di abbandonare qualsiasi impresa futura nell’industria musicale.
“Ok, adesso rifai di nuovo tutto, ma in loop. Dobbiamo migliorare un po’ questa voce. Voglio che il pezzo spacchi davvero.” Dico a Floffy mentre ipnotizzato guardo le carni rosa all’interno dello stretto orifizio. E lui riparte:

“Pvendi la mia mano e balliamo,
piano, sì così.
Ti ho sempve avuta nel cuove,
baby, amami.”

Con la punta della lingua entro dentro di lui. Il ragazzo sussulta perdendo il falsetto su “cuove”. Gli do una pacchetta sul culo per incoraggiarlo a proseguire. È veramente stretto. Mi faccio strada con difficoltà e con gusto, inalando l’inebriante fragranza della sua pelle. Dopo qualche minuto che il deficiente va in loop la mia lingua si muove agile in quella strettezza e la punta del mio cazzo vibra di vita propria.
Mi tiro su in piedi e mentre Floffy continua a cantare la sua lagna prendo il tagliacarte dalla scrivania. Con una mano tengo verso il basso la schiena di Floffy e con l’altra incido un taglio lungo la chiappa destra. Il ragazzo sbraita con una serie di urla agghiaccianti. Di sicuro più per la sorpresa che per il dolore.
“Stai zitto, finocchio!” gli strillo. “Lo vuoi oppure no sto disco di platino? Con quella voce di merda che hai te ne puoi stare su TikTok a fare il frocio per quel che mi riguarda!”
Strofino ripetutamente la mia cappella sul rivolo di sangue caldo finché non diventa completamente rossa. Sono così eccitato dall’umiliazione inflitta! Guido la mia asta dentro il buco del ragazzo. Pam! Tutto in un colpo. Stavolta urla davvero per il dolore e si mette anche a piangere.
“Ahi! Fa male!” strilla dimenandosi.
Questo è il punto in cui bisogna ignorali. Sanno cosa sono venuti a fare? Allora si lagnassero di meno e rendessero tutto più facile.
Spietato tiro fuori il cazzo e lo riaffondo.
Mi sbottono la camicia e mi piego su Floffy, con gli addominali poggiati contro la sua schiena. Gli cingo l’enorme collo con una mano e glielo stringo, mentre il mio cazzo si adagia sempre più nello strettissimo e pulsante orifizio.
“Dai fai ancora il balletto,” lo imploro e mi accorgo che sto sbavando. “Stavolta non cantare però ti prego.”
Il ragazzo sembra essersi dato una calmata e con la faccia straziata dal dolore e gonfia di lacrime muove con fatica avanti e indietro il bacino. Sono in estasi, è così stretto che sembra una calda e morbida pressa sul mio enorme cazzone. Probabilmente non si accorge di farmi venire già una prima volta dopo un paio di minuti. Guidato dalla determinazione il movimento del ragazzo diventa più fluido con l’andare avanti della scopata.
Ha il volto fra il violaceo e il rossiccio per la mia stretta sul suo collo che allento o aumento a seconda di quanto mi stia facendo godere. Sorpreso a un certo punto lo sento ansimare. Che per caso?
Lascio cadere il tagliacarte che per tutto questo tempo avevo tenuto nell’altra mano e controllo.
Ce l’ha duro!
Al finocchio sta piacendo prenderlo nel culo. Ci sta trovando gusto.
Talmente gusto che è ancora qualche attimo e il suo culo sta letteralmente violentando il mio cazzo. Fa avanti e indietro veloce dalla punta della cappella fino ai miei peli pubici. Guardo stupito lo spettacolo sotto di me. Le sue natiche esplodono e vibrano quando urtano contro il mio bacino.
“Sì, sì” lo sento ansimare. Si piega più in avanti. Con l’avambraccio si poggia alla scrivania e prende a masturbarsi con l’altra mano, ma non resiste molto. “Cazzo!” urla e sborra a lunghi fiotti quintali di sperma liquidissimo sul parquet. Gli ultimi affondi del suo culo si fanno così violenti che devo aggrapparmi con entrambe le mani ai suoi fianchi, mentre l’orgasmo che mi provoca mi fa quasi uscire gli occhi fuori dalle orbite. Più di dieci schizzi abbondanti irrigano il suo buco del culo. Le sue anche non si ostinano a fermarsi finché non lo spingo via e rimango sorpreso dallo schizzare ancora due fiotti abbondanti che finiscono fra le sue cosce pelose e sul pavimento. Cado per terra sfinito cercando di riprende fiato. Gli addominali, il petto e il mio volto sono una cascata di sudore. Oltre la sua spalla Floffy mi guarda e sorride malizioso. Il suo sfintere pulsa mentre espelle lacrime di sperma lungo il suo virile interno coscia.
Mi rialzo. Incespicando fra i miei stessi passi per i calzoni calati che m’intralciano afferro Floffy per la canottiera e fiondo la mia lingua fra le sue labbra carnose. Ricambia muovendo esperto la sua.
Quando si stacca dalla scrivania aiutandomi col ginocchio lo spingo per terra. Cade di pancia e io rovino sopra di lui. Gli premo la faccia sul suo stesso sperma. Deve capire chi comanda.
“Lecca!” gli intimo.
Lui esita continuando a fissarmi malizioso, poi sgancia mezzo metro di lingua e da bravo cagnolino mi ubbidisce, dando ampie leccate al pavimento. Il mio cazzo torna di nuovo duro e lo riaffondo fra le sue chiappe. Lo monto lì sul pavimento, nella pozza dei nostri umori. Gli tengo la faccia premuta sul parquet. Il suo buco in questa posizione è ancora più stretto, quindi questa volta sborro in pochissimo tempo, eiaculando pure l’anima contro la prostata del ragazzo.

Passato un anno dal colloquio Floffy si sta dimostrando l’artista migliore che abbia mai avuto e i numeri lo testimoniano. Certo le canzoni sono tremende, ma vendiamo a livelli da record.
Ora tocca iniziare a concentrarsi su Sanremo e perché no, anche sull’Eurovision se va tutto bene. Floffy era contentissimo quando gliel’ho accennato. Gli ho raccomandato di passare a trovarmi per elaborare insieme una strategia prima di cominciare il tour. Apro il cassetto della scrivania e guardo il nuovo gatto a nove code che ho comprato. Forse è un po’ troppo, mi chiedo, ma ho fede nel ragazzo. Sono sicuro che capirà l’importanza dell’opportunità.
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