Gay & Bisex
PRIMA VOLTA DA UOMO P.2
soloincontroreale
15.06.2025 |
5.565 |
4
"Perché con Vito, ogni giorno era un'avventura, un'esperienza unica, irripetibile..."
Quattro mesi. Quattro mesi esatti da quel pomeriggio di primavera, di quel bacio rubato in una Multipla Fiat, di quella sborra ingoiata con la foga di una prima volta. Quattro mesi in cui avevo cercato di dimenticare, di convincermi che fosse stato un sogno, un'illusione generata dalla solitudine. Invece, eccolo lì.Una notifica. Un nome familiare in quella chat di Mirc che ormai frequentavo sempre meno, quasi a voler cancellare ogni traccia di quel giorno. "Vito è online." Il cuore prese a battere all'impazzata. Esitai, indeciso se rispondere o meno. La curiosità, però, era troppo forte.
"Ciao," scrissi.
La risposta fu immediata: "Ciao Luca. Ti ricordi di me?"
Come potevo dimenticarlo? Quel ragazzino timido, con l'apparecchio ai denti e gli occhi pieni di desiderio. "Certo che mi ricordo, Vito. Come stai?"
"Bene, molto meglio. L'estate mi ha fatto bene. Sono cambiato."
"In che senso?" domandai, titubante.
"Sono più grande, più forte... e molto meno timido." Seguì una faccina ammiccante.
Il silenzio digitale si fece denso. Sapevo a cosa si riferiva. Lo sentivo nell'aria.
"Volevo chiederti... ti andrebbe di rivederci?"
Esitai ancora. La paura si mescolava al desiderio. Ero un uomo adulto, lui un diciottenne. Era sbagliato, lo sapevo. Ma la sua voce, anche solo scritta, mi chiamava.
"Dove?" risposi infine.
"Nello stesso posto. Stesso giorno, stessa ora?"
Accettai. Non potevo fare altrimenti.
Quando lo vidi, quel pomeriggio, non lo riconobbi subito. Era più alto, più muscoloso. Il viso aveva perso la rotondità infantile, sostituita da lineamenti più decisi. I capelli, prima disordinati, erano tagliati corti, con un ciuffo ribelle. Ma la cosa che mi colpì di più fu lo sguardo. Non c'era più traccia della timidezza di quattro mesi prima. I suoi occhi brillavano di una sicurezza, di una consapevolezza che mi spiazzò.
"Ciao Luca," disse, con un sorriso che mi fece tremare le ginocchia.
"Ciao Vito," riuscii a rispondere, con un filo di voce.
Salì in macchina senza esitazioni. "Allora, mi hai trovato cambiato?"
"Sì," ammisi. "Molto."
"L'estate in palestra ha fatto miracoli," rise. "Ma non solo. Ho anche pensato molto a quel giorno... a noi."
Avvertii subito l'aria. Luca era andato al sodo.
"Anch'io ci ho pensato," confessai.
"E?"
"E... ho paura. Paura di fare la cosa sbagliata."
Vito mi prese la mano. "Non c'è niente di sbagliato se entrambi lo vogliamo. E io lo voglio, Luca. Voglio scoprirti."
La sua franchezza mi disarmò. Mi sentii perso. "Cosa vuoi fare, esattamente?"
Mi guardò negli occhi. "Voglio fare tutto. Voglio baciarti, toccarti... voglio sentire il tuo cazzo dentro di me. Voglio farti godere come non hai mai fatto."
Arrossii. Non mi aspettavo tanta audacia.
"Sei sicuro?" chiesi, cercando di mantenere un tono di voce fermo.
"Sicurissimo. Sono maggiorenne, Luca. E so quello che voglio."
Quella sera, nel parcheggio dietro casa mia, persi ogni freno inibitorio. Ci baciammo come se non ci fosse un domani. Le sue labbra erano avide, affamate. Le sue mani, forti e decise, mi accarezzavano il corpo con una sicurezza che mi eccitava all'inverosimile.
Mi spogliò con calma, assaporando ogni centimetro della mia pelle. Poi, si inginocchiò davanti a me e prese il mio cazzo in bocca. Lo succhiò con una foga, con una perizia che mi lasciarono senza fiato. Non era più il ragazzino impacciato di quattro mesi prima. Era un uomo, un amante esperto, capace di farmi impazzire.
Poi, mi spinse a sdraiarmi sul sedile posteriore della Multipla. Mi guardò con un sorriso malizioso. "Preparati, Luca. Adesso tocca a me godere."
Mi penetrò con una lentezza esasperante, assaporando ogni istante. Sentii il suo cazzo entrare in me, riempirmi, spingersi sempre più in profondità. Non avevo mai provato un piacere così intenso, così travolgente.
Le nostre notti divennero clandestine, piene di baci, di carezze, di sesso sfrenato. Vito era un amante insaziabile, sempre alla ricerca di nuove sensazioni. Mi faceva impazzire con le sue richieste, con le sue fantasie. Mi costringeva a superare i miei limiti, a esplorare territori inesplorati.
E ogni volta, alla fine, si inginocchiava davanti a me e ingoiava la mia sborra con la stessa foga della prima volta. Era il suo modo di ringraziarmi, di dirmi che mi amava. Era il nostro piccolo rituale, il sigillo del nostro amore proibito.
Sapevo che prima o poi tutto sarebbe finito. Che la nostra storia era destinata a infrangersi contro il muro della realtà. Ma per il momento, mi lasciavo travolgere dalla passione, dal desiderio. Vivevo ogni istante come se fosse l'ultimo. Perché con Vito, ogni giorno era un'avventura, un'esperienza unica, irripetibile. Era il mio sogno proibito, la mia follia, il mio peccato. Ed ero disposto a bruciare all'inferno pur di continuare a viverlo.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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