Balcone con vista
HairySamm
Indossava una tuta sportiva aderente, di quelle che seguono il corpo senza tralasciare nulla: i pantaloni elasticizzati le disegnavano le cosce e i glutei con una precisione indecente; la felpa con zip era semiaperta, lasciando intravedere il top tecnico sotto, bianco, teso contro il petto che si sollevava a ogni respiro.
Da un balcone del palazzo di fronte, l’altra ragazza era già lì. Immobile. In attesa.
Lei lo capì subito.
Si avvicinò alla ringhiera e allungò le braccia sopra la testa, come per stirarsi dopo la corsa. La felpa si sollevò, scoprendo l’addome teso, segnato dalla luce dei lampioni. Restò così qualche secondo di troppo, respirando lentamente, lasciando che lo sguardo dall’altra parte si abituasse a quella pelle scoperta.
Poi iniziò.
Abbassò la zip con calma, centimetro dopo centimetro. Il suono leggero del cursore nel silenzio della sera sembrò amplificato. Aprì la felpa del tutto e la fece scivolare dalle spalle, prima una manica, poi l’altra. Sotto restava solo il top sportivo, corto, aderente, già umido di sudore.
Si voltò di lato, offrendo il profilo del corpo.
Poi portò le mani sotto l’orlo del top.
Lo sollevò lentamente, lasciando che il tessuto scorresse sulla pelle, rivelando prima l’addome, poi il petto. Quando lo sfilò del tutto, non cercò di coprirsi. Restò ferma, nuda sopra la cintura dei pantaloni, il corpo esposto senza esitazioni, con i sui seni sodi e appuntiti in bella mostra.
Dall’altra parte, lo sguardo non si muoveva più.
Lei allora posò le mani sull’elastico dei pantaloni della tuta. Li abbassò piano, fino ai fianchi, fermandosi un istante, come a misurare l’effetto. Poi li lasciò scendere lungo le gambe, lentamente, accompagnandoli con le mani, fino a liberarsene del tutto.
La donna di fronte fece qualcosa, finalmente: si avvicinò di mezzo passo alla ringhiera.
Fu abbastanza.
Gli slip scivolarono via del tutto. Lei restò nuda, ferma, senza pose esagerate, senza compiacimento. La nudità come fatto, come orgogliosa affermazione. Si voltò, mostrando il corpo da ogni lato, con movimenti lenti, controllati, consapevoli. La vulva liscia, il culetto a mandolino… I calzini Nike rimasti ai piedi. Ogni gesto diceva chiaramente che sapeva di essere guardata, e che le piaceva.
Poi fece un passo indietro.
Un altro.
Raccolse i vestiti da terra senza fretta, li tenne in mano e rientrò in casa lasciando la porta aperta per qualche secondo ancora.
Dall’altro balcone, la ragazza restò ancora un po’. La sigaretta era caduta sul pavimento senza essere accesa.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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