Unisono nel bagno dell’università
HairySamm
Si erano seguiti senza dirlo. Un gesto istintivo, uno sguardo trattenuto troppo a lungo nel corridoio, poi quella porta spinta con naturalezza. Dentro, l’aria era più fresca, più ferma. Uno dei due si fermò vicino ai lavandini, fingendo di controllare il telefono. L’altro chiuse la porta alle spalle, senza bloccarla.
Non parlarono subito. In certi luoghi, le parole arrivano dopo.
Si guardarono attraverso lo specchio, evitando per un attimo il contatto diretto. Era più facile così: osservare il riflesso dell’altro, studiarne le spalle, la postura, la tensione appena visibile nel collo. Quando uno dei due sorrise - un sorriso breve, appena accennato - fu come una concessione.
Il primo contatto fu involontario solo in apparenza: una mano che sfiorava l’altra sul bordo del lavandino. Pelle contro pelle. Un brivido rapido, trattenuto. Nessuno si ritrasse.
Si avvicinarono di poco, quanto bastava per sentire il respiro cambiare. Il bagno sembrava più piccolo, come se lo spazio avesse deciso di stringersi attorno a loro. Una mano trovò il fianco dell’altro, sopra il tessuto leggero della maglietta. Non c’era fretta, solo attenzione.
Quando le loro labbra si incontrarono, il bacio fu denso e caldissimo.
Uno, d’istinto, sfiorò i fianchi dell’altro e infilò le mani nei pantaloni della tuta Nike, inserendole e denudandolo. Ora il pene si mostrava per la prima volta, pulsante, mentre si stava gonfiando. Anche il primo abbassò i pantaloni e appoggiò il suo pisello su quello dell’altro, diventando duri insieme, ansimando appena.
Diedero una controllata in giro: non c’era nessuno.
Si infilarono nel bagno dedicato ai portatori di handicap, più ampio e meno utilizzato, e iniziarono a segarsi a vicenda, lentamente. Poi passarono a succhiarseli.
Sentivano che stavano sudando. Erano in piena eccitazione.
Fuori, nel corridoio, sembrò ora passare qualcuno. Dentro, i pompini continuavano a intervallarsi senza sosta.
Tornarono a segarseli all’unisono, uno di fronte all’altro, cazzo a cazzo. Ora la sborra saliva, saliva, saliva… Fu un’esplosione all’unisono - trattenendo i gemiti - che inzuppò le loro mani bagnate di saliva.
Ripulirono lo sperma leccandosi fino in fondo.
Uscirono uno alla volta, a distanza di qualche secondo. Come se nulla fosse accaduto. Ma entrambi sapevano che qualcosa, in quel bagno anonimo, aveva appena preso forma.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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