lesbo
Colazione per due (pt.1)
04.12.2025 |
3.975 |
19
"”
Le appoggiò il vassoio con la naturalezza di chi è abituato a non fare domande..."
All’inizio erano solo due presenze nello stesso bar. Clara leggeva sempre qualcosa — romanzi tascabili, con le pagine un po’ consumate e matita alla mano — seduta vicino alla finestra, dove la luce del mattino era più gentile. Elisa ordinava un espresso e rimaneva in piedi, spesso con le cuffie nelle orecchie, in attesa del take-away. Nulla di più.
Il bar era sempre pieno di piccoli rumori: il tintinnio regolare delle tazzine impilate, il rumore del vapore che soffiava dalla macchina del caffè, i bisbigli delle conversazioni ai tavoli.
Nell’aria galleggiava l’odore caldo dei cornetti appena sfornati — burro e zucchero, qualcosa di confortante e irresistibile.
Per settimane, forse mesi, si erano incrociate così. Ogni tanto un’occhiata distratta, altre volte nemmeno quella. Ma poi qualcosa cambiò; forse fu il giorno in cui Clara alzò lo sguardo prima di girare la pagina, e incrociò gli occhi di Elisa. Oppure quando Elisa notò per la prima volta che Clara aveva un modo tutto suo di spostarsi i capelli dietro l’orecchio.
I gesti comuni iniziarono a sembrarle familiari. Perfino il profumo che restava nell’aria dopo che una delle due se n’era andata cominciò a lasciare un’impressione sottile.
La mattina seguente si incrociarono per la prima volta.
Clara stava uscendo, Elisa entrando. Non fu cercato, solo un incastro di tempi. Ma bastò.
Nel passaggio stretto vicino alla porta, le loro mani si sfiorarono per puro caso. Un tocco leggero, rapido, ma sufficiente a farle fermare, appena un istante, come se qualcosa avesse attraversato la pelle e si fosse infilato sottopelle.
Clara riconobbe quell’odore semplice di pulito, il profumo tenue di ammorbidente sul maglione di Elisa.
Elisa notò il movimento veloce delle dita di Clara che cercavano istantaneamente il libro sotto il braccio, quasi per ancorarsi a qualcosa.
Si guardarono. Uno di quegli sguardi che durano poco, ma dicono troppo.
Non dissero nulla, la fretta le separò.
Clara si voltò e si lasciò la porta alle spalle, Elisa fece un passo dentro. Ma qualcosa, in quell’attimo, era cambiato. Un brivido appena accennato aveva lasciato dietro di sé una scia difficile da ignorare.
Il giorno dopo, Elisa non si presentò.
Clara cercò di non farci caso. Si sedette come sempre, ordinò il suo cappuccino, aprì il libro. Ma ogni volta che la porta si apriva, alzava lo sguardo. Niente.
Anche il giorno successivo, nessuna traccia.
Clara si sorprese a sentirsi sciocca. Non c’era mai stato nulla. Uno sfiorarsi, uno sguardo. Eppure quell’assenza la infastidiva più del previsto. Si sentiva ridicola anche solo a pensarci, ma qualcosa la spingeva a fare un piccolo gesto, uno che non chiedeva nulla in cambio.
“Vorrei offrire una colazione,” disse al barista, quasi con imbarazzo.
“Per chi?”
“Per… Elisa. Cappuccino e brioche semplice, giusto?”
Il barista annuì con un sorriso vago.
“Solo non ditele niente. Glielo faccia trovare lì, come se fosse normale.”
“Capito.”
Il giorno dopo Clara tornò. Elisa arrivò.
Ma non era sola.
Entrò con passo leggero, il solito sorriso discreto, accanto a lei c’era un ragazzo.
Ridevano e parlavano. Elisa non la vide, o forse fece finta.
Clara abbassò lo sguardo sulla tazza.
Si sentì sciocca. Sciocca a essersi immaginata qualcosa, a essersi fatta sfiorare da quel brivido due giorni prima. A lasciare una colazione. Sciocca, soprattutto, a sentirsi delusa.
Elisa si sedette al solito tavolo, ancora ridendo per qualcosa che l’amico le aveva detto. Ma quando il barista si avvicinò con un cappuccino fumante e una brioche appena spolverata di zucchero, lei lo guardò con un’espressione sorpresa.
“Non ho ordinato ancora nulla,” disse.
“È già tutto pronto,” rispose lui con un sorriso. “Offerta da… qualcuno.”
Le appoggiò il vassoio con la naturalezza di chi è abituato a non fare domande.
L’amico la guardò di lato, divertito. “Magari un ammiratore segreto,” sussurrò.
Elisa alzò un sopracciglio, ma non disse nulla. Non subito.
Poi il suo sguardo si sollevò, lentamente, e attraversò il locale.
Clara era lì, al solito posto, un po più curva sul libro del solito, come se volesse sparire nel margine tra le pagine e la tazza. Ma sentì quello sguardo addosso — lo sentì prima ancora di alzare gli occhi.
Quando lo fece, Elisa non distolse lo sguardo.
In quell’istante c’era tutto: sorpresa, gratitudine, e qualcosa che andava oltre.
Non era uno sguardo di cortesia.
Era un riconoscersi.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per Colazione per due (pt.1) :

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
