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lesbo

Nubilato addio


di Sleepy699
22.06.2026    |    327    |    1 9.6
"Silvia si mise dall’altro lato, baciando e succhiando l’altro capezzolo mentre con una mano le stringeva il culo sodo..."
L’idea della spa era stata di Daniela. «Per l’addio al nubilato di Claudia ci vuole qualcosa di speciale, non il solito locale con spogliarellisti», aveva detto qualche settimana prima. Aveva scelto un resort di lusso sulle colline, con piscine termali, trattamenti benessere e suite private. «Un posto dove possiamo rilassarci e stare insieme» Claudia fu subito d’accordo, posto perfetto per l’addio al nubilato, lei e le sue quattro amiche – Daniela, Silvia, Laura e Chiara. Un gruppo piccolo ma affiatato.
Dopo una giornata dedicata ai trattamenti, sauna e massaggio, le ragazze si erano cambiate per la cena. Claudia indossava un vestitino nero corto e aderente che le sottolineava le curve, con una scollatura morbida. Daniela, bionda platino, aveva scelto un tubino rosso fuoco che le fasciava il corpo come una seconda pelle, scollato davanti e dietro. Silvia, bruna e sensuale, portava un abito verde smeraldo con spalline sottili che lasciava scoperta gran parte della schiena liscia e abbronzata. Laura e Chiara, invece, si erano infilate due abitini sexy che lasciavano poco all’immaginazione. Abito rosso scuro corto e aderente, con una sola spalla scoperta e un taglio asimmetrico che mette in risalto le gambe atletiche e toniche per Laura. Vestitino rosa cipria molto femminile, corto e con una gonna leggermente svasata per Chiara.
Nessuna di loro aveva ancora compiuto trent’anni, nessuna era sposata, e l’ imminente matrimonio dell’amica le incuriosiva.
Il prosecco scorreva abbondante e, tra risate e aneddoti sul matrimonio imminente, il discorso era inevitabilmente scivolato sul sesso.
Laura, già un po’ brilla, aveva alzato il calice: «Allora Cla, dimmi la verità… Marco è bravo a letto o dobbiamo preoccuparci?»
Claudia era arrossita, ridendo. «Ma la piantate! È bravissimo, va bene?»
Chiara aveva sogghignato: «“Bravissimo”… traduzione: fa quello che deve e poi si addormenta.»
Silvia aveva appoggiato il mento sulla mano, con un sorriso malizioso. «Secondo me il problema degli uomini è che pensano solo al loro cazzo. Una donna invece sa esattamente dove leccare, come toccare, quanto tempo dedicare alla fica.»
Daniela aveva riso, lanciando un’occhiata complice a Silvia. «Esatto. Tra due donne è tutta un’altra cosa. Niente fretta, solo piacere puro. Io e Silvia lo sappiamo bene.»
Laura aveva spalancato gli occhi. «Oddio, voi due avete già…?»
Silvia aveva scrollato le spalle con naturalezza. «Qualche volta. Quando capita l’occasione. Io ho il fidanzato, ma non sono mica morta.»
Claudia aveva riso, imbarazzata ma incuriosita. «Siete assatanate… Io non riuscirei mai.»
Daniela abbassando un po’ la voce. «Aspetta di provare, sposa. Magari stasera ti facciamo cambiare idea.»
Laura aveva sorriso maliziosa mentre versava altro prosecco.
«Allora, ammettiamolo: il massaggio di oggi è stato il momento top. Quelle mani… Dio mio.». «Io quasi mi addormentavo, ma quando è arrivata verso il fondoschiena… oddio.» disse Chiara.
Daniela aveva guardato Claudia con un sorriso complice, appoggiando il mento sulla mano.
«E tu, Cla? Ti ho sentita sospirare per tutto il tempo. Quando la massaggiatrice ti lavorava i glutei e l’interno coscia.»
«Era solo molto piacevole. Le mani erano calde, l’olio profumato… mi ha sciolto tutti i nodi.»
Silvia si era sporta in avanti, gli occhi scuri che brillavano.
«“Molto piacevole” dice lei. Io ti ho vista inarcare la schiena quando ti massaggiava proprio lì, vicino al bordo dell’asciugamano. Sembravi… in estasi.»
Laura si mise a ridere. «Claudia che gode durante il massaggio! Questo sì che è un segno. Chissà cosa succederebbe se fosse una mano meno professionale…»
Le risate erano continuate leggere, tra battute spinte e complimenti sul corpo di Claudia e al suo vestitino sexy.
«Ragazze, noi andiamo al disco-bar. Abbiamo incontrato due bei tipi prima… spero non vi dispiaccia», aveva detto Laura mentre Chiara faceva l’occhiolino.
Quando le due si allontanarono ancheggiando sui tacchi, Daniela si voltò verso Claudia e Silvia con un sorriso più intimo e complice.
«Finalmente sole… Adesso possiamo occuparci di te come si deve.»
Silvia annuì, sfiorando con le dita il braccio nudo di Claudia.
«Esatto. Loro vanno a caccia di uomini… noi invece abbiamo qualcosa di molto più interessante da farti scoprire.»
«Vieni con noi, bellezza», mormorò Daniela con voce calda. «Abbiamo una sorpresa per te nella nostra suite.»
Claudia sentì un brivido lungo la schiena. «Voi due mi preoccupate quando parlate così, se si tratta di uno spogliarellista…»
«niente di tutto questo, ci sottovaluti.» disse Daniela ridendo.
La stanza era un nido di lusso: luci soffuse color ambra, un grande letto con lenzuola di seta nera, champagne nel secchiello del ghiaccio e un profumo leggero di vaniglia e muschio bianco nell’aria.
Appena Claudia entrò, Daniela chiuse la porta con un gesto lento e si avvicinò da dietro. Le posò una mano sul fianco, poi scese con decisione sul culo, stringendolo con sensualità attraverso il vestito sottile.
«Cazzo Cla… sei soda», sussurrò Daniela al suo orecchio, la voce bassa e roca. «Questo culo è una tentazione.»
Claudia sussultò, sentendo il calore della mano di Daniela attraverso la stoffa. «Daniela!» esclamò, voltandosi di scatto, il viso in fiamme.
Silvia sorrise e versò tre calici di champagne, porgendogliene uno. Si avvicinò lentamente, il vestito verde che le scivolava morbido sulle curve. «Tranquilla, è solo un complimento sincero. Siediti sul letto, tesoro.»
Claudia obbedì e bevve un sorso, cercando di calmarsi.
Daniela rimase in piedi di fronte a lei, bellissima nel tubino rosso che metteva in risalto i seni alti e sodi. «Senti, abbiamo parlato tanto oggi di Marco e del matrimonio… ma secondo noi ti manca qualcosa di importante. Noi siamo bisex da anni e ti assicuro che è una cosa bellissima. Puoi avere tutto: gli uomini, le donne, il piacere senza limiti. Non devi per forza scegliere un solo gusto nella vita.»
Silvia si sedette accanto a Claudia, la coscia che sfiorava la sua. Il suo profumo era dolce e speziato. «Io per esempio ho un fidanzato da due anni. Lo amo, ci divertiamo a letto… ma quando vedo una donna bella come te, non mi perdo l’occasione. Non è tradimento. È solo vivere intensamente.»
Claudia deglutì, lo sguardo che scivolava inevitabilmente sul décolleté di Daniela e sulle labbra carnose di Silvia. «Io… io amo Marco. Non sono come voi, non ho mai…»
Daniela si chinò su di lei, i capelli biondi che le sfioravano la spalla, e le sfiorò il ginocchio con le dita. «Appunto. Proprio perché ami Marco. Pensi davvero che lui stasera alla sua festa se ne starà lì buono? Sii sincera con te stessa. E tu invece stai per sposarti senza aver mai assaggiato cosa significa essere toccata, leccata, desiderata da una donna.»
Silvia le posò una mano sulla coscia, risalendo lentamente sotto l’orlo del vestito. «Non devi decidere niente stasera. Non devi nemmeno darti un’etichetta. Devi solo rilassarti e non pensare troppo. Ci sono qua le tue amiche. Se dopo cinque minuti non ti piace, ci fermiamo. Parola di onore.»
L’aria nella stanza era carica di elettricità. Claudia sentiva il cuore battere fortissimo e un calore traditore che si espandeva tra le gambe.
«…Va bene», mormorò alla fine, la voce appena udibile. «Solo guardare.»
«Sai Cla», cominciò Silvia con voce bassa e calda, quasi un sussurro confidenziale, «il bello di fare sesso con una donna è che lo fai con una persona che ti capisce. Sappiamo esattamente cosa si prova. Non c’è fretta, non c’è ego da soddisfare.…»
Le posò una mano sulla coscia, accarezzandola piano sotto l’orlo del vestito.
«Un uomo può essere bravissimo, ma una donna sa quando e come succhiare, come usare la lingua nel posto giusto, quando stringere i capezzoli o leccare piano fino a farti impazzire. Sa come è fatto un corpo femminile perché è il suo stesso corpo. E quando due donne si toccano è come se si completassero.»
Claudia deglutì, ipnotizzata dalle parole di Silvia e dal suo profumo dolce e speziato.
Silvia sorrise, gli occhi scuri che brillavano. «E poi c’è la morbidezza… la pelle, le curve, il sapore. Non c’è niente di più eccitante di due fiche bagnate.»
Si voltò verso Daniela, che stava in piedi di fronte a loro, bellissima nel tubino rosso fuoco. Silvia si alzò, le prese il viso tra le mani e la baciò.
Fu un bacio lento, profondo, terribilmente sensuale. Le loro labbra si aprirono, le lingue si intrecciarono con calma voluttuosa, come se volessero assaporarsi. Silvia infilò una mano tra i capelli biondi di Daniela, tirandoli, mentre Daniela le afferrava i fianchi, premendo il corpo contro il suo.
Silvia fece scivolare una spallina del vestito di Daniela, scoprendo una spalla e parte del seno pieno. Daniela rispose abbassando una spallina del vestito verde di Silvia, esponendo la curva morbida del suo seno.
Continuarono a baciarsi, corpi che si strusciavano, mani che esploravano. Silvia succhiò il labbro inferiore di Daniela, poi le mordicchiò il collo, facendola gemere.
Claudia guardava a bocca aperta, le guance in fiamme, le cosce strette. Sentiva la fica pulsare e bagnarsi sempre di più. Non riusciva a distogliere lo sguardo.
Silvia interruppe il bacio solo per un attimo, voltandosi verso Claudia con le labbra gonfie e lucide.
«Vieni qui, tesoro», sussurrò Silvia tendendole la mano.
Claudia esitò solo un secondo, poi si alzò. Le gambe le tremavano leggermente. Silvia la attirò tra loro due, in mezzo ai loro corpi caldi.
Daniela le accarezzò una guancia, poi si sporse in avanti e la baciò. Fu un bacio dolce all’inizio, quasi tenero, ma presto divenne più profondo. Claudia gemette piano contro la sua bocca quando sentì la lingua di Daniela scivolare tra le sue labbra.
Poi arrivò anche Silvia. Si avvicinò da dietro, baciò il collo di Claudia e poi si unì al bacio.
Fu un bacio a tre, bagnato e caotico, incredibilmente eccitante. Tre lingue che si cercavano, si intrecciavano, si succhiavano. Le bocche si muovevano insieme, labbra che si sfioravano, lingue che danzavano umide e calde. Claudia non sapeva più di chi fosse la lingua che le stava esplorando la bocca, e non le importava mentre si aggrappava al vestito di Daniela.
Le due amiche non le davano tregua. Mentre si baciavano tutte e tre, le mani cominciarono a toccare. Daniela le strizzò i seni da sopra il vestito nero, pizzicandole i capezzoli già duri. Silvia, da dietro, le accarezzava le cosce, risalendo sotto l’orlo del vestito fino alle mutandine bagnate.
«Sei fradicia», mormorò Silvia contro il suo orecchio, prima di morderle il lobo.
Claudia ansimò nella bocca di Daniela. Le mani delle due amiche erano ovunque. Daniela le abbassò lentamente le spalline del vestitino nero, scoprendo i seni. Silvia le fece scivolare il vestito lungo i fianchi, fino a farlo cadere a terra. Claudia rimase solo con lo slip di pizzo nero, già umido tra le gambe.
«Cazzo, sei bellissima», disse Daniela ammirandola, prima di chinarsi a prenderle un capezzolo in bocca. Lo succhiò con forza, la lingua che girava intorno al bocciolo sensibile.
Silvia si mise dall’altro lato, baciando e succhiando l’altro capezzolo mentre con una mano le stringeva il culo sodo. Claudia gettò la testa indietro, mugolando, le mani infilate tra i capelli delle due amiche.
I loro corpi si strusciavano contro il suo. I seni di Daniela e Silvia premevano contro la sua pelle nuda. Le lingue tornarono a cercarsi in un altro bacio a tre, ancora più sensuale e disperato. Claudia si sentiva al centro di un turbine di piacere: mani che la toccavano ovunque, bocche che la divoravano, lingue che la reclamavano.
Era completamente persa.
Silvia le infilò una mano nelle mutandine, sfiorandole il clitoride gonfio. «Sei pronta per noi, vero?»
Claudia riuscì solo a gemere in risposta, spingendo i fianchi contro quella mano esperta. Claudia aveva un corpo tonico ma femminile, con fianchi morbidi, vita stretta e seni piccoli e sodi e Daniela e Silvia la guardavano come due predatrici affamate.
«Guardala, ha la pelle così liscia», mormorò Daniela passando le dita sul ventre piatto di Claudia, scendendo fino all’elastico delle mutandine. Con un gesto lento gliele abbassò, scoprendo la fica completamente depilata, rosa e lucida di umori. Le grandi labbra erano già gonfie e bagnate, il clitoride che spuntava timidamente.
«Cazzo, sei perfettamente depilata», disse Silvia con voce roca, inginocchiandosi davanti a lei. Le baciò l’addome liscio, poi scese più giù, sfiorando con le labbra la pelle glabra sopra la fica.
Intanto Daniela si era tolta il tubino rosso, rimanendo nuda. Il suo corpo era slanciato e atletico: seni alti e sodi con capezzoli rosa chiaro, vita sottile, gambe lunghe e una fica adornata da una striscia di peluria corvina, da finta bionda qual’era. Si avvicinò a Claudia da dietro, premendo i seni contro la sua schiena, e le baciò il collo mentre con le mani le strizzava i seni, torcendole i capezzoli.
Silvia, ancora in ginocchio, alzò lo sguardo verso Claudia. Il suo corpo era più morbido e voluttuoso: seni grandi e pesanti, fianchi generosi, culo rotondo. Anche lei aveva la fica completamente depilata, le labbra carnose già bagnate. Si sporse in avanti e diede una lunga leccata lenta alla fica di Claudia, dalla base fino al clitoride.
Claudia gemette forte, le ginocchia che le cedevano. «Oddio, Silvia…»
Claudia si ritrovò sdraiata sulla schiena, le gambe aperte. Daniela si mise sopra di lei, baciandola di nuovo con passione, lingue che si intrecciavano profondamente. Silvia invece si posizionò tra le sue cosce, leccando con calma la fica depilata e liscia di Claudia, la lingua che scivolava tra le labbra bagnate, succhiando il clitoride con dolcezza esasperante.
«Sai di buono», mormorò Silvia prima di affondare la lingua dentro di lei.
Daniela scese con la bocca sui seni di Claudia, succhiando e mordicchiando i capezzoli mentre con una mano le accarezzava il ventre piatto e liscio. Claudia era in estasi: due bocche esperte sul suo corpo, due lingue che la facevano impazzire, le loro pelli lisce che si strusciavano contro la sua.
Silvia, risalì con la bocca, baciandole il ventre liscio, e sussurrò:
«Girati, tesoro. Voglio assaggiarti tutta.»
Claudia esitò, gli occhi spalancati. «Silvia… aspetta…»
Ma Daniela la aiutò con dolcezza, facendola voltare a pancia in giù. Poi le due amiche la posizionarono con cura: le fecero piegare le ginocchia e alzare il bacino, in modo che stesse a quattro zampe, il culo alto e ben esposto. Daniela si mise davanti a lei, seduta contro la testiera del letto, e le tirò il viso tra le sue gambe aperte, offrendole la fica depilata e bagnata da leccare.
«Così è perfetto», mormorò Daniela, accarezzandole i capelli.
Claudia era rossa in viso, imbarazzatissima in quella posizione così vulnerabile: ginocchia larghe, schiena inarcata, il culo sollevato e completamente esposto. «Ragazze… così no… mi vergogno…»
Silvia le accarezzò le natiche sode e lisce, separandole piano con le mani. «Non vergognarti. Sei bellissima così. Guarda che culo perfetto… liscio, tondo…»
Si chinò e cominciò a baciarle le natiche, leccando la pelle morbida intorno. Claudia tremava. Poi la lingua calda e bagnata di Silvia arrivò sul buchetto stretto.
«No, lì no, ti prego…» protestò Claudia con voce debole.
Ma Silvia la tenne ferma per i fianchi, la lingua che girava lenta intorno al buchetto rosa, leccando con calma esasperante. Ogni tanto spingeva appena la punta dentro, poi tornava a leccare intorno.
Claudia gemette forte contro la fica di Daniela, il corpo che si irrigidiva e poi, lentamente, si rilassava. La posizione la faceva sentire esposta, sottomessa, ma anche incredibilmente eccitata.
«Oddio… è troppo strano…» ansimò, ma spinse leggermente indietro contro la bocca di Silvia.
Daniela si era seduta proprio di fronte a lei, le gambe larghe, la schiena appoggiata alla testiera.
«Guarda me, tesoro», le disse Daniela con voce bassa e sensuale.
Claudia alzò gli occhi. A pochi centimetri dal suo viso c’era la fica depilata e lucida di Daniela. Le labbra erano gonfie, il clitoride sporgente. Daniela cominciò a toccarsi lentamente: due dita che scivolavano tra le grandi labbra, aprendo la fica rosa e bagnata, mentre con l’altra mano si strizzava un seno.
«Leccami mentre ti lecca il culo», sussurrò Daniela, spingendo leggermente i fianchi in avanti.
Claudia, ancora titubante ma sempre più eccitata, tirò fuori la lingua e cominciò a leccare la fica di Daniela, proprio mentre Silvia intensificava il rimming. La lingua di Silvia entrava e usciva dal suo buchetto stretto, bagnandolo tutto, mentre le dita la scopavano davanti.
Claudia gemeva contro la fica di Daniela, leccando con sempre maggiore passione. La vista di Daniela che si toccava così vicino, combinata alla sensazione proibita della lingua di Silvia nel culo, la stava facendo impazzire.
Il piacere era umiliante, intensissimo e irresistibile.
Silvia spinse la lingua più a fondo, scopandola con movimenti decisi, mentre Daniela si masturbava più velocemente, gli umori che quasi colavano sul viso di Claudia.
Silvia premette piano la punta di un dito contro il buchetto ancora contratto. Lo massaggiò in cerchio, spingendo lentamente. Claudia mugolò, il corpo era teso. Il dito scivolò dentro, poco alla volta, fino alla prima falange.
«Cazzo… è stretto», mormorò Silvia, eccitata. Cominciò a muoverlo con delicatezza, dentro e fuori, allargandolo piano.
Claudia ansimava forte, gli occhi chiusi. La sensazione era strana, piena, proibita, ma ogni movimento le mandava scariche di piacere dritte al clitoride. Quando Silvia aggiunse un secondo dito, spingendo più a fondo, Claudia lasciò andare un gemito lungo e roco.
Silvia aumentò il ritmo: due dita che entravano e uscivano dal culo liscio e depilato di Claudia, scopandola con movimenti sempre più decisi e profondi. Il buchetto si rilassava intorno alle sue dita, accogliendole con avidità.
«Vieni così», le sussurrò Silvia all’orecchio, mordicchiandole la spalla. «Voglio sentirti venire con le mie dita nel culo.»
Claudia non resistette più, la situazione fu tale che portò al limite in pochi secondi.
Venne con un grido soffocato, mentre lo sfintere si contraeva ritmicamente intorno alle dita di Silvia, mentre umori caldi le colarono lungo le cosce lisce e l’orgasmo la attraversava come una carezza prolungata.
Quando finì, Silvia sfilò le dita con delicatezza e la baciò sulla schiena, mentre Daniela la stringeva a sé, coprendole il viso di baci leggeri.
«Sei stata meravigliosa», sussurrò Daniela, accarezzandole i capelli sudati. «Ti abbiamo amata proprio come meriti.»
«Brava la nostra sposa», mormorò Silvia. «Hai visto quanto è bello lasciarsi andare?»
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