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Situazioni inaspettate


di WeLoveSex69
22.08.2026    |    1.661    |    8 9.8
"Poi Leo prese Sofia mentre Alex scopava Swami accanto a loro, e i due sguardi delle donne si incontrarono di nuovo, complici, sorridenti, completamente abbandonate al piacere..."
La spiaggia di Maspalomas, quella più appartata oltre le dune principali, era quasi deserta a quell’ora. Il sole iniziava a calare e la sabbia dorata rifletteva una luce calda. Swami e Alex camminavano insieme a piedi nudi lungo la riva. Lei in topless con perizomino appena accennato che lasciava poco all’immaginazione; lui, pantaloncini chiari e torso nudo. A un certo punto notarono la coppia.
Lei, alta, capelli biondi raccolti in una crocchia sciolta, corpo atletico e pelle appena arrossata dal sole. Lui, più scuro di carnagione, fisico allenato, sguardo diretto. Si stavano baciando senza fretta, le mani di lui scendevano lungo la schiena di lei con una confidenza che non sembrava solo di una coppia qualsiasi. Swami rallentò il passo e sorrise. Alex, al suo fianco, aveva già colto lo stesso dettaglio e le sfiorò la mano in un gesto di intesa.
Fu un incontro fortuito, nato da uno sguardo troppo prolungato e da un sorriso di circostanza. Swami fu la prima a parlare, con naturalezza:
«Scusate se vi interrompo… ma da quanto siete qui? Sembrate conoscere già bene questi posti.»
La donna bionda alzò lo sguardo e sorrise a sua volta. Si presentarono: lei si chiamava Sofia, lui Riccardo. Erano in vacanza da pochi giorni, alloggiati in un hotel troppo rumoroso della zona turistica. Mentre parlavano, gli sguardi di Swami e Sofia si incrociarono più di una volta, e anche quelli di Alex e Riccardo. C’era qualcosa di subito riconoscibile.
Quando Swami nominò il loro B&B e descrisse la terrazza silenziosa con vista sul mare, Sofia alzò un sopracciglio interessato. Alex aggiunse, con tono leggero:
«Se volete, stasera venite da noi per un aperitivo. Niente di formale. Solo un calice e un po’ di quiete.»
Riccardo e Sofia si guardarono un attimo, poi accettarono entrambi.
Due ore dopo i quattro erano seduti sulla terrazza ampia del B&B, protetta da piante grasse e palizzate che li riparavano da sguardi indiscreti. Luci basse, candele, la brezza che arrivava dalle dune portando odore di sale e sabbia calda.
Swami aveva scelto con cura. Una camicia di lino bianca a maniche corte, leggera e leggermente trasparente alla luce delle candele, abbottonata solo fino a metà seno. Non indossava reggiseno: ogni movimento faceva scorgere il profilo dei seni nudi e i capezzoli già appena eretti che si disegnavano nitidi sotto il tessuto sottile. Il solco tra i seni era profondo e libero. Sotto, una gonna lunga di seta nera con uno spacco altissimo sulla coscia destra. Quando si sedeva e accavallava le gambe, lo spacco si apriva fino quasi all’inguine, lasciando vedere la pelle nuda e abbronzata della coscia e un lembo di mutandina di raso nero che a malapena copriva. I tacchi neri allungavano ulteriormente le gambe.
Sofia, più diretta, indossava un vestitino corto di tessuto leggero color sabbia, scollato in modo generoso. Ogni volta che si chinava o rideva, il seno minacciava di uscire, e il bordo inferiore del vestito saliva quanto bastava da far intravedere l’attaccatura delle cosce e il disegno di una mutandina di pizzo chiaro. Non portava reggiseno: i capezzoli, appena eretti dalla brezza, si disegnavano nitidi sotto la stoffa sottile. Anche lei portava tacchi alti, che mettevano in risalto le gambe nude.
L’aperitivo scorreva tra chiacchiere leggere. Poi, mentre gli uomini parlavano di viaggi e della quiete del barrio, le due donne si trovarono a chiacchierare più da sole, sedute una di fronte all’altra. Fu Sofia a fare il primo passo, con un sorriso ambiguo e il calice tra le dita:
«Noi non siamo una coppia… convenzionale. Diciamo che ci piace condividere certe esperienze.»
Swami la guardò a lungo, poi rise piano, un suono basso e consapevole.
«Interessante. Perché anche noi.»
Lo scambio di sguardi fu sufficiente. In pochi minuti emerse, senza bisogno di troppe parole, che entrambe amavano lo stesso gioco: il marito che guarda, che partecipa, che offre. Che la moglie venga presa da altri e che il piacere sia condiviso senza gelosia. Sofia confessò di essersi fatta scopare più di una volta davanti a Riccardo; Swami rispose che Alex adorava vederla con le gambe aperte per un ospite.
L’aria sulla terrazza cambiò in modo netto.
Non ci fu bisogno di spostarsi. Rimasero lì. Le mani iniziarono a vagare con naturalezza. Swami e Sofia si baciarono per prime, lente e profonde, mentre Alex e Riccardo le osservavano da vicino. La camicia di Swami si aprì ulteriormente: i seni nudi, caldi e pesanti, emersero del tutto, i capezzoli scuri e già duri. Lo spacco della gonna, già generoso, si aprì del tutto quando Alex le fece accavallare meglio le gambe verso di sé: la pelle nuda della coscia, la mutandina di raso nero già umida e il tatuaggio appena sopra l’inguine erano ormai in piena vista.
Sofia, con un movimento deliberato, sollevò appena il vestitino mentre Riccardo le accarezzava la coscia interna: si scorse il pizzo chiaro già scuro di umidità.
La serata volò verso il lussurioso senza più freni.
Swami finì chinata sul bordo del tavolo basso della terrazza, la gonna sollevata fino alla vita, i seni nudi che ondulavano a ogni spinta, mentre Riccardo la prendeva da dietro con movimenti profondi e regolari. Sofia, seduta di fronte, aveva le gambe divaricate e riceveva la lingua di Alex; il vestitino era ormai arrotolato sui fianchi. I gemiti si mescolavano, bassi all’inizio, poi sempre più aperti. Il suono umido dei corpi, i respiri rochi, le parole sporche che uscivano senza filtro.
«Cazzo… così… più forte…»
«Guardala come si fa fottere…»
Fu in quel momento che, dal basso, arrivò un colpo di tosse netto, volutamente chiaro.
Silenzio improvviso.
Swami alzò appena la testa;
Dalla finestra socchiusa della camera proprio sotto la terrazza si affacciò un uomo.
Giovane, aitante, moro. Una bella barba corta che scolpiva i tratti del viso e lo rendeva già un bel macho. Il corpo era ancora bagnato dalla doccia appena fatta: gocce d’acqua scendevano lente lungo i pettorali ben definiti, lungo il solco dell’addome, fino al bordo dell’asciugamano bianco annodato basso sui fianchi.
Sofia fu la prima a notarlo. L’asciugamano, teso in avanti, lasciava indovinare con chiarezza la sagoma di un membro di misure ragguardevoli, già semi-eretto. Swami lo vide un attimo dopo. Entrambe, già bagnate, sentirono un nuovo scatto di calore tra le cosce. Dopo quegli istanti l'inconsapevole spettatore ruppe il silenzio con uno dei + classici : "Tutto bene?"
Le due donne scoppiarono in una risata. Era una di quelle risate che velano a malapena l’imbarazzo, ma che fanno esplodere l’eccitazione. Il calice di troppo aiutava.
Swami, ancora con la gonna sollevata e le guance arrossate, lo guardò e aggiunse, con un sorriso:
«Noi stiamo benissimo…»
Sofia completò, sorridendo verso di lui:
«…tu vorresti star bene come noi?»
Leo — si presentò dopo pochi secondi — non esitò a lungo. Salì in terrazza ancora con l’asciugamano ai fianchi, l’acqua che gli scorreva sulla pelle. Alex e Riccardo si scambiarono un’occhiata e sorrisero. Non c’era gelosia, solo eccitazione condivisa.
Leo si avvicinò. Swami fu la prima a tendergli la mano. La sua mano scese sull’asciugamano e lo aprì senza fretta. Il cazzo di Leo era già duro, spesso, e lei lo prese in mano con naturalezza mentre Sofia si chinava a baciarlo.
In pochi minuti la terrazza si riempì di nuovo di suoni.
Swami si mise a cavalcioni su Leo, scendendo lentamente sul suo cazzo mentre guardava Alex negli occhi. La camicia bianca ormai completamente aperta, i seni liberi e nudi che ballavano a ogni movimento. Sofia si fece prendere da Riccardo da dietro, ma ogni tanto allungava una mano a toccare Swami o a succhiare il seno di lei. Alex si mise in ginocchio davanti a Swami e le leccò il clitoride mentre veniva scopata.
«Che bella puttana che sei stasera…», mormorò Alex a Swami.
«E lei pure…», rispose Riccardo, dando uno schiaffo leggero sul sedere di Sofia.
Leo, con la voce ancora un po’ roca, afferrò i fianchi di Swami e la penetrò più a fondo.
«Non pensavo di trovare questo… qui.»
Swami rise tra un gemito e l’altro, chinandosi a baciarlo. Sei tra gli ospiti più fortunati, ti abbiamo riservato uno speciale benvenuto
La notte proseguì senza orari. Si alternarono, si mescolarono, si scambiarono. A un certo punto Swami e Sofia si ritrovarono una sopra l’altra sulla chaise longue della terrazza, facendosi leccare a turno dai tre uomini. Poi Leo prese Sofia mentre Alex scopava Swami accanto a loro, e i due sguardi delle donne si incontrarono di nuovo, complici, sorridenti, completamente abbandonate al piacere.
Verso le prime luci dell’alba, i corpi erano stanchi e sazi. Leo era ancora lì, sdraiato tra le due donne, mentre Alex e Riccardo parlavano a voce bassa vicino al muretto della terrazza.
Swami accarezzò il petto ancora umido di Leo e poi quello di Sofia.
«Resta pure qualche giorno in più, se vuoi», mormorò. «La casa… ha ancora spazio.»
Leo sorrise, gli occhi già socchiusi.
«Credo che accetterò.»
Fuori, la brezza delle dune entrava leggera. Sulla terrazza, nessuno aveva chiuso occhio ma al sorgere del sole trovarono ancora le energie per iniziare il giorno nel migliore dei modi
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