Prime Esperienze
Che hai preso la scossa? Inno alle Spa
gentiluomosexy
23.02.2026 |
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"Anzi fu l’occasione per iniziare a parlare con altre due coppie che erano vicine a noi e avevano assistito alla scena..."
Come i lettori più attenti avranno notato ho ripreso a scrivere i miei racconti. Che alla fine sono la narrazione di cose avvenute realmente. Come spiegavo a una nuova amica del sito che ho conosciuto da poche settimane, i miei racconti sono per il 90% fatti davvero accaduti e per una minima parte inserisco un po’ di contorno per creare la scena, per rendere più gradevole agli occhi del lettore il racconto.Oggi racconto la prima volta che sono stato in una Spa con un Teresa, una persona particolarmente importante e speciale per me. Diventata dopo i primi incontri qualcosa di più di un’amica e qualcosa di più di un’amica di giochi.
Ci siamo conosciuti su Tinder, una piattaforma di incontri. Ci siamo incontrati dal vivo nel giro di pochissimo tempo. Era il segnale che tra di noi c’era feeling. E ricordo che già al primo incontro, rammento anche il posto in centro a Roma, siamo finiti a parlare delle terme erotiche.
Lei è una donna terribilmente curiosa, gioiosa, allegra. “Le voglio provare” mi disse subito. Io, che le “terme” le frequentavo già da parecchi anni, insieme ad altre amiche, la misi subito in guardia: “ti divertirai di sicuro anche perché nessuno ti obbliga a far nulla di quello che non desideri. Certamente sono qualcosa di totalmente diverso rispetto alle terme o alle Spa che hai frequentato sino ad oggi. Potremmo trovarci davanti all’esigenza di stoppare qualche approccio particolarmente ardito ma non preoccuparti, ci sarò sempre io al tuo fianco”.
Da quel momento fu una richiesta continua da parte sua. Così finalmente decidemmo di andare un sabato pomeriggio in una delle più note terme della capitale. Era autunno inoltrato e faceva freddo. La temperatura ideale per le terme.
Lei era un misto di emozione e trepidazione. Aveva voglia di provare ma aveva ancora qualche timore, un pizzico di riserva. Si capiva. Io in macchina continuavo a spiegarle le regole d’ingaggio. Ricordo che lei mi disse: “l’unica cosa che non farò è baciare. Quello è un gesto intimo che voglio riservare solo a te”.
Entrammo, ci registrammo, ci diedero l’accappatoio con le ciabattine, anche se lei si era portata rigorosamente le sue, e ci recammo verso gli spogliatoi. “Spogliati completamente, tieni solo l’accappatoio e ci vediamo dopo” le dissi. Io entrai nello spogliatoio degli uomini e quando andai fuori la trovai già lì, con i suoi occhietti vispi e colmi di curiosità.
Iniziammo a girare per le terme, per farle conoscere lo spazio e farle osservare un po’ quello che succedeva, le dinamiche e le regole del gioco. A degli occhi esperti si notava immediatamente che per noi era la prima volta. Poi la presi per mano e le dissi: “è ora di buttarsi nella mischia!”.
Sabato pomeriggio, almeno in quelle terme che frequentavamo noi, era sempre un terno al lotto. Al contrario della domenica, quando c’è sempre il pienone, il sabato è come l’anguria, a prova. Alcune volte con tanta gente, altre volte di meno.
Ma il bello delle terme, almeno per me che ne sono un gran difensore, è che ci si diverse sempre. Anche solo per rilassarsi un po’, a stare nudi con la propria compagna, a fare quattro chiacchiere in libertà.
Quel sabato era medio. 10/15 coppie e una ventina di singoli. C’era gente ma non troppa. C’era scelta ma non tanta. Fondamentalmente un modo buono per far entrare Teresa in quel mondo.
Decidemmo di cominciare dalla vasca grande. C’erano delle coppie e un po’ di singoli. Entrammo e ci dirigemmo in uno degli angoli. Io dietro e lei tra le mie braccia, con la schiena sul mio petto e lo sguardo rivolto verso la piscina.
Era un modo per farle vedere quello che succedeva in quella vasca. Era ancora presto, saranno state le cinque o le sei di pomeriggio. Situazione calma. Lei scrutò tutto con attenzione e si rassicurò. Così si girò verso di me e iniziò a baciarmi. Io la tenevo abbracciata, per farle sentire sicura.
Nel giro di pochi minuti altre coppie si avvicinarono a noi e si misero a fianco. Ognuno ancora ad interagire soltanto col proprio partner ma con qualche sfioro di braccio, di bacino o di piede sotto le bolle dell’acqua. Insomma nulla più dei soliti timidi approcci che capitano in queste occasioni.
Iniziarono ad avvicinarsi anche dei singoli. Fermo restando che non avevamo nessuna preclusione nei loro confronti, volevo però evitare l’assalto che in alcuni casi si crea quando che c’è una coppia aperta al loro approccio. I primi li fermai con semplici gesti di cui Teresa neppure si accorse: con uno sguardo o con un semplice gesto della mano.
Un tizio però fu più veloce di me e riuscì e penetrare il mio scudo: arrivò a lei con un po’ di eccessiva irruenza, palpeggiandola sotto l’acqua.
Nulla di eccezionale, le toccò il culo con particolare forza e all’improvviso. Quando ancora oggi con Teresa ricordiamo quell’episodio ci divertiamo un sacco e spesso utilizziamo tra di noi quel termine, in dialetto romano, che lui esclamò quando lei si allontanò dalla morsa, facendo un balzo verso di me: “che hai preso, a scossa?”.
Teresa si accorse della sua reazione e si girò verso di lui quasi scusandosi. Lui si allontanò ripetendo la frase agli altri uomini che erano nei dintorni con le stesse intenzioni: “neppure l’ho toccata ed è saltata, ha preso a scossa”.
Io sorridevo guardando la scena che si era venuta a creare. Nulla di particolarmente grave anche se si trattava di un gesto un po’ stonato da parte di lui, fuori dalle regole che ci sono e si rispettano in piscina. Gli approcci devono essere sempre gentili, garbati, mai “aggressivi” nei confronti della donna, che sia singola o in coppia.
Ricominciammo il nostro gioco. Anzi fu l’occasione per iniziare a parlare con altre due coppie che erano vicine a noi e avevano assistito alla scena. Le donne solidarizzarono tra di loro facendo cerchio.
Come capita in piscina, basta un attimo per passare dalle parole ai fatti. Iniziarono ad accarezzarsi e a baciarsi a vicenda. I loro seni a sfiorarsi. Noi uomini formammo un cerchio più largo intorno a loro e iniziammo ad accarezzarle a nostra volta. Prima ognuno con la propria compagna, allargando il giro.
Un vortice di carezze e baci durante il quale Teresa ha subito dimostrato che la sua curiosità era ben riposta e che la scossa le era servita per sbloccarla. Ma di questo ne parleremo un’altra volta.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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