trio
Il triangolo non lo avevo considerato - cap 3
gentiluomosexy
21.02.2026 |
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3
"Non era la prima volta che giocavo con una coppia e che la donna tenesse i due cazzi per lei, nella sua bocca non era una novità per me..."
Elena e Roberto iniziarono a baciarsi. Intanto tutti e tre eravamo completamente nudi. La musica cubana continuava in sottofondo: “El carino qui te tengo, no te lo puedo negar, se me sale la bibita, yo no lo puedo evitar”. Era Chan Chan, una canzone dai ritmi particolarmente suadenti. “L’amore che ho per te non lo posso rinnegare, se ho l’acquolina in bocca non posso evitarlo”. E l’acquolina in bocca l’avevo io in quel momento ma pensai che era bene stare al mio posto. Tanto stava andando tutto oltre ogni mia rosea aspettativa.
Così mentre Elena e Roberto si erano spinti sul divano, io aggiunsi ancora un goccio di amaro nel bicchiere e mi accomodai sulla poltrona, non distante da loro. Anzi, la spostai perfettamente di fronte. Con la mano destra gustavo l’amaro e con la sinistra mi masturbavo.
Elena era seduta sul divano e Roberto le stava leccando la figa. Uno spettacolo pazzesco. Il ventilatore sul soffitto non riusciva più a rinfrescare la stanza. Cominciavamo ad essere sudati.
Il sapore del sesso di Elena aveva ormai riempito la stanza. Io continuavo a toccarmi. Lo facevo delicatamente, ma avevo la cappella che stava per scoppiarmi. Presi un cubetto di ghiaccio e iniziai a passarla sopra. E poi lungo l’asta. E ancora sulla cappella.
Elena aprì gli occhi e si accorse del gioco. Mi fece cenno di avvicinarmi. Mi avvicinai a lei e iniziai a baciarle i capezzoli, già turgidi, che con l’aiuto del ghiaccio che avevo in mano diventarono di marmo. Prima uno e poi l’altro, mentre Roberto continuava a occuparsi della sua fighetta.
Fu lei a fare il primo passo e a tirare il mio volto verso il suo. Mi teneva per i capelli e mi avvicinava lentamente alle sue labbra. Quando la baciai iniziò a mordermi le labbra. E allo stesso tempo a leccarmele. Tirandomi un po’ lontano e poi riavvicinandomi a lei.
Intanto Roberto si era alzato e aveva iniziato a penetrare Elena. Sentivo i colpi della sua gamba sulla mia: prima leggeri, lenti, poi più forti e profondi. In un’alternanza che dimostrava tutta l’intesa tra i due e l’abilità di Roberto. E fu nel momento in cui si incontrarono i nostri due sguardi che lui mi fece il segnale di mettere il mio cazzo nella bocca di Elena.
Accettai immediatamente l’invito. D’altra parte era quello che desideravo io e probabilmente anche lei. Mi misi in piedi sul divano, a cavalcioni su Elena, e le poggiai la mia cappella sulle labbra. Lei cominciò a baciare e con la lingua a leccare prima l’asta sino ad arrivare alla cappella. Che era gonfia, vogliosa di esplodere.
Elena era molto abile di bocca ed era ben chiaro che il gioco con altre persone non era una novità per loro. C’era una grande intesa tra i due che stavano facendo di me quel che desideravano. Fino a che punto lo avrei scoperto di lì a poco.
Iniziò a gustarlo, a leccarlo, a succhiarlo. Riusciva a tenerlo tutto in bocca e a farmi sentire la sua gola profonda. Davvero una delle migliori pompe che avevo mai ricevuto.
Poi arrivò su anche Roberto ed Elena iniziò a leccarli insieme, alternandoli. Teneva le due cappelle vicine e le leccava contemporaneamente. Una cosa sublime.
Roberto prese la mia asta in mano e iniziò a batterla sulla lingua di Elena che intanto aveva iniziato a guardarci con uno sguardo malizioso.
Lei mentre mi leccava, seguendo i battiti che le imponeva Roberto, come la bacchetta di una batteria, contemporaneamente segava Roberto.
Io seguivo questo movimento con grande curiosità. Non era la prima volta che giocavo con una coppia e che la donna tenesse i due cazzi per lei, nella sua bocca non era una novità per me.
Fui preso di sorpresa quando Elena mi chiese se mi andava che mi leccassero insieme, lei e Roberto. Questo non mi era ancora mai capitato nella mia pur breve carriera di scambista. Ma devo dire che la proposta non mi infastidì per nulla. Anzi.
Le feci si col capo. Così Roberto si abbassò e iniziò a leccarmi. E contemporaneamente a baciare Elena. Un po’ nella bocca dell’uno, un po’ in quella dell’altra, e poi a baciarsi tenendo la cappella in mezzo alle loro bocche. Era una vista terribilmente eccitante dal mio angolo di visione.
Non mi era mai capitato di essere succhiato da un uomo. Roberto era molto abile. Elena guidava il gioco: mi masturbava, mi leccava sotto mentre faceva entrare la mia asta nella bocca del marito. Che leccava con gusto. Per poi ricominciare a farlo insieme.
Il suo cazzo, momentaneamente trascurato, era duro. Io lo tenevo d’occhio ed Elena - alla quale nulla sfuggiva - se ne accorse. Mi fece un cenno con gli occhi come a dire: “ti va?”. Io sorrisi. Non lo avevo mai fatto ma quella mi sembrava la serata giusta per provare.
In un attimo mi trovai il cazzo di Roberto davanti alla bocca. Elena capì che era la prima volta per me e mi aiutò a superare il primo attimo di imbarazzo. Mi baciò e avvicinò la cappella tra le nostre labbra.
Fu come se lo avessi sempre fatto. Mi venne naturale leccarlo e prenderlo in bocca dolcemente, mentre continuavo a baciare Elena.
L’eccitazione era al culmine. Roberto stava per venire. Elena se ne accorse e forse pensò che per quella sera le novità potevano bastare. Così fu lei che si assunse l’onere dell’assaggio. Ci mise in piedi, si inginocchiò davanti a noi e riprese a pomparci contemporaneamente.
Il primo a venire fu Roberto, ma solo perché lo avevamo succhiato entrambi fino a un attimo prima. Elena si fece schizzare sulle labbra e sul volto. Intanto passò al mio, che iniziai a spruzzare come un idrante. Non lo facevo da un po’ di tempo ormai ed ero davvero pieno.
Elena non ne perse una goccia. Continuò a giocare con entrambi i cazzi, a leccarli, a succhiarli, a bere tutto.
“È la prima volta per te?” mi chiese Elena. Con una coppia no, risposi. A succhiare un cazzo si, aggiunsi. “Non si direbbe davvero” disse Roberto, che aggiunse “hai qualità. Ci darai grandi soddisfazioni”. Risata generale.
Eravamo sudati e avevamo addosso l’odore del sesso. Ora andiamo a fare un’altra doccia disse Elena e poi tutti a dormire.
Ma tu non sei dei venuta, dissi io, guardando il mio cazzo che iniziava a gonfiarsi nuovamente. “Per me ci sarà tempo domani”, disse Elena. “Oppure vuoi cambiare già casa” chiese Roberto. “Direi proprio di no, risposi, ma ne riparliamo domani sera” aggiunsi, baciando Elena e ringraziandola per la cena di benvenuto!
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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