Prime Esperienze
Conosciuto in volo. Finale(Raccontami,Denise)
copppiagiocosa
05.09.2025 |
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Mario la attira a sé in un bacio bruciante, il possesso che si mescola a una devozione quasi crudele..."
La porta dell'hotel si apre e Denise entra, ancora scossa dall'incontro con Francesco. Mario è seduto sul letto, un bicchiere di Rum in mano, e alza lo sguardo verso di lei con un sorriso complice. I suoi occhi brillano di curiosità e di un desiderio oscuro che solo lei conosce bene."Allora?" chiede Mario, posando il bicchiere e aprendo le braccia. "Com'è andata?"
Denise si lascia cadere accanto a lui, le gambe ancora tremanti, lo guarda, il cuore che batte forte, ma non per la paura. Per l’eccitazione. Per il ricordo di Francesco che la possedeva contro quel muro. Un sorriso indecente le sfiora le labbra.
Con un sospiro, inizia a raccontare ogni dettaglio—le mani di Francesco che l'hanno afferrata, la sua bocca su di lei, il modo in cui l'ha posseduta con una ferocia che l'ha lasciata senza fiato. Mario ascolta, il respiro che diventa sempre più affannoso, le mani che stringono le sue mentre la storia procede.
"Mi ha detto che ero sua," sussurra Denise, guardando Mario negli occhi. "Ma io appartengo solo a te."
Mario la attira a sé, le labbra che le sfiorano l'orecchio mentre le dice: "Brava. Ora fammi sentire che sapore aveva la sua lingua."
Denise sorride, poi si sposta giù, le dita che sbottonano i pantaloni di Mario mentre ripete esattamente ciò che ha fatto a Francesco.
Mario si sistema meglio sul letto, la schiena appoggiata alla testiera mentre Denise si posiziona tra le sue gambe. I suoi occhi pieni di desiderio, le mani che le accarezzano i capelli mentre la incoraggia a continuare.
"Dimmi tutto," sussurra, la voce già roca. "Iniziando da come ti ha toccata la prima volta."
Denise inizia a raccontare, le parole che fluiscono mentre le sue mani lavorano sulla cintura di Mario. "Mi ha spinta contro il muro... le sue dita mi hanno strappato via le mutandine prima ancora che potessi reagire." Intanto, libera il suo cazzo già duro, possente, con le vene ingrossate per l’eccitazione, passandoci sopra il palmo con lentezza provocatoria.
"E poi?" Mario incalza, il respiro che si fa più pesante.
Lei si china, le labbra a un soffio dalla sua punta. "Poi ha usato la lingua... proprio così—" e in quel momento lo lecca con un movimento lento, dalla base alla cima, proprio come aveva fatto Francesco con lei. Mario geme, le dita che si stringono nei suoi capelli.
"Continua," ordina, la voce rotta dal piacere.
Denise obbedisce, alternando dettagli scandalosi a languidi colpi di lingua. "Mi ha scopata con foga, colpi decisi…profondi, come se volesse distruggermi... e io ho urlato il suo nome."
Mario affonda le dita nei capelli di Denise, guidandola con un controllo che sa di possesso. I suoi occhi sono pervasi dal desiderio, le labbra socchiuse mentre ascolta ogni parola che esce dalla sua bocca. Il suo cazzo è durissimo, pulsante contro la lingua di lei, e ogni dettaglio che lei rivela lo fa fremere ancora di più.
"Più lentamente," rantola. "Voglio sapere *esattamente* come ti ha penetrato. Tutto voglio sapere…tutto."
Denise si ferma un attimo, le labbra lucide. Poi, con voce calda e roca, ricomincia: "Ha aspettato che fossi completamente bagnata... poi mi ha sollevata come se fossi niente, spingendomi contro il muro. Ho sentito il suo membro che entrava, millimetro dopo millimetro—" Le sue dita intanto accarezzano le palle di Mario, massaggiandole mentre parla.
"E tu?" Mario la interrompe, il petto che si solleva. "Che hai fatto? Come ti sei mossa?"
Lei sorride maliziosamente, poi inizia a succhiarlo con languore, alternando la bocca alle parole: "Ho cercato di divincolarmi... ma lui mi ha tenuta ferma. Ogni volta che cercavo di scappare, affondava più dentro—" Mario geme, il respiro che diventa un rantolo.
Mario ora è completamente in preda al fuoco che Denise ha acceso, il suo corpo teso come una corda di violino. Le sue dita si serrano più forte nei suoi capelli, quasi a volerla fondere con sé, mentre ogni parola che esce dalla sua bocca lo spinge più vicino all’orlo.
"Non omettere niente," ordina, la voce strozzata. "Voglio sapere com’è venuto dentro di te. Voglio sentire il suo nettare scorrerti ancora tra le cosce mentre mi racconti tutto."
Denise obbedisce, la lingua che scivola lungo tutta la sua lunghezza prima di parlare di nuovo, le parole che escono come un veleno dolce: "È stato deciso... mi teneva le anche strette, e io lo sentivo pulsare, ho sentito ogni contrazione, ogni fiotto….caldo, ….denso…..riempirmi fino all’ultima goccia." Intanto la sua mano inizia a stringerlo con decisione, il pollice che striscia sul filetto ogni volta che raggiunge l’apice.
Mario lascia sfuggire un rantolo, la schiena che si inarca. "E tu? Sei venuta con lui?" le chiede, anche se già conosce la risposta—ma vuole sentirglielo dire, vuole che lo torturi con la verità.
Lei annuisce, gli occhi pieni di una sfida oscura. "Tre volte. La terza... ho pianto."
Mario trattiene il respiro, gli occhi che diventano fessure mentre aspetta la risposta. La bocca di Denise continua a lavorarlo, ma ora è il suo sguardo a tenerlo inchiodato, più delle dita o della bocca.
"Perché," ripete, la voce un misto di comando e supplica.
Denise abbassa le palpebre, come se rivivesse quel momento. Quando riapre gli occhi, sono lucidi, non di rimorso, ma di un’emozione più selvaggia.
"Perché sapevo che non sarebbe bastato," sussurra. "Perché anche con il suo cazzo che mi strappava, anche mentre mi riempiva, volevo *te*. E lui lo sentiva—" La sua voce si spezza e mi ha fatto urlare il suo nome.
Mario emette un suono profondo, il corpo che trema di tensione repressa. "Amore," sussurra, accarezzandole il viso con una dolcezza contrastante al fuoco nei suoi occhi. "Sei venuta piangendo... ma perché? Dimmi la verità, voglio sentire ogni battito del tuo cuore in quel momento."
Denise chiude gli occhi, lasciando che il ricordo la travolga ancora. Quando li riapre, c'è una vulnerabilità in loro che fa fremere Mario.
"Perché... non importa quanto fosse intenso, quanto mi facesse perdere il controllo..." La sua voce è un filo di passione e confessione. "Sapevo che ciò che stavo facendo mi piaceva anche se volevo le *tue* mani e sentire la *tua* voce che mi diceva quanto sono tua."
Mario la attira a sé in un bacio bruciante, il possesso che si mescola a una devozione quasi crudele. "Allora dimostrami che sono l'unico che ti fa perdere la testa," mormora contro le sue labbra. "Fammi sentire quanto mi desideri davvero."
Denise non ha bisogno di altro invito.
Lei annuisce, senza vergogna. "Sì. E ora voglio che tu mi faccia dimenticare il suo nome." E scopano in un turbinio di passione come se non ci fosse un domani.
Mario affonda le dita nei fianchi di Denise, il respiro ancora affannoso mentre la guarda con uno sguardo che promette mille altre notti come questa. La stanza è satura del loro calore, del sudore, di odore di sesso che sprigiona dai loro corpi pregni di voluttà e di un'intesa che ora ha superato ogni confine.
"Questa è solo la prima volta," le sussurra, i denti che le mordicchiano l'orecchio. "Immagina cosa potremmo fare ancora ... altre mani su di te, altre bocche che ti fanno impazzire mentre io ti guardo."
Mario sorride, un'espressione oscura eppure piena di adorazione. "Ti voglio ubriaca di piacere, amore. E voglio che ogni tua esperienza sia un regalo che facciamo a noi stessi perché, il tuo piacere…. è il mio piacere." Promessa sigillata da un bacio.
E mentre i loro corpi si intrecciano di nuovo, è chiaro: questa avventura è solo l'inizio di una vita dove i limiti saranno solo un ricordo lontano.
Mario accarezza il viso di Denise, i suoi occhi che cercano i suoi con un'intensità che trafigge. La stanza è ancora calda del loro desiderio, ma ora c'è qualcosa di più—un patto non detto, una libertà che li aspetta.
"Finalmente capisci," mormora, le labbra che sfiorano le sue. "Chissà se io possa giocare con un'altra donna... mentre tu ti abbandoni alle attenzioni di un altro uomo, stando vicini e guardandoci negli occhi. E sapremo che ogni gemito, ogni fremito, è un dono che ci facciamo."
“Denise lo guarda, il respiro accelerato. "Si, anch’io voglio vederti con lei," sussurra. "Voglio guardarti mentre la possiedi... e sapere che sei eccitato e che stai pensando a me."
Lui la tiene per mano, le dita intrecciate alle sue, mentre lei sorride, gli occhi pieni di ricordi vividi del viaggio appena concluso.
"Allora?" chiede Mario, la voce bassa e soddisfatta, mentre la tira a sé, il petto che le sfiora la schiena. "Ti è piaciuto vedere quanto può essere porco il tuo uomo?"
Denise si morde il labbro, il ricordo delle sue mani su di lei, delle sue parole, del modo in cui l’ha fatta sentire ancora vivo sotto la pelle.
"Lo sai già, te lo dico sempre" sussurra, girandosi verso di lui, le mani che gli si aggrappano ai fianchi. "Ma dimmi tu… sei contento di quello che hai provocato in me?"
Mario le afferra il mento, il sorriso che si fa più oscuro, più possessivo.
"Cazzo,…. sì. Perché ora so che, non importa quanto giochi, quanto provochi… alla fine, sei sempre la mia ……."
E mentre la bacia, sa che nessun viaggio, nessun uomo, potrà mai cambiare quello che sono l’uno per l’altra, ma con qualche consapevolezza in più, “ che questa sarà solo la prima di molte notti in cui non si apparterranno... per appartenersi completamente” e che l'ultima barriera cade, il loro amore non sarà una gabbia, ma un vortice che li trascinerà sempre più verso nuovi e piacevoli orizzonti, insieme.
Questo viaggio, con tutto ciò che successe, accompagnò per tantissimo tempo i loro momenti intimi, rendendoli carichi di forte eccitazione ed erotismo.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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