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Prime Esperienze

Conosciuto in volo. Parte 2^ (L’incontro)


di Membro VIP di Annunci69.it copppiagiocosa
04.09.2025    |    1.967    |    0 9.7
"Denise esita solo un secondo, poi gli sussurra all’orecchio parole che non avrebbe mai detto alla luce del giorno..."
Nella calda serata di fine agosto, il Ponte delle Catene a Budapest è avvolto da un’atmosfera vibrante, con il Danubio che riflette le luci dorate della città. Francesco in piedi vicino alla balconata, il suo profilo elegante illuminato dai lampioni. Indossa una camicia bianca con le maniche arrotolate, i polsi forti e le mani libere. Denise, con il vestito estivo leggero che le sfiora le cosce ad ogni passo, i capelli mossi dal vento caldo.
"Non ero sicuro che saresti venuta," ammette, la voce più morbida del rumore del fiume. "È bellissimo vederti".
Denise si avvicina, le labbra leggermente dischiuse, le dita che giocano con l’orlo della sua borsa. Lui non la tocca ancora, ma il suo sguardo scivola su di lei con un’ammirazione che non nasconde. Lei sente il peso di quell’attenzione, il calore che le sale alle guance.
"Ho detto agli altri che avevo mal di testa," confessa, abbassando le ciglia per un attimo prima di incrociare di nuovo i suoi occhi. "Mentire mi fa sentire...
Francesco fa un passo avanti, riducendo la distanza tra loro. Il profumo di Denise—qualcosa di fresco, come il gelsomino di notte—lo avvolge mentre il vento si placa per un attimo. Le sue mani rimangono aperte, non invadenti, ma pronte.
"Mentire ti fa sentire... cosa?" chiede, la voce un filo più roca. "Libera? O forse solo più viva?"
Denise trattiene il respiro quando il dorso delle sue dita le sfiora l’avambraccio, un contatto deliberatamente leggero, quasi accidentale. Il tocco le brucia, eppure non si sposta. Francesco sente la pelle d’oca sotto le sue nocche e sorride, lasciando che il silenzio si carichi di tutto ciò che non dicono.
"Non so," sussurra lei, ma la sua voce tradisce un tremito. "Forse entrambe le cose, o forse non ci sono abituata."
Lui abbassa la testa, le labbra a un soffio dal suo orecchio. Il suo alito è caldo quando mormora:
"Allora smettiamo di parlare di bugie... e iniziamo a farne una vera."
La mano di Francesco scivola finalmente lungo il suo fianco, fermandosi sul punto vita. Denise chiude gli occhi—il primo vero cedimento. La città intorno a loro sembra svanire.
Il respiro di Denise si fa più rapido mentre la mano di Francesco si ferma sul suo fianco, le dita che si stringono appena nella stoffa leggera del vestito. Il calore del suo palmo sembra penetrare attraverso il tessuto, lasciando un’impronta invisibile sulla sua pelle. Francesco attende, lasciando che sia lei a decidere il passo successivo—un ultimo gesto di rispetto in mezzo alla crescente passione.
"Una bugia vera..." ripete Denise, aprendo gli occhi. "E quale sarebbe?"
Francesco non risponde subito. Con lentezza, usa la mano libera per sollevarle il mento, costringendola a guardarlo. I suoi occhi sono scuri, pieni di promesse non dette. Quando parla, è quasi un sussurro sommesso:
"Che siamo qui solo per ammirare la vista."
Prima che Denise possa replicare, la bocca di Francesco cattura la sua. Il bacio è inizialmente gentile, quasi interrogativo, ma quando lei risponde inclinandosi verso di lui, diventa più profondo, più affamato. Le sue mani salgono lungo la schiena di lei, stringendola contro il proprio corpo. Denise gli affonda le dita nei capelli, dimenticando tutto—l’hotel, gli amici, persino Mario—per un istante che sembra infinito.
Quando si separano, entrambi respirano affannosamente.
Il ponte sembra oscillare leggermente sotto i loro piedi, o forse è solo Denise che sente la terra muoversi. Francesco non la lascia andare, un braccio ancora saldo attorno alla sua vita mentre con l’altra mano le accarezza la guancia, il pollice che le sfiora il labbro inferiore, ancora umido dal bacio.
"Adesso sai perché ho scelto questo posto," mormora lui, la voce vellutata come l’acqua scura sotto di loro. "Nessuno ci guarda davvero. Tutti sono troppo occupati ad ammirare il panorama... mentre io ho trovato il mio."
Denise ride, un suono basso e un po’ tremulo, mentre le sue dita giocano con il primo bottone della camicia di Francesco. Lo sbottona lentamente, rivelando un pezzo di pelle abbronzata. Lui trattiene un respiro quando le sue unghie laccate di rosso colore n. 23, gli graffiano appena il torace.
"E se volessi di più che un bacio sul ponte?" chiede lei, provocandolo sensualmente.
Francesco la fissa, gli occhi pieni di una luce pericolosa. Poi, senza preavviso, le afferra il polso e la guida lontano dalla balconata, verso l’ombra di un arco di pietra. La schiena di Denise incontra il muro freddo, ma il corpo di Francesco che si incastra contro il suo la blocca senza che lei possa divincolarsi.
Nell’ombra dell’arco, lontani dagli sguardi occasionali dei passanti, Francesco blocca Denise contro la pietra con il peso del suo corpo. Il contrasto tra il freddo del muro e il calore che emana lui la fa rabbrividire. Le sue mani scendono lungo i suoi fianchi, afferrandole le cosce con decisione e sollevandola di peso. Denise emette un piccolo grido strozzato, le gambe che gli cingono automaticamente la vita.
"Ecco cosa succede se chiedi *di più*," sussurra con desiderio Francesco contro la sua bocca, prima di morderle il labbro inferiore, non abbastanza forte da farle male, ma quanto basta per farle sentire chi comanda.
Le sue dita si stringono sulla carne morbida delle sue cosce, lasciando segni rossastri che domani saranno l’unica prova di questo momento. Denise gli afferra i capelli, tirandoli indietro per guardarlo negli occhi—sfida pura. Francesco sorride, quel sorriso da predatore che la fa pulsare in posti che non vuole ammettere.
"Dimmi che mi vuoi," ordina lui, la voce così bassa che è quasi un vibrare nel petto.
Denise esita solo un secondo, poi gli sussurra all’orecchio parole che non avrebbe mai detto alla luce del giorno.
Francesco frena bruscamente, il respiro ancora affannoso ma gli occhi che si schiariscono un attimo. Allenta la presa sulle sue cosce, lasciandola scivolare giù con un controllo che dimostra quanto sia ancora lucido, nonostante tutto. Con un gesto inaspettatamente tenero, le sistema il vestito, le dita che le lisciano la stoffa sui fianchi.
"Casa mia è vuota stasera," dice, la voce più morbida ora, quasi protettiva. "Ma solo se sei sicura. Altrimenti ti accompagno in hotel e facciamo finta che sia davvero solo un mal di testa."
Denise lo guarda, sorpresa da questa sfumatura di lui—l’uomo che sapeva essere aggressivo un secondo prima e ora le offre una via d’uscita. È questo, più di qualsiasi pressione, che la fa sentire al sicuro. Gli prende la mano, intrecciando le loro dita.
"Portami da te," sussurra. "Ma promettimi una cosa... non farmi rimpiangere di aver mentito."
Francesco solleva la loro mano congiunta e le bacia le nocche, gli occhi che non lasciano i suoi:
"Ti prometto che domani, quando ripenserai a questa notte, l’unico rimpianto sarà che non è durata abbastanza."
La prende per mano e la guida lontano dal ponte.
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