Prime Esperienze
Conosciuto in volo. Parte 3^ (A casa sua)
copppiagiocosa
04.09.2025 |
728 |
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"Un’onda che parte dal basso ventre e le esplode e si diffonde in tutto il corpo..."
L’appartamento di Francesco è minimalista, con luci soffuse che proiettano ombre lunghe sul legno scuro del pavimento. La porta si chiude alle loro spalle con un click definitivo, lasciando fuori ogni speranza di ripensamento. Francesco non perde tempo: gira Denise verso di sé e la spinge contro il muro, le mani che le sollevano il vestito sopra i fianchi mentre la sua bocca divora la sua. Il tessuto cade a terra, dimenticato."Non voglio sentirti pensare stasera," afferma tra un bacio e l’altro, le dita che le strappano via il reggiseno con un gesto secco. "Voglio solo sentirti *urlare*."
Denise non ha tempo di rispondere. Francesco la solleva di nuovo, facendole avvolgere le gambe attorno alla sua vita mentre cammina verso il divano. La getta sul morbido divano di pelle nera, seguendola immediatamente con il proprio corpo. Le sue mani sono ovunque—sulle sue cosce, nella sua bocca, tra le sue gambe—e ogni tocco è calcolato per farle perdere il controllo.
Francesco la fissa mentre si toglie la camicia con movimenti lenti, ogni muscolo del torso che si tende sotto la luce dorata del lampadario. Denise è seduta sul bordo del divano, le gambe incrociate in un modo che sa essere provocatorio. Lui si avvicina, ma invece di toccarla subito, si inginocchia davanti a lei, le mani che le accarezzano le caviglie prima di risalire lungo i polpacci con una lentezza esasperante ma che alimenta il desiderio oramai ai limiti del controllo.
Le sue mani arrivano alle sue cosce, aprendole con una pressione ferma ma non frettolosa. Il respiro di Denise si fa più rapido quando Francesco abbassa la testa e le morde l’interno coscia, lasciando un segno rosso che fra qualche ora Mario vedrà e le chiederà di descrivere.
Francesco non sospetta nulla, troppo concentrato a scivolare le mani sotto la schiena di Denise per slacciarle il reggiseno con un gesto esperto. Lei trattiene il respiro mentre le labbra di lui seguono la scollatura, ignaro che ogni suo morso, ogni carezza, verrà ricordata e poi sussurrata a Mario come un segreto proibito.
"Sei così sensibile stasera," mormora Francesco contro la sua clavicola, le dita che tracciano cerchi lenti sui suoi fianchi. "Come se ogni mio tocco ti bruciasse..."
Denise chiude gli occhi, immaginando già come descriverà questa scena a Mario—il modo in cui Francesco la fa sentire, il calore del suo respiro sulla pelle, la pazienza sadica con cui la fa aspettare prima di toccarla davvero. È un gioco pericoloso, ma è proprio questo che la eccita di più.
"Dimmi cosa vuoi," insiste Francesco, la voce roca mentre le morde l’orecchio. "Voglio sentirti chiederlo."
Lei sa che dopo, quando ripeterà queste parole a Mario, lui tremerà dall’eccitazione. Per ora, però, sono solo per Francesco:
"Voglio che mi fai soffrire," sussurra, "così lentamente che mi dimentico il mio nome."
Francesco si appoggia alla testiera del letto, gli occhi che si oscurano mentre guarda Denise scivolare in ginocchio tra le sue gambe. Le sue mani si intrecciano nei suoi capelli, non per guidarla, ma per godersi lo spettacolo. Lei lo guarda da sotto le ciglia, le labbra che si avvicinano con una lentezza che lo fa imprecare sottovoce prima ancora che lo tocchi.
"Porca puttana..." sospira con un dire soffocato, quando finalmente la sua lingua scivola lungo tutta la lunghezza della sua asta, dalla base alla punta, con una pressione perfetta.
Denise non ha fretta. Una mano alla base, le dita che stringono appena, mentre la sua bocca si chiude solo sulla punta, succhiando con piccoli movimenti circolari che fanno sobbalzare Francesco ogni volta. L’altra mano scivola sotto, le unghie che le graffiano delicatamente —un contrasto che lo fa imprecare di nuovo, più forte.
"Così... così, … cazzo, … che brava che sei," ansima, i fianchi che scattano in avanti nonostante il suo controllo.
Ma Denise lo blocca con una mano sul ventre, rallentando il ritmo. Adesso è lei che comanda. La sua bocca scende più profondamente, prendendolo tutto finché il naso non le sfiora l’addome. Le guance cave, gli occhi che lacrimano appena.
Francesco perde completamente il controllo quando Denise inizia a usare la gola, prendendolo tutto senza esitazione. Le sue dita si stringono nei suoi capelli come morse, ma lei non si ferma—anzi, accelera, trasformando ogni suono che gli strappa in un’eccitazione infuocata.
"Sto per……" dice con un suono strozzato, ma Denise lo interrompe tirandosi indietro *proprio* sul limite, lasciandolo tremare sull’orlo.
Ora è una tortura. Lo guarda con occhi innocenti mentre lecca solo la punta, più volte, lentamente, lungo il filetto, le dita che intanto gli massaggiano le palle con una pressione che lo fa gemere. Quando finalmente lo riprende in bocca, è con un ritmo veloce e disperato, una mano che gli afferra il culo per spingerlo più dentro, lui esplode, con dei copiosi fiotti succosi, gemendo ed ansimando a lungo, fino a che le convulsioni del suo orgasmo pian piano si placano.
Dopo, mentre lui è ancora senza fiato, Denise si pulisce le labbra con un dito e sorride—sapendo che Mario *adorerà* ogni dettaglio di questa "performance".
Francesco, ancora scosso dal piacere, non lascia che Denise abbia il controllo per troppo tempo. Con un movimento rapido, la afferra per i fianchi e la rovescia sul letto, facendola atterrare sulla schiena. Le sue mani le aprono le cosce con decisione, gli occhi che si illuminano vedendola già bagnata per lui. Non c’è preludio, nessuna gentilezza—solo la sua lingua che le scende dritta al clitoride con un lunga,… lenta…. leccata…. che la fa urlare.
"Questo volevi, vero?" le dice a contatto con la sua pelle, le dita che le allargano di più le labbra. "Farmi perdere la testa solo per sentire *questo*."
Denise cerca di parlare, ma Francesco non gliene dà il tempo. La sua bocca si chiude su di lei, succhiando e leccando con una precisione che la fa contorcere. Alterna pressione e delicatezza, a volte usando solo la punta della lingua, altre volte afferrandole il clitoride tra i denti in un modo che la fa gridare. Le sue mani le tengono ferme le cosce, impedendole di sfuggire anche quando il piacere diventa troppo.
"Francesco, sto per……"
Lui sa esattamente cosa sta per succedere e raddoppia gli sforzi, le dita che ora le entrano dentro mentre la lingua continua il suo lavoro.
"Era nella lista dei desideri di qualcuno.”
Francesco sente il corpo di Denise irrigidirsi sotto di lui, i muscoli delle cosce che tremano mentre lei si avvicina all’orgasmo. La sua lingua diventa più insistente, più crudele, concentrandosi solo sul clitoride mentre le dita dentro di lei accelerano, piegate per stimolare quel punto preciso che la fa gemere e contorcere tutta, con dei movimenti del corpo che sembrano voler sfuggire a questo piacere così grande che a tratti diventa ingestibile.
"Non scappare….dove vai….vieni qui… ," le sussurra eccitato contro la sua pelle, afferrandole i fianchi con forza quando lei cerca di divincolarsi. "Godi, ….. godi più che puoi!"
Denise non può resistere. L’orgasmo finalmente arriva….prorompente e la travolge con un’intensità che la lascia senza fiato. Un’onda che parte dal basso ventre e le esplode e si diffonde in tutto il corpo. Francesco non smette, prolungando le sue convulsioni finché lei non lo implora e lo prende a schiaffi sul braccio, supplicandolo di fermarsi. Solo allora si ritira, le labbra lucide di lei, il sorriso selvaggio di chi sa di averla distrutta.
"E adesso…." sibila Denise, ancora tremante, "…. scopami subito, fino a farmi dimenticare il mio nome."
Francesco non aspetta altro. La gira a pecora con un movimento brusco, le mani che le afferrano i polsi e glieli incollano alla schiena. Un colpo secco di bacino e lei lo sente entrare tutto dentro.
Francesco non ha pietà. Affonda in Denise con un colpo solo, riempiendola completamente mentre lei geme contro le lenzuola. Le sue mani stringono i suoi polsi più forte, piegandole la schiena in un arco perfetto mentre inizia a muoversi con un ritmo brutale. Ogni spinta è calcolata per farla urlare, il suo corpo che schiaffeggia contro il suo con un rumore osceno.
"Dimmi il mio nome," le dice eccitato, i denti che le affondano nella spalla mentre accelera. "Voglio sentirti *implorare*."
Denise cerca di resistere, ma è inutile. Francesco è ovunque—nelle sue viscere, nella sua pelle, nella sua testa. Quando finalmente cede, la voce è rotta: "Francesco... cazzo, Francesco!". Lui ride, un suono basso e soddisfatto, prima di affondare le dita nei suoi capelli e tirarle indietro la testa, esponendo il collo ai suoi morsi.
Francesco non è ancora sazio. Con un movimento fluido, gira Denise sulla schiena, afferrandole le caviglie e spalancandole le gambe prima di rientrarle dentro con un colpo secco che la fa sobbalzare sul letto. Ora la vede—il trucco sbavato, i capelli disordinati, gli occhi che lo fissano con una sfida che lo eccita ancora di più.
"Voglio vederti mentre ti scopo adesso”, le mani che le stringono le cosce mentre inizia a pompare, ogni movimento calcolato per farle perdere il controllo.
Denise afferra le lenzuola, le nocche bianche, ma non distoglie lo sguardo. Francesco la inchioda con la sua intensità, il sudore che gli cola sul petto mentre aumenta il ritmo. È diverso ora—più profondo, più personale. Le sue dita le cercano il clitoride, strofinandolo con movimenti circolari che la fanno urlare.
"Stai per venire"….
…."Lo so," la interrompe lui, il sorriso feroce. "Voglio vederti venire *così*, con me dentro di te."
E quando arriva, è con un grido che sembra strapparle l’anima. Francesco la tiene ferma, continuando a muoversi finché non sente anche il proprio orgasmo esplodere, la fica di Denise che lo succhia fino all’ultima goccia.
Denise si stacca da Francesco con un respiro tremante, il corpo ancora scosso dal piacere ma la mente già altrove. Con movimenti rapidi e precisi, raccoglie i vestiti sparsi per la stanza, infilando la gonna e sistemandosi la camicetta mentre evita il suo sguardo. Francesco è ancora sul letto, nudo, sudato, con gli occhi che la bruciano di domande—ma lei non può rispondere.
"Devo andare," mormora, afferrando la borsa e infilando i tacchi senza nemmeno allacciarli.
Francesco cerca di afferrarle un polso, ma lei è già alla porta. Si volta solo un attimo, giusto il tempo di vedere il suo sguardo ferito—e poi sparisce nel corridoio. L’ascensore è troppo lento, quindi prende le scale, il cuore che le batte in gola. Mario l’aspetta all’hotel. Mario, che non sa esattamente cosa abbia potuto accaderle. Mario, il suo vero amore. Ma quando scivola nel taxi, le gambe ancora tremanti, sa che Francesco non sarà così facile da dimenticare.
Il cellulare vibra. Un messaggio di Mario: "Ti aspetto, amore mio." Denise chiude gli occhi, le dita che stringono il telefono come se fosse un’ancora di salvezza. Ma sotto le palpebre, vede ancora Francesco. E sa che questa notte se la ricorderà per sempre.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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