Prime Esperienze
Fantasie e notti Infuocata
21.01.2026 |
183 |
7
"Iniziamo piano: io mi sdraio sotto di lei, la faccio sedere sul mio cazzo, entrando tutto dentro la sua figa calda, stretta, che mi avvolge come una morsa..."
Ciao,siamo sempre noi, la coppia con il fuoco dentro..
In questi giorni, mentre organizziamo il nostro primo incontro vero a Roma, l'attesa ci sta consumando. Abbiamo già prenotato una camera stupenda in un boutique hotel vicino al Colosseo, stile romano antico: pareti affrescate con motivi imperiali, un letto king size con baldacchino, e una vasca da bagno enorme in marmo bianco, perfetta per lavarci e scaldarci prima del gioco.
Abbiamo chattato con tante persone su A69.
Uno di questi è una guardia giurata, con quella divisa che ci ha fatto fantasticare sul suo manganello: "Immagina se lo usa per stuzzicarci," le ho detto io una notte, mentre la scopavo piano, e lei ha gemuto "sì... fallo entrare...".
Un altro è un professionista, un avvocato elegante sui 45, con mani curate e un cazzo che dalle foto promette bene. Ne parliamo ogni sera, sdraiati nudi sul letto, toccandoci piano mentre descriviamo scenari sporchi: "Lo scegliamo insieme, lo portiamo in camera, e ti facciamo impazzire in tre." L'attesa ci fa bagnare e indurire solo a parlarne, e le nostre scopate sono diventate furie di anticipazione.
Immaginiamo così la giornata: arriviamo a Roma nel tardo pomeriggio, check-in veloce, e saliamo in camera. L'aria profuma di lavanda e incenso, le luci soffuse proiettano ombre sulle pareti decorate. Buttiamo le valigie e ci spogliamo subito, ridendo nervosi. Entriamo nella vasca insieme, acqua calda che sale piano, schiuma che ci avvolge. Io le lavo i capelli, le insapono le tette sode, i capezzoli duri sotto le mie dita, mentre lei mi sega piano sott'acqua, il cazzo che pulsa nel suo pugno. "Stasera lo facciamo davvero," le sussurro all'orecchio, mordendole il lobo. Lei annuisce, gli occhi lucidi: "Voglio sentirmi piena... da entrambi." Usciamo dalla vasca, ci asciughiamo a vicenda, corpi nudi e caldi che si strusciano.
Lei indossa un completino di pizzo rosso – reggiseno push-up che le solleva le tette, perizoma che le incornicia il culo rotondo – e si sdraia sul letto, bendandosi gli occhi con una maschera di seta nera. "Vai a prenderlo," mi dice con voce tremante, le gambe già leggermente divaricate. Io mi infilo jeans e camicia, esco in strada con il cuore che batte forte.
Roma è viva: luci dei monumenti, gente che passeggia, l'aria tiepida di primavera. Ho già fissato con lui – scegliamo la guardia giurata, per quel tocco di autorità e il manganello che ci eccita da morire. Lo incontro al bar sotto la camera, spalle larghe, sorriso complice. "Pronti?" chiedo, e lui annuisce: "Non vedo l'ora di giocare con voi." Saliamo insieme, in ascensore il silenzio è elettrico – io che immagino già le sue mani su di lei, lui che mi guarda con occhi affamati. Entriamo in camera piano, la porta si chiude con un click. Lei è lì, bendata, in intimo, il respiro accelerato, le tette che si alzano e abbassano.
"È qui," le dico piano, e sento il suo gemito soffocato.
Ci spogliamo in silenzio: io butto via i vestiti, cazzo già duro che punta in alto; lui si toglie la camicia, i pantaloni, boxer che cadono rivelando un cazzo spesso, venoso, già semi-eretto. Prende il manganello dalla borsa – nero, liscio, lungo – e sorride malizioso. "Iniziamo il massaggio," sussurro. Ci avviciniamo al letto, quattro mani che partono dai piedi: io le massaggio le dita, le piante, salendo piano sulle caviglie; lui le accarezza i polpacci, le ginocchia, le dita che sfiorano l'interno cosce.
Lei trema, sospira: "Oh cazzo... siete in due..." Le mani salgono, io le impasto le cosce esterne, lui quelle interne, sfiorando il perizoma bagnato. Le strappiamo il reggiseno, tette libere che rimbalzano; io le strizzo un capezzolo, lui lecca l'altro, lingua calda che gira intorno. Lei inarca la schiena, geme forte: "Toccami la figa... per favore..." Lui infila una mano sotto il perizoma, dita che entrano piano nella sua fica fradicia, io le massaggio il clitoride gonfio. Il manganello entra in gioco: lui lo passa piano sul suo corpo, dalla pancia alle tette, poi giù tra le gambe, premendo la punta contro il perizoma. "Senti questo?" le dice con voce profonda, e lei annuisce, spingendo i fianchi: "Sì... usalo...".
Le togliamo il perizoma, figa rasata e bagnata che luccica sotto le luci. Via la benda: vuole vederci, occhi spalancati che fissano i nostri cazzi duri. "Prendetemi," implora. Iniziamo piano: io mi sdraio sotto di lei, la faccio sedere sul mio cazzo, entrando tutto dentro la sua figa calda, stretta, che mi avvolge come una morsa. Lui si posiziona dietro, lubrifica bene il suo culo con gel e saliva, e spinge piano il manganello dentro – non il cazzo ancora, per stuzzicarla. Lei urla di piacere, "cazzo sì... riempitemi...", i fianchi che si muovono su e giù sul mio cazzo mentre il manganello le sfonda il culo. Poi lui lo toglie, e infila il suo cazzo vero: spesso, che la allarga, io sento la pressione attraverso la parete sottile. Spingiamo insieme, ritmi alternati – io affondo nella figa, lui nel culo – schiocchi bagnati, sudore che cola, lei che grida "più forte... scopatemi come una troia...". Le mani ovunque: io le strizzo le tette, lui le tira i capelli, baci sporchi a tre lingue.
Cambiamo posizione: lei a pecorina, io in bocca – le scopo la gola fino in fondo, sbavando sul mio cazzo – lui dietro che la martella nella figa, poi passa al culo, alternando buchi. "Voglio la vostra sborra," rantola lei tra un gemito e l'altro.
Lui viene per primo, esplodendo nel suo culo, schizzi caldi che riempiono il preservativo mentre continua a spingere. Io la giro, la scopo forte nella figa piena di umori, e vengo, sentendola contrarsi in un orgasmo multiplo che la fa tremare tutta.
Lui si unisce di nuovo, leccandole la figa mentre io le bacio la bocca.
Alla fine, esausti sul letto, corpi appiccicosi di sudore e fluidi, ridiamo piano. "La prima di tante," dice lei, e noi annuiamo.
Se questa fantasia ti ha eccitato, se sei a Roma o vicino e vuoi essere quel "lui" – guardia, professionista o chiunque con un cazzo pronto e idee sporche – scrivici.
Proponi cosa faresti con noi, mandaci foto, dettagli.
Organizziamo davvero, in quella camera o altrove.
Siamo pronti per nuove emozioni, serate di sesso selvaggio. Che ne dici? 😈
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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