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Prime Esperienze

La Sete Inestinguibile del Marito


di DeepCpl
06.06.2026    |    1.101    |    1 9.2
"Sentiva un calore lontano tra le gambe, ma rimaneva immobile, affascinata e turbata..."
In una città italiana di medie dimensioni, immersa nella nebbia autunnale che avvolgeva i viali alberati e i palazzi antichi, viveva una coppia apparentemente perfetta: Marco e Laura. Lui, un uomo di quarantadue anni, alto, con spalle larghe forgiate da anni di palestra e un fisico ancora tonico nonostante il lavoro d’ufficio, era un ingegnere con un buon stipendio. Lei, trentotto anni, mora con capelli lunghi fino alle spalle, curve morbide e un seno generoso che un tempo lo aveva fatto impazzire, lavorava come insegnante in una scuola elementare. Da fuori sembravano la coppia ideale: serate al cinema, cene con amici, weekend in montagna. Ma dentro casa, tra le lenzuola del loro appartamento al terzo piano, il fuoco si era spento da mesi.

Laura attraversava un periodo di apatia sessuale profonda. Non era depressione, non era un problema di salute – i medici lo avevano confermato – ma semplicemente una fase in cui il desiderio sembrava evaporato. Le carezze di Marco la lasciavano indifferente, i suoi baci appassionati provocavano solo un sospiro stanco. "Non è colpa tua, amore. È un momento così", gli ripeteva lei, voltandosi dall’altra parte nel letto matrimoniale. Marco annuiva, ma dentro di sé ribolliva. Le sue notti erano un tormento: erezioni dolorose che non trovava sfogo, mani che scivolavano sotto le lenzuola mentre lei dormiva, masturbazioni silenziose e frustranti che lo lasciavano svuotato ma mai soddisfatto. Il suo cazzo, spesso e venoso, lungo quasi venti centimetri quando era completamente eretto, pulsava di una fame primordiale. Era stanco di venire da solo, immaginando corpi caldi e bocche avide.

Una sera, dopo l’ennesimo rifiuto gentile di Laura, Marco si chiuse nello studio. Il cuore gli batteva forte mentre apriva il portatile e accedeva a un famoso portale per scambisti e single aperti a incontri discreti. Sfogliò annunci di coppie, donne single, ma nulla sembrava funzionare. Messaggi inviati, risposte fredde o silenzi. La frustrazione cresceva. Poi, in una sezione dedicata a incontri maschili, trovò un profilo: "Alessio, 25 anni, discreto, appassionato di pompini profondi. Mi piace far venire gli uomini maturi. Solo orale, sicuro e senza impegno. Foto su richiesta."

Marco fissò lo schermo per minuti interi. Il suo cazzo si indurì immediatamente sotto i pantaloni del pigiama. Un uomo? Non aveva mai considerato l’idea seriamente. Era etero, sposato, innamorato di sua moglie. Eppure la lussuria era più forte di ogni dubbio. Le dita tremavano mentre scriveva il primo messaggio: "Ciao, ho visto il tuo annuncio. Sono curioso ma nervoso. Mia moglie non è interessata in questo periodo. Possiamo parlare?"

La risposta arrivò quasi subito: "Certo, tranquillo. Sono qui per farvi rilassare. Mandami una foto del tuo cazzo duro e vediamo se ti piace come succhio." Marco, con il respiro corto, abbassò i pantaloni, afferrò il suo membro turgido e scattò una foto. L’invio fu liberatorio e terrorizzante allo stesso tempo.

I messaggi si intensificarono nei giorni seguenti. Alessio descriveva con dovizia di particolari come avrebbe avvolto le labbra intorno alla cappella gonfia di Marco, come avrebbe leccato ogni vena sporgente, come avrebbe preso tutto in gola fino a far tremare le gambe. Marco combatteva con se stesso: "Sono pazzo? Un uomo che mi succhia?" Ma ogni sera, mentre Laura leggeva un libro sul divano con aria assente, lui si ritirava in bagno e si masturbava furiosamente immaginando quella bocca giovane e calda. La lussuria vinceva sempre.

Dopo due settimane di chat bollenti, Marco decise di fare il passo. "Voglio incontrarti. Con mia moglie presente, solo per guardare. Niente di più." Alessio accettò subito: "Perfetto. Mi eccita l’idea che lei veda quanto sei affamato."

L’incontro avvenne in un appartamento discreto in periferia, affittato per l’occasione da un amico di Alessio. Marco e Laura arrivarono in macchina, il silenzio nell’abitacolo era denso. Lei sapeva tutto: Marco le aveva confessato la frustrazione e lei, pur sorpresa, aveva acconsentito. "Se ti aiuta a stare meglio, va bene. Ma io guardo solo", aveva detto con una voce neutra, mista a una punta di curiosità morbosa.

Alessio aprì la porta. Era un giovane di venticinque anni, atletico, pelle olivastra, capelli neri corti e un sorriso malizioso. Indossava solo una maglietta aderente e pantaloni della tuta che lasciavano intravedere un rigonfiamento promettente. "Benvenuti", disse con voce calda, stringendo la mano a Marco e facendo un cenno rispettoso a Laura.

Si accomodarono in salotto. L’atmosfera era elettrica. Marco sentiva il cuore martellare. Laura sedeva su una poltrona laterale, le gambe accavallate, osservando in silenzio. Alessio si avvicinò a Marco, inginocchiandosi lentamente davanti a lui sul divano.

"Sei nervoso?", chiese il giovane, posando una mano sulla coscia di Marco.

"Molto. Ma ne ho bisogno", ammise Marco, la voce roca.

Laura guardava, il respiro leggermente accelerato. Non partecipava, ma i suoi occhi erano fissi sulla scena.

Alessio abbassò lentamente la zip dei pantaloni di Marco. Il cazzo del marito, già semi-eretto, balzò fuori pesante e caldo. La cappella era lucida, venata, di un rosa scuro intenso. Alessio emise un mormorio di apprezzamento: "Cazzo, è grosso e bello. Proprio come nelle foto."

Le sue labbra si aprirono, morbide e calde. Prima sfiorò solo la punta con la lingua, tracciando cerchi lenti intorno alla fessura da cui già usciva una goccia di liquido preseminale. Marco gemette, la mano che si posava istintivamente sulla testa del giovane. Laura osservava, le guance arrossate, senza dire una parola.

Alessio aprì di più la bocca, ingoiando i primi centimetri. La lingua lavorava instancabile, lambendo la parte inferiore del glande, succhiando con forza mentre scendeva sempre più giù. Il cazzo di Marco scivolava nella gola calda e stretta del ragazzo, che non aveva conati, prendendo quasi tutto fino alla base. Le guance di Alessio si incavavano per la suzione potente. Rumori umidi, osceni, riempivano la stanza: slurping, gorgoglii, il suono della saliva che colava lungo l’asta spessa.

Marco ansimava pesantemente. "Cazzo… la tua bocca è incredibile… più forte…" I suoi fianchi spingevano istintivamente, scopando la faccia del giovane con movimenti sempre più decisi. Alessio lo prendeva tutto, il naso premuto contro il pube di Marco, la gola che si contraeva intorno alla cappella pulsante. Con una mano accarezzava i testicoli pesanti, massaggiandoli delicatamente, mentre l’altra stringeva la base dell’asta per pompare in sincronia con la bocca.

Dalla sua poltrona, Laura vedeva ogni dettaglio: il cazzo del marito che scompariva tra le labbra carnose di Alessio, la saliva che colava sul mento del ragazzo, gli occhi di Marco rovesciati dal piacere. Sentiva un calore lontano tra le gambe, ma rimaneva immobile, affascinata e turbata.

Alessio accelerò, succhiando con voracità. La lingua guizzava, premendo contro la vena principale. Marco sentiva l’orgasmo montare come un’onda irresistibile. "Sto per venire… non fermarti!"

Con un grido gutturale, Marco esplose. Il suo cazzo pulsò violentemente nella gola di Alessio, schizzando getti abbondanti di sperma denso e caldo. Il giovane ingoiò tutto, senza perdere una goccia, la gola che si muoveva deglutendo avidamente. Continuò a succhiare piano, estraendo fino all’ultima goccia, pulendo la cappella con la lingua mentre Marco tremava per gli spasmi del piacere post-orgasmo.

Quando Marco si accasciò sul divano, esausto e svuotato, Alessio si alzò, leccandosi le labbra con un sorriso soddisfatto. "Buono il tuo sperma. Sapevo che ne avevi tanto accumulato."

Laura si alzò, aiutando il marito a ricomporsi. Non c’erano parole tra loro in quel momento, solo un silenzio carico di emozioni contrastanti. Si salutarono velocemente. Alessio rimase nell’appartamento, mentre la coppia uscì nella notte fresca.

In macchina, Marco prese la mano di Laura. "Grazie per essere venuta." Lei annuì, un sorriso piccolo sulle labbra. Il viaggio di ritorno fu silenzioso, ma qualcosa nell’aria era cambiato. La frustrazione di Marco si era sciolta, almeno per quella notte. Eppure, dentro di lui, il seme di nuove fantasie cominciava già a germogliare.
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