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Prime Esperienze

Il diavolo in canonica


di GuardoneMonello
24.12.2025    |    4.538    |    0 9.6
"" In quel momento sono diventato rosso e mi stavo realmente infuriando, ma poi lo Spirito Santo mi ha ricondotto verso più miti consigli..."
Mio Dio, mi pento e mi dolgo con tutto il cuore del mio peccato, avendo ceduto stupidamente alle lusinghe di Eva.
Accogli la confessione del tuo umile ministro.
Io, don Andrea, ammetto di non aver saputo cogliere il dono della solitudine e di averlo quindi rifiutato e abusato.
Non occorre che io spieghi alla Tua Onnipotenza come sono andate le cose.
Ho certamente offeso Te, infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni donna...e merito certamente i tuoi castighi, che nulla hanno a che vedere con le perversioni che satana mi ha messo in testa.

Come atto di coraggio, ti illustrerò comunque tutte le singole situazioni a cui il peccato mi ha condotto, non per offendere la Tua Presenza o per dubitare del Tuo Essere, ma per rendere consapevole me stesso della gravità di quanto commesso e così fare in modo che non accada mai più nessuna delle singole azioni di cui la mia anima si è macchiata.

Spero che questa mia testimonianza di pentimento sia gradita a Te, mediante l'intercessione della vergine Maria e di san Michele Arcangelo, che non invoco mai abbastanza in ogni battaglia contro la corruzione della carne e dello spirito.

Dunque, come ben sai la maggioranza dei miei fedeli si confessa la domenica, ma come pastore ho il dovere di essere sempre vicino alle esigenze spirituali dei Tuoi figli, quindi predispongo degli orari nei quali possono venire a confessarsi nei giorni feriali. Ora, mi è già successo in passato che qualche sorella lontana dalla Tua luminosa Grazia avesse qualche comportamento ambiguo nei miei confronti, quindi capitava che durante i nostri incontri approfittasse della nostra solitudine per mettere in atto comportamenti, come dire.. palesemente ambigui, a partire dall'abbigliamento poco consono.
In quei casi mi hai dato la forza per rispondere in modo amorevole ma fermo a quelle provocazioni, quindi invitavo la sorella a ricomporsi, ricordandole che il Tuo Amore è di natura ben diversa dal falso amore di...quella bestia!

Ah la voluttà, ah la concupiscenza, tutti peccati mortali che hanno trasformato il mondo in un cimitero di anime!
Un deserto in cui noi sacerdoti camminiamo e incontriamo anime sole, sole e bisognose di calore.
Ed è proprio qui che gioca quello lì, il tuo avversario, quando trasforma l'incontro di anime in un vergognoso, indecente, ignorante, viscido e sporco intreccio di corpi, in un atto di irriconoscenza verso il seme vitale che Tu ci hai donato.

Ah, Signore, ora penserai che io stia peccando di superbia, nascondendomi dietro la carne, dietro satana, volendo negare le mie responsabilità. Hai ragione, hai ragione, non sono degno, non ho timore.
Avrei dovuto accogliere la mia sorella Anna, con la preghiera, con il dialogo, con le opere buone.
Avrei dovuto individuare nei suoi occhi maliziosi e nelle sue ampie scollature una profonda solitudine e accompagnarla in un cammino pastorale che la portasse a impegnarsi in parrocchia, a conoscere nuove amiche e nuovi amici uomini, così magari avresti potuto concederle la grazia di sposarsi e di essere felice, formando una famiglia con un uomo pio, nella castità matrimoniale.

E invece no.. non è servito limitare le confessioni nei giorni feriali ai soli uomini celibi e alle coppie sposate in Te, dovendo tra l'altro giustificare la scelta ai fedeli con non poco imbarazzo.
Anna ha deciso di venirmi a trovare comunque. Era in lacrime. Ha bussato alla porta due, tre volte.
Il mio simpatico confratello di origini africane, frate Oluyemi, ha aperto la porta commosso dal pianto di Anna e mi ha implorato di fare un'eccezione alle mie regole, citando Isaia: 21,14.

"La nostra sorella ha bisogno di conforto." - mi diceva - "Gesù non l'avrebbe mandata via".
"Hai ragione, fratello, falla entrare" - gli ho risposto - "Ma restami accanto nella fede".
Anna piangeva come una fontana e singhiozzava.
Balbettando, è riuscita a dirmi di avere un urgente bisogno di confessarsi, in privato.
Così io ho chiesto a fratello Oluyemi di andare a prendere un bicchiere d'acqua per dissetare la bisognosa.
Intanto l'ho fatta sedere nell'ufficio dove di solito ricevo i miei parrocchiani, come ben sai.

Oserei dire, Signore, che quel bicchiere d'acqua è stato miracoloso, con tutto il rispetto per la Tua Maestà.
In pochi minuti l'umore di Anna ha subito un'inversione e sono riuscito a strapparle un primo sorriso.
Ah, il sorriso di una donna, Signore, se non fosse opera Tua bisognerebbe chiamarlo la porta dell'inferno!
E poi Anna è così bella, ha solo trent'anni, non è ancora maritata. Hai fatto proprio un bel lavoro quando l'hai creata.
Però non è solo una questione di bellezza, Signore.
Anna ha un tormento dentro, un tormento.. che la rende pericolosa, e molto!
Non lo so, sarà perché è sola, sarà perché è giovane, sarà perché è...lasciamo perdere, ho già peccato in pensieri.
Hai visto con che insistenza ha tentato di aggirare le mie restrizioni alle confessioni? E ci è riuscita!
Sì è introdotta con l'inganno nella Tua casa e mi ha fortemente condizionato a profanarla, roba da non credere..

"Padre, la ringrazio molto, davvero" - mi diceva - "Posso parlarle del mio problema?"
"Dimmi, figliuola, sono qui per questo".
"Ecco, frate Olu, puoi lascarci soli? È una questione delicata.."
"Non capisco, sorella" - ho aggiunto io - "Frate Olu è qui per sostenerci nella preghiera".
"Lo so, lo so, padre, lui è simpaticissimo, ma davvero la mia questione è troppo privata.. mi vergognerei".
"Nessun problema, sorella" - è intervenuto il frate - "Non sarò io d'intralcio alla Provvidenza".
Frate Olu è sempre profondamente timorato e obbediente, un cristiano molto migliore di me.
È uscito dall'ufficio chiudendo la porta.

E così io e Anna siamo rimasti soli, come Gesù era solo nel deserto, come padre Pio era solo nella sua cella.
Anna quel pomeriggio indossava un tailleur di colore bianco, con sotto una camicia nera, molto sbottonata.. troppo.
Ogni tanto si portava il fazzoletto che le avevo dato vicino agli occhi, fingendo che ancora scorresse qualche lacrima e solcasse il suo splendido viso. Era molto elegante e graziosa, sia nell'abbigliamento che nell'acconciatura molto curata.
"Allora, sorella, in che modo posso aiutarti?"
"Padre, carissmo padre" - mi diceva sospirando - "Tu mi devi aiutare a capire una cosa".
"Dimmi tutto. Sono qui per questo. Te l'ho già detto".
"Lo, so, mi vergogno a chiederlo a te, ma..."
"Ma?"
"Ma ecco, padre, tu sei l'unico uomo di cui ancora mi fido.."
"Queste sono affermazioni forti, cara sorella, ma non corrispondono al vero".
"Con tutto il rispetto, padre, ma tu che ne sai? Sei forse nella mia mente?"
"Certo che no, ma intuisco intenzioni non limpide e trasparenti nei miei confronti, sorella".
"Devo essere trasparente? Vabbè, io voglio sapere da te perché voi uomini avete bisogno di tradire.."
"Tradire? Ma cosa mi tocca sentire? Non è affatto vero che noi uomini siamo tutti così."
"Ah, no? E come mai di tutti i maschi che ho conosciuto io, non ce n'è stato uno e dico uno capace di tenersi l'uccello nelle sue mutande, parlando con tutto il rispetto?"
"Queste, Anna, sono affermazioni false e peccaminose. Non me le aspettavo da parte tua."

La discussione diventava sempre più calda e perversa e io ho perso la capacità di restare fermo nella mia fede.
"Vabbè, padre, sai che ti dico? Da oggi divento anch'io come loro!"
"No, Anna, non commettere questo errore. Non lasciare che gli errori degli altri sporchino la tua anima".
"Padre, ma pure lei.. ma secondo te Gesù mi manda all'inferno per questo?"
"Ne sono certo! Ci sono stati santi che hanno combattuto tutta la vita per la castità!"
"Ma Gesù ci ha donato la vita affinché potessimo goderne, nella gioia con i fratelli. Questo mi insegni."
"Sì, per goderne, non per sprecarla.."
"Ma io non spreco niente, faccio esperienza e poi mi faccio una famiglia, anche se ne dubito...con questi uomini!"
"Anna, per favore, non proseguiamo oltre su questo terreno scivoloso!"
"Ma perché, padre? In fondo lo so che Lei, anche se si nasconde, è donnaiolo come tutti gli altri."

In quel momento sono diventato rosso e mi stavo realmente infuriando, ma poi lo Spirito Santo mi ha ricondotto verso più miti consigli.
"Adesso basta, Anna, hai passato il segno." - le ho risposto - "I tuoi problemi sentimentali vanno risolti con la preghiera e la grazia del Signore. Stasera dici quattro Padre Nostro e tre Ave Maria."

E poi ho proseguito: "Dominus noster Jesus Christus te absolvat: et ego auctoritate ipsìus te absolvo ab omni vinculo ex communicationis, (suspensionis), et interdicti, in quantum possum, et tu ìndiges. Deinde ego te absolvo a peccatis tuis, in nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti. Amen."

Mentre pronunciavo la formula di assoluzione, Anna si è sbottonata completamente la camicetta che aveva sotto il tailleur e mi ha mostrato le tette.
Io, buon Signore, non vedevo una tetta da trent'anni, così non ho potuto resistere al suo invito a leccarle.
Lei mi ha afferrato la tonaca con le mani ed ha avvicinato le sue labbra alle mie, quindi mi ha baciato.
È stato un bacio talmente lungo e profondo da ravvivare le mie memorie adolescenziali, ma non avevo mai avuto un rapporto completo, per carità Tua.
Sono stato talmente impacciato nel baciarla, che la mia saliva alla fine è gocciolata dal suo mento.
"Com'è bagnato il bacio di un prete!" - così mi prendeva in giro - "Adesso vediamo il suo cazzo!"

Oh Signore benedetto, Re del Cielo e della terra e di tutte le cose visibili e impensabili, non posso descriverti l'indescrivibile e immemore sensazione che ho provato quando Anna mi ha sollevato la tonaca e mi ha toccato il membro sui pantaloni. Faceva il solletico ai miei coglioni, poi afferrava il cazzo, sbottonava, tirava giù la zip, infilava una mano monella nelle mutande e con l'altra.. mi tirava giù i calzoni.

"Ah, ah, don Andrea, adesso stai più fresco, ti piace?"
"Non ho parole. Sei diventata matta".
"Ma no, quale matta, don André? Siete voi matti a non scopare mai.."
"Non è vero, imbrogliona!" - ho aggiunto - "Tu ti sei introdotta con l'inganno!"
"Don André, ma che dici? Sei tu che mi hai leccato le tette. Fattelo succhiare e stai zitto".

MI ha fatto il primo pompino della mia vita, una cosa eccezionale, almeno per me.
Mi ha fatto il solletico con la punta della lingua lungo tutta l'asta del pene, poi ci è andata giù pesante.
Se lo prendeva tutto fino in gola, poi nell'estrarlo stringeva la bocca sulla corona del glande e ogni tanto toccava le palle.
Intanto io contemplavo dall'alto i suoi capelli così eleganti e il moto armonico del suo capo, eccitandomi ancor di più.

Signore, perdona l'impudenza con cui ti sto dolorosamente ricordando queste mie ignominie, soprattutto mi scuso per far trasparire il piacere che ho realmente provato in quell'occasione. So che non dovrei, ma che ci posso fare?
Quella donna è un vero demonio. Voleva comandarmi lei al posto Tuo.

Ti ricordi cosa ha fatto? Mi ha ordinato di raccogliere il mio seme in un bicchiere.
E poi.. ha voluto che le servissi in quel bicchiere il vino che usiamo per le comunioni?
Ma roba da pazzi, da pazzi...io questa la devo raccomandare a un bravo esorcista, ma proprio bravo, eh?
Abbiamo bevuto il vino e poi si è messa in una posizione altamente umiliante, per me.
Mi ha fatto inginocchiare sotto la sua gonnella e mi ha fatto leccare la sua patata. Anche quella era la prima volta.
Mi ha detto per filo e per segno dove dovevo mettere la lingua e se sbagliavo mi dava una sberla.
Mi ricorda tanto le agiografie dei santi, quando il demonio li picchiava durante le possessioni.
Poi mi ha fatto distendere supino sul pavimento del mio ufficio e si è seduta su di me.

Ormai era tutta nuda, quella scellerata! Quella senza Dio! Quella troia!
Perdonami, perdonami se mi rivolgo in questo modo a una sorella che ha smarrito la via, ma è stato davvero troppo.
Mi ha messo un preservativo che aveva nella borsetta (cosa mi è toccato sopportare) e mi ha cavalcato come se non ci fosse un domani, come se stesse galoppando verso il suo concerto preferito. Non di musica sacra, suppongo.

Colpo dopo colpo, gemito dopo gemito, la maledetta mi ha portato a sborrare di nuovo, stavolta in modo molto più copioso, tanto da farmi sporcare persino la tonaca e il pavimento! Lo sperma è uscito tutto dal preservativo.
Proprio in quel momento frate Olu è entrato, ha constatato il peccato consumato ed è svenuto.
Oh, me meschino, me superbo, ora mi sento in colpa anche per aver turbato l'anima santa del povero frate Olu, il quale deve essersi spaventato per le urla di quella.. ehm, poveretta.

Ora lui sta bene, ci ho parlato e l'ho deluso profondamente, ma mi ha perdonato.
Adesso è lui il parroco, come è giusto che sia. Io invece sono stato mandato in missione, in Africa, insieme ad Anna.
E già perché lei non sembra, Signore, ma è una brava ragazza, anche se non dovrebbe provarci con i preti.
Io l'ho chiamata in modi poco rispettosi e sono sinceramente pentito di averlo fatto, perché lei si spende molto per gli altri e non merita di essere giudicata male per una debolezza.. mia.

Ti imploro di perdonarmi, o Signore, per aver tradito la mia promessa di castità, ma nello stesso tempo ti ringrazio per aver creato la donna.

Sempre sia lodato. Amen.
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