Lui & Lei
La scostumata
02.09.2025 |
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"Non osa più toccarmi, temendo di essere respinta e di non essere credibile come mia fidanzata da parte di chi mi segue..."
L'estate è fatta per rilassarsi, si sa, ma anche per vivere emozioni inaspettate.Mi piace andare al mare da solo. Puoi concentrarti meglio sulla contemplazione e sull'immaginazione.
Sono le cinque del pomeriggio e io sono immerso nella lettura del mio romanzo preferito, quello che attendevo da tanti anni di cominciare a leggere, dopo aver aspettato molto tempo, per paura che mi rivelasse verità imbarazzanti.
Un romanzo che parla di vicissitudini umane, sguardi negati, amori e delusioni.
Una complessità di vicende che sarebbe stata presto interrotta dall'apparente banalità della natura.
Fa caldo, ma mi sono rifugiato sotto l'ombrellone, disteso, rilassato sul lettino e completamente abbandonato al servizio massaggi della brezza marina. A volte mi viene la pelle d'oca, ma non so se sia dovuta al vento o alle emozioni che la lettura mi procura. Sono su un altro pianeta, completamente nei panni dei protagonisti del libro...per ora.
Chi oserebbe rompere quel momento di grazia? E con quale pretesa?
Forse le meschine vicende del mondo reale potrebbero svegliarmi dal mio sogno profondo?
Bisogna avere dei motivi molto validi per interrompere la mia lettura senza farmi andare in bestia, eppure..
Eppure un'allegra comitiva composta da tre ragazze si avvicina in modo chiassoso al mio lettino, al seguito del bagnino.
Prendono posto sotto l'ombrellone davanti al mio. La loro vivacità mi costringe ad alzare gli occhi dal testo.
Hanno tutte tra i venti e i venticinque anni, presumo. Mi accorgo subito dello stile minimalista dei loro costumi da bagno.
Lacci, laccetti e fiocchetti offrono poco spazio all'immaginazione. Lo slip lascia scoperte gran parte delle natiche.
Penso che non devo lasciarmi trasportare dalla mia pulsione in quel momento, quindi reprimo la mia prima erezione con un bel respiro e torno a concentrarmi sul testo, o almeno...queste sono le mie intenzioni.
Non so per quale motivo, ma in quel momento si verifica nel mio cervello una vera e propria guerra tra due storie: una narrata nel romanzo e l'altra raccontata dalle mie vicine di ombrellone.
Non riesco a mettere a tacere l'altra storia.
La mia razionalità deve arrendersi.
Tra il racconto di un uomo deluso dal suo migliore amico e le avventure gioiose di tre giovani donne, la mia mente preferisce le bravate piccanti delle mie chiassose vicine, anche e soprattutto perché sono reali e ho una certa probabilità di interagirvi, seppur molto bassa. Ascoltare le loro storie è come leggere un libro, ma meno faticoso.
Di cosa parlano?
Beh, di quello che avevano combinato la sera prima nei locali, dei vestiti che avevano indossato, dei ragazzi con cui avevano trascorso la serata. Il tutto condito da frequenti risatine e...svapi di sigarette elettroniche.
Odio le sigarette elettroniche. Non sopporto il tabacco ipocrita travestito da profumo.
In quel momento la mia mente trova, inconsciamente, un piccolo trucchetto per ingannare ancora una volta la mia ragione. Che scusa inventare per interagire con quelle ragazze?
Semplice, far loro presente che mi dà fastidio l'odore dello svapo.
So benissimo che è assolutamente legale fumare in spiaggia, ma evidentemente il mio cervello maiale deve trovare un pretesto per attaccare bottone.
Mi alzo dal lettino, depongo il mio libro e mi avvicino al loro ombrellone.
"Scusate il disturbo, ragazze. Volevo solo dirvi che l'odore della sigaretta elettronica mi dà fastidio. Potreste gentilmente allontanarvi?"
"Ma anche no!" - risponde una di loro - "E dove dovremmo fumare, secondo te? A casa tua?"
"Ok, scusate. So che non è illegale. Ve lo chiedevo gentilmente.."
"Non possiamo farti niente. È il nostro ombrellone." - aggiunge un'altra di loro - "Puoi allontanarti tu, se ti dà così fastidio."
"Ok, scusate" - ripeto ancora io, come un babbeo.
"Di niente, stai tranquillo.." - mi risponde la terza signorina.
Mi volto e torno sotto il mio ombrellone, mentre ascolto risatine e commenti da parte delle ragazze.
Mi ristendo sul lettino e fingo di tornare a leggere il mio libro, per difendermi dall'imbarazzo dei loro sguardi.
Continuo ad ascoltare le loro chiacchierate, ma ora mi accorgo che l'oggetto dei loro scambi di battute sono io!
Ogni tanto distolgo lo sguardo dal libro e noto che una di loro mi guarda in modo sfidante, mentre svapa con una mano e con l'altra si arriccia i capelli.
Sto vivendo i cinque minuti più intensi e duraturi della mia vita. Ora anche quell'odore mi piace di più.
Poi la tensione cala e le ragazze tornano a parlare d'altro. Anch'io torno a capire qualcosa del mio romanzo.
Giunge il tramonto. Io intanto ho evitato di fare il bagno in mare nello stesso lasso di tempo delle ragazze, sia per avere un po' di tregua sotto l'ombrellone, sia per non dare l'impressione di provarci con loro.
Tutte mie tare mentali. Ora devo fare la doccia, cambiarmi e andare a casa.
Davanti alla doccia delle donne c'è una fila chilometrica, mentre davanti a quella degli uomini ci sono solo due ragazzi.
Mi metto pazientemente in coda e attendo il mio turno. Giro il capo verso sinistra e incrocio lo sguardo delle ragazze, che fanno la fila alla fine della coda femminile, dietro almeno una ventina di altre donne.
La stessa ragazza che mi aveva osservato intensamente qualche ora prima, adesso ricambia ancora il mio sguardo.
Chiede alle sue amiche di mantenerle la borsetta, prende la sua sigaretta elettronica e poi si avvicina verso la fila maschile.
Si avvicina verso di me. E ora cosa vorrà, sta scostumata?
Sto sudando di vergogna e di piacere. Per fortuna devo ancora fare la doccia.
"Ehi, ciao" - mi dice lei mentre mi svapa in faccia - "Ho visto come mi guardavi.."
"Non capisco cosa vuoi dire" - le rispondo.
"E dai, non fare il finto tonto" - aggiunge - "So benissimo che il fumo era solo una scusa!"
"In realtà no" - replico - "Mi dà fastidio davvero, quindi dovresti andartene perché questo NON è il tuo ombrellone."
"Ma è una spiaggia pubblica" - risponde lei, mentre ride.
"Certo che hai sempre la battuta pronta tu, eh?"
Continua a svapare imperterrita, poi mi mette una mano sulla mia spalla nuda.
"Senti, hai visto che fila che abbiamo noi? Mi faresti fare la doccia con te?"
"Ma sei matta? E le tue amiche?" - le domando io, mentre le tolgo il braccio dal mio corpo.
"Loro faranno la fila" - mi risponde - " Non dirmi che preferisci loro.."
"Io non preferisco nessuno, scostumata" - replico - "Farò la doccia io e basta, nel rispetto delle regole."
"Uffa, tu e ste regole!" - esclama - "Ma tu ogni tanto scopi pure?"
"Ma come osi? Signorina?" - aggiungo - "Lasciami in pace, va.."
"E no, caro, io farò la fila con te. Questa è una spiaggia pubblica. Non puoi impedirmelo. E continuerò a svapare vicino a te, fino a quando non mi avrai dato il permesso di entrare in doccia.."
A quel punto penso che sarebbe meglio ignorarla.
Si posiziona accanto a me e segue la fila lateralmente, mentre altri uomini si accodano dietro di noi.
Non osa più toccarmi, temendo di essere respinta e di non essere credibile come mia fidanzata da parte di chi mi segue.
Sta arrivando il mio turno. Devo prendere una decisione rapida.
Lo fa il mio inconscio al posto mio. Abbraccio la scostumata e la bacio in bocca.
Lei, tutta contenta, corre dalle amiche e prende le sue cose, poi ritorna da me, finalmente senza sigaretta.
Entriamo insieme nel box doccia. Appendiamo le nostre borse da mare.
Io le offro il mio bagnoschiuma, lei il balsamo per i capelli.
Mi chiede di lasciare socchiusa la porta del box, in modo che non si capisca bene se la doccia sia ancora occupata.
Apro il detergente e mi strofino il torace, mentre lei mi abbassa il costume e mi strofina il cazzo.
"Suca!" - le dico - "Suca!"
Lei obbedisce. Si avventa sul mio glande e lo importuna in tutti i modi.
Ha una bocca grande grande, mi sembra una voragine senza fine.
Le piace farmi sentire il risucchio...meno male che il rumore dell'acqua nella doccia copre tutto!
Io le slaccio entrambi i pezzi del costumino e li lascio cadere nella doccia, poi le consegno la mia mano.
"Infilala dove più ti piace" - dichiaro.
Lei si massaggia la vagina, la apre, la bagna.
"Sono pronta" - mi dice - "Fammi vedere che uomo sei!"
Io la piego a novanta e la sfondo.
Un, due, tre cicli di penetrazione, di respiri intrecciati, di saponi voluttuosi.
Tutto termina con un enorme orgasmo dei sensi.
L'acqua è finita da molto tempo, ormai. E i maschioni bussano alla porta.
Lei esce nuda dal box doccia senza neppure salutarmi.
"E mamma mia...un po' di pazienza! Non avete mai scopato in doccia?"
Mi ha usato come uno di quei suoi giocattolini che mette sempre in bocca.
Che scostumata!
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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