Prime Esperienze
Il giardiniere ed il suo dipendente
07.01.2026 |
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"In albanese sento che si dicono qualcosa, ci alziamo ed andiamo in camera dove il baldo maschio si distende sul letto io mi metto a pecora e lo succhio mentre il giovane mi tappa il culo con quel..."
Novembre, fine settimana, quando il sabato diventa, non un motivo per riposare ma bensì per pulire ordinare e sistemare casa. Fatta colazione, mi muovo in direzione lavanderia a gettoni, dove dopo anni di frequentazione, ancora cerco il NICK CAMEN della pubblicità.
Mentre sono ipnotizzato dall’oblò della lavatrice, intento nella produzione di post sui social, mi arriva una telefonata, un conoscente giardiniere albanese che mi chiede aiuto per smaltire ramaglie di pulitura di un giardino.
Sorrido ed al telefono cerco di scaricare la situazione, che però diventa sempre più intrigata, intrigante e complessa.
Prendo del tempo per terminare anche l’asciugatura dei miei panni, piegando i miei slip ecco che un messaggio con foto mi dice che mi aspetta al bar, rispondo con la foto dei miei slip e la risposta è benzina sul fuoco.
“Vieni vieni che dopo ti faccio vedere i miei di slip”, termino in velocità la piegatura dei panni asciutti e parto direzione casa, bar, caffè e…
Arrivando al bar, trovo non solo l’aitante maschione fuori ai tavolini con caffè sigaretta e occhiali da sole alla moda, ma anche una schiera di suoi dipendenti sorridenti e amicali.
Subito sono invitato a sedermi ed a ordinare qualcosa, beviamo parliamo, fumano e fumano e quanto fumooo, mi chiede una mano di conoscenza e possibilità per lo smaltimento, ci vuole un po di tempo e riesco a risolvere la cosa, dandoci appuntamento per dopo pranzo.
Arrivo a casa sistemo i panni ed un nuovo messaggio, veniamo a pranzo da te cosa vuoi mangiare… no cucino io, ma niente da fare cinque baldi maschioni mi arrivano in casa con polli arrosto patatine e spiedini di carne. La riserva di bottiglie di vino è gradita ai ragazzi ci rilassiamo in terrazza al sole, che stranamente a novembre riscaldava davvero bene.
Parlano tra di sé in albanese, toccandosi ripetutamente il pacco, sorrido ed intuisco che volevano sapere dove era il bagno, faccio cenno di seguirmi e lo mostro.
Colgo l’occasione per andare in camera e passando davanti al bagno noto che andavano tranquilli senza chiudere la porta; che voglia e che curiosità, ma temo reazioni negative, fin quando non tocca a lui il capo che arriva entra mentre io sono a lavarmi i denti e tirando fuori tutta la sua prestanza inizia ad orinare… sorride e muove quella mazza quasi a segarsi.
Imbarazzato ma voglioso, mi avvicino e subito lui mi poggia una mano sulla spalla e mi spinge giù, poi si gira verso di me e quel cazzone ancora gocciolante me lo ritrovo sbattuto in faccia.
“Lo vuoi” mi dice con voce profonda, “prima facciamo e poi ci divertiamo” prosegue ridendo e rimettendo il cazzo negli slip.
Uscendo dal bagno subito entra il suo secondo, un ragazzetto giovane bello piazzato che calandosi subito il pantalone della tuta mostra un bel cazzo tozzo e largo, dice un qualcosa in albanese e dalla terrazza sento rispondere… “gli piace gli piace”.
Andiamo all’isola ecologica e conferito il tutto io saluto, ma il titolare della azienda mi blocca e mi dice che lui ed il suo dipendente mandano a casa gli altri e si soffermano per un altro lavoro.
Andiamo al bar prendiamo un caffè e loro comprano una bottiglia d’amaro, torniamo a casa mia… e spogliatosi il bel maschione albanese mi invita ad annusargli i piedi, nel mentre beve a canna alla bottiglia d’amaro e la passa al giovane il quale sedutosi su di una sedia, si toglie anch’egli le scarpe e mi poggia i piedi sul culo. Sono tra le gambe possenti odoro lo slip che sta esplodendo, il cazzo è enorme e largo, bagna completamente lo slip, io ho voglia e nel mentre il giovane ravana con il piede, toltosi il calzino, il mio buco del culo, e bevono.
Afferro lo slip del capo e lo tiro via, come un pitone ingoio subito tutto il liquidò sopra la cappella, lui butta la testa indietro e gode, il giovane si butta a terra sul tappeto ed inizia a leccarmi il culo, la sua lingua è enorme e calda, le sue mani afferrano il mio piccoletto e lo stringono, iniziando a segarlo.
In albanese sento che si dicono qualcosa, ci alziamo ed andiamo in camera dove il baldo maschio si distende sul letto io mi metto a pecora e lo succhio mentre il giovane mi tappa il culo con quel cazzo a forma di tappo da damigiana.
Inizia un movimento ininterrotto e ben organizzato, il giovane prende vigore ed inizia a spingere, mi prende i capezzoli e mi munge, incitando lui ed il suo capo a scoparmi con un accento tra italiano e albanese che mi fa impazzire.
Cambio adesso il capo mi scopa ed il giovane si fa spompinare, ma mentre il maschione entra il giovane mi bacia con tanto di lingua morbida e succosa, anche il capo vuole baciarmi e mordendomi sul collo e tirandomi per i capelli mi tira a se, sono due furie del sesso, come se non lo facessero da tempo. Nella loro lingua si dicono tante cose, ridono e si battono i pugni, inutile dire che il capo scopa egregiamente come il migliore dei porno attori e quando sborra, mi tira giù dal letto mi tiene la testa e mi inonda la bocca la barba e la gola con la sua sborra calda, e dal momento che sono già lì in ginocchio anche il giovane mi spruzza la faccia con la sua sborra liquida come piscio.
Sono in ginocchio nel bagno ed entrambi mi pisciano addosso, mi lasciano lavarmi e dopo tra giri di amaro e birra scopiamo allegramente fino a tarda sera, quando richiamato dalla moglie il capo deve rientrare, lasciandomi in custodia il dipendente da riportare a casa.
Una volta a casa, il giovane mostrandomi casa e camera sua ha approfittato e mi ha scopato nuovamente, il cazzo nodoso e largo i fianchi belli larghi quelle cosce belle sode, la pancia giovane con quel pelo liscio, baci appassionati e parole in libanese e italiano che mi hanno fatto impazzire, sborro io tra le sue cosce, le lui mi sborra sul petto chiedendomi di non lavarmi subito. Dobbiamo rivederci…
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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