Prime Esperienze
Il primo incontro con Giulia
OneNightLong
16.07.2025 |
4.039 |
2
"Ma il tono di lei è strano: né triste né ironico, più come chi ha già smesso di aspettarsi qualcosa..."
Luca ha trent'anni, una vita semplice e ritmata. Vive da solo, lavora come tuttofare per una piccola ditta di manutenzioni e si tiene in forma andando a correre la mattina presto, quando le strade sono ancora silenziose e il sole comincia appena a sorgere.Non si considera particolarmente speciale: alto il giusto, occhi chiari, capelli castani corti, un fisico asciutto guadagnato più per abitudine che per vanità. Gli piace tenersi occupato, avere qualcosa da aggiustare, sistemare, riparare. Certe giornate iniziano tutte uguali, ma altre – come quella – iniziano con una chiamata inaspettata.
La voce al telefono è calma, femminile, leggermente roca. «Ciao, mi chiamo Giulia. Abito appena fuori città… sono senza corrente da stamattina. Puoi passare?»
Luca annuisce, anche se al telefono non si vede. Ha già preso l’attrezzatura quando lei gli dà l’indirizzo.
Arriva una mezz'ora dopo. La villa è moderna, ampia, immersa nel verde. Un lungo viale privato lo porta davanti a un ingresso luminoso. Già da fuori si nota il silenzio. Niente bambini, niente cani che abbiano, solo il fruscio degli alberi e il rumore del suo furgone che si ferma lentamente.
La porta si apre quasi subito.
Giulia è lì. Sulla cinquantina, forse poco più. Capelli castani leggermente mossi, raccolti alla meno peggio, lineamenti decisi, occhi chiari e sicuri. Indossa una vestaglia di seta color sabbia, corta, annodata in vita. Il tessuto ondeggia leggero a ogni suo movimento, lasciando intuire il profilo del suo corpo. Nulla di volgare, ma qualcosa nel suo portamento fa capire subito che è una donna abituata a essere notata.
«Ciao, tu devi essere Luca», dice con un sorriso. «Grazie per essere venuto così in fretta.»
«Nessun problema», risponde lui, cercando di mantenere lo sguardo sui suoi occhi, nonostante l’evidente difficoltà.
Lei lo fa entrare, camminando davanti a lui verso il quadro elettrico, che si trova nel ripostiglio, vicino alla zona lavanderia. «Stamattina è saltata di colpo la corrente. Stavo stirando... poi il buio. E io che odio il silenzio completo», aggiunge con un sorriso ironico.
Luca si mette subito al lavoro. Mentre controlla i cavi e apre il pannello, Giulia torna in cucina. Ogni tanto passa alle sue spalle, sistemando qualcosa, dando un’occhiata ai suoi movimenti. La vestaglia, corta e leggera, si solleva appena quando si china, e a ogni passo lascia intuire che sotto non c’è né reggiseno né molto altro. Luca si concentra, o almeno ci prova.
«Tuo marito non ha potuto sistemarlo?» chiede, giusto per rompere il silenzio.
Giulia ride appena. «Il mio marito è in Germania da una settimana. Viaggia per lavoro. Torna forse venerdì… forse. Sai com’è, gli imprenditori sono sempre in giro… e le mogli a casa a cercare di non impazzire.»
«Capisco», dice lui, anche se non capisce davvero. Ma il tono di lei è strano: né triste né ironico, più come chi ha già smesso di aspettarsi qualcosa.
Dopo venti minuti, Luca trova il problema: un salvavita difettoso e un fusibile bruciato. Roba da poco.
«Tutto sistemato. Prova ad accendere qualcosa.»
La luce del soggiorno si riaccende subito. Giulia sorride. «Perfetto. Sei un mago.»
«Solo uno che si sporca le mani ogni giorno», risponde lui, alzandosi.
Lei lo guarda, poi gli fa un cenno verso il salotto. «Hai due minuti? Ti offro un bicchiere d’acqua. È il minimo.»
Luca esita, ma poi accetta. È sudato, ha ancora mezza giornata di lavoro davanti… ma qualcosa nella voce di Giulia lo trattiene. Qualcosa che va oltre la gentilezza.
Si siede sul divano moderno color tortora, mentre lei gli porge un bicchiere. Si siede accanto a lui, accavallando le gambe con lentezza. Il bordo della vestaglia si solleva appena, e Luca cerca di non fissare.
«Sai che non sei come mi aspettavo?» dice lei, rompendo il silenzio.
«In che senso?»
«Pensavo arrivasse il classico tecnico trasandato… invece sei quasi elegante per essere uno che smonta contatori», dice, ridendo piano.
Luca arrossisce leggermente, ma sorride. «Non mi capita spesso di fare interventi in ville così…»
«E nemmeno a me di ricevere tecnici così… giovani», risponde lei, abbassando lo sguardo per un attimo, poi tornando a fissarlo con una nuova intensità.
La tensione sale. Non improvvisa, ma graduale. Come se entrambi avessero intuito che quel pomeriggio, iniziato come tanti, non sarebbe finito nello stesso modo.
E quando, poco dopo, Giulia si avvicina un po' di più… il vero guasto, forse, non è solo nel quadro elettrico.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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