Prime Esperienze
Pensieri
06.10.2025 |
2.021 |
7
"Ogni oggetto nella stanza le racconta qualcosa di sé: le note scritte a mano, le fotografie, le lettere mai spedite..."
La strada è un tumulto di rumori. Jasmina resta ferma alla fermata, il cappotto stretto intorno al corpo. I suoi occhi brillano sotto la luce dei lampioni. Il vento porta con sé odori di fumo, di cibo dalle vetrine, di pioggia lontana. Uomini poco lontano fischiano, ridono, lanciano parole affilate come pietre. La sua bellezza è scudo e arma insieme, ma loro vogliono ridurla a preda.
Jasmina non distoglie lo sguardo. Sulle labbra porta un silenzio freddo, quasi beffardo.
«Il sorriso è un dono», pensa tra sé, «e non glielo concederò. Non a loro.»
Dentro di sé un pensiero più profondo: quegli uomini non capiscono. Non sanno chi è davvero. Ama sia donne sia coppie, e questo li confonde, li irrita. Loro fanno male, ma lei non ha scelto di ferirli: ama e desidera liberamente, e per questo viene giudicata. Il cuore le si stringe per la contraddizione: desidera vicinanza, desidera essere capita, ma sa che la libertà ha un prezzo.
Quando arriva il tram, sale senza fare un gesto. Il vetro che la separa dalla strada è come una barriera tra due mondi. Fuori il caos, dentro, calma e determinazione sul volto. Si siede accanto al finestrino, le mani intrecciate sul grembo. Guarda le luci della città scorrere come piccole stelle in fuga. Ogni riflesso le parla di sé, di una forza che pochi conoscono e molti temono.
A casa lascia cadere il cappotto sulla sedia. La stanza è piccola, ma profuma di lei: lavanda, un velo di profumo rosa, candele sparse. Sul tavolo libri aperti, appunti, uno specchio che riflette la sua immagine con una precisione quasi dolorosa.
Si siede davanti allo specchio. Osserva il proprio volto, la linea delle labbra, le delicate ombre intorno agli occhi. Nel riflesso c’è una donna bella e ribelle – ma nel profondo risuona un’altra voce: «Quanto ancora dovrò lottare per essere ciò che già sono?»
Un pensiero la attraversa: gli uomini cercano di usarla perché non comprendono la sua libertà, la sua capacità di amare sia donne sia uomini. E il loro dolore o la loro rabbia non sono colpa sua, eppure le feriscono. Ricorda momenti passati, sguardi pieni di giudizio, parole che pesano come macigni. Eppure, dentro di sé, sente la forza di rimanere fedele a se stessa, di non piegarsi mai.
Con calma si toglie l’orecchino e lo posa sul tavolo, accarezzando il viso con la mano. La bellezza la opprime. Sembra che il mondo la veda solo per possederla, giudicarla, respingerla. Ma dentro di lei c’è un rifugio segreto, un luogo intatto dove può respirare senza paura, dove può essere libera di amare e di desiderare senza spiegazioni.
Si alza, si muove lentamente tra i libri, sfiora le pagine con delicatezza. Ogni oggetto nella stanza le racconta qualcosa di sé: le note scritte a mano, le fotografie, le lettere mai spedite. Tutto parla di vita, di scelte, di libertà.
Infine spegne la lampada. Nella stanza rimangono solo il suo respiro e il silenzioso ticchettio dell’orologio. Seduta sul pavimento, Jasmina chiude gli occhi. Per un attimo il mondo esterno scompare. C’è solo lei, la sua verità, e la consapevolezza che nessuno potrà mai rubarle chi è davvero.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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