Racconti Erotici > Prime Esperienze
> Proseguo di:un piccolo tradimento inaspettato.La mia prima volta
Prime Esperienze
Proseguo di:un piccolo tradimento inaspettato.La mia prima volta
13.03.2020 |
708 |
3
"Sentivo i glutei che si aprivano e si chiudevano sotto la sua presa, e tra le mie pieghe iniziava a colare un rivolo caldo, lento, inevitabile..."
All’udire quelle parole, mi voltai verso il letto. Sotto le lenzuola, immerso nella penombra, intravedevo il corpo del mio ragazzo, appena desto. Le sue spalle larghe, nude, tradivano l’assenza della maglietta che di solito indossa, anche nelle notti più torride d’agosto. Intuii che fosse completamente nudo.Di solito, i suoi risvegli notturni erano brevi episodi di tenerezza: un abbraccio, un bacio sussurrato, poi il sonno che ci avvolgeva di nuovo. Ma quella sera qualcosa nell’aria era diverso. Forse era il ricordo ancora vivido di ciò che avevo appena vissuto, o forse era solo il mio corpo che non riusciva a saziarsi.
Mi avvicinai a lui, indossando solo l’essenziale, e mi distesi al suo fianco. Lo baciai piano, sussurrando “Notte, amore mio”, con la speranza che il rituale si compisse come sempre. Ma lui, invece di stringermi con dolcezza, lasciò che la sua mano scivolasse decisa proprio lì, tra le mie cosce, dove non più di un’ora prima un altro uomo aveva lasciato la sua traccia.
I suoi occhi si aprirono lentamente. Poi, come se il corpo avesse percepito prima della mente, mormorò con un filo di voce:
— Ma cosa hai fatto... sei completamente bagnata. —
Un brivido mi percorse la schiena. Ricordai una lezione preziosa, insegnatami da chi sapeva come sopravvivere all’evidenza: "Anche davanti alla verità, nega. Sempre."
E così feci.
— Amore… mentre tornavo a casa, ho pensato a te. E ho cominciato a desiderarti. —
Le mie parole furono come benzina sul fuoco. Con un gesto felino, si sdraiò sopra di me.
— Hai fatto la brava? — sussurrò, mentre le sue mani cominciavano a esplorarmi.
— Ma certo, amore. — risposi, con un sorriso che cercava di mascherare il rossore e la tensione che mi stava salendo alla gola. Per fortuna, la stanza era immersa in una dolce penombra: se avesse potuto vedere la mia espressione, forse avrebbe capito tutto.
E invece funzionò.
— Allora ti meriti una ricompensa. —
Senza attendere oltre, lasciò che il suo desiderio trovasse la via tra le mie cosce ancora umide, penetrandomi con naturalezza, senza incontrare resistenza. Cominciò a muoversi dentro di me con passione crescente, mentre io cercavo di entrare nel gioco, sperando che il mio corpo, già appagato da un altro, sapesse ancora rispondere.
Ma bastarono pochi attimi perché lui si fermasse, stranito:
— Amore… sei così larga, stanotte. —
Tentai di restare nella parte, di sorridergli con innocenza, come se nulla fosse.
— Te l’ho detto… avevo una voglia strana. —
Dentro di me, però, sentivo ancora le pulsazioni lasciate dal piacere violento di poche ore prima. Il mio corpo lo ricordava, anche se la mente tentava di cancellarlo.
Lui continuava a muoversi dentro di me, ma io avvertivo una distanza. Non solo fisica. Il mio corpo era lì, tra le sue braccia, ma i sensi sembravano ancora legati a quel ragazzo sconosciuto che, poche ore prima, mi aveva aperta come nessuno prima. Cercavo di reagire, di stringerlo con le gambe, di stimolarlo, sussurrandogli tra i respiri:
— Amore… fottimi. —
Parole che solo poco tempo prima avevo sussurrato a un altro, con la stessa voce impastata di piacere.
Provava, con tutta la sua passione, a farmi vibrare, ma io sentivo il vuoto. Quel vuoto che resta quando si è troppo pieni. E poi, come per smuovere le acque stagnanti, lo sentii mormorare:
— Girati, voglio prenderti da dietro. —
Annuii senza esitazione. Conoscevo bene quella posizione: significava che avrebbe continuato ad amarmi attraverso la mia fessura, mai osando oltre. Il mio culetto era sempre stato off-limits. Una vecchia esperienza con un ex aveva lasciato un ricordo poco piacevole, e lui lo rispettava.
Si sistemò dietro di me, iniziò a spingere con la consueta foga, mentre le sue mani si serravano sui miei fianchi. Era una danza nota, sicura. Ma il tempo passava, e lui sembrava non trovare l’estasi. I suoi colpi si facevano più profondi, più insistenti, ma la mia intimità, ancora allargata, non gli restituiva la stretta a cui era abituato.
Le sue dita iniziarono a premere di più, a esplorare, a cercare qualcosa. Sentivo i glutei che si aprivano e si chiudevano sotto la sua presa, e tra le mie pieghe iniziava a colare un rivolo caldo, lento, inevitabile.
Poi, tutto si fermò.
Sentii il suo corpo ritrarsi appena, il respiro mutarsi in silenzio, e infine la sua voce, bassa, stranamente dolce:
— Scusa, amore. —
E prima che potessi realizzare, il suo membro si appoggiò al mio culetto. Un attimo di esitazione, un respiro trattenuto… e poi la sua pressione divenne decisa. Entrò.
Un gemito mi sfuggì dalle labbra, impastato tra dolore e sorpresa. Una lacrima mi velò la vista, scivolando lungo la guancia per perdersi sul cuscino, portandosi via un filo di mascara.
Ma poi… qualcosa cambiò. Dopo il primo minuto di bruciore e tensione, il mio corpo iniziò ad accettarlo. Il piacere, inatteso, salì dal fondo. Era ruvido, nuovo, intenso. E le mie labbra, quasi da sole, sussurrarono:
— Fottimi, bastardo. —
Sì. Proprio come poche ore prima.
Lui prese quelle parole come un invito. Riprese a spingere, più deciso, più profondo. Sentivo la sua cappella colpirmi in un punto che non avevo mai davvero conosciuto. Il respiro si fece affannoso, le mani stringevano le lenzuola, le laceravano. I colpi si fecero martellanti, insostenibili, meravigliosi.
E quando sentii il culmine avvicinarsi, non potei più trattenermi:
— Vieni… cornuto. —
Non so se lo dissi davvero, o se fu solo il pensiero a urlarlo. Ma sentii il suo corpo irrigidirsi, il suo respiro bloccarsi… e poi un’ondata calda riempì il mio interno più intimo, sigillando l’atto. Crollò su di me, esausto, appagato.
Rimasi lì, immobile, mentre la mia mente vagava tra i gemiti e i sospiri della notte. Ripensai a quelle ultime parole, dette o solo pensate. Le avrà sentite?
Forse no.
O forse sì.
Ma questa… è un’altra storia.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per Proseguo di:un piccolo tradimento inaspettato.La mia prima volta:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
