Prime Esperienze
Regina e la scoperta del fuoco (parte 2)
Vecna
11.01.2026 |
380 |
0
"Invertito l'ordine dei fattori, ricominciai il su e giù di cui sopra, ma con rinnovato vigore, tenendola per il collo e tappandole la bocca quando diventava insolente..."
Ci spostammo dal bagno, diretti alla camera da letto - passando attraverso il grande salone-cucina che avevo intravisto entrando in casa - per bere qualcosa e prendere le candele, indispensabili per mantenere la promessa. Indugiai su una grande libreria piena di guide turistiche, album fotografici e libri gialli, horror, thriller. Era un mix strano. Mentre lo commentavo, il mio sguardo cadde sulle foto incorniciate. Regina era sempre ritratta in viaggio: in montagna, ai Caraibi, in scarpe da trekking o in tutta da neve. Ma le foto che più mi colpirono erano delle polaroid di Regina ancora ragazzina.Mi raccontò dei sui anni nei paesi scandinavi e della sua fuga, giovanissima, dalla rigida educazione familiare. Aveva vissuto anni davvero selvaggi e mi stupì come quella che fino a poche ore prima per me era una donna di provincia, una di quelle vivaci signore cresciute in un chilometro quadrato, fosse in realtà un'ex ragazzina ribelle ritornata all'ovile dopo aver consumato appieno il conflitto generazionale.
Mentre parlavamo - complici le sue splendide tette sorrette assieme a un asciugamani bianco che si teneva sú a stento, tanto era strabordante il contenuto - presi a baciarle il collo strigendola da dietro, e a introdurmi in quella abbondanza.
Poco dopo Regina stava aggrappata alla libreria, con il mio faccino infilato nel suo grande culo tondo.
Aveva un culo bello sodo, e adoravo l'immagine di quelle due natiche che si aprivano a stento tra le mani per far strada alla mia lingua. Continuavo a baciarla e ad annusarla, a restituirle il lungo rimming, e - contravvenendo alla mia convinzione di non doverle toccare la fica se non dopo averle restituito le sofferenze patite - iniziai a toccarle quel clitoride nodoso e sporgente che avevo volutamente trascurato. La sentii miagolare immediatamente.
Era bagnata. Bagnatissima. Infilai due dita e le ritrovai immerse in un diluvio. Caldo e accogliente.
L'idea di allestire la camera da letto proprio in quel momento, di incaponirmi per puro orgoglio, mi parve francamente fuoriluogo. Volevo leccare subito, comodamente, quella splendida fica bollente.
Condussi Regina sul grande divano che si trovava poco distante da noi, la feci accomodare a gambe aperte, e presi a leccare voracemente quel bel clitoride e a stimolarla.
Lei iniziò a gemere in modo sempre più veemente, mani dietro la grande chioma riccia per mio ordine, seni stretti tra le mie dita, indomabili, che scappavano qua e là. Adoravo la forma che prendeva il suo seno quando si stendeva, e i sussulti dei suoi lamenti quando ne tiravo sú uno torturando quei grandi capezzoli.
Mi occupai di loro per un pó prima di ricevere una richiesta da Regina, che mi disse: "tesoro lecchi benissimo, mi stai facendo impazzire, ma voglio che tu faccia una cosa per me, se ti va di farmi davvero godere tanto".
Doveva pur sempre star ferma, non zitta. Non ancora almeno. Ed io ero così preso dalle sue forme e da quel momento che l'idea di farla godere come piaceva a lei, mi andava a genio. Mi arrapava. Iniziò cosi lentamente e sofferente a indicarmi esattamente come voleva essere toccata. E con che intensità voleva essere toccata.
Prima di qualsiasi cambio di assetto, iniziava a chiedermi il permesso. La cosa mi eccitó in modo inedito.
Mi ritrovai pochi minuti dopo con lei stesa perpendicolarmente a me sul divano, abbandonata, braccia sempre dietro la nuca, gambe aperte, mentre le continuavo a strizzare e mordere i capezzoli, leccare il ventre, chino su di lei, con tre dita infilate nella sua fica e il braccio indolenzito. Più andavo su e giù, più i suoi gemiti diventavano urla di eccitazione, più mi chiedeva di averne.
Sempre piu bagnata. Regina continuava a ripetere: "ti prego non fermarti, continua, forte! Fammi sentire le dita, tutte assieme".
Iniziò ad ancheggiare, ruotando leggermente il bacino per accompagnare i miei movimenti. Aggiunse con voce sfinita: "bravo, così, non ti fermare, più forte!".
Preso da un istinto di dominazione che non avevo mai provato, e che lei lentamente e sapientemente aveva risvegliato, spinto dalle sue richieste sempre più simili a suppliche, la tirai lentamente per i capelli, la trascinai a terra su dei cuscini che avevo lanciato poco prima e raggiunsi una posizione che mi permettesse di arrivare al suo collo e alla sua bocca senza contorcermi.
Avevo l'avambraccio ormai dolorante. Invertito l'ordine dei fattori, ricominciai il su e giù di cui sopra, ma con rinnovato vigore, tenendola per il collo e tappandole la bocca quando diventava insolente.
Quando, trovando le sue belle labbra spalancate, ci infilai dentro le dita chiedendole di leccarle, la sua lingua famelica mi fece raggiungere di nuovo l'erezione, in un baleno.
Non so cosa influisse di più, se la sua crescente sottomissione o la frustrazione generata dal fatto che non si vedesse l'ombra di un orgasmo, ma diventai per la prima volta nella mia vita davvero dominante. Un'attitudine che già avevo sfiorato ma mai portato a compimento in modo così reciproco e controllato.
Il suo viso perlato, implorante. La sua solida sensualità, diventata desiderio primordiale, viscerale. La tensione del suo corpo, animato dalle mie mani, il suo ventre tremante, il suo seno traballante. Era tutto così straordinariamente bagnato e carico di tensione.
La mano e l'avambraccio riposati fecero il il loro effetto, e la passione con cui continuai a stimolarla fu ripagata in un crescendo di gemiti e di urla di piacere strozzate, quando Regina prese a squirtare in modo copioso. Senza preavviso.
Non avevo mai sperimentato nulla di simile. Sapevo. Ma non avevo provato.
Il primo squirt non si scorda mai, è una cazzo di epifania. Ti scoppia addosso come un'onda di felicità vaginale. Uno spruzzo di vita, che ti sorprende. Un'eruzione di piacere mista a guaiti.
Ero come il primate davanti al monolite. Il terrunciello che bandisce il suo abbraccio e scuote dalle fondamenta la carne tremante della signora emiliana, fino a farle esplodere una fontana di gioia dalla fica.
Era la scoperta del fuoco. Ed era tutto merito di Regina.
Continua...
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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