Una prima volta da ricordare
Andy_Roma
Ci eravamo conosciuti sul sito, poi la conversazione era proseguita su Telegram. Con lui avevo scambiato fotografie e fatto qualche telefonata. Lei aveva apprezzato le mie immagini e, soprattutto, aveva accettato con entusiasmo l'idea di conoscermi.
C'era però una cosa che avevo voluto chiarire subito: per me sarebbe stata la prima esperienza con una coppia. L'avevo detto senza giri di parole, spiegando che, se questo avesse rappresentato un problema, mi sarei fatto da parte senza alcuna difficoltà. Mi sarebbe dispiaciuto, naturalmente, ma non volevo che nessuno si sentisse obbligato a fare qualcosa.
Arriva venerdì. L'appuntamento è in un bellissimo hotel di Roma. Sono puntuale, emozionato, ma tranquillo. Non ho ansia da prestazione, soltanto la curiosità di scoprire come sarebbe andata.
Ci incontriamo al bar dell'hotel. Lei è bellissima, bionda, esattamente il tipo di donna che non passa inosservata. Ci scambiamo qualche sguardo, iniziamo a parlare e mi sembra che apprezzi il mio modo di esprimermi, il tono della voce, i miei occhi. Ordiniamo da bere.
Poi, improvvisamente, arriva un altro uomo. Saluta e si siede con noi. Mi dice che, a dire il vero, non pensava che sarei venuto, perché mi aveva sentito un po' incerto, considerato che sarebbe stata la mia prima volta.
Lo guardo e rispondo con naturalezza: «Io non do mai buca, la mia parola ha un valore».
Lei, nel frattempo, si allontana. Per un momento temo che qualcosa non stia andando come previsto. Prendo il telefono e scrivo a lui, spiegandogli che vorrei soltanto che fossero tranquilli, che lei non dovesse sentirsi obbligata o in colpa per nulla. Capisco l'equivoco, gli dico che possiamo tranquillamente finire il drink e salutarci.
La risposta arriva subito: «Assolutamente no, lei ti vuole».
E allora mi rilasso. Finiamo da bere e saliamo al piano. Poco dopo arriva il messaggio: «Ok, potete salire».
In ascensore chiacchiero con l'altro uomo. Sono fatto così: mi piace parlare, creare confidenza, mettere le persone a proprio agio. Anche in una situazione nuova, riesco a essere me stesso.
Arriviamo alla stanza. Ci accoglie lui e ci accompagna verso la camera da letto. La porta è chiusa. Mi spoglio, il cuore comincia a battere più forte e sento che l'eccitazione sta prendendo il sopravvento: il cazzo inizia a salire, mentre la curiosità lascia finalmente spazio al desiderio.
Quando entriamo, la vedo. È lì, bellissima, bionda, perfetta sul letto. Mi fermo un istante a guardarla. Sono eccitato e aspetto un cenno, un segnale che mi faccia capire che è il momento. Lui arriva e, con naturalezza, mi dice: «Prego, accomodati».
Lei vuole baciarmi. Ci avviciniamo e ci lasciamo andare a un bacio appassionato, intenso, pieno. Non è un semplice saluto: è il primo vero contatto, quello che rompe ogni distanza.
Poi mi avvicino a lei e comincio a baciarle il corpo, scendendo lentamente. Le lecco la fica, mi prendo il mio tempo, me la gusto tutta. Sento che le piace, che vuole di più. È già un lago di felicità e il suo piacere mi coinvolge sempre di più.
A un certo punto si alza e prende il mio cazzo in bocca. Lo accoglie con una sicurezza che mi sorprende piacevolmente, se lo gode per tutta la lunghezza. Ho la sensazione che le piaccia davvero e questo non fa che aumentare la mia eccitazione.
Poi si sposta verso l'altro uomo. Io torno da lei, riprendo a baciarla e a leccarla. Mi piace sentirla godere, mi piace il modo in cui reagisce e sapere che anche attraverso i miei gesti posso darle piacere.
Arriva il cenno di lui: posso penetrarla. Lo faccio lentamente, quasi per prendere confidenza con quel momento. Ma lei mi guarda e mi fa capire chiaramente che vuole altro: «Nooo, di più, di più, più veloce!».
E allora cambio ritmo. La seguo, assecondo il suo desiderio. La sento godere, la vedo lasciarsi andare e anch'io smetto di pensare. In quel momento non c'è più spazio per l'emozione della prima volta: ci sono soltanto il desiderio e il piacere condiviso.
Poi arriva il momento di lasciarle spazio con lui. Mi metto di lato, vicino alla sua bocca, mentre l'altro uomo la penetra. Io continuo a godermi la vicinanza di lei, il suo seno, la sua presenza. Lei torna a prendermi in bocca e io mi lascio coinvolgere da quel gioco a tre che, fino a poche ore prima, avevo soltanto immaginato.
Lui mi fa un cenno. È il momento di venire sul suo seno. Lei è abilissima, meravigliosa, e io raggiungo finalmente il mio orgasmo. Una schizzata lunga, abbondante, che si posa sul suo seno, fino al capezzolo e su, verso il collo. Una goduta intensa, liberatoria, che mi fa capire quanto mi sia lasciato andare.
Poi arriva il momento dell'altro uomo. Lei è soddisfatta, lui riprende il suo spazio e io resto lì, con un sorriso che non riesco proprio a togliermi dalla faccia.
Quando tutto finisce, ci rivestiamo e ci prepariamo a salutarci. Lui mi guarda e mi domanda se sia davvero stata la mia prima volta.
Sorrido e rispondo: «Sì, mi avete sverginato».
Ci salutiamo e usciamo dalla stanza. Torno a casa con una sensazione bellissima, ancora addosso le immagini, le emozioni e il ricordo di quel venerdì.
E soprattutto con un sorriso che continua a non andarsene.
Forse le prime volte sono belle proprio per questo: perché non sai esattamente cosa aspettarti, ma quando trovi le persone giuste possono trasformarsi in un ricordo che hai voglia di rivivere.
E io, decisamente, sono pronto per il prossimo gioco.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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