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Scambio di Coppia

20 anni fa…


di Membro VIP di Annunci69.it Madeinbrescia
26.05.2026    |    4.627    |    0 9.6
"La tenda si riempì di suoni osceni: schiocchi di carne contro carne, gemiti, parolacce, respiri affannosi..."
Il sole di fine agosto picchiava sulla spiaggia nudista di Capalbio, dove il mare tirava un vento caldo che sapeva di sale e libertà. Carla camminava a piedi nudi sulla sabbia calda, i suoi cinquantadue anni portati con orgoglio: i seni pieni e ancora sodi ondeggiavano leggermente a ogni passo, i fianchi larghi e morbidi, il sesso rasato che lasciava intravedere le labbra carnose. Accanto a lei, Giuseppe, cinquantacinque anni, aveva il petto ampio, i capelli brizzolati e il cazzo semi-eretto per il solo fatto di essere all’aria aperta.
«Guarda lì» mormorò Giuseppe, stringendo la mano della moglie.
Sotto l’ombrellone bianco, una donna rideva forte mentre si spalmava crema sulle cosce. I capelli castani mossi dal vento, il corpo maturo ma ancora esplosivo: seni grandi con capezzoli scuri, vita morbida, un culo rotondo e invitante. Accanto a lei, un uomo robusto con il cazzo grosso e pesante che riposava tra le gambe pelose.
Carla si fermò di colpo.
«Lucia… Ferdinando?»
La donna alzò lo sguardo. Per un secondo il tempo si fermò. Poi un sorriso enorme le illuminò il viso.
«Porca puttana… Carla! Giuseppe!»
Si alzarono tutti e quattro. Gli abbracci furono immediati, caldi, pelle contro pelle. I seni di Lucia si schiacciarono contro quelli di Carla, mentre i cazzi di Giuseppe e Ferdinando si sfiorarono per un attimo, già più duri di quanto la semplice sorpresa giustificasse.
«Vent’anni» disse Ferdinando con voce rauca, tenendo Carla per i fianchi. «Eravate in Sardegna, noi pure. Quei cinque giorni di follia…»
Lucia rise, ma i suoi occhi erano già velati di desiderio.
«Credevo non vi avremmo più rivisti. E invece eccoci qui, tutti nudi come allora.»
Si sedettero insieme. Il vino fresco scese giù veloce. I ricordi arrivarono come onde.
Vent’anni prima, in un campeggio selvaggio in Costa Smeralda, le due coppie si erano conosciute una sera attorno al fuoco. Una bottiglia di mirto, qualche sguardo di troppo, e tutto era esploso. Quella prima notte Carla si era ritrovata con la bocca piena del cazzo di Ferdinando mentre Giuseppe scopava Lucia da dietro. Poi avevano cambiato, ancora e ancora, per cinque giorni interi: scopate sulla spiaggia di notte, doppie penetrazioni, lingue ovunque, sborre sulla pelle, risate e gemiti fino all’alba.
E ora, a cinquant’anni passati, la stessa elettricità era ancora lì.
Carla fu la prima a cedere. Mise una mano sulla coscia di Lucia e salì lentamente.
«Sei ancora così bella» sussurrò.
Lucia rispose baciandola. Un bacio profondo, bagnato, con la lingua che cercava. I loro seni si strusciavano, i capezzoli duri. Giuseppe e Ferdinando guardavano, i cazzi ormai completamente eretti.
«Andiamo nella nostra tenda» propose Ferdinando. «È grande abbastanza per quattro.»
Dentro la tenda grande e ombreggiata, l’aria era calda e densa di desiderio.
Lucia spinse Carla sul materasso gonfiabile e si mise sopra di lei, strofinando la figa bagnata contro quella dell’amica. Si baciarono di nuovo mentre le loro mani esploravano. Giuseppe si inginocchiò dietro Lucia e le leccò il culo, infilando la lingua tra le natiche mentre lei gemeva nella bocca di Carla.
Ferdinando si mise davanti a Carla. Il suo cazzo grosso, venoso, era proprio davanti al viso di lei.
«Ti ricordi quanto ti piaceva?»
Carla annuì e aprì la bocca. Ferdinando glielo spinse dentro lentamente, fino in gola. Carla gorgogliò di piacere, gli occhi lucidi.
Giuseppe intanto aveva infilato due dita nella figa di Lucia mentre le leccava il buco del culo. Lucia urlava di piacere, strusciandosi più forte contro la figa di Carla.
Poi cambiarono. Giuseppe prese Carla da dietro, affondando il cazzo con un colpo solo nella figa fradicia della moglie. Lucia si mise sotto Carla in sessantanove, leccandole il clitoride mentre Giuseppe la scopava. Ferdinando si posizionò dietro Lucia e la penetrò profondamente, con colpi potenti.
La tenda si riempì di suoni osceni: schiocchi di carne contro carne, gemiti, parolacce, respiri affannosi.
«Scopami più forte, Ferdinando… come allora» ansimava Lucia.
Carla veniva già, stringendo il cazzo di Giuseppe dentro di sé. Poi fu il turno di Lucia, che squirtò sulla faccia di Carla mentre Ferdinando la martellava.
I due uomini si tirarono fuori quasi insieme. Carla e Lucia si misero in ginocchio, guancia contro guancia, lingue fuori.
Le prime potenti sborrate colpirono i loro visi: fili densi e bianchi sulle guance, sulle lingue, sui seni. I due uomini grugnirono come animali mentre svuotavano le palle su quelle due donne mature e ancora affamate.
Quando finirono, le due coppie si accasciarono insieme, corpi sudati e intrecciati.
Lucia leccò un po’ di sperma dal labbro di Carla e sorrise.
«Cinque giorni in Sardegna furono solo l’inizio. Questa vacanza… sarà molto più lunga.»
Carla rise, passando un dito sulla sborra che le colava sul capezzolo e portandoselo alla bocca.
«Molto più lunga… e molto più sporca.»
Fuori, il mare continuava a frangersi sulla spiaggia nudista, indifferente ai gemiti che sarebbero continuati per tutta la settimana
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