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Scambio di Coppia

Incontri ravvicinati del Tantra tipo (2)


di Membro VIP di Annunci69.it Fantasticstorm
31.05.2026    |    843    |    2 9.3
"Il suo è un orgasmo molto lungo, che manifesta con indiscutibili segnali sonori, e sembra non finire mai di godere..."
Eva anche stamani si è alzata presto per entrare, al lavoro, alle 6:30, ma anche questa volta senza fare il minimo rumore e lasciandomi riposare. Quando mi alzo e vado in cucina, come al solito trovo la tazza pronta, il caffè fatto e il bricco del latte sul fornello in attesa che io lo accenda.
Mi siedo e mentre apro la merendina dal sacchetto di plastica, noto un bigliettino sotto alla tazza. Lo prendo, lo apro e c’è una impronta delle labbra di Eva. sotto l’impronta ha scritto ti amo.
Che donna mia moglie, ormai non mi stupisco più e vivo solo intensamente questo nostro amore che da diversi anni ci accompagna nella vita. Per fortuna sono solo perché l’emozione mi prende e mi fa arrossire gli occhi.
Appena entro in caserma porto immediatamente i documenti al comandante che li aspettava. Mi ringrazia per aver svolto al meglio la missione e poi torno nel mio ufficio. La mia giornata di lavoro scorre abbastanza tranquilla, senza uscite e per fortuna senza fatti importanti da dover seguire.
Ho cercato, tra le informazioni che abbiamo a disposizione, qualcosa che riguardasse il tipo che è venuto a fare il massaggio con Ioana. Scopro che ha un paio di denunce per aggressione, da parte di due donne diverse, e non mi meraviglia la cosa, visto il comportamento che ha avuto con Eva.
Quando torno a casa, il mio amore è già tornato, e stavolta il bacio glielo di io, ma non su un foglio di carta, direttamente sulla bocca. Ci abbracciamo e dopo aver mantenuto i nostri corpi abbracciati per qualche minuto, la lascio andare e dico:
“Amore, che c’è da cena?”
E lei.
“E ti pareva che tu avessi da pensare a mangiare. Ma che hai, il verme solitario?”
Ci facciamo una risata e poi, mentre lei finisce di preparare la cena, apro il computer e mi metto a vedere un po’ di messaggi arrivati sul nostro profilo di massaggiatori.
Ce ne sono circa una ventina. La maggior parte è dei soliti singoli che si propongono per massaggi con la sola donna, e con commenti che evito di dire a Eva per non farla incazzare. Di coppie ce ne sono solo due. Una proviene dalla provincia di Bologna e una da Firenze.
La coppia fiorentina ci chiede dettagli e ci propone di andare da loro in una località sulle colline toscane dove hanno una casa per la villeggiatura. Ci eravamo già detti, di non accettare proposte in luoghi diversi da casa nostra, o nella barca che i nostri amici ci avevano affidato.
Ne parlo con Eva e conveniamo che poi, tutto sommato, la cosa non sarebbe cambiata di molto. Anche la questione di conoscere prima le persone, dopo quello che è successo l’ultima volta, perde un po’ di valore.
Ioana e Luigi sembravano persone per bene, e fino a quando il demente non ha perso la testa, le cose andavano bene. Quindi è difficile riuscire in poco tempo a conoscere le persone, e valutare se hai davanti un depravato, o una persona normale.
Questo nostro mondo purtroppo è molto eterogeneo, si trova di tutto. L’importante è riuscire a capire in tempo chi si ha di fronte, ed evitare situazioni disdicevoli. L’alternativa è non frequentare più gli estranei, e abbandonare il nostro progetto.
Decidiamo di accettare la proposta della coppia fiorentina e gli rispondo. Passano pochi minuti e loro ci scrivono di nuovo. Con mia sorpresa sono due persone che, come noi, hanno bisogno di vedere in faccia con chi hanno a che fare, prima di lasciarsi andare in situazioni di scambio.
La proposta che ci mandano è di incontrarci a Firenze, nel pomeriggio, per mangiare un gelato e conoscerci. Poi, se per tutti scatta la reciproca accettazione, saremo andati a casa loro, e proseguito con il massaggio e tutto il resto.
Leggo tutto ed Eva è d’accordo con me ad incontrarci come loro propongono. Fissiamo per sabato alle 18:00 in un luogo di Firenze dove c’è una ottima gelateria e rimaniamo d’accordo per vederci li, senza obblighi sul proseguire o no con il resto.
Arriva il sabato e stamani Eva è di turno. Si è alzata presto e sono d’accordo con lei a lasciarla riposare un po’, una volta che sarà tornata a casa, poi andremo all’appuntamento.
Quando rientra le faccio trovare il pranzo pronto, e poi la lascio andare un po’ sul letto fino alle 17:00 circa. Dopo qualche ora di meritato riposo, ci saremo preparati per uscire, e saremo andati ad incontrare questa nuova coppia.
Quando arriviamo alla gelateria parcheggio e gli do uno squillo sul cellulare per incontrarli. Non ci eravamo scambiati foto con il viso e avremo avuto difficoltà a riconoscerci. Usciamo dall’auto e vedo una coppia che ci viene incontro. Ci sorridono e il primo a farsi avanti è l’uomo.
Ci presentiamo usando i nostri nomi inventati per il profilo di massaggiatori e loro si presentano con il nome Piero lui e Anna lei. Guardo nel viso il ragazzo e vedo dei lineamenti molto dolci, porta i capelli lunghi legati con una coda e dall’aspetto sembra un po’ effemminato. Lei una discreta ragazza un po’ più bassa di Eva. A giudicare da quello che vedo con una magliettina addosso, ha poco seno ma il resto del corpo è ben proporzionato.
Ci sediamo ad un tavolino e ordiniamo dei gelati. Giusto qualcosa da mangiare mentre ci raccontiamo un po’ di noi. Chiedo ai due se vivono dove poi saremo andati, o se hanno una casa anche a Firenze. A rispondere è lui con un tono di voce che francamente mi ricorda molto quella di una donna, e questo mi fa aumentare il dubbio sulla sua mascolinità.
“Noi viviamo a Firenze, la casa di Strada in Chianti è un luogo che utilizziamo per rilassarci in estate e a volte anche in inverno. Poi la vedrete e penso che vi piacerà.”
Eva mi guarda e leggo nei sui occhi la stessa sensazione che avevo io nei confronti dell’uomo. Anche la ragazza ci racconta un po’ di cose e poi ci dice che lavora con lui nell’azienda di famiglia. Nel raccontarci di loro, scopro che da poco ha preso le redini della società perché il padre, ormai piuttosto anziano, aveva mollato e lui, essendo l’unico figlio, aveva in mano tutto.
Una coppia di buona famiglia quindi, e molto gentili nei modi di fare e nel raccontarci le cose. A quel punto decidiamo di darci un reciproco consenso a continuare la serata da loro.
Tutti conveniamo che ci piacciamo a vicenda, e partiamo per raggiugere la villa in campagna. Mentre ci dirigiamo verso la casa dei due ragazzi, percorriamo le strade sulle colline fiorentine, immersi in uno dei paesaggi più belli d’Italia. Qui la natura si mescola con i manufatti rurali, che in molti casi rendono ancora più bello il panorama. Specialmente quando le strutture non deturpano l’ambiente.
Arriviamo alla casa dei nostri amici e davanti a noi si materializza una villa davvero di gran livello. L’ingresso è con un grande cancello che poi apre l’accesso ad un viale che arriva fino alla villa. Il viale si allarga e al centro c’è una fontana al momento secca ma molto bella e con al centro una statua che probabilmente ha sulla cima il punto da dove esce l’acqua.
Lasciamo le auto nel piazzale ed entriamo in quella bellissima villa in stile ottocentesco. Il salone di ingresso è molto ampio e da lì, sulla destra, un scala porta al piano superiore. I nostri ospiti ci invitano a seguirli in una sala completamente vetrata sulla parete che si apre di fronte a noi. Dalla vetrata vedo un giardino e al centro di questo una bellissima piscina coperta, visto che la stagione non è ancora estiva.
Facciamo i complimenti ai due ragazzi per la bellissima casa e poi ci accomodiamo a sedere sulle poltrone e sul grande divano. Mentre siamo lì e gli spiego i dettagli del massaggio, giusto per evitare fraintendimenti, almeno fino alla fine della prestazione professionale, da una porta laterale entra un tipo con un vassoio in mano.
“Buonasera signori, vi ho preparato dei salatini, come mi aveva richiesto, e se mi dite cosa gradite da bere ve lo preparo.”
Io guardo Eva e sgrano gli occhi. Questi due, ma più che altro lui, sono di un alto ceto sociale. E quello che è entrato adesso è indubbiamente il loro maggiordomo.
Io aspetto che siano i nostri due ospiti a chiedere per primi da bere e Piero chiede uno spritz, mentre Anna un’aranciata e dell’acqua. Io seguo Piero e chiedo anche io uno spritz. Eva, che di solito non beve alcolici, e si concede al massimo cocktail molto leggeri, si allinea anche lei e chiede uno spritz.
Il tipo lascia sul tavolino in mezzo alla stanza il vassoio pieno di buoni salatini poi, dopo pochi minuti ricompare con un altro vassoio dove ci sono le nostre bevande e altri salatini in delle vaschette.
Mangiamo un po’ di tutto e poi beviamo sempre raccontandoci altri dettagli di vita. Scopro che lui è il titolare di una grossa società concessionaria auto fiorentina. Vendono marchi importanti come l’Audi, la Porche e la Volkswagen.
Finiti i salatini e le bevande Piero ci invita a seguirlo nelle stanze di sopra, dove avremo fatto il massaggio e il resto. Mentre saliamo le scale vedo scendere una donna con un grembiule e i capelli legati con un foulard. Quando ci incrocia si fa da parte e poi dice al nostro ospite.
“Ho preparato tutto signore. Ci avvisi quando ve ne andate che salgo a sistemare.”
E lui.
“Grazie, a più tardi.”
Io mi giro verso Eva che sta salendo dietro me e, di nuovo, sgrano gli occhi. Non mi è mai capitato di essere ospite da gente così facoltosa e tutto questo mi sembra così particolare, che penso di trovarmi in un film.
Entriamo in una stanza che doveva essere una cameretta. Il letto singolo è stato sistemato su di una parete al lato opposto di quello con la finestra e in terra, in mezzo alla stanza un Futon, di dimensioni sufficienti per tutti e quattro.
In realtà scopro, appoggiandoci una mano, che i Futon sono due ma la tipa che ha preparato la stanza li ha affiancati e ci ha messo sopra un telo di spugna colorato che li nasconde alla vista e li fa sembrare un unico tappeto.
Piero ci invita a servirci del bagno che è collegato alla stanza, all’interno del quale c’è anche una bellissima doccia piuttosto grande. Eva a quel punto fa:
“Posso farmi una doccia?”
Anna gli risponde, e con un sorriso malizioso fa:
“Certo, se ti fa piacere vengo anche io e ci insaponiamo la schiena a vicenda.”
Eva, che non disdegna mai di approcciare una donna, le sorride e le risponde.
“Si, mi fa molto piacere.”
Mentre le due ragazze si spogliano per andare a farsi la doccia Piero si avvicina me e mi mette un braccio sulle spalle dicendo:
“Vediamo questo spettacolo Antonio, tua moglie è proprio uno schianto e nuda deve essere un capolavoro.”
Io già avevo notato un suo modo un po’ effemminato nel parlare e nel comportarsi, già da quando li avevamo conosciuti. Quel braccio sulle mie spalle, e qual suo modo di parlare molto calmo e con un tono di voce fine, quasi da donna, mi lasciano pensare che lui non sia etero al 100%.
Eva si spoglia completamente e Anna è quasi tutta nuda. Il seno della ragazza, come avevo immaginato, è piccolo e non molto pronunciato, ma il corpo della ragazza non è per niente male, quel piccolo seno può essere molto delizioso da succhiare, e presto potrò constatarlo. Mentre si avviano in bagno noto che anche il culo non è molto pronunciato, un po’ piatto, ma le cosce sono ben tornite e affusolate. È più bassa di Eva ma, quando sono entrambe senza tacchi, si tratta proprio di pochissimi centimetri.
Lo spettacolo di loro che si insaponano e si massaggiano seni e fica è molto gradevole, ma dura poco. Noi siamo lì per fare il massaggio, prima di tutto, e poi il resto lo riserviamo a dopo.
Le ragazze escono e Piero mi fa:
“Dai, vieni anche te che ci facciamo una doccia anche noi.”
A dire il vero a me di fare la doccia con lui non interessa per nulla. Poi con tutto quello che mi è passato per il capo, ritrovarmi nudo insieme a lui in quello spazio stretto, un po’ mi preoccupa. Ma lui insiste.
“Dai, che problemi hai, mica ti violento, al massimo, se ti va, ti insapono la schiena.”
Io a dire il vero, non è la schiena che mi preoccupa, ma la parte che ci sta sotto. Lui è decisamente bisex, e probabilmente gradisce rapportarsi sia con donne che con uomini.
Mentre mi spoglio, per non essere scortese nei suoi confronti, vedo Eva che se la ride senza darlo a vedere. Decido di assecondarlo ma di bloccare qualsiasi situazione gli passi per il capo, e che riguardi la parte dei genitali e del culo.
Ci infiliamo sotto la doccia e, contrariamente a quello che avevo immaginato, Piero si limita a darmi una insaponata alla schiena, che io gentilmente ricambio, e poi niente altro. Comunque il dubbio che lui sia bisex mi rimane, e poi proverò a sondare, visto che ormai siamo in confidenza.
Torniamo anche noi in camera e ci sistemiamo sul Futon. Io ho Eva alla mia sinistra che si è sistemata a fianco di Piero. Avevamo portato il nostro olio, ma Piero ci dice che anche loro avevano dato mandato ai loro inservienti di procurarglielo, e mi indica che si trovava sulla scrivania sotto la finestra, in un contenitore che ne mantenesse il calore.
Mi alzo e lo vado a prendere. Ci sono due bottigliette e quando le apro esce un profumo intenso e buonissimo, molto più gradevole dell’olio che avevamo noi. Piero dice che aveva chiesto un olio orientale e in effetti vedo che proviene dall’India.
Do una bottiglietta anche a Eva e iniziamo. Come sempre parto dai piedi e poi le massaggio i polpacci e le cosce molto belle ma decisamente non muscolose e toniche. La ragazza non deve fare attività sportiva. Passo le mani sul culo e infilo le dita tra le due natiche un po’ flosce ma comunque gradevoli e lei inizia ad emettere dei mugolii di gradimento.
Mi sposto e poi riparto dalle spalle, la schiena e ancora il culo e le natiche, sempre stuzzicandole il buco del culo. Lei gradisce molto e inarca un po’ il bacino allargando le gambe per invitarmi a fare anche di più.
Insisto con un dito e lo lascio infilare un po’ dentro ma senza andare troppo oltre. Gli abbiamo spiegato che prima di fare sesso dovevamo finire il massaggio.
Mi sdraio sopra di lei e poi, cercando di non gravarle troppo addosso mi struscio su di lei. La ragazza gradisce molto e marca con un sospiro ogni volta che il cazzo le passa tra le natiche.
Mi sollevo e la invito a girarsi. Mi sposto verso l’alto e inizio a massaggiarle le spalle e poi i due piccoli ma gradevoli seni. Sono due bocconcini morbidi, con un capezzolo rosa tenue che quasi si confonde con il colore della pelle.
La ragazza sospira e geme di piacere. Io mi sposto tra le sue gambe e lei mi fa spazio allargandole. Do un’occhiata a Eva e vedo che anche lei è nella mia stessa posizione. Vede che mi sono girato e a sua volta si gira verso di me e mi strizza un occhio.
Massaggio le gambe di Anna e poi la fica. Lei è completamente depilata e con le dita le struscio le labbra carnose e tutta la vulva. Poi passo le dita anche un po’ all’interno, e le infilo un dito anche un po’ più dentro.
La ragazza gode e a quel punto mi abbasso le afferro le cosce sollevandole l’inguine e inizio a leccarle la fica aiutandomi con le dita per allargarle le labbra. Affondo la lingua alla ricerca del clitoride e appena lo trovo lo prendo con due labbra succhiandoglielo delicatamente. Lei comincia a godere molto e ho la sensazione che abbia avuto anche un orgasmo dall’intensità dei suoni che emette.
Mi fermo e mi sdraio invitandola a posizionarsi su di me rovesciata con la testa tra le mie gambe nella classica posizione del sessantanove. Mentre riprendo a leccarle la fica, lei me lo afferra e se lo infila tutto in bocca succhiandomelo avidamente.
Non è una esperta nel settore dei pompini, ho avuto ragazze che mi hanno fatto morire di piacere mentre me lo succhiavano. Diciamo che mi sta dando piacere ma ho provato di meglio.
Lascio passare qualche minuto e poi la invito a girarsi sottosopra e a sistemarsi su di me per infilarglielo dentro. Lei si sposta rapidamente e si posiziona su di me. Mi afferra il cazzo e lo appoggia alla fica. Poi inizia a muovere i fianchi mentre io glieli afferro e cerco di spingere per infilarlo dentro. Nonostante sia molto bagnata e vogliosa trovo un po’ di difficoltà ad infilarglielo dentro. La sua vagina è stretta e mi ci vogliono un po’ di tentativi e di spinte per arrivare ad infilarglielo completamente dentro. Spero che il ragazzo sia messo bene lì sotto, perché a Eva trovarsi per le mani un cazzo piccolo e anche un po’ moscio, non la soddisferà.
Provo a guardare Eva e il ragazzo sotto di lei, ma non riesco a vederglielo. Quando abbiamo fatto la doccia ce lo aveva molle, e non eccitato, ma non mi sembrava microscopico.
Anna, dopo pochi minuti che mi muovo dentro di lei, viene decisamente, e questa volta ne sono sicuro, perché oltre a lanciare dei gemiti molto forti e piccole urla di piacere, sento molto dettagliatamente la vagina che si contrae, e mi strizza il cazzo.
Questa sensazione a me fa sempre un buon effetto e continuo a muovermi dentro di lei arrivano poco dopo a venirle dentro. Il suo è un orgasmo molto lungo, che manifesta con indiscutibili segnali sonori, e sembra non finire mai di godere.
Ho finito di sbrodarle dentro e un po’ di sperma esce dalla fica di Anna scorrendomi tra le cosce e finendo sul telo spugna. Provo a mettere una mano per salvare il salvabile, ma lei mi ferma e fa:
“Lascia, ci penso io.”
E si mette una mano alla fica facendo uscire il cazzo molle e poi saltellando sulle punte dei piedi si avvia in bagno, entra dentro la doccia e con lo spruzzatore in mano se la lava a fondo.
Io rimango disteso a rilassarmi e poco dopo anche Piero ed Eva arrivano ad avere entrambi un orgasmo. Distinguo i segnali inconfondibili di Lei che ha decisamente goduto. E anche lui deve aver provato un piacere intenso perché di tutti noi è stato quello che ha emesso i gemiti più forti.
Mi giro verso di loro e dico.
“Tutto bene ragazzi?”
Piero mi fa:
“Benissimo Antonio, Eva è una donna che ti fa godere alla grande, e ho avuto un orgasmo davvero molto intenso.”
Eva mi guarda e mi sorride sempre strizzando un occhio. Poi aggiunge.
“Anche a me è piaciuto molto Piero, mi ha fatto godere intensamente ed è durato anche tanto.”
Poi Eva si alza e Piero mi si avvicina dicendo.
“Ti scoccia se te lo prendo un po’ in bocca? Mi piacerebbe molto e tu hai un cazzo davvero bello sai.”
I miei dubbi si sono sciolti in un istante. Sotto la doccia si era trattenuto, forse vedendo una po’ di reticenza da parte mia. Ma ora il suo lato bisex è uscito allo scoperto. Sono molto combattuto dall’idea di farmelo succhiare da un uomo. Non è la prima volta e in quel contesto forse sarebbe stato scortese rifiutare.
Eva è con Anna in bagno e le due si stanno lavando la fica a vicenda. Questo probabilmente le avrebbe portate poi a proseguire, tra di loro, con qualcosa di più, e quindi prendo una decisione e gli dico.
“Ok Piero, ti premetto che io non ho tendenze bisessuali ma se ti fa piacere, va bene anche a me. Ho avuto altre occasioni con amici importanti. Ora posso dire che anche te sei una persona molto gradevole e ti reputo un amico. Quindi vieni e fammi godere.”
Il viso di Piero si illumina e si sistema accanto a me. Poi con la delicatezza di una donna me lo prende in bocca e comincia a succhiarmelo, e a passare la lingua sulla cappella come una ragazza delle più brave.
Mai un uomo era arrivato a farmi un pompino così ben fatto, che supera abbondantemente quello che prima mi aveva fatto Anna. Le due donne rientrano in stanza e si sistemano anche loro di nuovo sul Futon. Anna non fa molto caso a quello che sta facendo Piero, segno che non doveva essere la prima volta. Eva invece mi guarda, sgrana gli occhi e accenna un sorrisino malizioso. Poi si sistema tra le cosce di Anna e parte a leccarle la fica.
Devo dire che Piero ci sa davvero fare e mi sto eccitando mentre lo fa roteare dentro la bocca e lo massaggia con la lingua. Passano un paio di minuti e mi ritrovo di nuovo un cazzo bello grosso e duro. Piero si ferma e mi fa:
“Senti Antonio, ti va di mettermelo nel culo. A me piace moltissimo.”
E io.
“Piero, sei un caro ragazzo, ma a me già questo mi sembra un po’ oltre le mia possibilità.”
Eva sente e fa:
“Ma dai Antonio, non è la prima volta e, se la dovessi dire tutta, te lo sei anche fatto mettere nel culo da un nostro amico. Quindi non fare il prezioso e assecondalo Piero, che si vede ne ha davvero tanta voglia.”
A Piero si illumina il viso e io dico:
“Ascolta, visto che ti fa piacere te lo metto nel culo, però stasera non riesco ad andare oltre. Accetta questa mia posizione.”
Piero mi accarezza il viso, mi sorride mi ringrazia e poi si prepara per farselo mettere dentro al culo.
Non ha gel ne lubrificanti a disposizione, si limita a infilarsi un dito nel culo con un p di olio e poi mi fa.
“Aspetta Antonio che te lo faccio tornare duro con un po’ di bacini.”
Riparte a succhiarmelo e io mi lascio andare e mi godo la situazione. In fondo metterlo nel culo a lui o ad una donna cambia poco. Tra l’altro è completamente glabro addosso e se chiudo gli occhi posso immaginarmi di scopare una bella ragazza.
Mi piazzo dietro di lui che si è sistemato a pecorina e inizio ad appoggiandoglielo al buco del culo. Lui mi afferra con una mano un fianco e mi spinge verso di se. Glielo sto infilando dentro e mi accorgo che doveva aver avuto diverse occasioni del genere il ragazzo. Entro con estrema facilità e in pochi secondi me lo ritrovo tutto dentro al suo sfintere.
Comincia a muoverlo avanti e indietro mentre Eva e Anna ci osservano eccitate e curiose di vedere quello che stiamo facendo, Anna mi sembra sia meno incuriosita dalla situazione, Piero deve aver avuto esperienze come questa già diverse volte e lei c’è abituata. Eva invece è proprio incuriosita dal mio atteggiamento pronto ad assecondare il desiderio del ragazzo.
Passano pochi minuti e vengo, mentre anche lui se la gode alla grande. Lo sperma non è molto, sono venuto pochi minuti prima, ma inizia a fuoriuscire dal culo del ragazzo che rapidamente si mette una mano tra le natiche e poi si alza facendo uscire il cazzo di dentro e schizza in bagno a pulirsi.
Anche io passo rapidamente dal bagno per una pulita e poi torniamo tutti e due sul Futon.
Eva si rivolge a Piero e fa:
“Posso essere sincera?”
E lui
“Si, certo, dimmi pure.”
“Per me te hai delle vere e proprie tendenze omosessuali. Spero tu non ti offenda se te lo dico, noi abbiamo conosciuto coppie con il lui bisex, ma avevano tutti un atteggiamento più mascolino, anche se gradivano toccare, leccare, o anche farselo mettere nel culo.”
E lui sorride e fa:
“Ti confesso che hai proprio colto nel segno. Prima di conoscere Anna non ho avuto altri rapporti con donne. La mia tendenza è sempre stata verso il sesso maschile ma non trovavo una completa soddisfazione e negli anni trascorsi, prima di conoscerla, ho anche avuto rarissimi rapporti con uomini. Qualche anno prima di conoscere Anna, avevo avuto interesse verso un’altra ragazza ma lei, conoscendo un po’ la mia situazione, e vedendomi un po’ effemminato nei modi, non mi aveva mai corrisposto. Anna mi ha preso a cuore e con lei ho avuto una decina di anni fa il mio primo rapporto con una donna. Io adesso sono molto innamorato di lei, e se giochiamo con altre coppie lo facciamo cercando situazioni dove lui dichiara di essere un po’ bisex. A dire il vero alcuni lo scrivono, ma poi quando li metti davanti al fatto si ritraggono. Voi però vi abbiamo scelti per il massaggio, senza preoccuparmi di questo aspetto. Poi ci ho provato, ed è stato davvero molto piacevole, aver fatto sesso con Antonio.”
E io:
“Ti confesso che anche a me era venuto il dubbio che tu avessi tendenze omosessuali. Ma la cosa non mi disturba affatto. Io e te siamo diversi in questo. Tu hai tendenze un po’ più evidenti, mentre io non disdegno farmi coinvolgere da un ragazzo, ma do precedenza alla fica.”
Ci facciamo tutti una risata e poi iniziamo a rivestirci.
La serata è conclusa e siamo stati molto bene con in nostri due nuovi amici. L’ambiente poi ha favorito tutto e mentre scendiamo faccio di nuovo i complimenti per la bellissima casa. Piero ne è orgoglioso, e ci propone un nuovo incontro tra un po’ di giorni, quando il tempo sarà più mite, e potremo anche usufruire dello spazio all’aperto, piscina compresa.
Salutiamo con baci e abbracci i nostri amici. Dopo quello che avevamo fatto, come spesso avviene, ci baciamo sulle labbra con i classici baci a stampo. Quello che non mi aspettavo, è che anche Piero me lo dà, e io dopo un primo attimo di spiazzamento, lo assecondo e glielo rendo.
Saliamo in auto e si parte verso casa. Per strada è inevitabile parlare della serata e, più che altro, parlare di Piero. Eva mi dice che, secondo lei, lui sta con la ragazza, più per una questione di socialità nei confronti del personale della ditta e dei parenti, che per un effettivo bisogno di amare una donna.
Non posso darle torno, le sue tendenze omosessuali sono molto evidenti e imbarazzanti. Però poi Eva mi dice che quando hanno scopato, lui ci ha dato dentro, e l’ha fatta godere alla grande. Non ce l’ha grosso, ma nemmeno piccolo.
A quel punto le chiedo.
“Ce l’ha come il mio?”
E lei.
“Ecco, lo sapevo che me lo avresti chiesto, voi maschietti non riuscite a sopportare che ci sia qualcuno messo meglio di voi. Sei curioso di sapere se ce l’ha più grosso, o più lungo, o più duro, vero?”
“Eccola la psicologa di casa… Ok, confesso che mi incuriosisce saperlo.”
“E io non te lo dico.”
Poi se la ride e aggiunge.
“Dai, ce l’ha più o meno come il tuo, e comunque, te lo sai usare meglio.”
Mi sorride e mi dà un bacio. Poi aggiungo.
“Io riesco con difficoltà ad immaginarmi un rapporto duraturo tra loro due comunque. Se ha queste evidenti tendenza prima o poi vorrà vivere con un uomo e vedo difficile un rapporto a tre.”
“Non credo sai, se voleva questo non la sposava.”
Io mi volto verso Eva e sgrano gli occhi dicendo.
“Davvero sono sposati?”
E lei.
“Te quando guardi le donne dopo aver visto fica, poppe e culo del resto te ne freghi. Ma se avessi guardato più a fondo avresti viso che entrambi hanno la fede al dito e poi incuriosita gliel’ho chiesto e mi ha confermato che sono sposati da cinque anni.”
“Allora cambia tutto. Forse è davvero un caso di omosessualità al 50%.”
“Probabile.”
Risponde Eva. Nel frattempo siamo arrivati a casa e dopo le solite ritualità della sera, ce ne andiamo a dormire consapevoli di aver vissuto un’esperienza davvero piacevole e nuova.

(Racconto tratto dal libro omonimo)
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