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Scambio di Coppia

Fantasie a cena in hotel


di Membro VIP di Annunci69.it Curiosoio
20.06.2026    |    461    |    0 8.0
"” “Guardo Luben con occhi carichi di eccitazione e gli mormoro: «Voglio che venga così anche tu… mentre loro guardano»..."
Durante l’aperitivo in hotel Carla si avvicina a Barbara e le propone: “E se andassimo al cinema, con i nostri compagni? ho sentito che stasera Josè, il ragazzo della reception va a una rassegna al cinema qui in paese, deve essere una cosa piccante, ma non squallida.”
Barbara risponde con entusiasmo: “Avevo già visto, lo spettacolo è alle 21.30 dovremmo farcela dopo cena… facciamo una sorpresa, non diciamo nulla a Luben e a Antonio.”

A cena Barbara e Antonio ci invitano al loro tavolo. La lunga tovaglia bianca fino ai piedi nasconde quello che accade sotto al tavolo. E infatti appena ci sediamo mentre Andrea ci serve un calice di bollicine, Barbara si toglie il sandalo e inizia a giocare con il suo piede sul mio. Lo appoggia e poi lentamente lo sento che gioca con la caviglia. Arrivano gli antipasti, sento trillare il mio cellulare e vedo lo schermo del telefono di Antonio illuminarsi. Leggo: “Tirati fuori il cazzo, fidati Carla”. Con nonchalance infilo le mani sotto al tavolo e sbottono i pantaloni. Il cazzo oramai dritto per il gioco con Barbara svetta sotto la tovaglia.
Un attimo dopo cade il cucchiaio di Carla a terra, si china a raccoglierlo e sparisce sotto al tavolo. Sento immediatamente la sua lingua sulla mia cappella, lo succhia ma pochi secondi dopo sparisce, non riemerge ma non la sento più tra le gambe. Vedo una contrattura sulla faccia di Antonio e capisco: la porcellina sta facendo lo stesso servizio pure a lui e ci ha mandato lo stesso messaggio! Poco dopo sento le gambe di Barbara premere contro le mie e vedo la sua faccia contrarsi in una smorfia stupita e compiaciuta. Evidentemente lei non aveva letto il messaggio (da persona educata aveva lasciato il telefono nella borsetta) che presumibilmente Carla aveva mandato anche a lei, chiedendole di prepararsi.
Barbara spalanca leggermente gli occhi quando capisce cosa sta succedendo. Il suo piede però non si ferma: continua a massaggiarmi il cazzo con l’arco plantare, premendo più forte mentre Carla le lecca la fica.
Poco dopo Carla, come se nulla fosse, riemerge e dice «Mmm, questo antipasto è davvero squisito!»
In effetti aveva appena finito un bell’assaggio di cazzi e fica.

Poi, abbassando la voce solo per noi tre, aggiunge con un sorriso malizioso:
«Però ho ancora fame…»
Mentre Antonio sorseggia il vino cercando di mantenere un’espressione neutra, io sento chiaramente il piede nudo di Barbara, seduta esattamente di fronte a me, risalire lungo la mia gamba. La lunga tovaglia bianca nasconde tutto. Con movimenti lenti e precisi, la pianta del piede preme sul mio cazzo ancora duro e fuori dai pantaloni scivolando su e giù con una pressione deliziosa.

Il gioco si intensifica. Carla allunga la mano verso Barbara, seduta vicino a lei, e le infila le dita tra le cosce. Barbara sussulta, mordendosi il labbro. Antonio sposta la mano sotto il tavolo e raggiunge la fica di Barbara, alternandosi con le dita di Carla dentro di lei.
Barbara ansima piano, guardandomi negli occhi.
«Oddio… mi state facendo impazzire…»
Carla, con voce bassa e calda mentre finge di parlare del vino, ordina:
«Voglio che Barbara venga prima che arrivino i secondi. Tutti e due dentro di lei con le dita… ora.»
Antonio e Carla penetrano Barbara insieme sotto la tovaglia. Le sue pareti si contraggono forte intorno alle loro dita mentre il suo piede accelera sul mio cazzo. Barbara stringe il tovagliolo con una mano, il viso rosso, cercando disperatamente di non gemere mentre l’orgasmo la travolge.
Quando torna a respirare, Carla ritira le dita lucide, le lecca lentamente guardandoci uno per uno e sussurra:
«Brava ragazza. Ora tocca a voi due. Tirateli fuori di nuovo.»
Il cameriere arriva con i secondi proprio in quel momento. Tutti recuperiamo un sorriso composto, mentre sotto la tovaglia i piedi di Barbara continuano a sfiorarmi con dolce insistenza, e gli sguardi complici promettono molto di più.
“Raccontateci una esperienza piccante”, dico io.

Barbara sorride maliziosa, stringendo leggermente il piede intorno al mio sesso sotto la tovaglia mentre risponde con voce bassa e sensuale:
«Nella dark room è stato… intenso. Mani sconosciute ovunque, corpi che si sfiorano senza vedere i volti. Ho perso il conto di quante dita e lingue mi hanno toccata.»
Carla ride piano, passando la lingua sulle labbra, e dice: “Mmh eccitante, è una mia fantasia, mai esplorata, raccontami nel dettaglio cosa è successo, una scena…”
Barbara sorride con aria complice, arrossendo appena mentre il suo piede continua a muoversi.
«Allora… eravamo in quella stanza buia, solo luci rosse molto deboli. Qualcuno mi ha appoggiato contro il muro e ho sentito subito due mani diverse sulle cosce. Una bocca mi ha baciato il collo mentre delle dita mi entravano dentro piano, senza fretta… non sapevo se fosse uomo o donna.»
Carla ascolta attenta, con gli occhi che brillano di curiosità, mentre sotto il tavolo stringe la mia mano. Barbara abbassa la voce: «Mi hanno fatta venire così, in silenzio, circondata da respiri e gemiti sconosciuti… è stato liberatorio.»
“Ora tocca a voi: raccontateci voi una vostra fantasia”, dice Barbara.
Carla dice: “Finora non è mai successo ma a me piacerebbe fare un pompino in spiaggia a Luben, magari vicino a una altra coppia complice, sentiamo pure lui che ne pensa.”
Barbara mi guarda con occhi scintillanti di curiosità e sussurra:
«Raccontateci i dettagli di cosa immaginate…»
Prendo la parola abbassando la voce, mentre sotto la tovaglia il piede di Barbara continua il suo lento massaggio: «Inizio io! Immagino il tramonto, la spiaggia quasi deserta. Carla in ginocchio sulla sabbia calda, mi prende in bocca con calma, il mare che fa da sottofondo. Poco distante un’altra coppia complice ci guarda senza avvicinarsi troppo, eccitata dal nostro spettacolo. Il vento le scompiglia i capelli mentre mi succhia più a fondo, sapendo che ci stanno osservando.»
Carla stringe la mia mano sotto il tavolo, chiaramente eccitata dal racconto.
“Immagino la coppia che si avvicina, sono entrambi nudi, ci chiedono il permesso di mettere il loro telo mare vicino a noi. Carla allontana il mio cazzo dalla bocca per sorridergli e dargli un cenno di benvenuto”. Prosegue Carla.
“La donna della coppia, una bionda slanciata, si inginocchia sulla sabbia a poca distanza, senza staccare gli occhi da noi, mentre il suo compagno resta in piedi osservando la scena con evidente eccitazione. Carla mi guarda con un sorriso malizioso, poi si china di nuovo su di me, prendendo lentamente tutta la lunghezza in bocca, stavolta sapendo di avere pubblico.” Racconto io.
Barbara, dal suo posto sotto la tovaglia, preme più forte con il piede sul mio cazzo oramai eccitatissimo e sussurra: «Continua… mi piace questo racconto».
"Immagino la bionda che prende il ritmo con Carla, si guardano maliziose tra loro, facendo a gara a chi riesce a ingoiare più centimetri di cazzo. In questo Carla è maestra, perché riesce a mandarlo tutto giù fino in gola senza sforzo, con quel movimento lento e profondo che mi fa tremare le gambe."
“Poi le loro lingue si muovono veloci e all’unisono sulle rispettive cappelle, leccando e girando insieme, noi ci avviciniamo, i nostri cazzi ora sono uno a fianco all’altro, mentre loro scambiano baci bagnati proprio sulla punta del mio cazzo e di quella dell’altro uomo mentre le loro bocche si sfiorano.”
Carla alza lo sguardo verso di me, gli occhi lucidi di eccitazione, e sussurra: «Ti piacerebbe avere due bocche che ti leccano il cazzo vero?»
«Sarebbe molto eccitante» le rispondo, Guardando Barbara con aria maliziosa, la voce bassa e roca.
“Vado avanti”, fa lei: “Immagino l’uomo della coppia che dice alla sua bionda con tono carico di desiderio: «Fagli vedere quanto sei troia, sto per sborrare… falli divertire e vediamo quanto è porcellina questa ragazza».”
“Io e la bionda ci guardiamo con un sorriso complice e osceno. Accelero, prendendo il cazzo più a fondo, mentre la bionda lecca avidamente la base del cazzo e le palle, le nostre lingue che si intrecciano frenetiche intorno al sesso sotto il sole caldo.”
“L’uomo inizia una lunghissima sborrata, gemendo forte mentre schizzi densi e caldi colpiscono il viso e il seno della sua bionda, che tiene la bocca aperta per riceverli.”
Carla prosegue: “Qualche goccia finisce anche sulle mie labbra, non mi tiro indietro: anzi, mi volto verso la bionda e lecco lentamente lo sperma dal suo viso, baciandola con passione proprio sopra il cazzo ancora duro.”
“Guardo Luben con occhi carichi di eccitazione e gli mormoro: «Voglio che venga così anche tu… mentre loro guardano».
Prendo la parola: “Nel dirlo muove lenta la mano sul mio cazzo mentre la lingua della bionda spennella la mia cappella. Un primo schizzo potente finisce dritto in bocca alla bionda, mentre altri due schizzi caldi atterrano sulle tette di Carla.”
“La bionda si avventa immediatamente a leccarle con avidità, succhiando i capezzoli durissimi di Carla e tenendo in bocca tutta la sborra calda, prima di baciarla profondamente per condividerla.”
“Carla geme piano nella bocca della bionda, ingoiando parte del mio sperma mischiato alla saliva, e sussurra guardandomi: «Voglio il resto sulla lingua di tutte e due…».
“Ancora due schizzi potenti finiscono sulle loro lingue intrecciate, che continuano a baciarsi e leccarsi sopra la mia cappella. Carla raccoglie con la mano tutto lo sperma rimasto e lo fa colare lentamente sulle tette della bionda, spalmandolo sui capezzoli turgidi.”
“Ma il gioco non è finito”, dico.
«Sdraiati» le ordina Carla con voce dolce ma ferma.
“La bionda obbedisce subito, stendendosi sulla sabbia calda con un sorriso eccitato, mentre Carla si china su di lei e dalla bocca fa colare un filo di sperma e inizia a spalmarlo su tutto il suo corpo con movimenti lenti e sensuali, sotto lo sguardo famelico del suo compagno.
poi con la lingua la ripulisce di nuovo riprendendo in bocca tutto lo sperma che le aveva versato, poi si sdraia e le dice: “Adesso tocca a me godere”.
La bionda quindi si solleva sui gomiti con uno sguardo carico di desiderio, si mette in ginocchio tra le gambe di Carla e le abbassa lentamente il bikini.
Inizia a leccarla con passione, la lingua che scivola lenta tra le labbra bagnate di Carla, concentrandosi sul clitoride con movimenti circolari esperti mentre infila due dita dentro di lei, mentre il suo uomo la scopa."
"Carla inarca la schiena sulla sabbia calda, gemendo piano, una mano tra i capelli della bionda per guidarla più a fondo. «Così… brava» ansima, mentre io e il suo compagno le guardiamo ipnotizzati.”
“Carla nel godere lascia colare dalle labbra saliva e sperma, che le scendono sul collo e sul seno."

“La bionda solleva un attimo la bocca dalla fica di Carla, il viso lucido di saliva e sperma, e ansima: «Sfondami».”
“Trema violentemente e viene con un gemito soffocato, proprio mentre Carla le stringe i capelli e viene a sua volta nella sua bocca, inondandola di umori caldi. Entrambe i loro corpi si contraggono all’unisono sulla sabbia.”
"Lui viene dentro di lei, e lei si mette a cavalcioni con la fica sulla bocca di Carla e le dice: bevi!"
«Mi hai fatto bagnare completamente» dice Barbara con voce bassa e tremante, prendendo la mano di Carla e portandosela tra le gambe sotto la tovaglia. Carla sorride e inizia a sfiorarle la fica fradicia proprio mentre arriva il cameriere con i dolci.

È un bel ragazzo di colore, giovane, alto e palestrato, con la camicia bianca che gli tira sul petto. Vede la mano di Carla scomparire sotto la tovaglia tra le cosce di Barbara, nota i nostri sguardi eccitati e arrossisce visibilmente, ma non riesce a distogliere gli occhi.
Si ferma un secondo di troppo accanto al tavolo, deglutendo, con il vassoio dei dolci in mano, mentre Barbara continua a premere la mano di Carla contro di sé senza vergogna.
Barbara, con l’altra mano, cinge la schiena di Carla attirandola più vicino a sé. Quando il cameriere si avvicina al tavolo, Barbara si sposta leggermente e appoggia la mano sulla spalla di Carla, proprio alla altezza della patta del cameriere che ci si struscia sopra piano con evidente eccitazione.
«Ecco la panna cotta» dice il cameriere con voce un po’ incerta, porgendo il piattino mentre spinge discretamente il suo sesso duro contro la mano di Barbara. «Ed ecco il tiramisù per la signora… mi pare un dolce molto azzeccato, sa?» Aggiunge con un sorriso malizioso, gli occhi che brillano di complicità.
Carla ride piano, sentendo il cazzo del cameriere premere contro la sua schiena e la mano di Barbara, e sussurra: «Sembra enorme».
Barbara muove le dita della mano sfiorando i pantaloni all’altezza del cazzo del cameriere. Lui reagisce spingendosi in avanti con un piccolo movimento del bacino e, sottovoce, le dice con un sorriso audace:
«È più lungo del cucchiaio che ho in mano, signora».
Barbara stringe leggermente la mano intorno al rigonfiamento, accarezzandolo lentamente sopra la stoffa, mentre Carla si morde il labbro eccitata. Il cameriere rimane lì qualche secondo di troppo, respirando più pesante, prima di riuscire a dire con voce rauca: «Buon appetito…».
Carla si gira, lo guarda dritto negli occhi e mentre prende il piattino con il dolce gli dice:
«Non vedo l’ora di metterlo in bocca».
Il doppio senso è evidente e lascia il cameriere sospeso tra imbarazzo ed eccitazione. Lui deglutisce, il rigonfiamento nei pantaloni si fa ancora più pronunciato, mentre Barbara continua a sfiorargli il cazzo con le dita.
Il ragazzo sorride nervosamente e risponde a bassa voce: «Spero vi piacciano… entrambi». Poi si allontana a malincuore, con un’evidente erezione visibile sotto la divisa.
Barbara dice ad alta voce, con un tono eccitato e quasi troppo disinvolto:
«Ragazzi, ha un cazzo enorme… mai vista una roba simile. Io devo assolutamente trovare il modo di toccarlo e prenderlo in bocca. Datemi qualche idea.»
Carla ride piano, visibilmente sorpresa e divertita dal coraggio di Barbara, mentre io e Antonio ci guardiamo con un misto di eccitazione e tensione. Antonio sorride e sussurra:
«Invitiamolo al nostro tavolo per il caffè…».
«Si, ecco, buona idea… invitiamolo qui per il caffè. Ci penso io» dico alzandomi.
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