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Collega e moglie insospettabile…


di bichibi
11.01.2026    |    922    |    1 8.7
"Continuai per alcuni minuti, sentii le sue contrazioni che mi stringevano il pene stimolandomi l’orgasmo, ormai prossimo..."
Siamo verso la fine del 2018 e, come tutti i giorni, in Azienda condividevo il tempo con i colleghi d’ufficio, tra cui una bella ragazza biondina dagli occhi cerulei, dal carattere gentile e servizievole.
Il rapporto lavorativo era idilliaco e mai avrei pensato che dietro quegli occhi così ingenui si potesse nascondere una donna focosa e passionale.
Lei, reduce dalla seconda gravidanza, che un anno prima l’aveva portata ad ingrassare a dismisura, nel corso della primavera dello stesso anno decise di dare una svolta alla propria vita, iniziando, finalmente, a prendersi cura di sé stessa.
A novembre, il risultato fu sorprendente, potendo sfoggiare una silhouette decisamente invidiabile che non poté passarmi inosservata. Quella ragazza, a cui solo qualche mese prima non prestavo attenzione, iniziò ad intrigarmi. La sua statura piccolina iniziò a mostrare le sue vere forme: il sedere bello tondo, sodo e pronunciato, i seni che iniziavano a delinearsi, il viso che prendeva luce.
Un giorno, in modo del tutto spontaneo, le rivolsi dei complimenti innocenti (del resto era sposata) per la sua evidente trasformazione ai quali, sorridendo, rispose: «Ti ringrazio, sei gentile. Almeno tu mi apprezzi, mio marito neanche se ne accorge». In lei si intuiva una certa insoddisfazione, viveva sola dal mese di agosto con i suoi due figli, mentre il marito, fuori per lavoro, nelle settimane in cui rientrava in sede non le prestava attenzioni.
Nei giorni seguenti, durante le pause, iniziai a invitarla a pranzo. Al nostro rientro in ufficio era diventata nostra abitudine condividere il coffee break nella saletta riservata ed così un bel giorno avvertì il calore delle sue mani che accarezzavano la mia nuca. Il giorno seguente, sempre nella stessa occasione, si avvicinò strusciandosi su di me fino a sentire la consistenza dei suoi seni; questi atteggiamenti si ripeterono ogni qual volta aveva occasione di avvicinarsi.
Essendo sposata ed ormai anche amico del marito, mi forzai ad interpretare questi segnali come semplici dimostrazioni di affetto e stima.
Un bel giorno, all’uscita dall’ufficio, come di consueto, mi avviai in auto per rientrare a casa quando sentii il telefono squillare; era un SMS di lei che mi scriveva: «Ma cosa devo fare per avere un bacio da te?». A quel punto tutto mi risultò chiaro.
Il giorno seguente, sempre con il mio solito humor e per rompere il ghiaccio, decisi di farle trovare un Bacio Perugina sulla tastiera. Alla vista del dolce pensiero balzò dalla sua sedia e, con grande attenzione per non farsi scoprire, mi raggiunse velocemente per baciarmi sulla guancia, dicendomi «Ti ringrazio, ma avrei preferito un altro tipo». Sorridendomi, si allontanò continuando a guardarmi intensamente.
Poche ore dopo, all’uscita da lavoro, la raggiunsi nel parcheggio, le chiesi di abbassare il finestrino ed esordii dicendole: «Eccomi, non devi fare nulla». La baciai e il suo viso arrossì di piacere.
All’indomani giunti a lavoro le chiesi di uscire per chiarire questo speciale feeling e così in auto le domandai se capisse cosa stessimo iniziando a fare e lei, per tutta risposta, ribatté: «Non vedo nulla di male; del resto passiamo più tempo noi insieme che con i nostri partner. Comunque, ti sono sincera, pensavo di non piacerti». La mia risposta fu secca: «Tu mi piaci fisicamente e mentalmente, ma per rispetto non mi sarei spinto fino a questo punto; avrei però piacere di conoscerti meglio, mi intrighi».
Fu così che, il 20 dicembre 2018, prima dell’uscita da lavoro, decise di rompere il ghiaccio sussurrandomi: «ascolta ho bisogno di te almeno mezz’ora oggi e domani; ho bisogno che ti trattenga quando usciamo, ti chiedo solo mezz’ora, non mi dire di no, ho un desiderio fisso da giorni, quello di passeggiare in auto con te e di masturbarti mentre guidi, sentirti sborrare sulla mia mano ed annusare il suo profumo, mi accontenterai vero? Domani sera rientra mio marito e non potremo sentirci e vederci fino alla befana». L’accontentai.
Complice il buio che già dalle 16 avvolgeva il pomeriggio, ci incontrammo in un posto appartato e proseguimmo con la mia macchina senza farci troppi problemi. Senza perdere tempo, mi slacciò la cintura e mi sbottonò i pantaloni; la sua mano si insinuò dolcemente fino a prendermi il mio cazzo già duro per l’eccitazione. Iniziò masturbarmi con dolcezza, movimenti lenti ma intesi, con il pollice bagnato della sua saliva mi stimolava il frenulo, procurandomi dopo alcuni minuti una calda e copiosa eiaculazione di bianca crema calda che finì per inondargli mano e maglione. Alla vista di tale esplosione di piacere esclamò ridendo: «wow tesoro mi hai fatto la doccia». Poi, portò la sua mano al viso, l’annusò intensamente e la pulì leccandola sino all’ultima goccia di sperma.
Passate le feste natalizie, un giorno mi propose di fare una pausa pranzo a casa sua: i figli non c’erano e il marito non sarebbe rientrato prima del mese di febbraio. Accettai volentieri. Pranzammo e mentre ci scambiavamo effusioni in cucina, mi prese per mano chiedendomi di seguirla in camera da letto.
Arrivati in stanza, la stesi sul letto sfilandole la maglia ma lasciandole il reggiseno. Iniziai a baciarla, e profumo della sua pelle era intenso e le sue reazioni mi eccitavano tantissimo. Continuai baciandole i lobi delle orecchie, mentre Lei si arcuava per il piacere, le mie mani cingevano con forza il suo bacino permettendomi di apprezzare la muscolatura contrarsi, e fu allora che esclamò: «Oddio».
A quel punto decisi di abbassarle le spalline del reggiseno, le strinsi i seni con le mie mani, li palpeggiai e successivamente decisi di sganciarlo.
Eccoli, quei seni che qualche giorno prima potevo solo immaginare ora erano davanti ai miei occhi, bianchi come il latte, l’aerole piccole e scure ed i capezzoli duri e pronunciati. Li palpeggiai ancora, strinsi i capezzoli dolcemente e sentii Lei gemere e, mentre il suo busto si stendeva e si arcuava sempre di più, mi sussurrò: «stringi, Siiii, Siiii, ahhh, ahhhh».
A quel punto decisi di assaporarli, di succhiarli con decisione e, mentre la sentivo ansimare, iniziai a scendere pian piano con la mia bocca sul suo ventre morbido.
La mia eccitazione saliva sempre più così decisi di sfilarle i jeans! Lei era davanti a me oramai solo con gli slip, mi spinsi con la bocca sempre più giù sino ad incontrare sensualissima brasiliana in pizzo di colore nero che a quel punto dovetti toglierle; Lei non si oppose, si arcuò e mi agevolò.
Eccola, ora davanti ai miei occhi avevo Lei, con tutta la sua grazia. Il pube si presentava depilato con un piccolo triangolino di peli subito sopra la vagina, il desiderio mi saliva sempre più! Decisi di poggiare la mia bocca sulle sue grandi labbra belle carnose, con la lingua mi insinuai all’interno della vagina bagnatissima, il suo sapore era leggermente salato, proseguendo alla ricerca del clitoride.
Non appena raggiunto, lo avvertì turgido, la mia lingua lo sfiorò procurandole un sobbalzò di piacere mentre Lei spingeva con forza la mia testa su di se pregandomi di continuare: «Siiii, ti pregooo, continua, leccalo leccalo, leccalo forteeee, ahhhhh».
Subito dopo la sentì alzarsi, strapparmi letteralmente la maglia, e chiedermi di spogliami.
Ora eravamo entrami nudi sul suo letto; e così mi avvertì: «ricorda che non prendo la pillola fai attenzione, non venirmi dentro»; ma io, previdente, avevo con me i profilattici che nel contempo recuperavo dai pantaloni al mio fianco porgendoli nelle sue mani e scorgendo in lei un sorriso compiaciuto.
Lei a quel punto cinse il mio pene con le sue mani ed iniziò a leccarlo continuando con un superlativo pompino; sentivo il suono della sua bocca mentre succhiava, e continuò così per alcuni minuti mentre io affondavo le dita nella sua calda e bagnatissima vagina di color rosa, che per l’eccitazione si gonfiava sempre più.
Fu allora che Lei decise di passare oltre sussurrandomi: «ti voglio dentro, ti voglio dentro di me» mostrandomi il profilattico da calzare; Non appena calzato lei si lanciò su di me prendendo il pene ed inserendolo nella sua vagina. Lo sentì scivolare libero per quanto era bagnata, Le vidi socchiudere le palpebre per il piacere, gli occhi andare che verso l’alto, intravedendone il solo bianco della sclera. I suoi movimenti erano armonici ma decisi.
Mi baciò, mi leccò il viso, e mentre gemeva vigorosamente con la testa china su di me e la bocca leggermente socchiusa sentì gocciolare la sua saliva sulle mie labbra.
Il suono dei ns movimenti mi dimostrava che lei era completamente inondata del suo trasudato vaginale. Desiderai succhiarle i sui seni, li presi tra le mie mani, li strinsi in modo che i capezzoli fossero ben sporgenti mordicchiandoli leggermente, ed appena iniziai a succhiarli senti un grido: «Oddio, ahhhhh, ahhhhh, come godooo, continua e spingi dentro».
A quel punto decisi di cambiare la posizione, la sistemai supina, la penetrandola nella posizione del missionario.
Entrambi avevamo il pube completamente bagnato, il mio sesso e la sua vagina erano pieni di schiuma bianca dovuta alla frizione del trasudato vaginale che continuava a scendere copioso colando sulle lenzuola azzurre.
Continuai per alcuni minuti, sentii le sue contrazioni che mi stringevano il pene stimolandomi l’orgasmo, ormai prossimo.
Lei gemeva, gemeva sempre più forte; decisi di baciarla per evitare che i vicini potessero sentire.
Mentre la colpivo sempre più forte, Le dissi che avrei voluto sborrargli sul seno, ma lei mi supplicò di non uscire per percepire le mie contrazioni nel momento in cui Le fossi arrivato dentro (avevo il profilattico era serena) ed aggiunse: «ti prego sbattimi più forte».
Il suono dei nostri corpi si faceva sentire in modo ritmico; sentivo la sua vagina stringermi ancora più forte la base del pene quando raggiungeva il fondo della sua vagina. Mi imposi di resistere altri 5 colpi. Fu a quel punto che la sentì urlare di piacere ed io contestualmente sborrare copiosamente. Mi abbracciò baciandomi e chiedendomi di rimanere dentro ancora qualche secondo.
Successivamente uscii il pene, lei mi face stendere, mi sfilò il profilattico e mi lo leccò delicatamente mentre è ancora eretto…
Ci guardammo, si stende affianco, prese un plaid per coprire i ns corpi, si strinse a me, mettendo la sua coscia tra le mie e dicendomi compiaciuta…”Ho visto le stelle”.
Fu la prima di più incontri in un periodo di 4 mesi prima del rientro del marito.

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