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tradimenti

Elisa e la grigliata


di Dreamfree
29.05.2026    |    14    |    0 6.0
"Continuo così, massaggiandola delicatamente per alcuni minuti, ma lì al tavolo oltre quello non posso fare..."
Elisa
Questa nuova storia è recentissima, risale a sabato sera del 2 agosto 2025, quando un paio di amici mi invitano ad una grigliata in villa di uno di loro per passare una serata in compagnia prima delle ferie.
Alla serata partecipano quattro coppie, io e mia moglie, più altre tre di cui una sono i padroni di casa ed un amico da solo aggiunto all’ultimo minuto solo perché la sua donna è di servizio nel ristorante in cui lavora.
Appena arrivati ci si saluta con baci e abbracci in quanto siamo già amici o conoscenti anche se ci si vede poco. Qualcuno aiuta a preparare la tavola, qualcuno inizia a preparare per l’aperitivo e qualcuno gli antipasti, io ed Elisa, la moglie del padrone di casa ci occupiamo del vino tra una parola e l’altra per lo più sull’enologia visto che entrambi siamo appassionati di quel mondo.
La serata inizia bene con qualche giro di spritz chiacchierando tutti insieme di lavoro, di ferie, di progetti e difficoltà, mentre il padrone di casa tra un bicchiere e l’altro va e viene dalla griglia per preparare la cena.
Ben presto si formano i gruppetti in base all’interesse degli argomenti affrontati, le donne, tra cui la mia in un angolo del giardino sui divanetti, gli uomini vicino alla griglia ed io con Elisa. Dopo aver fatto un breve passaggio in cantina per scegliere il vino, ci sediamo al tavolo dove lei inizia a tirare fuori alcuni problemi che ha, prima con la sua azienda e il lavoro, poi con il marito, mentre cominciano a girare gin tonic sempre più carichi.
Sono le 21 passate ed il sole ormai è quasi tramontato, finalmente il cuoco annuncia di sedersi che si comincia a mangiare, giro di antipasti di salumi e poi inizia a portare un vassoio di carne alla brace. Io ed Elisa con due bottiglie di vino rosso che abbiamo scelto per la serata facciamo il giro del tavolo per riempire i bicchieri e poi ci sediamo. Qualcuno già allegro per gli aperitivi inizia a scherzare e fare battute ed incoraggia un brindisi, poi un altro ed un altro ancora, mentre il padrone di casa sempre con un bicchiere pieno in mano, continua ad andare e venire dalla griglia con vassoi di carne. Si stappano altre bottiglie di vino rosso.
Il livello alcolico si alza ed i gruppetti si riformano. Elisa fa una battuta indicando il marito che ubriaco tiene banco in mezzo agli altri. “Tu hai bisogno di un po' di sesso per distrarti” le dico ridendo. Lei finisce il bicchiere del rosso che ha in mano, “Guarda, è più di un anno che non si fa niente... oh ma sai, io sono spesso in giro per lavoro e ti assicuro che quando capita l’occasione non me la lascio scappare” dice lei con un sorriso provocatorio e un po' alticcia. Mi permetto di poggiarle un po' più che amichevolmente una mano sulla gamba nuda a causa di uno spacco del lungo vestito blù estivo che indossa e che lascia intravedere fino a metà della coscia, rido e dico “Fai bene”. Lei in tutta risposta con un sorriso sarcastico batte la sua sulla mia dicendo “Lo so, lo so”.
La guardo negli occhi e lei ricambia lo sguardo maliziosamente, capisco che quella è una di quelle occasioni che non si lascerebbe scappare. Cerco mia moglie con lo sguardo e la trovo in fondo al lungo tavolo impegnata a discorrere con le altre, cerco sempre con lo sguardo il padrone di casa e lo trovo ad un tavolino in giardino a bere e ridere con gli altri. Guardo nuovamente Elisa, una donna alta almeno 1,80 di 45 anni, la faccia un po' cicciotta ed anche il corpo non proprio asciutto, “Togliti le mutande”, le dico improvvisamente guardandola intensamente negli occhi. Lei sorride, riempie entrambi i bicchieri a metà di vino rosso che tracanniamo d’un fiato sempre senza distogliere gli sguardi, poi si alza di scatto ed entra in casa. Penso di aver esagerato e fatto una brutta figura e già penso come scusarmi quando sarebbe tornata. Un paio di minuti e ritorna con un vassoio in mano sul quale svettano alcune bottiglie di grappe, mirto e limoncello ed i bicchierini, fa un giro dei vari gruppetti e ne riempie uno a testa lasciando una bottiglia ad ogni capannello tranne una che porta da me, riempie due bicchierini di grappa per noi, si siede al posto di prima a capo tavola, prende il telefono e mi chiama accanto a se per farmi vedere qualcosa, mi avvicino, accende il cellulare e mi fa vedere la foto di una figa aperta completamente depilata, sorrido ed incrociamo i nostri sguardi, il mio è stupito come se chiedesse “E’ la tua?” ed il suo provocante come se dicesse “La vuoi?”. Il mio cazzo sussulta ed inizia a crescere.
Le appoggio nuovamente la mano sulla coscia nuda, lei posa la sua sulla mia e questa volta la tira sotto il vestito fino a farmi sentire che si è tolta le mutande e che la sua figa depilata è già umida di desiderio. Infilo le dita tra le grandi labbra, le allargo e delicatamente le inserisco appena dentro, lei socchiude gli occhi ed alza leggermente la testa in segno di piacere. Il mio cazzo è pronto per l’amplesso. Continuo così, massaggiandola delicatamente per alcuni minuti, ma lì al tavolo oltre quello non posso fare.
Mi guardo intorno per vedere cosa stanno facendo gli altri, vedo che sono sempre impegnati nei loro discorsi. Così gioco una carta erotica, le tolgo le dita dalla figa e le lecco per farle capire che mi piace e ne voglio di più poi mi alzo e dico ad alta voce “Devo andare in bagno… dov’è?” Lei capisce al volo e dice “Dentro a destra, vai avanti a sinistra e poi giri… andiamo ti faccio vedere io” e si alza precedendomi per farmi strada. Nessuno ci fa caso ed io la seguo. Entriamo nella zona cucina, poi a destra nella zona salotto dove c’è una grande colonna rotonda in mezzo alla stanza. La spingo appoggiandola con la schiena contro la colonna, lei trattiene il fiato ed i suoi occhi mi implorano di non fermarmi, la bacio delicatamente sulla bocca e lentamente insinuo la lingua tra le sue labbra che lei socchiude facendomi sentire la sua, mentre la mano scivola sotto il vestito ed inizio a rovistarle nella figa. Il desiderio è alle stelle così mi inginocchio davanti a lei la quale alza il vestito porgendo il bacino in avanti ed offrendomi il sesso depilato. Vi infilo subito avidamente la lingua tra le labbra grondanti di umori. Amo follemente leccare la figa e mi perdo lì per alcuni minuti, mi alzo, la tiro a me, la volto e la accompagno ad inginocchiarsi alla pecorina, anch’io mi inginocchio tra le sue gambe le alzo il vestito blù sulla schiena, abbasso la cerniera dei leggeri pantaloni estivi che indosso, scosto le mutande e finalmente tiro fuori il cazzo ed i coglioni. Appoggio la cappella al buco caldo e bagnato e lo spingo delicatamente fino in fondo. Lei emette un gemito di piacere e si prostra arcuando la schiena, appoggiando la faccia in terra ed alzando il culo verso l’alto. Con un ginocchio a terra e l’altra gamba sollevata per fare forza inizio a pomparla dall’alto con energia. Lei ansima di piacere ad ogni colpo stringendo con le mani il tappeto che ha davanti. Vado avanti per alcuni minuti fino a che l’acido lattico inizia a gonfiarmi i muscoli della gamba su cui sto facendo forza e sento che stò per avere un crampo, così cambio gamba ed inizio nuovamente a scoparla alla pecorina con forza. Ad ogni colpo in suo culo ballonzola allargandosi sui fianchi mentre io aumento la velocità e la forza fino a che strizza il tappeto che tiene tra le mani con forza e viene soffocando un grido di piacere. Ancora qualche colpo ed estraggo il cazzo, la giro facendola sedere e mentre è appoggiata a terra sulle mani dietro la schiena mi porto su di lei e le infilo il cazzo tra le labbra che lei socchiude per accoglierlo e la scopo in bocca fino a scaricarle nella gola tutto il mio succo che ingoia avidamente continuando a succhiarmi fuori fino all’ultima goccia. Lo tolgo da quel caldo alloggiamento e ridiamo di soddisfazione. Lei ha una goccia di sborra che le cola da un lato della bocca, mi avvicino e la pulisco con la lingua per poi baciarla ancora. Ci alziamo, ci ricomponiamo, passiamo dalla cucina dove mi mette in mano due bottiglie di vino rosso ancora tappate e come se nulla fosse ritorniamo al tavolo per bere ancora un grappino. Il padrone di casa si è addormentato ubriaco sull’amaca, gli altri stanno finendo alticci i loro discorsi e si respira ormai l’aria della stanchezza e della noia. “Allora signori… andiamo a casa?” dico ad alta voce. E’ mezzanotte. Così lentamente tutti si alzano, ci salutiamo con baci sulle guance alle signore. “Mi raccomando” dice Elisa a me e mia moglie pronti a congedarci “Vi aspetto alla prossima grigliata”. “Sicuramente non mancheremo” risposi con un sorriso e la bacio sulle guance. “Ah, le bottiglie che mi hai dato” dico e le afferro prendendole per il collo. “Grazie, alla prossima” aggiungo e ci incamminiamo verso l’auto. Credo che nessuno si sia accorto di niente perché fino ad oggi nessuno a proferito una parola in merito.
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