tradimenti
IL MOMENTO IN CUI SI ARRESE A LUI
01.12.2025 |
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"Il suo respiro si sincronizzò al suo, come se lui sapesse esattamente quanto vicino stare per farla cedere..."
Era una giornata come tante altre, una di quelle in cui non succede mai nulla.Il marito era al lavoro, la casa era silenziosa e lei, da mesi, si portava addosso una sensazione difficile da nominare: come se la sua bellezza si fosse sbiadita, come se il tempo avesse spento qualcosa in lei che nessuno sembrava più vedere. Sapeva che aspettava un pacco, ma non si immaginava nulla di speciale quando aprì la porta.
E invece… lo vide. Lui.
Giovane.
Spalle larghe.
Mani forti.
Una mascolinità naturale, non esibita.
E quegli occhi: timidi, all’inizio. Ma profondi. Vivi. Caldi.Un attimo, e qualcosa dentro di lei si accese.
Un ricordo lontano: quello di sentirsi guardata davvero.
«Buongiorno… consegna per lei.»
La sua voce era un balsamo caldo, che le scivolò dentro senza chiedere permesso.
Gli prese il terminale sfiorandogli le dita.
Un gesto minuscolo.
Un gioco.
Forse una prova, forse un impulso.
E lui tremò.
Appena.
Ma abbastanza per farle vibrare il ventre.
Da quanto tempo nessuno tremava per lei? Decise allora di provocarlo: un passo più vicino, un sorriso lento, lo sguardo morbido. Voleva vedere se aveva un punto debole. Voleva sentirsi ancora capace di incendiare qualcuno. Ma fu in quell’esatto momento che lui sollevò lo sguardo…
e tutto cambiò. Non era più il ragazzo timido che aveva visto un secondo prima.
I suoi occhi erano diventati profondi, intensi, sicuri. Uno sguardo da uomo che aveva compreso il suo potere.
E il suo desiderio. Lei sentì un brivido correre lungo la schiena. Un brivido dolce, elettrico, pericoloso. Provò a mantenere il controllo, a restare lei la dominante, a guidare il gioco. Ma lui non indietreggiò.
Non si confuse. Non si spaventò. Si avvicinò appena, solo quanto bastava per farle sentire il calore del suo corpo. L’aria si fece più densa. Il suo respiro si sincronizzò al suo, come se lui sapesse esattamente quanto vicino stare per farla cedere. Lei lo guardò negli occhi e vide qualcosa che la scosse nel profondo:
desiderio puro. Crudo. Vero. Desiderio per lei. Non per una ragazza più giovane.
Non per una donna perfetta.
Per lei. Il suo cuore rallentò, poi accelerò.
Le gambe si fecero leggere, poi pesanti.
Si sentì… rinascere. Bella. Viva. Donna.
Lui le sussurrò, con una voce bassa che le entrò direttamente nello stomaco:
«Non sai quanto mi stai facendo impazzire.» E fu lì che accadde qualcosa di inaspettato. Lei, che era convinta di essere appassita, si sentì ardere. Una fiamma antica, mai davvero spenta, tornò a bruciare. Perché lui la guardava come se fosse la cosa più affascinante che avesse visto da tempo. Non le stava solo mostrando desiderio… Le stava restituendo se stessa. La dominanza di lui non era forza bruta. Era intensità. Era presenza. Era il modo in cui ogni suo gesto le diceva senza parlare:
“Tu sei ancora splendida.
Tu mi accendi.
Tu mi domini senza accorgertene.”
E quando tutto finì, quando lui si ricompose il respiro e le disse soltanto:
«Grazie.»
Fu allora che le si bloccarono le parole.
Perché era lei, davvero lei, che avrebbe dovuto ringraziarlo.
Per averle ricordato che la sua bellezza non era appassita.
Era solo in attesa…
di qualcuno capace di farla rifiorire.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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