tradimenti
La zia ritrovata cap 6...Complici
10.06.2026 |
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"Antonio, nel frattempo, si è alzato in piedi accanto alla poltrona: guarda la sua donna posseduta da me e riprende a segarsi, rapito da quella visione..."
Seguito del racconto "Preludio".Il lunedì mattina scorre lento. Mi dirigo al lavoro e svolgo tutte le mie mansioni con la mente inevitabilmente distratta. Verso le 11, finalmente, sblocco lo schermo del telefono. Sul display spicca una notifica: è un messaggio di mia zia Sonia "Buongiorno, chiamami appena puoi che ti aggiorno per questa sera 💋"
Leggere quelle parole, accompagnate da quell'emoticon con il bacio, ha un effetto immediato. L'immaginazione vola subito al suo corpo: la sua figura alta, i capelli biondi, la scollatura generosa che fatica a contenere la sua quinta di seno e le gambe slanciate che valorizzano quel suo fondoschiena grande, rotondo e incredibilmente sodo. Un calore improvviso mi investe il petto, trasformandosi rapidamente in un brivido intenso. Un leggero, elettrizzante formicolio comincia a propagarsi nelle mie parti intime, irrigidendole sotto il tessuto dei pantaloni.
Arriva finalmente l'ora di pranzo, che coincide con la fine del mio turno. Salgo in macchina e, appena accendo il motore, avvio la chiamata. Il telefono squilla solo due volte prima che la sua voce calda e avvolgente riempia l'abitacolo attraverso l'altoparlante «Ehi, finalmente! Pensavo non mi richiamassi più», esordisce lei, con un tono giocoso che lascia trapelare una punta di malizia.
A quel suono, l'immagine del suo corpo biondo e flessuoso mi fulmina la mente. Impugno il volante con più decisione. «Hai ragione, ma ho avuto una mattinata davvero impegnativa. Dimmi tutto...», rispondo. Cerco di mantenere la voce calma, bassa e decisa, per nascondere l'eccitazione che ha ripreso a pulsarmi sotto i vestiti.
Dopo qualche scambio di convenevoli, il discorso scivola rapidamente su Antonio. Sonia mi descrive il suo compagno: un classico scapolo sulla sessantina, da poco in pensione, che ha dedicato l'intera vita alla carriera sacrificando i legami stabili, ma che ha accumulato un bagaglio di esperienze notevole ed è tutt'altro che ingenuo.
La zia passa poi a raccontarmi della loro intimità, e la sua voce al telefono si fa più bassa, quasi confidenziale. Mi spiega che tra loro c'è una sintonia sessuale totale, travolgente. Una complicità così profonda da averla spinta a confessargli le sue perversioni più nascoste. Compreso il desiderio proibito che prova per me, suo nipote.A quella rivelazione, il sangue mi va letteralmente a fuoco. Sonia continua, divertita dalla mia reazione silenziosa: mi confida che Antonio, tutt'altro che geloso, ha mostrato subito un enorme interesse. Le ha confessato il desiderio di vederla finalmente in quelle vesti: una porcona disinibita, libera da ogni tabù. È questo il motivo per cui la zia ha deciso di organizzare la sorpresa di stasera.I dettagli pratici sono chiari, ma il resto è avvolto nel mistero: devo andare a prenderla a casa sua. Per le 21:00 dobbiamo essere da Antonio, che ci ospiterà per la cena.
«Da quel momento in poi», conclude lei con una risatina roca che mi fa scattare un brivido lungo la schiena, «prenderò io in mano la situazione. Non chiedermi altro, per ora».
Io, ormai eccitatissimo e con il cuore che mi martella nel petto, accetto la proposta senza alcuna esitazione. Ci salutiamo dandoci appuntamento per la sera.
Appena riattacco, mi rendo conto di essere già un fuoco vivo. Il solo pensiero di ciò che mi aspetta mi fa pulsare il sangue nelle vene. Arrivato a casa, sento il bisogno assoluto di calmarmi: mi spoglio di fretta, lasciando cadere i vestiti sul pavimento, ed entro nel box doccia. Regolo il miscelatore sul freddo e lascio che una cascata gelida mi investa la pelle, cercando di spegnere quel calore a tratti insostenibile e di placare l'erezione che spinge prepotente.
Dopo essermi asciugato, mi stendo sul letto ancora umido. Ho bisogno di riposare, di ricaricare le energie e di raccogliere le forze per essere pronto a tutto. Resto lì a fissare il soffitto nella penombra, mentre l'attesa trasforma ogni minuto in un'eternità e l'immaginazione continua a farmi visualizzare le forme giunoniche di mia zia Sonia.
Per essere l'otto giugno la serata è insolitamente calda, l'aria è densa di elettricità. Opto per un outfit fresco e leggero: pantalone lungo in lino bianco e una camicia sbottonata sul collo.
Arrivato sotto casa sua, scopro che zia Sonia è già in strada ad attendermi. La visione mi mozza il fiato. Ha scelto un abito lungo e leggero, non aderente, ma quel tessuto morbido sembra fatto apposta per accarezzare le sue forme giunoniche ad ogni minimo movimento. La scollatura profonda e generosa incornicia ed esalta il suo enorme seno da quinta misura, che ondeggia leggermente mentre cammina. Ai piedi porta un paio di tacchi alti che slanciano ulteriormente le sue splendide gambe, mettendo in risalto le dita curate e accese da uno smalto rosso fuoco. Appena mi vede, sul suo viso maturo ed eccitante esplode un sorriso sfavillante.
Sale in macchina, portando nell'abitacolo una scia del suo profumo intenso «Fa caldino questa sera, eh?», esordisce, sistemandosi sul sedile «In effetti sì, ho acceso un po' d'aria condizionata per rinfrescare l'ambiente», la rassicuro io, stringendo il volante
«Grazie... ma vedrai che tra qualche ora non servirà più nemmeno quella», replica lei. Mi lancia un'occhiata carica di malizia pura e si morde lentamente il labbro inferiore, fissandomi dritto negli occhi.
Metto in marcia e partiamo alla volta della nostra serata. Durante il tragitto cerchiamo di allentare la tensione parlando del più e del meno, ma l'eccitazione è palpabile. Una volta parcheggiato sotto la palazzina di Antonio, prima di spegnere il motore, Sonia si volta verso di me «Sarà una serata davvero divertente», sussurra. Si sporge in avanti, azzerando le distanze, e mi stampa un bacio delicato ma umido sulle labbra. Contemporaneamente, fa scivolare la mano destra tra le mie gambe, afferrando e stringendo con decisione il mio pacco, ormai teso e durissimo sotto il lino leggero dei pantaloni. Un brivido violento mi scuote tutto il corpo. Poi, con assoluta disinvoltura, apre la portiera e scende dall'auto.
Siamo davanti al videocitofono. Due enormi palazzi di una decina di piani si stagliano imponenti dinnanzi a noi nel buio della sera. Schiaccio il pulsante e, dopo pochi istanti, la voce profonda di un uomo risuona dal piccolo altoparlante: «Aperto, Sonia?»
«Grazie, amore!», risponde subito la zia con tono squillante
Tra le mani stringe un vassoio con una delle sue fantastiche crostate artigianali, mentre io porto una bottiglia di prosecco ghiacciato. Varcato il portone, entriamo nell'ascensore. Sonia mi lancia un'occhiata complice e mi chiede di premere il dieci sulla pulsantiera. Mentre la cabina inizia a salire, lei si pianta proprio davanti a me, riducendo lo spazio a zero. I suoi grandi seni premono contro il mio petto
«Peccato che io abbia entrambe le mani impegnate...» sussurra, abbassando lo sguardo verso i miei pantaloni in lino, dove il gonfiore è evidente. «Altrimenti te lo avrei preso volentieri in bocca per qualche secondo, giusto per farti arrivare rilassato» Prima che io possa riprendermi da quella provocazione micidiale, si sporge e mi stampa un bacio umido e profondo sulle labbra, lasciandomi con il fiato sospeso.
Il segnale acustico annuncia l'arrivo al decimo piano. Le porte metalliche si aprono su un pianerottolo con due porte blindate: una è serrata, mentre sull'uscio dell'altra è già spuntato Antonio, che ci accoglie con un gran sorriso ospitale
«Finalmente! Buonasera», esordisce, guardandoci con calore. Zia Sonia gli va incontro felpata sui tacchi alti, facendo oscillare i fianchi e quel fondoschiena magnifico. Lo saluta subito stampandogli un bacio appassionato sulla bocca: «Ciao, amore» Subito dopo mi avvicino anche io. Gli tendo la mano per presentarmi, ma lui anticipa le mie mosse, ricambiando la stretta con vigore e guardandomi dritto negli occhi con un'espressione divertita e complice.«Allora tu sei il famoso nipote, Gianni!», afferma sicuro. «Piacere, Antonio»
«Piacere mio», rispondo, cercando di mantenere un contegno formale nonostante l'eccitazione. Con un gesto elegante della mano, Antonio si sposta di lato e ci fa accomodare all'interno della sua abitazione, un attico moderno e curato nei minimi dettagli.
La cena scorre piacevole tra risate e chiacchiere. Antonio si rivela un uomo colto, intelligente e un cuoco eccellente. Capisco subito perché mia zia abbia deciso di legarsi a lui dopo anni di solitudine. L'atmosfera è rilassata solo in apparenza, perché sotto al tavolo la zia non fa altro che provocarci: sfila i tacchi e comincia a farci il piedino, strofinando le sue estremità curate sulle nostre gambe. La cosa ci eccita da morire, mentre ogni suo movimento ravviva la scollatura generosa sopra il tavolo, ricordandomi la promessa dell'ascensore.
A cena finita ci diamo da fare per rassettare rapidamente la cucina, poi ci accomodiamo in sala per bere degli amari, continuando una discussione sul decadimento calcistico del nostro Paese. Io e Antonio siamo seduti su due poltrone separate. A un certo punto zia Sonia si alza e, lanciandoci uno sguardo carico di malizia pura, annuncia di doversi andare a dare una rinfrescata veloce. La seguiamo con gli occhi mentre scompare dietro la porta del corridoio.
Rimasti soli, l’atmosfera cambia. Lo sguardo di Antonio si fa più serio, maturo e penetrante
«Sai, Gianni, abbiamo parlato molto io e Sonia. Anche di quanto è successo in passato tra di voi... Beh, ti confesso che la cosa non mi dispiace affatto, anzi» esordisce accennando un sorriso complice
«Negli anni non mi sono mai legato stabilmente a nessuna donna, ma ho avuto tantissime esperienze, anche all'estero. Ho frequentato club e conosciuto molte persone disinibite. Ho sempre desiderato, però, avere una compagna fissa con cui condividere questo tipo di avventure. Con tua zia ci siamo trovati subito su questa lunghezza d’onda... e ho capito che insieme a lei avrei finalmente potuto realizzare questo mio desiderio. Tu che ne pensi?»
Lo guardo dritto negli occhi, apprezzando la sua schiettezza:
«Posso solo essere lusingato di potervi aiutare in questo», rispondo con tono deciso e un sorriso sincero. «Ovviamente io mi attengo alle vostre richieste. Non azzarderò nulla a meno di vostre precise indicazioni, ma sono davvero molto contento di essere qui»
Antonio si rilassa sulla poltrona, visibilmente soddisfatto «Bene. Vedo che conosci già le regole di questo gioco, non potevo chiedere di meglio»
Si sporge in avanti, versa della grappa in due bicchierini e me ne passa uno «A noi» dice sollevando il suo. Brindiamo mentre dal corridoio iniziano a risuonare i passi di zia Sonia che sta per tornare.
Il rumore dei tacchi sul pavimento si fa sempre più nitido, scandendo i battiti del mio cuore. Poi la porta si apre e zia Sonia ricompare in sala, lasciandoci a bocca aperta. Ha cambiato calzature, sfoggiando un paio di sandali dal tacco altissimo e sgargiante. Addosso non ha più l'abito, ma indossa soltanto una vestaglietta nera semitrasparente, completamente aperta sul davanti, che lascia intravedere il contrasto eccitante tra la pelle chiara, la figa liscissima e completamente depilata, e il seno enorme da quinta misura, libero e pesante. Le gambe splendide e slanciate sono fasciate da un paio di calze autoreggenti nere che incorniciano quel fondoschiena rotondo e sodo
«Avete finalmente finito con queste chiacchiere inutili?», domanda scherzosamente, con una voce roca che trasuda lussuria. Si avvicina flessuosa alla poltrona di Antonio. Si piega su di lui, offrendo alla mia vista una prospettiva micidiale del suo fondoschiena, e lo bacia con passione, infilandogli la lingua in bocca. Antonio geme, allunga una mano e le afferra un seno abbondante, premendo le dita contro la carne morbida, mentre lei fa scivolare la mano destra sui pantaloni dell'uomo, palpando il gonfiore visibilmente teso. Con gesti rapidi e disinibiti, Sonia gli sbottona i pantaloni e tira fuori il membro, già dritto e marmoreo. È un pene non troppo lungo, ma incredibilmente grosso, con le vene turgide in rilievo. La zia lo stringe nella mano e comincia a segarlo con ritmo regolare, godendosi lo spettacolo del suo uomo che getta la testa all'indietro per il piacere.
Lo sega lentamente, assaporando ogni gemito, mentre lui gode a occhi chiusi. Con un colpo rapido e deciso, Antonio si mette più comodo: sfila le scarpe, si toglie completamente i pantaloni e sbottona la camicia, lasciandola aperta sul petto. Poi riprende a tastare il seno della zia con entrambe le mani, affondando le dita in quella carne bianca e prosperosa
«Che maiala che sei... Guarda tuo nipote come si sta eccitando a guardarci» sussurra Antonio con voce roca.
A quelle parole, la zia si volta lentamente verso di me. Io sono ancora del tutto vestito sulla mia poltrona, ma la camicia sbottonata e i pantaloni in lino leggero non riescono a nascondere nulla: la sagoma del mio membro, turgida e dritta, si vede chiaramente attraverso il tessuto. Me lo sto massaggiando con decisione sopra la stoffa, fissandoli con uno sguardo perso nell'eccitazione più pura
«Forse è il caso che mi prenda cura del nostro ospite, amore... Che ne dici?», dice la zia. Continua a guardarmi dritto negli occhi, mordendosi il labbro inferiore con una sensualità micidiale, mentre la sua mano non smette un attimo di segare il suo uomo
«Fai pure, è qui proprio per questo», risponde Antonio con un sorriso complice, lasciando finalmente la presa sul seno di lei per godersi lo spettacolo.
Zia Sonia si avvicina lentamente verso di me. Con un gesto fluido fa cadere a terra la vestaglia, mostrando la sua figura giunonica completamente nuda su quei tacchi altissimi, svelando la pelle chiara e la depilazione totale della sua figa. Mi accarezza dolcemente il volto: «Spogliati», mi ordina con voce ferma. Eseguo il comando senza esitazione, liberandomi dei vestiti. Lei si inginocchia sinuosa tra le mie gambe, afferra il mio cazzo turgido e gonfio di piacere e comincia a prendersene cura, leccandolo lentamente con la lingua senza mai staccare gli occhi dai miei.
«Mettiti a pecora, così mi godo meglio lo spettacolo da qui» le ordina Antonio dalla poltrona, mentre continua a segarsi, eccitatissimo. La zia esegue subito l'ordine, girandosi in modo da offrire ad Antonio la visuale ravvicinata del suo fondoschiena grande e sodo e della sua figa bagnata ma senza interrompere il calore della sua bocca su di me. Continua a prendermi tutto con passione per diversi minuti, mentre con una mano si tocca la figa, offrendo ad Antonio uno spettacolo totale che lo fa godere solo a guardarla.
«Adesso tocca a te», mi sussurra subito dopo. Mi fa alzare e si sistema sulla poltrona, spalancando le gambe e appoggiandole sui braccioli. Mi inginocchio immediatamente e affondo il viso tra le sue cosce, trovandola caldissima e già bagnata. Comincio a leccarla dentro e a insistere sul clitoride con colpi decisi di lingua.
«Amore, mi sta scopando con la lingua... è fantastico!», esclama la zia ad Antonio, stringendomi e spingendomi la testa con le mani per dettare il ritmo.
«Vedo quanto ti piace, è bravo come dicevi», risponde lui, con lo sguardo fisso su di noi.«E devi vedere come mi prenderà dopo...», ribatte lei, iniziando a spingere con forza il bacino contro la mia bocca, finché l'eccitazione non esplode in un orgasmo travolgente e caldissimo che mi bagna interamente il viso. Io non mi stacco e continuo a leccare con foga, ripulendola da ogni goccia del suo piacere.
«Vieni qui e pulisci tutto con la lingua», sento ordinare alla zia con una voce che non ammette repliche. Prima che io possa muovermi, Antonio si alza dalla sua poltrona. È un uomo alto, robusto e dalla corporatura possente, e vederlo sottomettersi così prontamente ai desideri e ai comandi di mia zia amplifica a dismisura l'eccitazione nella stanza. Si inginocchia sul pavimento proprio accanto a me e inizia subito a ripulire ogni traccia del liquido che ha bagnato la superficie.
Sonia lo osserva dall'alto con uno sguardo dominante e carico di lussuria. Con un movimento fluido si sfila i tacchi alti, liberando i piedi curati con lo smalto rosso acceso. Solleva una gamba e appoggia delicatamente la pianta del piede sulla testa di Antonio, accarezzandolo quasi a voler rimarcare il proprio controllo
«Lecca anche questo, adesso» mormora lei, guardandolo dall'alto. Antonio non se lo fa ripetere. Afferra il piede della zia con una mano per tenerlo fermo e inizia a passargli la lingua sotto la pianta, risalendo poi verso le dita. Si sofferma con devozione sull'alluce, accogliendolo tra le labbra per diversi secondi in un gesto di totale venerazione, mentre Sonia respira affannosamente, godendosi appieno il potere che esercita su entrambi.
Resto in piedi per qualche minuto, godendomi quella scena di dominazione assoluta mentre continuo a massaggiarmi il cazzo, rimasto durissimo.
«Stenditi», ordina improvvisamente la zia. Antonio esegue subito il comando, mettendosi con la schiena sul parquet. Sonia si accovaccia flessuosa sopra di lui, posizionandogli la figa direttamente sulla bocca «Ora puoi leccare anche tu», gli dice. Il suo schiavetto comincia immediatamente a fare il suo dovere, aiutandosi anche con le dita per aprirsi la strada e dare il massimo piacere alla sua donna. Mentre Antonio la bacia dal basso, la zia si volta verso di me, con gli occhi lucidi di lussuria
«Vieni qui, tesoro», mi dice, invitandomi ad avvicinarmi. Riduco le distanze e lei accoglie di nuovo il mio membro in bocca, riprendendo un pompino godurioso e profondo. Il calore delle sue labbra e la vista di Antonio sottomesso mi portano al limite; sento che sto per venire. Prima che questo accada, però, la zia intuisce il mio irrigidimento e si stacca bruscamente
«Aspetta, riservalo per la mia figa!», mi sussurra con voce roca. Si alza delicatamente da Antonio, che ormai si trova in uno stato di totale estasi. Sul suo pube ci sono vistose tracce di sperma, segno evidente che è venuto più volte da solo nel mentre. Sonia si sposta verso la poltrona e si mette a pecora, offrendomi la prospettiva ravvicinata del suo culone sodo e spalancando la sua intimità caldissima, ancora grondante di umori e bagnata dalla saliva di Antonio
«Adesso sfondami», mi incita, invitandomi a entrare dentro di lei senza più freni.
La afferro stringendola forte sui fianchi generosi ed entro dritto e diretto dentro la figa con un colpo deciso. Comincio a spingere con potenza e ritmo regolare, appoggiando un piede sul bordo della poltrona per imprimere ancora più forza a ogni affondo.
«Sì... sì, sìiiiii! Godo!», comincia a urlare la zia, senza più alcun freno inibitore. Sonia asseconda ogni mia spinta muovendo il bacino all'indietro per accogliermi sempre più in profondità. Il rumore umido dei nostri corpi che si scontrano ritmicamente risuona nell'intera stanza, amplificando l'eccitazione. Antonio, nel frattempo, si è alzato in piedi accanto alla poltrona: guarda la sua donna posseduta da me e riprende a segarsi, rapito da quella visione. Sento che sono ormai al limite massimo. Afferro la zia per i capelli dietro la nuca per stabilizzarla e affondo gli ultimi colpi decisivi.«Ti riempio per bene...», le sussurro con voce roca un attimo prima di esplodere. Vengo dentro di lei con un getto potente e prolungato. Sonia sente il calore del mio seme e, pochissimi istanti dopo, urla di piacere mentre viene a sua volta, bagnando interamente il mio cazzo, ancora duro
.Ansante, mi sfilo delicatamente per lasciare spazio ad Antonio. L'uomo si avventa subito sulla zia: prima raccoglie con le dita e con la lingua il mix dei nostri umori, poi si posiziona dietro di lei e comincia a scoparla a sua volta. Nonostante lo sforzo precedente, spinge con energia prima di svuotarsi dentro di lei con l'ultimo sperma rimasto. Si piega un'ultima volta per ripulire con devozione l'intimità della compagna, suggellando il patto di quella serata.
Sonia si distende sulla poltrona per riposare. È visibilmente stanca per le emozioni vissute, ma appare serena e soddisfatta
«Questa si che è una gran bella scopata... vero, amore mio?», chiede rivolgendosi ad Antonio con dolcezza.
L'uomo, che si è accomodato sull'altra poltrona per recuperare le energie, risponde con un cenno d'intesa e un sorriso complice: «Assolutamente d'accordo».
Pensavamo che la serata fosse giunta al termine, ma zia Sonia si accorge che per me non è affatto così. Il suo sguardo scivola verso il mio corpo e nota che il mio membro è rimasto ancora incredibilmente duro e rigido. Sul suo viso maturo ricompare un sorriso dolcissimo e complice
«Amore di zia, ne vuoi ancora? Ma che problema c’è», dice con estrema naturalezza. Si alza e mi fa accomodare sulla poltrona. Anche Antonio, nel vederla muoversi, sembra recuperare improvvisamente le energie; si mette comodo per godersi l'atto finale. Sonia si scavalca e si posiziona sopra di me, guidando con le dita il mio cazzo verso il suo fondoschiena, decisa a prenderselo nel culo
«Adesso mi riempi dietro, eh», dice ridendo con malizia. La afferro saldamente per la schiena, attirandola a me. Affondo il viso nel suo seno enorme, mordicchiando i capezzoli turgidi, mentre comincio a stantuffarla con decisione, spingendo il bacino verso l'alto
«Lo sento tutto dentro al culo così... che bellooo!» urla lei, stringendo i denti per l'intensità del piacere e muovendosi a ritmo con me.
Andiamo avanti così per qualche minuto, finché la sensazione di stringerla da dietro non mi porta di nuovo al limite.
«Sì, ti riempio anche il culo, ziaaa!» esclamo mentre sento l'orgasmo arrivare.
«Bravo Gianni, sìiiiii!» ribatte lei. Esplodo nuovamente dentro di lei con un getto potente. Sonia si china in avanti e mi bacia con passione mentre ci lasciamo andare esausti sulla poltrona. Dopo qualche istante mi sfilo delicatamente dal suo culo, lasciando che lo sperma fuoriesca fluidamente sulla sua pelle. Antonio, che nel frattempo è venuto ancora una volta da solo guardandoci, si accascia sulla sua poltrona, completamente stremato.
L'adrenalina comincia finalmente a scendere. Mi alzo dalla poltrona e chiedo ad Antonio dove sia il bagno per rimettermi a posto. A turno, nei minuti successivi, ci rinfreschiamo e ci ricomponiamo, rivestendoci e riportando la stanza alla normalità.
Dopo esserci rinfrescati e rivestiti, torniamo in sala. Antonio, seppur stanco, ci invita a fare un ultimo brindisi prima di congedarci, versando le ultime gocce nei bicchieri.
«Io resto a dormire qui, va bene per te, amore?», chiede la zia al suo compagno.
Sul suo volto maturo è dipinto un sorriso radioso e soddisfatto, lo sguardo tipico di chi ha appena vissuto una delle migliori serate della sua vita. Antonio, visibilmente appagato, acconsente alla richiesta della zia con un cenno affettuoso.
Mi accompagnano entrambi alla porta. Prima di lasciarmi uscire sul pianerottolo, ci salutiamo. «È stato un vero piacere, Gianni. Magari riorganizziamo una di queste sere, prima che io debba ripartire per il mio prossimo viaggio», mi dice Antonio, stringendomi la mano con vigore e con una complicità ormai consolidata.
«Molto volentieri», rispondo sincero, ricambiando la stretta.
Saluto la zia con un ultimo sguardo d'intesa e richiamo l'ascensore, mentre le porte del loro appartamento si chiudono alle mie spalle.
Salgo in macchina e metto in moto. Proprio mentre mi sto immettendo sulla strada del ritorno, sento il segnale acustico di una notifica. Accosto un attimo e sblocco lo schermo del telefono. È un messaggio di zia Sonia: "Grazie per la splendida serata, Antonio è rimasto davvero contento e ha detto che sei fantastico. Non dimenticarti però che, quando lui parte, sei tutto per me. Buonanotte... 💋"Rileggo quelle parole e rimetto in marcia l'auto con un sorriso stampato in faccia, ripensando a ogni singolo istante vissuto tra quelle mura.
Che spettacolo incredibile che è mia zia Sonia.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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