tradimenti
Scopata mentre mio marito mi tiene la mano
09.06.2026 |
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"Quando ha finito, lei lo ha baciato con una passione che non aveva mai avuto prima..."
Alessio e Francesca erano una coppia come tante altre. Lei aveva trentasei anni, capelli castani che cadevano sulle spalle, un sorriso che ancora lo conquistava dopo undici anni di matrimonio. Lui trentotto, ingegnere in una multinazionale, papà affettuoso e marito attento. Vivevano in una casa con giardino alla periferia di una città del nord Italia. Tre figli: Marco di nove anni, Giulia di sette, e il piccolo Davide di quattro. La vita scorreva ordinaria, prevedibile, affettuosa. Cene in famiglia, weekend al parco, le corse per portare i bambini a calcio e danza.Sotto quella normalità però, Alessio aveva sempre avuto un desiderio che non riusciva a controllare. Guardare. Lasciar fare. Permettere a un altro uomo di avere ciò che era suo, mentre lui osservava. Ne era ossessionato, di notte, da solo in macchina prima di tornare a casa. Un fantasma che lo perseguitava, una vergogna che lo divorava. Non poteva dirlo a Francesca. Lei non avrebbe mai capito.
Ma una sera, durante l'ennesima notte d'amore veloce tra le responsabilità e la stanchezza, le aveva sussurrato la cosa nel buio della camera da letto, mentre il respiro di lei si calmava e i bambini dormivano oltre la porta chiusa. Mi piacerebbe vederti con un altro uomo, aveva detto, il cuore che gli batteva così forte da sentire le pulsazioni nelle orecchie.
Francesca si era congelata. Era rimasta immobile per quello che a lui era parso un'eternità. Poi aveva acceso la luce, lo aveva guardato negli occhi, e gli aveva detto che era disgustoso. Che non era così che funzionavano le cose. Che amava lui e solo lui, e che quella fantasia era la cosa più offensiva che avesse mai udito.
Lui aveva chiesto scusa, aveva cercato di minimizzare, aveva spiegato che era solo una fantasia, che non significava nulla. Lei aveva spento la luce e gli aveva dato le spalle. Hanno dormito separati quella notte. E le sere dopo per una settimana.
Ma poi, lentamente, qualcosa era cambiato in Francesca. Aveva iniziato a fargli domande. Cosa provava esattamente? Era geloso? Aveva paura di perderla? Voleva uscire dalla noiosa routine? Le domande erano diventate conversazioni. Le conversazioni erano diventate discussioni. Le discussioni erano diventate curiosità.
Una sera, quasi un mese dopo, Francesca lo aveva abbracciato e gli aveva sussurrato: "Se riuscissi a farmi sentire di nuovo viva, se questo è quello che vuoi, forse potremmo pensarci."
Alessio era rimasto sorpreso. Avevano parlato per ore quella notte. Lei aveva condizioni. Doveva essere un estraneo totale. Nessuno che conoscessero. Doveva essere nel controllo di Alessio. Lei doveva sentire che era al sicuro. E soprattutto, doveva rimanere un'esperienza una tantum, niente che potesse minacciare quello che avevano.
Lui aveva accettato tutto. E poi erano andati su annunci69.
Avevano cercato per settimane. Francesca scorreva i profili con diffidenza, a volte disgustata, altre volte incuriosita. Finché non avevano trovato Antonio. Quarantaquattro anni, muscoloso, sguardo intenso, foto che non mostravano il viso ma che facevano intuire un corpo possente. Nei messaggi era diretto, senza giri di parole. Sapeva cosa volevano, e aveva detto che poteva dargli esattamente quello che desideravano.
La notte prima dell'appuntamento, Francesca era stata silenziosa. Alessio l'aveva vista mentre si preparava in camera, il viso concentrato, le mani che tremavano mentre sceglieva cosa indossare. Un vestito nero corto, senza reggiseno. Le gambe lunghe, le tette perfette che rimbalzavano sotto il tessuto. Quando si era guardata allo specchio, aveva avuto un'espressione che Alessio non le aveva mai visto prima: una miscela di paura, eccitazione e peccato.
"Sei sicura?" le aveva chiesto.
Lei aveva annuito lentamente. "Voglio farlo. Per te. Per noi."
Erano andati in una zona isolata fuori città, una strada secondaria dove avevano parcheggiato la macchina. Antonio era arrivato puntuale. Muscoloso come nelle foto, capelli neri, occhi che avevano guardato Francesca con una fame animale. Lei era uscita dalla macchina, il corpo visibilmente teso. Si salutarono appena iniziarono subito senza aspettare.
Antonio l'aveva afferrata per i capelli senza alcun preambolo, l'aveva tirata verso di sé e l'aveva baciata violentemente sulla bocca mentre Alessio guardava dalle finestre. Il bacio non era tenero. Era brutale, dominante, il genere di bacio che diceva "sei mia adesso." Francesca aveva gemito dall’eccitazione.
Poi Antonio l'aveva spinta dentro la macchina, nello spazio posteriore dove Alessio era già seduto ad aspettare. Lei si era seduta tra loro due, il respiro affannato, gli occhi che si muovevano nervosamente tra il marito e lo sconosciuto.
Antonio aveva afferrato il vestito di Francesca e lo aveva strappato. Letteralmente. I bottoni erano volati via. Le tette di Francesca erano rimaste completamente esposte, bianche e perfette sotto la luce fioca. Antonio le aveva afferrate entrambe con le mani grandi e ruvide, le strizzò come se volesse assicurarsi che fossero reali.
"Guardalo," aveva detto a Francesca, indicando con la testa Alessio. "Guardalo mentre ti prendo." Francesca aveva obbedito, i suoi occhi che si incrociavano con quelli del marito. C'era un miscuglio di emozioni lì dentro: eccitazione, vergogna, amore, lussuria.
Antonio aveva aperto i pantaloni, aveva tirato fuori il cazzo. Era grande, già completamente eretto, la punta rossa e umida. Aveva preso la testa di Francesca e l'aveva spinta giù verso il suo cazzo. Lei aveva aperto la bocca, ma non abbastanza velocemente. Lui non aveva aspettato. Le aveva infilato il cazzo in bocca con una spinta che l'aveva fatta gorgogliare.
"Succhia," aveva ordinato. "Succhia il mio cazzo mentre tuo marito guarda come una merda."
Francesca aveva iniziato a muovere la testa avanti e indietro, il cazzo che entrava e usciva dalla sua bocca. Il suono era disgustoso e incredibilmente erotico: il gorgoglio umido, il respiro affannato attraverso il naso. Alessio poteva vedere la saliva che gocciolava dal mento di sua moglie, poteva sentire lo sforzo nel suo respiro.
Antonio aveva accelerato il ritmo, tenendo Francesca per i capelli e spingendola sempre più profondamente. Lei gorgogliava, gli occhi che si chiudevano mentre il cazzo le bloccava la gola. Poi lui l'aveva tirata fuori per un attimo, permettendole di respirare. Lei aveva tossito, il viso rosso, la saliva che le stringeva il mento al collo.
"Bella cagna," aveva sussurrato Antonio. "Perfetto."
L'aveva buttata sul sedile posteriore, nella posizione che lui desiderava. Francesca era rimasta a quattro zampe, il culo in aria, il vestito ancora parzialmente indosso. Antonio le aveva tirato uno schiaffo sul culo, forte, il suono che risuonava nella macchina stretta. Francesca aveva urlato. Lui le aveva tirato un altro schiaffo, poi un altro. Le guance del suo sedere diventavano rosse sotto i colpi.
"Conta," aveva ordinato Antonio.
"Uno," aveva ansimato Francesca. Schiaffo. "Due." Un altro colpo, più forte. "Tre."
Alessio guardava, la mano di sua moglie che cercava la sua nel buio. Gliel'aveva afferrata, l'aveva stretta come se fosse l'unica cosa che la teneva ancorata.
Antonio aveva preso il cazzo e l'aveva infilato nella figa di Francesca senza preparazione. Lei aveva urlato, un grido acuto che gli aveva fatto rizzare i peli sulla schiena. Non era un grido di dolore, ma di sorpresa e di piacere. Lui spingeva dentro di lei con una violenza che Alessio non avrebbe mai potuto eguagliare, il corpo di Antonio che si muoveva come una macchina, muscoli che si contraevano ad ogni spinta.
Francesca aveva iniziato a gridare, "sì, sì, sì," mentre Antonio la scopava, il cazzo che entrava e usciva da lei con violenza. I suoni erano animaleschi, il respiro pesante di Antonio, i gemiti incontrollati di Francesca, lo squish umido del suo cazzo che entrava e usciva.
Poi Antonio aveva cambiato tattica. Aveva allargato la bocca di Francesca con le dita, le aveva infilato il cazzo dentro di nuovo mentre continuava a scoparla con l'altra mano. Lei gorgogliava, i suoi occhi che piangevano mentre lui la soffocava. Alessio poteva vedere la lotta di sua moglie per respirare, il modo in cui il suo corpo si contorceva tra il piacere e la necessità di aria.
Antonio aveva tirato fuori il cazzo dalla sua bocca per un attimo, permettendole di respirare. Lei aveva tossito, ansimato, il viso bagnato di lacrime e saliva.
"Ti piace?" aveva chiesto Antonio, una mano ancora nel cazzo, l'altra che la stringeva per il collo.
"Sì," aveva risposto Francesca, il respiro entrecotto. "Mi piace, mi piace, mi piace."
Antonio le aveva iniziato a stringere il collo mentre la scopava. Non abbastanza da farle male gravemente, ma abbastanza da restringerle la gola, da farle sentire il suo controllo totale. Francesca era diventata grigia, gli occhi che si spalancavano di paura e eccitazione.
Poi lui l'aveva fatto girare di nuovo. Aveva infilato il cazzo nella sua figa, violentemente, e aveva iniziato a scoparla in quella posizione. Il corpo di Francesca era bagnato di sudore, i capelli appiccicati al viso. Alessio poteva sentire il profumo del sesso nella macchina stretta, umido e denso.
Antonio le aveva alzato le gambe, aveva cambiato angolo, aveva iniziato a scoparla ancora più profondamente. Francesca stava venendo, il corpo che tremava in convulsioni di piacere. "Sto venendo," gridava. "Oh dio, sto venendo."
Poi Antonio aveva cambiato di nuovo. L'aveva posizionata con il culo in aria, se stesso dietro di lei. Alessio sapeva cosa stava per fare. Francesca lo sapeva. Tutti e tre lo sapevano.
Antonio aveva sputato sul buco del culo di Francesca, aveva guidato il cazzo verso l'apertura. Lei aveva preso un respiro profondo, consapevole di quello che veniva. Antonio aveva iniziato a spingersi dentro, lentamente al primo, poi sempre più velocemente. Francesca aveva gridato, un grido di pura trasgressione.
"No, no, no, sì, sì, sì," gridava, le parole che si mescolavano insieme mentre Antonio la scopava nel culo, violentemente, senza pietà.
Alessio teneva ancora la mano di sua moglie. Poteva sentire il suo corpo che tremava, poteva sentire l'eccitazione che le percorreva le vene. Questo era quello che aveva voluto. Non il tradimento in sé, ma questo: il controllo completo, la vulnerabilità assoluta, il fatto che Francesca si stesse dando completamente a un'esperienza che non avrebbe mai osato da sola.
Antonio accelerava i colpi, il respiro che diventava sempre più affannato. "Sei una vera puttana," sibilava. "Una vera cagna che si fa scopare nel culo mentre il tuo cornuto di marito guarda."
"Sì," urlava Francesca. "Sì, sono una puttana, sono una cagna, fai quello che vuoi."
Antonio stava per venire. Aveva iniziato a spingere sempre più velocemente, il corpo che si irrigidiva. Quando è venuto, ha riempito il culo di Francesca di sperma caldo, un gemito basso che riempiva la macchina.
Quando ha finito, si è tirato fuori. Francesca è rimasta lì, il corpo che tremava, lo sperma che gocciolava dal suo culo aperto.
Antonio si è vestito in silenzio. Ha guardato Alessio per un momento. "È stata brava," ha detto. "Veramente brava." Poi è uscito dalla macchina.
Alessio e Francesca sono rimasti soli nel buio. La mano di lei ancora nella sua. Lei piangeva, non di dolore, ma di emozione pura, di confusione, di qualcosa che non sapeva come nominare.
"Ti amo," aveva sussurrato lei. "Voglio che tu sappia che ti amo."
"Lo so," aveva risposto Alessio. "E io amo te. Soprattutto adesso."
Aveva tirato fuori un fazzoletto dalla tasca, aveva iniziato a pulire delicatamente lo sperma dalle gambe di sua moglie. Lei lo guardava con uno sguardo nuovo, come se lo vedesse per la prima volta. Nel silenzio della macchina, con il corpo di Francesca ancora tremante dal piacere e dall'emozione, Alessio aveva capito qualcosa di profondo su di sé, su di lei, e su quello che il loro matrimonio era diventato.
Sono tornati a casa in silenzio. I bambini dormivano. Si sono chiusi in bagno. Alessio ha fatto la doccia a Francesca, le ha lavato il corpo con delicatezza, poi si è inginocchiato e ha iniziato a leccare la sua vagina gocciolante. Lei stava seduta sul bordo della vasca, quasi in trance, le mani che affondavano nei capelli di suo marito.
Quando ha finito, lei lo ha baciato con una passione che non aveva mai avuto prima. Il suo corpo era ancora sensibile ai suoi tocchi, ancora acceso dal ricordo di quello che era appena successo.
Nel letto quella notte, abbracciati nel buio, Alessio aveva sussurrato nella schiena di sua moglie: "Voglio che lo faccia di nuovo."
Francesca si era voltata, gli aveva guardato negli occhi, e aveva sorriso. "Anch'io," aveva detto. "Anch'io voglio farlo di nuovo. Ma questa volta, voglio che sia ancora più violento. Voglio farmi spalancare la figa e il culo, voglio che mi tratti come una vera puttana."
Alessio aveva sentito il cazzo indurirsi al pensiero. Aveva capito che quella notte aveva aperto una porta che non potevano più chiudere. E non voleva che fosse diversamente. Quello che era iniziato come sua fantasia solitaria era diventato il desiderio condiviso di entrambi, e solo il pensiero di quello che sarebbe venuto dopo li faceva tremare di eccitazione.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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