tradimenti
Il Cornificante, il Cornificato e la donna dei 1000 piaceri
20.10.2019 |
7.529 |
4
"Ma lei accortasene, si discostó di colpo, come se un cattivo pensiero avesse interrotto quel bollente piacere e mi disse se era vero ciò che di me si sentiva dire in giro..."
La storia che sto per andare a raccontare è una storia realmente accaduta, che ha 2 personaggi chiave; il cornificante, ossia me stesso e la donna dei 1000 piaceri, protagonista indiscussa di ciò che viene a seguire. Il terzo personaggio, ossia il cornificato, non meriterebbe alcuna considerazione, dal momento che sarà presente solo in forma eterea, ma un piccolo cameo ho voluto dedicarglielo per pietà, data la sua pochezza.Ebbene quando vidi la donna dei 1000 piaceri girovagare per quel desolato centro commerciale, ebbi come un fremito. La vidi in gonna, camminare con le sue cosce lineari, i suoi polpacci gonfi al punto giusto e i suoi sandali aperti tacco 12, che mettevano in risalto dei piedi fantastici.
Avevo sentito parlare di lei, ma come accade spesso se a parlartene è la tua ex, non ci badi più di tanto e fai finta di essere disinteressato. Ma ricordavo bene la discussione sui prorompenti seni fatta qualche giorno fa, e di quello della donna dei 1000 piaceri la mia ex disse fossero enormi, dato che anche lei a suo tempo aveva due mammelloni su cui volentieri mi lasciava aggrappare e mungere per ore.
Effettivamente alzato lo sguardo oltre il bacino della donna dei 1000 piaceri, notai due enormi grappoloni, ben coperti e celati sotto la maglia. Mi attraeva e pure tanto, ma per adesso il suo generoso seno poteva aspettare; erano le sue cosce a stuzzicarmi e a farmi tergiversare lo sguardo in quella paradisiaca direzione. Venni riportato alla cruda realtà dalla mia ex, che mi chiamò da un negozietto adiacente e la raggiunsi. Tornati a casa, scopai la mia ex senza né arte e né parte, perché da quella sera io non ero più mentalmente con lei.
Torbidi pensieri e peccaminosi desideri si accesero in me quando un giorno in rete trovai il profilo della donna dei 1000 piaceri. In costume, in abiti succinti, in spiaggia...Era diventata la mia ossessione, iniziavo a fantasticare su di lei mille e un pensieri, fino a che su alcuni scatti, sentendo scoppiare i pantaloni, tirai fuori l ' uccello e chiusi gli occhi.
Il cappellone si induriva pensando alle sue cosce, ai suoi piedi tutti da leccare e dopo pochi minuti mi ritrovai in bagno a spruzzare sborra in quantità esagerata come non mi accadeva ormai da tempo. Furono 5 o 6 fiotti lunghissimi e tutto ad un tratto iniziai a urlare il suo nome.
Dovevo fare qualcosa, la volevo, la desideravo, ero pronto a tutto per lei, e da lì a poco iniziai a scriverle. Non ci conoscevamo di persona, ma semplicemente di vista, tra di noi solo timidi saluti col capo. Venni a sapere comunque che gli stavo antipatico a pelle, data la mia riservatezza e le mie poche parole in quelle noiose uscite con amici comuni.
Ma non mi arresi e ci provai. Non volevo spingermi subito oltre, me la volevo cuocere a fuoco lento, giocando con lei e stuzzicandola al punto giusto. Non sapevo a volte come approcciarmici, ma appena avevo corda assestavo qualche calda battuta, e ricevendo consensi e vedendo che alle mie bussate la porta si stava aprendo, arrivò il fatidico giorno dell'incontro, a insaputa del dormiente e di li a non molto cornificato.
Appena i nostri sguardi si incrociarono tra le ombre e le fioche luci di una città indifferente a ciò che stava accadendo, ci domandammo parlando del più e del meno il motivo di quell’incontro e ci scrutammo occhi negli occhi per diversi minuti. Decidemmo di spostarci un po in macchina, ma prima di partire ci avvinghiammo entrambi ai nostri volti e cominciammo a baciarci con molta foga. Che profumo che emanava, e che lingua pensai, cercava la mia trasmettendomi tutto il gusto e la passione di ciò che stava facendo. Ci dava dentro e ogni tanto si staccava per un attimo per poi riprendermi ancora di lingua.
Mi disse che era tardi e che doveva rincasare, cercai invano di andare oltre quei focosi baci insinuando la mia mano in quei meandri che bramavo da giorni, ma non so perché la assecondai e finì li quella serata. Ci scambiammo il numero di telefono e dopo averla lasciata andare venni assalito da un senso di tristezza e solitudine.
Capii che lei nel gioco aveva dominato, e non io. Mi aveva illuso con la sua presenza per poi darmi un esile contentino che mi sarebbe dovuto bastare forse per sempre.
I giorni successivi non ci sentimmo, io preso dalle mie cose a volte cercai di non pensare troppo a lei. Ma che mi ero messo in testa? Chi mi credevo di essere? Vedere una bella gnocca e saltarle addosso dopo 4 chiacchiere…pura follia..stava per esaurirsi quella calda carica erotica che mi faceva compagnia da giorni e giorni..puff tutto svanito.
Ma un sabato di chissà quale settimana santa, nel bel mezzo di un pomeriggio freddo e pungente ecco una telefonata. Era Lei, la donna dei 1000 piaceri. Voleva incontrarmi per uscire e stava già per partire con l’auto. Il Cornificato lavorava dal pomeriggio fino alla mattina seguente per cui campo libero. Mi preparai a missile e ci raggiungemmo immediatamente. Tacchi alti con vista piedi, gambe curatissime avvolte da calze nere, gonna molto chic e scollatura molto casta, che faceva carpire la grande quantità di tettoni ma non scadeva nella volgarità. Viso truccato e curato nei minimi dettagli. Impallidii solo a portarla in giro. CHE GIUMENTA..
Fu il secondo incontro, si parló, si scherzó ed evitammo di tornare sulla fatidica notte delle occasioni perdute. Ci dirigemmo zona mare in un ristorantino tranquillo, dove degustammo di tutto un po, fino a che non venne almeno per me l’ora di pagare il conto.
Si perché io mi accingevo a saldare il conto all’oste, mentre lei durante la cena, sotto il tavolo con il suo piedone mi aveva deliziato di delicatissimi sfiori sulla cappella, ed era chiaro che questo per lei fosse solo l’aperitivo. Il resto della sua cena sarebbe continuato altrove.
Uscimmo, mi prese sottobraccio e ci dirigemmo di fretta in auto per trovare un posto appartato. Non fu difficile, e finalmente l’immaginazione si materializzó.
Iniziai a spogliarla pezzo per pezzo, mi lasciava fare.. Tolsi il superfluo di corsa e rimase in reggiseno, calze, mutandine e tacchi.
Come un cioccolatino la scartavo, fino a che non venne fuori quel tanto atteso seno. Era immenso, una sesta piena, tutt’altro che cadente. Due tettoni succulenti su cui avventarmi e due abbondanti aureole dal quale venivan fuori 2 ciliegie difficili da non succhiare e strizzare, dure come il marmo. Dopo essermi allietato con quei cocomeri le tolsi lo slip, e la implorai di pararsi di culo. Che poesia.. Mi servì quei chiapponi sodi e caldi in faccia e io con le mie mani gliele tenevo spalancate e come un cagnolino la leccavo millimetro per millimetro. Ahhh Dante, Boccaccio, Petrarca… Che paradiso…
Gemeva di piacere, inarcava la schiena e accennava a dei sussurrati Siiiii…. Provó un altro brivido quando la lingua le stuzzicó il buco del culo, inviolato, data la ristrettezza. Poi fu la volta di passare all’ avantreno.
Profumata,ben rasata e bagnata la sua fica aveva 2 soffici labbra, il nettare che le mie papille gustative assaporavano era della migliori annate. Stava godendo forse come non faceva da tempo, ed era in balia delle mie voglie. Anke il mio cazzo ora stava per collassare, Levi Strauss lo attanagliava nella sua morsa e le grida di libertà giunsero alle mie mani, che stavano per intervenire. Ma lei accortasene, si discostó di colpo, come se un cattivo pensiero avesse interrotto quel bollente piacere e mi disse se era vero ciò che di me si sentiva dire in giro. Che ero timido, che ero poco propenso a pensare alle donne...ecc ecc
Al che le chiesi di scoprirlo da sè e che era la notte giusta per sfatare miti e leggende…Fu li che la donna dei 1000 piaceri non se lo fece ripetere 2 volte e mi fece capire chi fosse veramente. Sbottonó con fare repentino i pantaloni e li levó via. Mi strappó violentemente la camicia e la cestinó. Abbassó con altrettanta velocità lo slip e senza che io avessi il tempo di metabolizzare il tutto ritornai pindaricamente in paradiso.
Era attaccata golosamente come una piovra al mio cappellone e succhiava emettendo dei dolci mugolii. Gradiva e come la mia verga e ne scandagliava ogni angolo. Me lo teveva tutto aperto e slinguazzava insistentemente sul frenulo fino ad esasperarmi. Riuscii con quel po di luce presente a scorgere che non disdegnava neanche a ficcarsi tutto il cazzo in bocca di lato mostrandomi quanto il cappellone le gonfiasse la mandibola. Scese anche per correttezza lungo le palle, le quali furono strizzate entrambe con forza, venendo inghiottite ad una ad una in quelle sublimi labbra. Cedette il freno dopo questo pompino da gran troia e chiaramente un pò provata dalla prolungata apertura delle fauci, confessó prendendo fiato, che il mio cazzo fosse enorme e che fosse il momento di testarlo in altri buchi. Ed ecco che dopo aver concesso un’ altra abbondante leccata al cappellone ed esserselo sbattuto ben bene sulla lingua e in faccia, la adagiai su di me e le dissi: {ora prenditelo tutto dentro e prova se sono timido} . Si impaló tutta, sedendosi pian piano sulla mazza e iniziai finalmente a tirarla su e giù per i fianchi. I suoi tettoni ballonzolavano e a volte riuscivo ad afferrare con la bocca quei capezzoloni. I colpi di cazzo echeggiavano in auto e lei gridava e gridava.. Era andata ormai in calore e mostrava quanto fosse sorpresa di quel cazzone che ora le usciva dalle orecchie quasi. Tra le sue urla sbattimi sbattimi, dammelo tutto fino alle palle, io rispondevo : {siii maialona è tutto tuo, prendilo, è tutto per te, eccotene ancora e ancora e ancora, ti sfondo puttanone, ti allargo la fregna come un portone}.
E lei avida più che mai di verga, cavalcó urlando e fremendo fino a che sentendosi più vacca che mai eruttó nella sua prima venuta, lanciando l’ennesimo assordante urlo. Era tutt altro che finita. E già perchè fu il turno di farla risiedere ancora sul cappellone, ma stavolta la sua schiena era sul mio petto e tenendole larghe le cosce le farcii ben bene la fica. Uhhh che goduria… Quelle cosce le percorrevo su e giù, erano favolose, le stringevo i polpacci e la fustigavo a colpi di cazzo. Era abbondante in tutto, a volte non trascuravo neanche i suoi cupoloni che afferrai a più non posso, provando un senso di onnipotenza nel momento in cui sincronizzavo strizzate di capezzoli a forti colpi di cazzone.
Si fece martellare la fica per un bel pó, fino a che non interrompemmo un attimo, per portare a compimento altri desideri. Le strappai le calze per far uscire giusto quei 2 piedoni curati e iniziai dito per dito a leccarglieli delicatamente.Le piaceva avermi ai suoi piedi, e lei di tutta risposta supina mi allargò le gambe per affondare la sua lingua nel mio ano, che maniacalmente addolcivo sempre prima di tali appuntamenti con burro di mandorle. Lecca troia gli urlavo, quanto sei maiala…e lei udite queste parole forzava ancora di più la mano agitandomi il cazzo su e giù e leccandomi le palle e il culo.
Quanta soddisfazione che mi diede e quanto piacere provai sapendo che la donna dei 1000 piaceri celava sotto la sua apparente castità, un tasso maialesco e perverso che mai avrei immaginato. Decise di prendere una boccata d’aria chiedendomi spudoratamente di trapanarla in piedi, e così facemmo.
La feci piazzare a pecora e con cosce belle larghe sul sedile posteriore, con lo sportello che la copriva da assenti occhi indiscreti e iniziai a sbatterla forte, intervallando la perforazione con tanto di randellate sul culo. Spalancava la bocca e chiudeva gli occhi, si rendeva conto sempre più di quanto stesse esibendo il meglio di sé, quando ad un certo punto un cellulare inizió a suonare.
Rispondi gli dissi, ma lei, avida di cazzo a più non posso esitava.. Glielo ripetei tirandola per i capelli e dandole 2,3 spinte fin oltre le palle… E dopo un suo lungo uhmmmmm si decise a rispondere.
Era luiiii, era luiiiii, il Cornificato….chiedeva alla donna dei 1000 piaceri, che stesse facendo di bello, e se le fosse passato il mal d testa del pomeriggio. E qui, ecco che decisi da gran maiale di non fermarmi e di farla parlare stantuffandogli a ritmi forsennati la verga tra i chiapponi,sempre più grondanti di umori bollenti. Mentre gli rispose che era tutto ok, e che stava per mettersi a letto, ancora più voglioso di infierire su quella povera vittima, la feci entrare di piu in auto e aggrappandomi alle sue caviglie la sbattei con tutta la forza che avevo in corpo dicendole a bassa voce: senti quanto te ne do. Mi eccitó l’idea di fottermi l’ammogliata donna dei 1000 piaceri e chiusa la conversazione telefonica le sottolineai quanto fosse puttana e insaziabile di cazzo.
Esplose in un maialesco sorriso, quasi come per trasmettermi la sua goduria nel prendere quella grossa verga tutta dentro mentre il cornificato era ignaro di quello spettacolo.
Dai continuó a dirmi…chiavami tutta alla faccia di quel cornuto, sfondami nerchione grosso mio, massacrami con questa spada, voglio il culo dolente domattina.
Fui pronto finalmente a riversarle tutta la mia lava bianca, chiedendogli dove più le aggradasse farselo spruzzare, e senza esitazioni scese dall’auto in fretta per afferrarmi l’uccellone e piantarselo ancora tra le fauci. Eccomii le dissi, vengo gran puttanone bevilo tutto fino all’ ultima goccia e brinda al cornificato. Esplosi in una grande sborrata che la donna dei 1000 piaceri ingoió con non poche difficoltà. La sentii ingurtitare più di un paio di volte e quando ebbe consumato il tutto sbottó in un :uhhhh che bevuta…e sei timido…e chi ti molla d’ora in poi.
Era fatta, la donna dei 1000 piaceri succube della mia verga, ed io trionfante di averla gustata e impalata in ogni salsa. Mancava solo di fargli il buco del culo, ma il tempo per una volta non fu tiranno, anzi fu solo un rinvio, dal momento che da lì e in altre circostanze ci furono altre occasioni di estendere le nostre già perverse e bollenti scopate.
Lei più bella e troia che mai… Io sempre più voglioso di farla sentire tale… Ma Queste sono altre storie…
P. S. E il cornificato? Beh continua a bearsi nella sua felicità , come il fanciullino del Pascoli…
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per Il Cornificante, il Cornificato e la donna dei 1000 piaceri:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
